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MINACCIA ISIS: TERRORISTI TRA GLI IMMIGRATI

di Angelo Barraco
 
Roma – L’immigrazione è un fenomeno che sta caratterizzando particolarmente l’Europa in questi ultimi anni. Sono in tanti gli uomini, le donne e i bambini che affrontano il mare in balia delle onde, delle tempeste, sperando di trovare nel nostro paese e/o nell’Europa un impiego che permetta loro di star bene e di vivere, a differenza della situazione precaria e di guerra che vivono nel loro paese. Ma se i miliziani dell’Isis si nascondessero tra i migranti che dalla Libia raggiungono Lampedusa? Non è da escludere, ci metterebbe in rischio inoltre anche l’Europa. Il Ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian ha dichiarato che c’è bisogno di una situazione politica urgente in Libia: “Daesh si sta stabilendo… la Libia mi preoccupa dal settembre 2014. Sono lì, a 300 km dalla costa europea, e si stanno espandendo”. Ha sottolineato che la distanza tra la Libia e Lampedusa è di 350 Km e ha aggiunto: “"quando sul Mediterraneo c'è bel tempo, c'è il rischio che (i miliziani dell'Isis) possano fare la traversata, mescolandosi ai migranti. E' un grande rischio. Tutti sono consapevoli del pericolo che il conflitto in Siria ed Iraq, dove stiamo vedendo alcuni risultati positivi, si trasferisca in un nuovo conflitto in Libia. Ci deve essere un governo di unità nazionale. C'è un serio processo politico in corso, sostenuto dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. E' urgente”. 
 
Il giornale tedesco Bild riporta un'intervista al Ministro Federale del lavoro e degli affari sociali della Germania,  Andrea Nahles, che vuole tagliare i benefici per i rifugiati che non possono essere integrati. Ha sottolineato che coloro che vogliono rimanere in Germania devono attenersi alle regole e ai valori del paese. Nahles aveva incaricato il suo dipartimento per votare una legge necessaria per le fasi d’integrazione degli immigrati. Il ministro ha sottolineato che la legge non riguardava il caso specifico della Germania, ma anche gli immigrati dell’UE. Sottolinea che i cittadini dell’Unione hanno il diritto di vivere all’interno dell’UE e dove vogliono, ma devono cavarsela da soli e non dipendenti dall’assistenzialismo sociale sin dal loro ingresso in Europa. Precisa che la questione non dovrebbe far dimenticare chi ha vissuto in Germania per diverso tempo: “Ci sono anche un milione di disoccupati di lunga durata, che continuano ad avere bisogno del nostro sostegno”, anche lavoratori poco qualificati, lavoratori a tempo determinato, donne che lavorano part-time ma desiderano tornare full time.