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Costume e Società

Moda, il fashion Finlandese conquista Firenze

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Si sono appena concluse le celebrazioni per il centenario dell’indipendenza della Finlandia, ma i riflettori non si sono spenti sulle varie sfaccettature del paese nordico. In questa caso, la moda, settore in cui la Finlandia sta incidendo con originalità e innovazione. I nomi più promettenti della nuova scena fashion finlandese sono protagonisti a Firenze del progetto speciale GUEST NATION, promosso da Fondazione Pitti Immagine Discovery in occasione di Pitti Immagine Uomo 93 (Firenze, 9-12 gennaio 2018).

A Pitti uomo la Finlandia nazione ospite

Otto marchi e stilisti finlandesi sono stati selezionati per presentare le loro collezioni alla Fortezza da Basso, nell’area speciale dello Spazio Carra (Padiglione Centrale – Piano Inferiore) e con un evento che si è svolto in città in occasione del salone. I marchi coinvolti sono alcuni dei nomi di punta della moda maschile finlandese. Dai giovani e già acclamati stilisti da poco laureatisi alla prestigiosa Aalto University, Rolf Ekroth e Julia Männistö, fondatrice del marchio Mannisto, a marchi più consolidati come la linea di urban workwear Formal Friday, la collezione di calzature firmata Saint Vacant, fino al minimalista Nomen Nescio. La selezione include anche marchi iconici della moda finlandese come Turo e R-Collection, che per l’occasione presentano speciali collaborazioni con giovani designer emergenti: Turo collabora con il talentuoso stilista Ikla Wright, attualmente basato a Londra, mentre R-Collection presenta una capsule collection assieme all’astro nascente della moda finlandese Maria Korkeila. E nel gruppo dei designer anche un altro degli stilisti finlandesi oggi di maggior successo, Heikki Salonen, che ha collaborato con Erdem, Diesel e altri prestigiosi marchi del gruppo OTB, e che a Pitti Uomo lancia la sua nuova collezione Vyner Articles

Gianfranco Nitti

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Costume e Società

L’ottima fiction sull’omicidio del giornalista Mario Francese

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In prima serata domenica scorsa su Canale 5 è andata in onda la fiction televisiva dal titolo “Delitto di mafia – Mario Francese”, una delle quattro storie della serie “Liberi sognatori”, prodotta da Pietro Valsecchi dedicata al giornalista Mario Francese ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979 in viale Campania nel capoluogo siciliano.

La regia di Michele Alhaique ci ha regalato una fiction equilibrata, seria, leggera quasi pacata e triste con una fotografia attenta a valorizzare i colori e le luci della sera di una una Palermo che nella sua estrema bellezza si trova a dover fronteggiare gli anni più bui e violenti della malavita organizzata. Superbamente interpretata da molti attori del calibro di Claudio Gioè nel ruolo di Mario Francese e Marco Bocci nel ruolo del figlio Giuseppe, la fiction racconta e ricostruisce con estrema serietà e senza mai perdersi in banali costruzioni romanzesche il periodo più turbolento del lavoro giornalistico di Mario Francese fino al tragico epilogo della sera di fine gennaio del 1979.

Erano gli anni in cui le barbarie dei corleonesi facevano capolino e con appoggi e facilitazioni erano riusciti ad ottenere appalti ed enormi finanziamenti. I figli Giuseppe e Giulio Francese seguirono le orme professionali del padre seppur manifestando da subito una diversa reazione emotiva alla tragedia subìta. Per l’omertà dei tempi l’omicidio di Mario Francese fu presto “ignorato e dimenticato” ma Giuseppe riuscì con l’aiuto del fratello Giulio a far riaprire l’inchiesta e a condannare autori e mandanti dell’omicidio del padre grazie sopratutto alla caparbietà, alla forza dirompente e all’ossessione di cercare a tutti i costi giustizia per il padre strappatogli in età troppo giovane.

