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Cronaca

MILANO, ENTRA IN CASA PER RUBARE E VIENE UCCISO. SALVINI: "SE L'È CERCATA"

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Rispetto ad una prima ipotesi di eccesso colposo in legittima difesa, la Procura ha formulato la nuova contestazione per poter svolgere tutti gli accertamenti

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Redazione

Milano – "Non volevo che morisse": sono le parole che ha più volte ripetuto ai carabinieri Francesco Sicignano, il pensionato, di 65 anni, che ha sparato ed ucciso un ladro che la scorsa notte si era introdotto in casa sua a Vaprio d'Adda (Milano). I militari hanno trovato nella villetta una torcia accesa, elemento che potrebbe confermare la tesi dell' uomo che ha dichiarato di avere sparato dopo essersi trovato davanti una sagoma nera appunto con una torcia in mano.

L'uomo è accusato di omicidio volontario. Rispetto ad una prima ipotesi di eccesso colposo in legittima difesa, la Procura ha formulato la nuova contestazione per poter svolgere tutti gli accertamenti. In mattinata era stato spiegato che l'ipotesi di reato a carico dell'uomo era quella di omicidio colposo con eccesso colposo in legittima difesa. Da quanto si è appreso, invece, in seguito agli ultimi accertamenti svolti dai carabinieri l'uomo verrà formalmente indagato per omicidio volontario. Per poi valutare se sussistano i presupposti per riconoscere l'eccesso colposo in legittima difesa (punito penalmente) o la legittima difesa (non punita).

L'iscrizione per omicidio volontario, come è stato chiarito, è un atto necessario per svolgere tutte le indagini sulla dinamica di quanto accaduto. Il 28enne romeno, che era entrato nell'appartamento per rubare, sarebbe stato infatti colpito frontalmente dal pensionato, da una distanza ravvicinata, ed è stato raggiunto da un solo proiettile di pistola. Altri due colpi sparati, invece, non hanno colpito il romeno. Il pensionato è stato ascoltato a lungo dai carabinieri, che hanno interrogato anche i suoi familiari. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Antonio Pastore, che hanno disposto l'autopsia sul cadavere del giovane.

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Cronaca

Anguillara, scuole: parte l’anno scolastico ma via Verdi ancora è in alto mare. C’è forse un problema con le altezze dei container?

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Domani 16 settembre suonerà la campanella di inizio anno scolastico nelle scuole d’infanzia e primaria di Anguillara fatta eccezione per gli alunni dell’ex via Verdi che, potranno iniziare la scuola nei container soltanto lunedì 23 settembre. Così è scritto in una ordinanza sindacale. I moduli che accoglieranno gli studenti sono ancora in corso di realizzazione e, neanche a dirlo, in ritardo rispetto le iniziali rassicurazioni dell’amministrazione pseudo pentastellata di Sabrina Anselmo. Una scuola, quella in via Duca degli Abruzzi seppur provvisoria nuova di zecca e quindi conforme alle norme di legge.

Sembrerebbe che la Metalsystem srl (che ribadiamo sul proprio sito si dichiara produttrice solamente di cancelli e finestre) si appresti a chiedere ai tecnici del comune una deroga sulle altezze dei moduli scolastici per essere dichiarati agibili. Se tale richiesta fosse già agli atti dovrebbe essere rispedita al mittente e obbligare la società a conformarsi alla legge che prevede requisiti ben precisi e l’adozione solo in casi eccezionali previsti dal DM del 18 dicembre 1975. Sarebbe un paradosso per una scuola appena realizzata e soprattutto uno smacco per le attese e speranze delle insegnanti e studenti.

Il corpo docenti con gli alunni, i genitori e i nonni, si aspettano di frequentare e verificare con i loro stessi occhi, finalmente, una scuola all’ avanguardia, sopratutto dotata di tutte le certificazioni e dell’agibilita che nell’edilizia scolastica anguillarina è carente sul 100% dei plessi che ancora sono sotto esame degli esiti della vulnerabilità sismica affidata all’ingegnere Scopetti
Visto lo stato dei luoghi è naturale che sorgano seri dubbi sull’agibilità dell’area che probabilmente il 23 sarà ancora priva di tutte le opere di arredo e sistemazione esterna garantite dalla Società Metalsistem srl aggiudicataria dell appalto di fornitura e posa in opera. Plausibile è un ritardo di 7 giorni ma se questo riguarda tutta la fornitura e non se avviene una consegna parziale rispetto all’appalto e soprattutto in deroga sulle altezze dei container.

