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Costume e Società

MISS ITALIA: ALICE SABATINI È LA PIÙ BELLA D'ITALIA

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Tempo di lettura 2 minuti Alta 1,78, occhi marroni e capelli castani, Alice è diplomata in Biotecnologie Sanitarie

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Redazione

“Sono felice, ancora non ci credo, faccio fatica a realizzare…”. Sono le prime parole di Miss Italia 2015 Alice Sabatini, diciottenne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, eletta al termine della diretta televisiva condotta da Simona Ventura su La7. Seconda classificata la veneta Letizia Moschin, terza la campana Vincenza Botti.
Alta 1,78, occhi marroni e capelli castani, Alice è diplomata in Biotecnologie Sanitarie, vorrebbe laurearsi in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e trovare un lavoro che le permetta di viaggiare per il mondo. In particolare, il suo desiderio è quello di avviare una propria attività per la produzione di cosmetici… ma sogna anche una carriera da attrice.
Alice è, soprattutto, una sportiva: ha militato in una squadra di basket di A2. Porta i capelli corti e ama vestire con un look ‘wild&chic’. Si definisce “equilibrata, disinvolta e senza pregiudizi”.
Nel corso della trasmissione, Alice Sabatini ha anche conquistato la fascia di Miss Cinema 2015, titolo che si somma a quello di Miss Italia. Mantiene inoltre il titolo nazionale di Miss Diva e Donna 2015, anche questo cumulabile per regolamento.
Cede invece la fascia di Miss Compagnia della Bellezza, assegnatale dagli sponsor, a Ginevra Bertolani, 20 anni, di Lucca. Alice ha vinto in tutto 5 titoli, due dei quali ceduti. Non succedeva dai tempi di Mirka Viola, eletta Miss Italia 1987 ma subito squalificata perché sposata e madre di un bambino, contro il regolamento di quegli anni.
Con Alice Sabatini il Lazio è la regione che detiene il maggior numero di Miss Italia (ben 11), a pari merito con la Sicilia. Seguono la Lombardia con 10, il Veneto con 6, il Friuli e la Calabria con 5, il Piemonte e la Toscana con 4 a testa, Campagna e Marche con 3, Emilia Romagna, Liguria, Sardegna e Umbria con 2, Puglia Abruzzo e Trentino Alto Adige con una sola miss. Il Lazio non vinceva il titolo dal 2000, l’anno di Tania Zamparo. I concittadini di Alice hanno potuto seguire la proclamazione in diretta, attraverso un maxischermo installato in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa. Un’iniziativa che rimarca l’affetto del pubblico nei confronti del concorso.
Il Veneto guadagna, invece, il secondo posto per la seconda volta consecutiva: l’anno scorso si era classificata Sara Nervo.

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Rai Gulp e Raiplay, arriva il primo programma sul Meteo del sistema solare dedicato ai ragazzi

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“Meteo spazio” da martedì 18 gennaio “che tempo che fa” nel sistema solare. Con Linda Raimondo e Riccardo Cresci

La nuova frontiera della meteorologia è lo spazio e “Meteo Spazio” è il primo programma televisivo che ogni settimana spiegherà ai ragazzi e alle persone curiose e di vasti orizzonti che tempo fa nel sistema solare.

“Meteo Spazio”, il nuovo programma di Rai Ragazzi e Rai Pubblica Utilità, in onda da martedì 18 gennaio, alle ore 16.40 su Rai Gulp e RaiPlay, è una novità assoluta nel campo della divulgazione scientifica per ragazzi.

Un interesse non solo accademico, dato che fenomeni come il vento solare incidono anche sulla nostra vita quotidiana.

Ogni martedì Riccardo Cresci ci dirà che succede sul sole e sugli altri pianeti e insieme alla giovane esperta Linda Raimondo affronterà con linguaggio semplice e chiaro argomenti legati all’astronomia, al pianeta terra, al sistema solare e tutte le recenti scoperte scientifiche.

Una nuova collaborazione tra Rai Ragazzi e Rai Pubblica Utilità, con un punto di vista inedito, per stimolare la curiosità verso la scienza e la fantasia dei ragazzi.  

Rai Meteo per la parte scientifica utilizza le competenze che Aeronautica Militare, partner istituzionale, possiede in materia di Space Weather.

