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Cronaca

Milano, morto ultrà investito prima della partita: 9 indagati. Il calcio non si ferma

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Si chiama Daniele Belardinelli il tifoso dell’Inter morto investito ieri a Milano in via Novara dove, prima della partita con il Napoli, ultras nerazzurri hanno attaccato alcuni pulmini di tifosi partenopei.Originario di Varese, 35 anni, Belardinelli aveva ricevuto in passato almeno un Daspo di cinque anni. 

Sono complessivamente nove, compresi i tre interisti già in carcere, gli indagati per gli scontri di ieri sera. Per tutti l’accusa è di rissa aggravata, mentre gli investigatori della Digos sono ancora al lavoro per identificare il conducente del Suv che ha investito e ucciso Belardinelli.

Belardinelli – secondo quanto riferito dalla questura di Varese – era sorvegliato speciale per reati connessi a manifestazioni sportive. Era stato oggetto di “diversi provvedimenti di Daspo, l’ultimo dei quali concluso nel 2017.

Belardinelli era riconosciuto a Varese come uno dei capi dei ‘Blood Honour’, la frangia più estrema del tifo biancorosso che è storicamente gemellato con quello dell’Inter. Un Daspo di cinque anni risale al novembre 2007, per gli scontri a margine di Varese-Lumezzane, un altro al luglio 2012, quando Belardinelli era a Como per l’amichevole estiva tra la squadra locale e l’Inter.

Questa mattina alcuni ultrà dei “Blood Honour” si sono radunati davanti allo stadio comunale chiedendo novità sulle condizioni del loro compagno poi deceduto all’ospedale San Carlo di Milano.

L’investimento, secondo quanto ricostruito finora, sarebbe il momento conclusivo di scontri tra tifosi di opposte fazioni avvenuto in via Novara intorno alle 19.30. I magistrati stanno anzitutto accertando se vi sia una relazione tra gli incidenti e l’investimento. Certa è invece l’ipotesi di reato contestata ai tre tifosi interisti allo stato indagati: rissa aggravata e lesioni.

Un’azione squadristica ignobile” è il modo in cui il questore di Milano ha definito ‘l’attacco’ da parte di oltre cento ultrà dell’Inter, del Varese e del Nizza ad alcuni pulmini di tifosi napoletani, ieri sera prima della partita Inter Napoli.

Ancora da chiarire la dinamica dell’investimento. Lo ha spiegato lo stesso questore Marcello Cardona, il quale ha detto che si sta lavorando sulle immagini delle telecamere di sorveglianza in cui compare un suv scuro che potrebbe aver investito la vittima. Ad investirlo quindi non sarebbe stato uno dei van a bordo dei quali si trovavano i tifosi napoletani. Il questore ha parlato di “gravissimi incidenti”.

Anche 4 tifosi napoletani hanno riportato ferite da taglio e contusioni negli scontri precedenti l’incontro Inter-Napoli. L’investimento e il ferimento dei 4 napoletani sono trattati in modo distinto. I due interisti già arrestati sono accusati di rissa aggravata mentre si sta lavorando per identificare chi era alla guida del suv che sarebbe estraneo agli incidenti.

Erano “oltre 100” – ha evidenziato – gli ultras interisti, ma tra loro vi erano anche supporter del Varese e del Nizza, che prima dell’incontro Inter-Napoli hanno preso d’assalto pulmini con a bordo tifosi partenopei.  Il questore Cardona ha poi spiegato che nelle immagini si vede un suv sulla corsia di sorpasso che travolge Belardinelli. Non si conosce chi era alla guida e “non abbiamo nemmeno la certezza che se ne sia accorto” ha aggiunto Cardona. Sono stati gli stessi tifosi del Napoli a richiamare l’attenzione degli interisti su Belardinelli a terra.

Tre tifosi dell’Inter sono stati arrestati in relazione agli scontri con l’accusa è di rissa aggravata e di lesioni. Gli agenti della Digos hanno eseguito numerose perquisizioni a carico di supporter interisti e del Varese.

