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Migranti: procuratore Catania chiede l’archiviazione per Salvini su nave Diciotti

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Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha chiesto l’archiviazione delle accuse al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso della nave Diciotti, bloccata per giorni nel porto etneo ad agosto con a bordo più di 100 migranti. Lo ha riferito lo stesso titolare del Viminale in una diretta Facebook. “Gioia, soddisfazione”, ha espresso Salvini, “ma il procuratore di Agrigento perché ha indagato? Quanto è costata l’inchiesta per un reato che non esisteva?”. “Adesso prendo il caffè, infilo la giacca, spengo la tele, e da persona libera e non più indagata torno al mio lavoro. Grazie, grazie, grazie”, ha aggiunto. La vicenda a questo punto si dovrebbe chiudere a meno che meno che il giudice non respinga la richiesta del pm.

«Sono innocente – aggiunge – potevo e dovevo bloccare gli immigrati». E infine: «I 35 euro al giorno per i migranti diventeranno molti di meno, abbiamo messo a punto un documento d’intesa con Anac e il presidente Cantone».

 

 

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Politica

Emergenza Covid, Gentiloni: “Inevitabile arrivare a decisioni drastiche”

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Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe dato un’accelerata, anticipando a lunedì l’intervento al Parlamento sulle nuove misure contro la pandemia, per poi convocare in serata una riunione per discutere e definire un nuovo dpcm. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza. Nella riunione di oggi, il premier avrebbe manifestato l’esigenza di coinvolgere le opposizioni

“Per la portata di questa seconda ondata non c’è un manuale né una palla di vetro, i numeri sono molto preoccupanti in tutta Europa”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Festival de Il Foglio. “I criteri sono: massima precauzione, adeguatezza e proporzionalità. Noi siamo sempre flessibili”, ha aggiunto Conte. “Stiamo lavorando per capire se si deve intervenire ancora”.

Vaccino: a primavera dosi per tutti

“Confidiamo di averlo a dicembre ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dose per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie”, ha spiegato Conte, al Festival de Il Foglio parlando delle prime dosi di vaccino conto il Covid. Il premier però precisa che per vedere gli effetti del vaccino “dobbiamo aspettare primavera quando prevedibilmente arriveranno per tutti” le dosi.

“Ho chiamato i presidenti di Camera e Senato, ho chiesto loro se c’è la possibilità di trovare uno strumento o un luogo dove confrontarsi in tempi rapidi con il Parlamento”, ha aggiunto il premier parlando del confronto anche con le opposizioni “E’ una esigenza, quando ci sono da prendere misure in tempi rapidi, che ci sia un luogo di confronto”. Conte ha parlato nello specifico di “un tavolo di confronto. Il governo sarebbe ancora più sereno, prendendo decisioni e coinvolgendo tutti gli attori, è giusto che sia così”.

“La curva sta subendo una impennata così rapida che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza – ha spiegato Conte –, alcuni presidenti di regione lo hanno fatto, non è il nostro obiettivo, noi continuiamo a difendere fino alla fine la didattica in presenza. Ma dobbiamo mantenerci vigili per seguire e assicurare la tutela della salute de tessuto economico“. 

 “Mi auguro che sia possibile evitare di chiudere le scuole e le attività, i luoghi di lavoro, assicurando la sicurezza”, ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini ospite della festa del Foglio.

“La situazione non è fuori controllo in nessun Paese europeo, incluso il Belgio e tuttavia diversi Paesi a cominciare da Francia, Belgio, Inghilterra, Germania ed altri che sono meno sotto i riflettori, hanno preso decisioni drastiche. Credo sia abbastanza inevitabile arrivare a decisioni drastiche, con lo sforzo di salvaguardare alcuni aspetti della nostra vita, del lavoro e del sistema di istruzione soprattutto per i più giovani”, ha detto il commissario Ue, Paolo Gentiloni. Gentiloni ha parlato di “un percorso abbastanza scritto nei diversi Paesi europei” che avrà “le sue conseguenze sociali e sull’economia”.