Riccardo Cresci già conduce ogni venerdì su Rai Gulp il premiato programma “Green Meteo”, che unisce le previsioni del tempo all’ambiente e alla sostenibilità, mentre Linda Raimondo, giovane studentessa di fisica e aspirante astronauta, è ormai un volto noto di Rai Gulp e della divulgazione scientifica sullo spazio.

“Meteo Spazio” sarà una miscela di scienza, tecnologia spaziale, immagini coloratissime, passione ed entusiasmo. Nel corso di ogni appuntamento ci saranno collegamenti con giovani scienziati.

“Meteo Spazio” è un programma scritto da Claudia Adamo, con la regia di Francesco Maltarello.

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Flormart, nel 2022 la fiera del florovivaismo torna alla sua data tradizionale di settembre

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La decisione presa per assicurare la presenza dei buyer internazionali – Convegno fisico e digitale il 9 febbraio 2022 a Padova sulle principali tematiche del comparto

PADOVA – La 71° edizione di Flormart, storica fiera internazionale del florovivaismo, del verde e del paesaggio, si terrà a Padova nelle sue date tradizionali dal 21 al 23 settembre 2022, cancellando la Special Edition prevista dal 9 all’11 febbraio 2022.

La decisione è stata presa dagli organizzatori per garantire la presenza di buyer internazionali, attualmente messa in forse dal permanere dell’emergenza pandemica e per assicurare la massima sicurezza sanitaria a espositori e visitatori. Flormart ha già attivato, anche in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, un programma per favorire l’incoming di operatori top del settore provenienti da Europa centrale, Europa dell’est, Paesi del Medio Oriente e dell’area mediterranea.

Nella road map che porterà all’inaugurazione della fiera a settembre, data storica di Flormart, si inseriranno varie iniziative, la prima un convegno phygital che si terrà in Fiera a Padova il 9 febbraio 2022, alla presenza dei principali attori del comparto. Temi principali del convegno saranno l’importanza del florovivaismo e del verde per la transizione ecologica, l’inserimento del settore nel PNRR, la cultura e la gestione del verde urbano, il potenziamento dell’export del florovivaismo made in Italy (seguirà comunicato).

Flormart è la fiera storica del settore, organizzata per la prima volta nel 1974 e giunta alla sua 71° edizione. Rappresenta da sempre la vetrina internazionale del florovivaismo e il momento di business matching tra chi produce le piante, i materiali, gli arredi, i mezzi di produzione e gli utilizzatori, vivaisti, grandi centri di giardinaggio, costruttori del verde, enti pubblici, gruppi immobiliari italiani ed Europei, i buyer italiani e esteri. A partire dal 2021 un accordo decennale con Padova Hall ha dato vita ad una partnership che affida l’organizzazione di Flormart a Fiere di Parma ma che mantiene la manifestazione ancorata alla città di Padova e al suo quartiere fieristico attraversato da un profondo progetto di rinnovamento.

Il comparto florovivaistico italiano rappresenta in termini di valore circa il 5% della produzione agricola nazionale, con un fatturato di circa 2,6 miliardi di euro (elaborazione Crea su ISTAT, 2020). La produzione è composta per il 52% dal comparto piante in vaso e dal vivaismo (alberi e arbusti) e per il rimanente da fiori e fronde freschi recisi. Da sola l’Italia rappresenta circa il 15% della produzione dell’Europa comunitaria. L’export è cresciuto del 33,14%, a valore, nei primi 6 mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati ICE).

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Cannabis light e legalità: ecco l’evoluzione delle leggi in Italia

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Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una progressiva depenalizzazione della cannabis in tutto il mondo e anche nel nostro Paese. La cannabis è la pianta in assoluto più discussa al mondo e la canapa legale non sembra più essere un miraggio lontano e irrealizzabile, né tantomeno qualcosa di estremamente terribile e immorale.

Ma sappiamo bene che le cose non sono andate sempre così, anzi. La canapa, nonostante sia una pianta che fin dall’antichità ha dimostrato la sua utilità nella vita dell’uomo in moltissimi ambiti diversi. Ha subito anni di demonizzazione e di proibizionismo in tutto il mondo.

In particolare, in questo breve articolo andremo a vedere la storia della progressiva depenalizzazione della cannabis nel nostro Paese fino ad arrivare ai giorni nostri, dove acquistare prodotti a base di CBD non è più soltanto un sogno ma una realtà giornaliera.

