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Milan: inizia la preparazione verso il Parma

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Dopo due giorni di riposo il Milan ha ripreso ad allenarsi a Milanello in vista del prossimo impegno di campionato, in programma sabato 20 alle 12.30, che vedrà i rossoneri affrontare il Parma in trasferta.

Ieri la sessione è iniziata verso le 11.30 con una fase di riscaldamento a margine del campo centrale: spazio ad esercizi per gli arti inferiori, utilizzando degli elastici, e una serie di esercizi di corsa a intensità crescente. I ragazzi di Mister Gattuso hanno poi proseguito il lavoro svolgendo un’esercitazione tecnica sul controllo del pallone e i passaggi, curando anche un possesso palla a campo ridotto. Per concludere si è giocata la partitella. I portieri hanno effettuato delle esercizitazioni specifiche per il ruolo, prima di aggregarsi al gruppo proprio per la partitella.

Per oggi è ancora previsto un allenamento mattutino per proseguire nella preparazione: squadra in campo alle 11.00.

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Pol. Borghesiana (calcio, I cat.), Cecili: “Il mister mi ha arretrato a centrocampo, sono a disposizione”

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Roma – E’ uno dei “fedelissimi” del presidente-allenatore Enrico Gagliarducci che l’ha conosciuto al Torbellamonaca e l’ha voluto alla Polisportiva Borghesiana. Andrea Cecili, mezzala classe 1996 della Prima categoria del club capitolino, è stato arretrato di qualche metro proprio da Gagliarducci.

“Il mio ruolo originario era quello di esterno alto, ma il mister ha scelto di giocare con il trequartista alle spalle delle due punte e così mi ha chiesto la disponibilità di fare la mezzala. Ho accettato volentieri perché anche agli esordi in una prima squadra avevo giocato in quella posizione: mi piace inserirmi e questo aspetto ha convinto il mister”.

Cecili parla del futuro di questa tormentata stagione che la Polisportiva Borghesiana aveva cominciato benissimo, con tre vittorie in altrettante partite. “Onestamente non ho grande fiducia che si possa riprendere in tempi rapidi. Speriamo di poter tornare ad allenarci a gennaio e di ricominciare con le gare ufficiali qualche settimana dopo. Se ci fosse da giocare fino a luglio, comunque, non avrei problemi. Ma è chiaro che con il Covid non si scherza e io lo so bene”. Il giovane atleta, infatti, è bloccato da ormai venticinque giorni a casa e aspetta di negativizzarsi: “Inizialmente la paura è stata tanta, dopo una giornata di lavoro ho avuto improvvisamente dei sintomi che poi per fortuna pian piano sono spariti. Ma non bisogna abbassare la guardia”. Cecili e tutto il gruppo della Polisportiva Borghesiana, comunque, non vedono l’ora di poter tornare in campo: “Quest’anno la società ha allestito un gruppo di primissimo livello. Avevo già giocato con Federici, ma anche con Dantimi e poi conosco di fama Barile, uno che è veramente sprecato in questa categoria. Avevamo cominciato benissimo e soprattutto c’era una bella sintonia tra di noi: un gruppo sano dove non prevalgono individualismi come magari è capitato in passato. Siamo consci del nostro valore e non ci nascondiamo, sperando di poter dimostrare sul campo la nostra forza”.

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Frascati Scherma, la colombiana Gonzalez: “Questo club mi ha accolto alla grande, sono felice”

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Frascati (Rm) – Un’altra atleta internazionale in rampa di lancio. Da settembre, il Frascati Scherma ha accolto nella sua famiglia sportiva la colombiana Linda Gonzalez, 24enne sciabolatrice nata a Bogotà che già da qualche anno fa parte della nazionale del suo Paese.

“Sono stata accolta benissimo da tutti qui alla “Simoncelli”, sono molto contenta di come vanno le cose – racconta – Quando c’è stata l’opportunità di allenarmi a Frascati non ci ho pensato un solo momento: questo è uno dei migliori club al mondo dove allenarsi, ci sono bravissimi tecnici e grandi atlete. Ho un ottimo rapporto col maestro Lucio Landi, una bravissima persona che ti fa sentire a tuo agio ed allena tanti atleti molto forti. Mi dice di migliorare sotto tanti aspetti, ma in particolare di essere più decisa quando scelgo una soluzione in pedana”.

La Gonzalez non ha iniziato giovanissima a fare scherma: “Avevo 12 anni e non avevo mai sentito parlare di questa disciplina, fu una professoressa di scuola a convincermi. Già dal primo momento, però, mi sono innamorata di questa disciplina, della maschera, della tuta, dell’arma. Poi ho cominciato a vincere qualche gara e mi sono sentita sempre più coinvolta. In Colombia non c’è una grande tradizione, anche se la Federazione si sta impegnando tanto per far crescere tutto il movimento. Per me è davvero un onore rappresentare i colori della mia nazione, ogni volta che ce n’è la possibilità”.
Il periodo è molto particolare e delicato e anche la Gonzalez non vede l’ora che passi: “Come si vive la questione del Covid in Colombia? Più o meno come qui in Italia, speriamo di tornare presto alla normalità. A noi atleti manca tanto la gara perché questa è come una medicina che ti aiuta a capire dove poter migliorare. Ma questo periodo rappresenta anche l’opportunità di curare meglio la base tecnica e la preparazione fisica che in altri momenti si trascurano un po’. Il mio obiettivo è quello di provare a qualificarmi per la prova pre-olimpica e poi magari provare l’assalto alla qualificazione olimpica. So che c’è tanto lavoro da fare, ma sono nel luogo giusto. La gara che ricordo con più affetto? Il secondo posto di squadra ai Giochi centramericani e caraibici del 2018 in cui perdemmo per poco la finale con il Venezuela. Ma fu un bellissimo risultato frutto di una grande prestazione di squadra”.
La chiusura della sciabolatrice colombiana è sul suo impegno universitario: “Frequento la facoltà di Scienze naturali della “Sapienza” a Roma. Non è facile portare avanti lo sport e lo studio, ma si può fare se non si è pigri e se si calcolano i tempi al meglio”.

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Lutto nel mondo del calcio: morto Diego Armando Maradona

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È morto Diego Armando Maradona, aveva 60 anni.

Il decesso sarebbe stato causato da una crisi cardiorespiratoria avvenuta mentre il campione si trovava in casa. All’inizio di novembre era stato operato per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. L’intervento, secondo le informazioni diffuse dai medici, era stato eseguito senza complicazioni.

Soprannominato El Pibe de Oro (“il ragazzo d’oro”), è considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto.

In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell’s Old Boys. Con la nazionale argentina ha partecipato a ben quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994), vincendo da protagonista il torneo del 1986; i 91 incontri disputati e le 34 reti realizzate in nazionale costituirono due record, successivamente battuti. Contro l’Inghilterra ai quarti di finale di Messico 1986 segnò una rete considerata il gol del secolo, tre minuti dopo aver segnato un gol con la mano (noto come mano de Dios), altro episodio per cui è spesso ricordato.

Non è mai potuto entrare nelle graduatorie del Pallone d’oro perché fino al 1994 il premio era riservato ai giocatori europei: per questo motivo nel 1995 vinse il Pallone d’oro alla carriera. Ha comunque ricevuto altri numerosi riconoscimenti individuali: condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo, e nel 1993 è stato insignito del titolo di miglior calciatore argentino di sempre, tributatogli dalla federazione calcistica dell’Argentina.

Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, stilata in occasione del centenario della federazione. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards e nel 2014 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i giocatori stranieri.

Tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso).

CT dell’Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l’aiuto di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

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