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Cronaca

Milano, 40 minuti di terrore in banca: arrestato rapinatore. E’ caccia al complice

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Nel pomeriggio di ieri, a Cassina de’ Pecchi (MI), i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Cassano d’Adda (MI) hanno arrestato in flagranza un 46enne di Cologno Monzese (MI) per “rapina aggravata, sequestro di persona e porto di arma clandestina”.

Alle ore 12:10 l’uomo, preceduto da un complice tuttora ricercato, è entrato all’interno della filiale dell’istituto di credito “B.P.M.” di Cassina de’ Pecchi con volto travisato da mascherina protettiva e cappello, intimando alle due cassiere presenti di aprire le casseforti.

Una di esse, sotto la minaccia di una pistola puntata alla tempia, ha quindi attivato l’apertura dei 2 forzieri, attendendo il decorso di 40 minuti richiesto dallo sblocco del sistema di temporizzazione. Durante la lunga attesa, i due rapinatori hanno condotto le due dipendenti e un cliente in un locale della banca, sequestrando di seguito un secondo utente, costretto ad accedere una volta notato all’esterno dell’istituto di credito, evitando così che contattasse il “112”.

Ad avvenuto sblocco delle casseforti, i due rapinatori hanno prelevato il denaro contenuto, per poi allontanarsi dall’istituto.

Proprio in quel frangente, una pattuglia della Sezione Radiomobile, transitando all’esterno della banca, ha notato i due rapinatori mentre attraversavano la carreggiata a passo spedito. I militari, ancora ignari dell’accaduto, intuendo un possibile coinvolgimento dei due in un’ipotesi delittuosa, si sono posti al loro inseguimento, riuscendo a fermare dopo una breve fuga a piedi il 46enne.

I militari hanno rinvenuto nel borsello utilizzato dal rapinatore una pistola a tamburo cal. 38 “Smith and Wesson” e una pistola “Glock” cal. 9×21, entrambe con munizionamento inserito e matricola abrasa. Inoltre, si è proceduto al sequestro di un involucro di plastica occultato all’interno del giubbino contenente l’intera refurtiva, pari a circa 57.000 euro, e 12 fascette da elettricista usate per l’immobilizzazione di persone. L’intuizione dei militari è stata confermata nel corso del sopralluogo in banca e del colloquio con le persone sequestrate, che hanno ringraziato i militari per l’immediata risposta.

Al termine delle operazioni, i carabinieri hanno arrestato in flagranza il 46enne, già protagonista in passato per analoghe rapine e attualmente destinatario della misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.

I carabinieri di Cassano d’Adda stanno conducendo ulteriori indagini finalizzate all’identificazione del complice e alla verifica dell’eventuale coinvolgimento dei due in analoghe rapine consumate nei mesi scorsi presso alcuni istituti di credito dell’hinterland di Milano.

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Cronaca

Agro Romano, il Consiglio Regionale blinda il territorio: approvata all’unanimità mozione Bonafoni

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“Riconoscimento dell’Agro Romano quale paesaggio rurale storico da iscrivere nel Registro nazionale dei paesaggi rurali d’interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali”, è questo l’impegno espresso nei confronti del Presidente Zingaretti e della Giunta Regionale con la Mozione approvata all’unanimità oggi dal Consiglio Regionale, di cui la la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti è prima firmataria e che è stata sottoscritta dai consiglieri Gianluca Quadrana e Gino De Paolis (Civica Zingaretti), Marco Cacciatore (Europa Verde), Eugenio Patanè (Partito democratico), Alessandro Capriccioli (+Europa) e Valerio Novelli (Movimento 5 stelle).

Il sistema delle aree agricole di Roma Capitale rappresenta un paesaggio rurale storico di particolare valore, in un’area metropolitana di circa 3 milioni di abitanti, per la permanenza, fin dai tempi antichi, di un’organizzazione di tenute agricole e coltivazioni e pascoli ormai storicizzati.  Un patrimonio straordinario che rappresenta anche una significativa componente ambientale per le aree urbane e periurbane della città, parte di quella rete ecologica cittadina fondamentale per  migliorare la resilienza complessiva del territorio metropolitano.

La città di Roma è tra le poche al mondo ad aver mantenuto questo profondo tratto di continuità tra campagna e città

L’ISTAT certifica una superficie agricola utilizzata pari a 57.959 ettari, il 45% del totale, con 2.656 aziende agricole censite.

“Un patrimonio agricolo fondamentale – dichiara Bonafoni – che, se messo a sistema, permetterebbe di migliorare la relazione tra chi produce, chi commercializza e chi consuma il cibo nell’area metropolitana di Roma, connettendo salute e nutrizione, città e campagna, rapporti di filiera, educazione alimentare ed ambientale. La Mozione invita anche a rafforzare la crescita di questa ricchezza produttiva, considerando come la presenza di un vasto mercato di prossimità, abbia determinato nella fase pandemica una grande risorsa per il comparto agroalimentare del territorio.