“Chiedero’ al comitato per l’ordine pubblico – ha detto il questore – il blocco delle trasferte dei tifosi dell’Inter per tutta la stagione, e la chiusura della curva dell’Inter a San Siro fino al 31 marzo 2019″

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Cronaca

Oriolo Romano, ruba un cellulare al proprietario di un bar: arrestato

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Ad Oriolo Romano, il proprietario di un noto bar, intento a lavorare,
si è accorto che gli mancava il telefono cellulare che gli era sparito
dall’ interno del suo bar, durante il via vai dei clienti; una volta
accortosi del furto ha avvisato i carabinieri della stazione di Oriolo
Romano che immediatamente hanno iniziato le investigazioni,
hanno iniziato ad ascoltare i testimoni ed ad accertarsi sugli
avventori all’ ora del furto; successivamente hanno raccolto i filmati
di zona, ed una volta incrociati i dati hanno fatto convergere i
sospetti su un pregiudicato della zona, che hanno deciso di
perquisire presso la propria abitazione, ed effettivamente al
termine dell’ azione di polizia giudiziaria, hanno ritrovato il
telefonino che aveva nascosto; il ladro è quindi stato dichiarato in
arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica e la
refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.

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Cronaca

Omicidio Loris Stival, la Cassazione conferma 30 anni di carcere per Veronica Panarello

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Condanna a 30 anni di carcere per Veronica Panarello, la giovane mamma accusata di aver ucciso il figlioletto di 8 anni, Loris Stival, occultandone poi il cadavere. Questo quanto stabilito dalla Cassazione sul ricorso presentato dai legali della Panarello.

Il delitto avvenne il 29 novembre 2014 nell’abitazione di famiglia a Santa Croce Camerina (Ragusa).

Andrea Loris Stival, il bambino di 8 anni è trovato morto a Santa Croce Camerina (Ragusa) dopo essere stato violentato e poi ucciso.
Dall’esame del medico legale, Giuseppe Iuvara, è emerso anche che il piccolo aveva gia’ subito in passato abusi sessuali. La morte sarebbe stata causata da strangolamento. Una tragedia enorme, che ha gettato nel dolore e nella preoccupazione il paese del Ragusano.

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San Miniato: I carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC) recuperano due sculture lignee rubate 19 anni fa dalla Cattedrale

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SAN MINIATO (PI) – Giovedì 21 novembre 2019, alle ore 17.00 all’interno della Cattedrale di “Santa Maria Assunta e San Genesio” di San Miniato (PI), al termine della Santa Messa in onore della “Virgo Fidelis”, Santa Patrona dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del Vescovo della Diocesi di San Miniato, S.E. Mons. Andrea MIGLIAVACCA, del Prefetto di Pisa, Dottor Giuseppe CASTALDO, del Sindaco, Simone GIGLIOLI, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Pisa, Colonnello Giulio DURANTI, del Comandante della Compagnia di San Miniato, Maggiore Gennaro RICCARDI, e del Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari, Maggiore Giovanni DI BELLA, si svolgerà la cerimonia di riconsegna di due sculture lignee intagliate dorate, raffiguranti due Angeli con reggi ceri del XVIII secolo, di importante valore devozionale, appartenente al patrimonio culturale di quella Diocesi, rubati dalla Cattedrale il 6 aprile 2000.

L’attività di recupero scaturisce da approfondimenti investigativi nell’ambito di una più articolata indagine del Nucleo TPC di Bari in relazione ad una serie di furti operati nella provincia di Foggia che permetteva il recupero di diversi beni ecclesiastici, trafugati e successivamente immessi sul mercato. E’ risultata di determinante importanza la comparazione delle immagini delle due sculture con quelle contenute nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita e alimentata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ha confermato la natura illecita della provenienza dei beni oggetto di restituzione,  rinvenuti il 23 marzo 2016 presso un antiquario di Rossano Calabro (CS).

La restituzione avvalora, altresì, l’importanza dell’opera di sensibilizzazione che le articolazioni di questo Comando quotidianamente compiono con i responsabili degli Uffici Diocesani, anche attraverso la divulgazione ai Parroci della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata da questo Comando nel 2014 unitamente alla Conferenza Episcopale Italiana che, oltre a contenere consigli pratici per la difesa dei beni chiesastici da eventi predatori, diffonde e valorizza le iniziative di catalogazione e censimento dei beni delle Diocesi che, con grande impegno, stanno conducendo in ordine al proprio patrimonio culturale.

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