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Cronaca

Milano, polizia locale: si sperimenta il nuovo servizio in monopattino

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MILANO – Partito il nuovo servizio della Polizia locale di Milano per presidiare percorsi ciclabili, corsie preferenziali e alcune aree pedonali.

Quattro i monopattini elettrici inizialmente in uso al Comando Decentrato 1 e otto gli agenti dedicati, su turni mattina e pomeriggio, che controlleranno la fruibilità dei percorsi e si occuperanno di prevenire e contrastare le soste irregolari.

In particolare il servizio, avviato lo scorso giovedì 25 giugno, in via sperimentale, prevede che una pattuglia per turno presidi l’asse Venezia-Buenos Aires-Monza, i tratti ciclabili lungo la Cerchia dei Navigli e le corsie preferenziali tra Fatebenefratelli e De Amicis.

La seconda pattuglia del Nucleo Duomo si occuperà, contemporaneamente, della vigilanza e del controllo dell’asse San Babila-Duomo-Mercanti-Castello.

“Lo avevamo annunciato pochi giorni fa, presentando la ripartenza del servizio dei Vigili di Quartiere – commenta la Vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo – e adesso è realtà. Partiamo dal Municipio 1, che ben si presta per la sua conformazione ad accogliere questa sperimentazione, già estendendo ad aree e corsie ciclabili in diversi altri Municipi in città”.

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Cronaca

Morta Rossana Rossanda: giornalista, intellettuale, comunista, scrittrice e fondatrice del Manifesto

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E’ stata tra le intellettuali più autorevoli del Paese, memoria storica dell’Italia del Dopoguerra, ‘la ragazza del secolo scorso’, Rossana Rossanda aveva 96 anni e si è spenta nella notte nella sua casa di Roma. Giornalista, intellettuale, comunista, scrittrice, fondatrice del Manifesto. La notizia è stata data dal sito del Manifesto che ha annunciato un’edizione speciale del giornale per martedì per ricordare la giornalista.

Amica di Jean Paul Sartre, aveva vissuto a lungo a Parigi, da dove era tornata due anni fa, stabilendosi a Roma, in una casa nel quartiere Parioli. Una delle sue ultime uscite pubbliche fu l’anno scorso, a maggio, per sostenere alla Casa delle donne alcune candidate della sinistra alle elezioni Europee.

Nata a Pola nel 1924, allieva di Antonio Banfi, antifascista, ha partecipato alla Resistenza. E’ stata dirigente del Partito Comunista Italiano negli anni Cinquanta e Sessanta, fino ad essere nominata da Palmiro Togliatti responsabile della politica culturale del Pci. L’esigenza di elaborare la crisi del socialismo reale, sull’onda dei movimenti studentesco e operaio, la conduce a fondare nel 1969 il gruppo politico e la rivista ‘il Manifesto, quotidiano dal ’71, insieme a Luigi Pintor, Valentino Parlato, Lucio Magri e Luciana Castellina.

Le posizioni assunte dal giornale in contrasto con la linea maggioritaria del Partito, in particolare sull’invasione sovietica della Cecoslovacchia, nel 1969 determinano la radiazione della Rossanda e di altri del gruppo dal Pci. L’unica ad aver convinto il capo delle Brigate Rosse, Mario Moretti, a parlare in un’intervista del caso Moro. De “il manifesto”, un giornale, un collettivo, dal quale si è separata con grande amarezza nel 2012: “Prendo atto della indisponibilità al dialogo della direzione e della redazione. Smetto di collaborare”. Divergenze di linea politica e di approccio editoriale, incomprensione forse sanabile, il gap anagrafico: “Mi hanno sempre visto come una madre castratrice anche se io non mi sono mai sentita tale. Ma forse è una legge generazionale. I figli per crescere hanno bisogno di uccidere i padri e le madri. Ora è toccato a me”.

Lucida, laica, politicamente razionale. Del Pci degli Anni 50 e Sessanta ricorda, nella sua autobiografia, pubblicata nel 2005 per Einaudi La ragazza del secolo scorso, tra storia e memoria lo straordinario contributo “al processo di democratizzazione della società italiana”. (Una curiosità il libro arrivò nella cinquina dello Strega e fu in testa con Veronesi che quell’anno vince il la prima volta con Caos Calmo).

Il fallimento politico di Magri era anche quello di Rossanda, che lei avvertiva. Dopo essere stata direttrice del ‘Manifesto’, continua la riflessione e il dialogo sui movimenti operai e femministi, e si dedica soprattutto alla letteratura e al giornalismo attraverso varie pubblicazioni tra cui, nel 1979, Le altre. Conversazioni sulle parole della politica (Feltrinelli); nel 1981 Un viaggio inutile (Einaudi); nel 1987 Anche per me. Donna, persona, memoria, dal 1973 al 1986 (Feltrinelli); nel 1996 La vita breve. Morte, resurrezione, immortalita’. Nel 2005 esce per Einaudi La ragazza del secolo scorso, autobiografia tra storia e memoria.

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Avezzano, accoltella la moglie candidata alle comunali e poi si uccide

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AVEZZANO (AQ) – Accoltella la moglie al culmine di una lite e poi si getta dal quinto piano della sua abitazione ad Avezzano.