Ma Roma è anche sede delle principali agenzie internazionali che si occupano di cibo, agricoltura e sicurezza alimentare. Per questo un altro impegno richiamato dalla Mozione è promuovere la città di Roma Capitale come polo internazionale dell’agroalimentare, punto di riferimento per lo studio, la ricerca, la sperimentazione produttiva e il dibattito internazionale sulla sostenibilità del cibo e la sicurezza alimentare. Roma ha bisogno di proposte e idee forti per il suo riscatto e la sua vocazione agricola è senza dubbio l’asse portante sul quale poter costruire un nuovo sviluppo, ancor di più in questo momento di convivenza con il covid in cui nuovi modelli non sono più rinviabili al fine di rispondere alle esigenze della cittadinanza e garantire livelli qualitativi di vita migliori”

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Marsala, microdiscariche: l’amministrazione riattiva il videocontrollo e prepara azioni mirate

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MARSALA (TP) – Proseguono gli interventi straordinari per ripulire dalla microdiscariche alcune zone del territorio comunale di Marsala.

Nei diversi incontri con i responsabili dell’Energetikambiente, l’Amministrazione Grillo ha avuto modo di avere un quadro quanto più completo della situazione, raccogliendo le informazioni utili per avviare talune azioni mirate.

“Intanto, afferma l’assessore Michele Milazzo, stiamo riattivando il sistema di videocontrollo, da tempo fuori servizio. In più, oltre a telecamere e fototrappole, con l’impiego sistematico dei vigili urbani in forza alla sezione ambientale contiamo di implementare nei prossimi giorni il servizio di sorveglianza territoriale”.

Conclusa la prima fase di pulitura dei tombini – spesso intasati da sporcizia che ostruisce il deflusso delle acqua piovane – l’Amministrazione comunale, tramite mezzi e personale del Gestore del servizio raccolta rifiuti, continua anche ad assicurare il lavaggio settimanale delle strade, molto importante anche in questo periodo di emergenza sanitaria.

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Frosinone, infortuni sul lavoro da Covid. Tarquini(Uil): “In dieci mesi quasi duecento casi”

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FROSINONE – “In dieci mesi le denunce di infortunio sul lavoro da Covid nel nostro territorio hanno raggiunto le 185 unità. Rispetto alla nostra precedente elaborazione registriamo un ulteriore incremento di 75 persone che hanno contratto il pericolosissimo virus. Il tetto dei duecento casi è ormai dietro l’angolo ed è facile prevedere che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno”. Lo dice Anita Tarquini, Segretaria generale della Uil di Frosinone, presentando il report che il sindacato ha elaborato su questa specifica tipologia di incidenti sui luoghi di lavoro.

“Dall’elaborazione dei dati Inail relativi ai primi dieci mesi dell’anno – spiega Tarquini – constatiamo che dopo Roma con 2367 casi di infezioni contratte sul lavoro, il territorio ciociaro è quello che più sta pagando la seconda ondata della pandemia: rispetto allo scorso mese si registrano altre 50 nuove denunce tra le lavoratrici e 25 tra i lavoratori, che portano il totale da inizio anno a 185 infezioni contratte sul lavoro, cifra che pone la nostra provincia al secondo posto di questa triste classifica, prima di Rieti (134), Latina (126) e Viterbo (122). Il nostro territorio è al secondo posto anche leggendo i numeri in termini di differenza di genere: in dieci mesi infatti sono state 114 le donne che si sono ammalate di Covid sul lavoro, sono state 102 a Rieti, 74 a Viterbo e 67 a Latina. A Roma invece le denunce al femminile hanno raggiunto le 1420 unità”.

“In termini percentuali – aggiunge l’esponente sindacale – i nostri numeri incidono per il 6,3 per cento sul totale regionale. Al 31 ottobre sono infatti quasi tremila le denunce pervenute all’Inail da tutto il Lazio, a fine settembre erano state 1733. Quelle mortali salgono a 17: una rintracciabile nel nostro territorio, due in quello pontino, 14 a Roma e nel suo hinterland. Da gennaio a ottobre nel Paese ci sono stati 66781 contagi professionali, 332 le morti. Infermieri, medici, operatori sanitari e socio assistenziali i più colpiti”.

“La pandemia – conclude Tarquini – ha acuito difficoltà, ha fatto crescere le disparità tra le donne e gli uomini, ha inserito nella già precaria cornice della sicurezza sul lavoro un altro elemento di notevole rischio come il contagio. Il quadro è sempre più allarmante. Ed è chiaro che non si può indugiare oltre: bisogna intervenire con decisione per dare il via a una nuova e moderna cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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