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Editoriali

Covid, a un passo da un nuovo lockdown e intanto il ministro Speranza scrive un libro. Sciolto ogni dubbio: se tutto va bene siamo rovinati… ma deve andare bene tutto!

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di Luca Andreassi*

Succedono sempre due cose quando straripano i fiumi. Piogge torrenziali da una parte e argini non sufficientemente alti dall’altra. Stessa cosa per il CoVid. Da un lato il virus in sé, le piogge torrenziali. E quello ce lo becchiamo così come viene. Noi come il resto del mondo. Dall’altro la capacità da parte dei Governi nazionali di alzare gli argini. Purtroppo, i numeri confermano quotidianamente che non solo i sistemi di tracciamento, ultimo vero argine al virus, siano già saltati in gran parte del territorio nazionale ma che non esista alcuna strategia per il contenimento del virus stesso. Strategie che certamente non possono basarsi sui numeri del giorno che, verosimilmente, riflettono i contagi di 15 giorni prima quando, al contrario, bisognerebbe guardare alla proiezione della curva epidemiologica di qui a due settimane.

Una totale assenza di strategia che si manifesta, tanto per fare un esempio, l’ultimo in ordine di tempo. nelle paventate chiusure di ogni tipo di attività, si vedano le dichiarazioni del Governatore della Campania De Luca, stabilite di punto in bianco senza aver prima consultato … nessuno.

Dal Governo nazionale alle associazioni di categoria

E mentre tutto questo succede, mentre siamo sommersi da nuovi contagi, mentre l’assenza di una strategia, l’assenza di un numero adeguato di tamponi, l’assenza di un adeguato sistema di tracciamento, l’assenza di un reale rinforzo della medicina territoriale – tutti aspetti di cui siamo a conoscenza da 6 mesi ormai – ci spingono verso il baratro di un nuovo, inevitabile, disastroso, drammatico lockdown, uno dei principali responsabili di tutto ciò, il Ministro della Salute Roberto Speranza, cosa fa? Presenta il suo libro. È così. Speranza ha scritto un libro. Il che risponde al dubbio di milioni di italiani. Ovvero, su cosa abbia fatto Speranza in questi mesi. Ecco. Ora lo sapete. Stava scrivendo un libro. Ma mica finisce qui. Avesse scritto un romanzo, un giallo, la storia della sua vita, vabbè. Ha scritto un libro dal titolo “Perché guariremo. Dai giorni più duri ad una nuova idea di salute”. Al di là della mancanza della più elementare scaramanzia, perché con 20.000 contagi al giorno mi pare di poter dire che “i giorni più duri” siano tutt’altro che passati – e chi meglio del Ministro della salute dovrebbe saperlo? – ma sapete che ha anche provato a presentarlo? Pare che almeno la presentazione sia saltata. Credo per evitargli un TSO. Se sopravvivremo a questa pandemia, spieghiamo e spiegate ai nostri figli chi era il Ministro della Salute Speranza e quanto ci abbia detto culo. Nonostante tutto.

*Coordinatore per la Provincia di Roma di Italia Viva

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Editoriali

Covid, contagi oltre 19mila. Il Prefetto Tagliente interviene sul sistema scuola e spostamenti su mezzi pubblici

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Continuano a salire i contagi per Covid in Italia: secondo il bollettino del ministero della Salute l’incremento nelle ultime 24 ore è di 19.143, individuati con 182.032 tamponi, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza. Il totale dei contagiati – comprese vittime e guariti – sale a 484.869. In calo invece l’incremento delle vittime, 91 in un giorno (ieri erano 136) che portano il totale a oltre 37mila (37.059).

Su 6.628 posti di terapia intensiva oggi disponibili in Italia il 15% è occupato da pazienti Covid, percentuale che scende all’11% se si considerano anche gli ulteriori 1.660 posti letto attivabili con i ventilatori che sono già stati distribuiti alle regioni.
Il dato è contenuto nel report settimanale del Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri dal quale emerge che la regione con la percentuale più alta di pazienti in terapia intensiva – rispetto ai posti a disposizione – è l’Umbria, che ha un tasso di occupazione al 27,85%. Subito dopo c’è la Campania (21,71%) e la Sardegna (20,69%). In Lombardia la percentuale è al 15,69% mentre il tasso più basso si registra in provincia di Trento, con l’1,96%.