Cannabis: gli anni del primato italiano nella produzione

Per arrivare all’inizio della storia del proibizionismo in Italia, dobbiamo paradossalmente cominciare dall’800, quando in realtà l’Italia era uno dei maggiori produttori di canapa al mondo. Possiamo infatti ricordare ad esempio il Linificio e Canapificio Nazionale istituito a Milano nel 1870, o anche lo stabilimento costruito a Lodi nel 1906 per la lavorazione della canapa.

Addirittura nel 1918 a Milano fu registrato il sindacato dei Filatori e Tessitori di canapa. La produzione di canapa italiana veniva elogiata anche dal Duce durante gli anni 20 come un’eccellenza autarchica destinata a guidare il paese all’emancipazione e alla grandezza. Addirittura negli anni 20 e 30 veniva costantemente consigliato come coltivare e lavorare la canapa nel migliore dei modi dall’Istituto Nazionale Cellulosa e Carta.

In questo modo, negli anni 40 l’Italia diventava il secondo produttore di canapa al mondo con ben 100.000 ettari coltivati. Sembra paradossale tutto questo se si pensa come fino a qualche anno fa questa sostanza venisse dipinta come qualcosa di terribile e da evitare in ogni sua forma. Ciò si deve a quanto avvenne nel nostro Paese negli anni successivi.

Gli anni nel proibizionismo in Italia

Già dagli anni 30 in Italia si cominciò a parlare in modo dispregiativo della cannabis, appoggiando la cosa con delle forti argomentazioni razziste. Veniva infatti detto che la marijuana fosse una droga da immigrati e si cominciò a criminalizzarla, unendo razzismo e proibizionismo proprio come stava avvenendo negli Stati Uniti nello stesso periodo.

In questo modo, nel 1930 la cannabis venne inserita nell’elenco delle sostanze velenose aventi azione stupefacente. Nello stesso periodo cominciarono ad essere pubblicati una serie di libri che descrivevano la cannabis come un nemico per la “razza” e come un completo disastro per l’organismo di chi la utilizzava.

I passi verso la legalizzazione della cannabis light

Dei primi cambiamenti in senso positivo sono cominciati con la Legge Cossiga del 1975, quando si cominciò a fare differenza tra il consumo e lo spaccio di cannabis, punendo soltanto il secondo, e si cominciò a introdurre la definizione di “modica quantità”.

Ma un passo indietro fu compiuto invece nel 1990 con il governo Craxi e la legge Iervolino-Vassalli, che prevedeva addirittura delle pene detentive sia per lo spaccio che per l’uso personale delle droghe leggere, così come per quelle pesanti. Con successivi referendum, come quello del 1993, 1996, le parti più controverse di questa legge furono abrogate.

Un’altra legge molto controversa è stata quella del 2006, ovvero la legge Fini-Giovanardi, che eliminava completamente la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Tale legge fu però abrogata per incostituzionalità nel 2014. Attualmente infatti questa distinzione è stata reintrodotta, ma lo spaccio e il consumo sono ancora puniti.

Quali sono i prodotti a base di CBD e la cannabis light che possono essere prodotti e consumati, dunque? Grazie all’ultima normativa e alle decisioni del Ministero della Salute, in Italia adesso è possibile acquistare legalmente questi prodotti con alcune regole e limitazioni. A ciò si è arrivati grazie a tutti gli studi medico scientifici che sono stati condotti su queste sostanze negli ultimi anni e che sono ancora in corso e in crescita.

È stato infatti ampiamente dimostrato che il CBD non è una sostanza drogante, non è una sostanza psicoattiva  e di conseguenza non è una sostanza dannosa per il nostro organismo. Infatti questa sostanza si è dimostrata addirittura essere molto benefica per la salute umana, in quanto è in grado di agire sul nostro sistema endocannabinoide e indurre uno stato di profondo relax sia fisico che mentale. Il CBD e la cannabis light sono anche prescritti da medici per contrastare tantissime patologie differenti.

Le condizioni per rendere questi prodotti legali sono molto semplici e chiare: non c’è un limite per il contenuto di CBD ma ce n’è uno molto preciso per il THC. Questo è infatti il principio attivo drogante e psicoattivo della cannabis che rende illegale la sostanza e può essere contenuto in quantità inferiori allo 0,2% nei prodotti legali.

Se si rispettano questi standard e anche quelli riguardanti coltivazione e produzione, non c’è nessun problema ad acquistare prodotti di questo tipo in Italia, ad esempio dallo shop online di JustBob, rivenditore sicuro ed affidabile.

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