Al riguardo,abbiamo sentito al telefono il Presidente di AnguillaraSvolta Sergio Manciuria: “Mi sono ripromesso – dice Manciuria – di fare una disamina sulla scuola di Via Duca Degli Abruzzi solo il giorno dopo la consegna e l’apertura del plesso che verrà frequentato da mia figlia Lucrezia. La richiesta di deroga? Mi auguro che tale ipotesi sia la solita bufala del delegato alla Scuola per giustificare il ritardo e prendere tempo: per una nuova scuola, sia pure essa in container non è ammissibile. Sarebbe ferita mortale alle aspettative dei bambini e ai soldi dei contribuenti di Anguillara che si ritroverebbero nuovamente ostaggio di situazioni poco trasparenti e non giustificabili”.

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Cronaca

Catania, abbandona residuato bellico sopra la colonnina dell’erogatore di benzina preannunciandone l’esplosione: arrestato

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CATANIA – La scorsa notte l’uomo, un pregiudicato rumeno di anni 56, si è recato nel distributore di carburante della società “GIAP”, ubicato sulla S.S. 192 in località Sferro a Paterno (CT), dove, alla presenza del gestore e di alcuni avventori, ha posizionato sulla colonnina dell’erogatore di carburanti una bomba da mortaio di nazionalità inglese calibro 81 mm/3 pollici (presumibilmente residuato bellico), attiva e completa di spoletta, preannunciandone l’esplosione a breve.

Una delle persone presenti, tenendo sempre sotto controllo il soggetto all’interno dell’area, è comunque riuscita a dare tempestivamente l’allarme al 112 consentendo l’intervento pressoché immediato di diverse pattuglie della Compagnia Carabinieri di Paternò che sono riuscite a bloccarlo ed ammanettarlo.

Sul posto sono intervenuti anche gli Artificieri Antisabotaggio del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Catania i quali, dopo aver posto in sicurezza l’intera area, hanno neutralizzato e poi rimosso l’ordigno per il successivo brillamento in zona sicura. Sono tuttora in corso accertamenti tesi a verificare la personalità del soggetto e le motivazioni del gesto, allo stato comunque non riconducibili ad alcuna matrice terroristica o mafiosa, ma verosimilmente alla sua sfera privata. L’arrestato su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato rinchiuso nel carcere di Catania Piazza Lanza.

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Castelli Romani

Genzano, la panchina “triste” torna a seminare zizzania e polemiche

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Da non credere quante ne ha passate questa panchina. E pensare che ancora desta polemiche. Partita dalla cima della via dell’Infiorata, indovinate dove ha trovato casa? Di fronte al ristorante I Mascelloni. Anche se non dovesse essere la stessa panchina… Magari è una parente, sorella o cugina.. È simile, della stessa fattura… E che c’azzecca? Perché è stata messa lì?

Ricordate la storia della panchina triste? Basta leggere questo post pubblicato su Facebook per ripassare il suo trascorso

In realtà qualcuno si è chiesto, ma di punto in bianco chiunque può arredare la città come vuole? Possibile? Sembra davvero incredibile ma è vero. E poi è approdata proprio nella trafficatissima via Sebastiano Silvestri. Peccato non ce ne siano altre di panchine come questa. Chi ha concesso l’autorizzazione per installarla? E’ stato deciso un cambio dell’arredo urbano? Oppure ci sono figli e figliastri. Anche altri negozianti vorrebbero una panchina di fronte lo loro attività ma invece niente, evidentemente non a tutti è concesso.

Ebbene succede che la polizia locale ha fatto dei controlli in quella strada e a quanto risulta avrebbe contestato la posizione di una panchina mobile in plastica messa fuori su suolo pubblico da un negozio durante il giorno ma non la celebre panchina saldamente installata sul marciapiedi di fronte l’osteria pizzeria I Mascelloni. Perché? I proprietari sono forse più belli. Ci sono forse cittadini di serie A e di serie B? Perché alcuni esercizi hanno la panchina proprio di fronte e altri no? Fatto sta che la panchina tanto contestata ha creato problemi anche dove si trova adesso.

Le opzioni sono due. La prima è che ognuno mette la panchina che vuole e nessuno dice nulla e la seconda è che le panchine “abusive” e non autorizzate vengano immediatamente rimosse! Insomma o tutti o nessuno. Se si è in democrazia. Altrimenti si potrebbe pensare che ci sia una sorta di discriminazione. E non è giusto!

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