Si tratta del medico di famiglia specializzato in cardiologia Vittorio Emi, 70 anni, morto dopo il ricovero in ospedale mentre la moglie, Paola Lombardo 63enne, commerciante proprietaria di una profumeria in centro, è stata operata ed ora è in gravi condizioni nel reparto di rianimazione del nosocomio marsicano.

La donna è candidata alle elezioni comunali di Avezzano di oggi e domani. La tragedia ha sconvolto l’intera comunità, dove il medico e sua moglie sono molto conosciuti. Niente lasciava presagire l’accaduto. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine e il 118 che ha soccorso i due coniugi. 

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Roma, palazzo Borromeo: ricordato il cardinale Achille Silvestrini, fine diplomatico al servizio della Chiesa e della pace

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Si è svolta a Roma nella suggestiva cornice di palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, un interessante convegno dal tema A 45 anni dagli Accordi di Helsinki, il Cardinale Silvestrini e la Östpolitik vaticana”, organizzata dalla stessa ambasciata e dedicato al ricordo del cardinale Achille Silvestrini, scomparso a Roma nel 2019.

Intervenendo dopo una introduzione istituzionale dell’ambasciatore Pietro Sebastiani, per il quale “il Pontefice, Casaroli e Silvestrini capirono pienamente il valore di un’assise in cui si riuniva l’Europa una e cristiana. Ne conseguì una proposta che sarebbe stata poi accolta nell’art.7* della Dichiarazione e che molto contribuì a rovesciare il malcelato disegno sovietico di utilizzare Helsinki per dividere l’Occidente”, il Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, rendendo omaggio al cardinale Silvestrini, grande protagonista della “Ostpolitik vaticana”,  ha ricordato che gli Accordi di Helsinki rappresentarono, negli anni ’70 e seguenti, un strumento fondamentale per la transizione da “una timida distensione” tra Occidente e blocco sovietico ad un vero percorso di dialogo, “arma più importante per arrivare a una pace che non sia solo assenza di conflitto”. Parolin ha sottolineato come al cuore degli Accordi di Helsinki vi fosse la concezione che la pace sia un “concetto morale ancor prima che una questione politica” e che la libertà di culto e religione costituisca “un valore fondamentale dei rapporti tra popoli”. Per Parolin il porporato romagnolo fu “un sottile interprete” della politica di apertura e dialogo verso i Paesi del blocco sovietico durante il pontificato di Paolo VI, ricordando come fosse riuscito a portare avanti il suo lavoro diplomatico con determinazione, nonostante, talvolta, “colloqui dal successo ridotto o addirittura infruttiferi”. A sua volta, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha delineato la figura cardinale Silvestrini e il suo ruolo di “diplomatico, educatore, uomo di chiesa di fede cristallina e studioso interprete dei suoi tempi, anzi dei tempi nuovi“, sottolineando il contributo del porporato per ”fornire una salda base di legittimazione al servizio diplomatico della Santa Sede, altrimenti percepita come un residuo del potere temporale della Chiesa”. AncheConte ha ricordato l’impegno di Silvestrini nelle trattative che condussero, il 1° agosto 1975,  alla sottoscrizione dell’Atto Finale di Helsinki con particolare attenzione al valore dei diritti umani, ” in tempo di rigide contrapposizioni figlie della guerra fredda“. Silvestrini fu fautore del dialogo con i regimi dell’Est “e raccolse anche critiche per questo“, ha ricordato Conte, ma non si fermò davanti agli ostacoli e si batté anche per ”l’affermazione del principio della libertà religiosa”. Per Conte, Silvestrini seguiva “la stella polare della pace universale. Era uomo di pace, una pace che deve trovare il suo fondamento nella giustizia e che non si riduce ad essere un’assenza di guerra, si costruisce giorno per giorno“. Tanto che Silvestrini, ha rimarcato Conte, praticava la “teologia della grazia”.

Silvestrini si avvalse anche della maestria di monsignor Agostino Casaroli, che appose la firma per il Vaticano al documento finale, a proposito del quale Casaroli, il cardinale Giovanni Battista Re, a margine del convegno, ha ricordato che, al ritorno a Roma, questi gli confidò di esser molto soddisfatto per aver potuto inserire nel suo intervento, che era quello conclusivo, la parola “Dio”.

Durante il convegno sono intervenuti con annotazioni e contributi, anche il professor Carlo Felice Casula (Università degli Studi Roma Tre) e il prof. Gennaro Acquaviva (Presidente della Fondazione Socialismo).

L’Atto Finale di Helsinki suggellò la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, CSCE, svoltasi nella capitale finlandese con la saggia guida del Presidente finnico Urho Kekkonen, nel luglio e nell’agosto 1975, documento sottoscritto da 35 Paesi, tra i quali Stati Uniti ed Unione Sovietica, le due potenze del tempo.

*  VII. Rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali inclusa la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo..

Gli Stati partecipanti rispettano i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali inclusa la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo, per tutti senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione.

In questo contesto gli Stati partecipanti riconoscono e rispettano la libertà dell’individuo di professare e praticare, solo o in comune con altri, una religione o un credo agendo secondo i dettami della propria coscienza.

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