Il Prefetto Francesco Tagliente, già Questore di Roma e Firenze è intervenuto con una lunga nota su quella che ritiene un’attenta riflessione sull’opportunità di nuova diversa organizzazione delle attività didattiche.

Il Prefetto Francesco Tagliente

Ecco la nota del Prefetto Francesco Tagliente

“Non giriamo troppo intorno al problema. C’è un incremento drammatico del numero dei morti con gli ospedali di alcuni territori al collasso. E’ ora di riflettere attentamente sulla necessità di disporre la didattica a distanza e la massima diffusione possibile dei tamponi rapidi. Proviamo a riflettere insieme sulla nuova organizzazione delle attività didattica.

Il sistema scuola sta funzionando? E lo spostamento di migliaia di studenti sui mezzi pubblici, necessari per raggiungere i propri istituti scolastici? Dalla esperienza di questi primi giorni, risulta sempre possibile far rispettare il distanziamento fisico tra i ragazzi nelle le fasi di ingresso e di uscita dalle scuole?

In tutto il Paese, sono moltissimi i casi di positività al coronavirus tra personale scolastico, insegnanti e studenti. Diverse scuole sono state chiuse o con classi in quarantena per dei casi positivi tra studenti o personale. Solo nel Lazio Il report sull’attività di sorveglianza nelle scuole ha indicato che le Asl sono intervenute in 1.077 istituti. Le scuole con focolaio sono state 75. Il totale dei casi positivi riscontrati, ad oggi sono sono stati, cica 2.500 di cui oltre 2.000 studenti, in prevalenza nelle scuole secondarie superiori e 361 docenti e 112 tra personale amministrativo e addetti alle pulizie.

Penso che sia necessaria un’attenta riflessione proprio sull’opportunità di nuova diversa organizzazione delle attività didattiche. Proviamo a fornire un contributo del vissuto quotidiano:

  • Pensiamo ad una famiglia media: Genitori che lavorano e due figli in età scolastica che frequentano istituti diversi- Uno dei figli sa che un compagno X ha avuto contatti con un positivo Y; finchè il compagno X non viene sottoposto a tampone (richiamato dalla ASL o volontario) e non riceve l’esito positivo la classe non viene avvisata; ove il compagno X ricevesse l’esito positivo sarà poi tenuto ad avvisare la scuola per intercettare i contatti diretti; solo a questo punto verranno sottoposti tutti a quarantena quali contatti diretti del positivo. Tutti gli alunni della classe, divenuti a loro volta contatti diretti, saranno sottoposti a tampone; intanto gli alunni della classe in quarantena stanno a casa ma con fratelli a scuola e genitori a lavoro. Se l’esito del tampone dell’alunno in casa in quarantena risultasse positivo, l’alunno probabilmente avrà contagiato genitori e fratelli che frequentando rispettivamente lavoro e scuola a loro volta potrebbero aver contagiato altri e così via. Poiché il virus è anche asintomatico – e ne abbiamo i risconti – appare di tutta evidenza che questa organizzazione delle attività didattiche alimenta i contagi.
  • Se poi consideriamo che vi è giustamente l’obbligo di mantenere le finestre spalancate, non meraviglia che alunni che possono si portino anche i plaid da casa o una maglia di lana sotto la felpa. Con queste condizioni non meraviglia il fatto che alcuni si prendano il raffreddore.
  • Ci sono alunni che hanno a casa genitori o fratelli in quarantena perché hanno avuto contatti con positivi; i contatti dei contatti non vanno in quarantena, quindi continuano a frequentare la scuola.
  • Anche se la scuola ha dei casi di contagi, l’educazione fisica si continua a fare in palestra chiusa senza mascherina.
  • E’ bene sapere che gli stessi studenti di alcuni licei di Roma si ribellano ad una situazione palesemente sfuggita di mano

Spero che questo contributo faccia aprire gli occhi e far prendere una decisione… finché si è in tempo”.

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