L’enorme stress psicologico e quel dolore immenso per quanto successo al padre sconvolsero la vita di Giuseppe tanto da indurlo a scegliere di porre fine alla sua esistenza nella notte fra il 2 e il 3 settembre. La fiction tratta questo ulteriore doloroso epilogo con una sobria e rispettosa ricostruzione riuscendo parallelamente a dare il giusto peso al fondamentale sforzo di Giuseppe e Giulio nell’assicurare giustizia per il padre strappatogli per vile mano mafiosa. Un ottima fiction girata con estrema cura dei dettagli che però è stata oggetto di richiesta di diffida dal direttore del Giornale di Sicilia che ne ha chiesto la non messa in onda affermando: “la fiction contiene contiene frasi, immagini, commenti e affermazioni gravemente lesive dell’onore e della reputazione della nostra società e della testata giornalistica da essa edita”. A schierarsi a favore della messa in onda della fiction la Federazione Nazionale della Stampa e Assostampa Siciliana che con un comunicato ha prontamente risposto: “Siamo certi che i dirigenti di Canale 5 respingeranno la richiesta di censura preventiva e consentiranno così a milioni di italiani di conoscere la storia di un valoroso giornalista del GdS che ha pagato con la vita il suo impegno contro la mafia e la corruzione”.

Cosi come i cronisti dell’Unci Sicilia: “Nessuna censura, il film su Francese deve essere trasmesso”. Claudio Fava che nella fiction ha curato la sceneggiatura ha precisato che “la storia ripercorre con precisione quanto emerso nelle sentenze di condanna per gli assassini e oggi arriva in televisione il racconto della zona d’ombra che ha segnato questa storia”. Anche il produttore Valsecchi ha precisato: “l film racconta la verità emersa dai processi, non mi aspettavo davvero un’aggressione di questo tipo. È un film sulla libertà di stampa per cui Francese si è battuto”. Pietro Valsecchi ha ribadito: “Il film racconta la verità emersa dai processi, non mi aspettavo davvero un’aggressione di questo tipo. È un film sulla libertà di stampa per cui Francese si è battuto”. La fiction comunque ha pienamente meritato l’ottimo successo di pubblico riscosso.
Paolino Canzoneri

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Costume e Società

Il trucco c’è ma non si vede: intervista al Look Maker Renè Bonante

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Sulle orme del mio articolo precedente sulla tendenza della “Modest Fashion”, la moda pudica e modesta, avvolgente e non succinta, che ha contaminazioni di varie religioni, il trucco su questa nuova tendenza come dev’essere?
La “moda modesta” ha coinvolto a livello mondiale tutte le culture, nasce con i principi delle varie religioni e negli anni è aumentato il giro di affari a svariati miliardi di dollari l’anno, questa tendenza molto trandy è stata adottata da marchi come Prada a Dkny da Zara a Mango, è indossata sia da adolescenti e da donne di varie età.
Si vedono sulle riviste di fashion modelle ed influencer sui social sfoggiare il rossetto rosso fuoco di conseguenza anche per strade si vedono donne con labbra con il rossetto dello stesso colore, in passato questo accessorio di colore rosso acceso diventò il simbolo IDENTICATIVO della “battaglia” negli anni venti delle donne che marciavano per avere i loro diritti, divenne il simbolo di potere e d’indipendenza negli Stati Uniti quando fu approvato il 19°emendamento, quando finalmente le donne americane ottennero il diritto di votare, ma il rossetto rosso acceso non si dovrebbe adoperare solo di sera per avere un aspetto gradevole e non di giorno con l’effetto di viso “appesantito”?
L’Osservatore D’Italia ha voluto porre queste domande al noto Look Maker partenopeo Renè Bonante, ha truccato attrici a livello nazionale ed internazionale ed in questo anno festeggia ben quarant’anni di carriera.

Cordialmente ci ha concesso questa intervista nel suo “Camerino trucco”, dando a chi ospita un sapore di cinema e di professionalità tanto da fare invidia ai camerini delle dive di Hollywood. Si trova nel salotto della citta di Napoli a due passi da Piazza dei Martiri la cosiddetta “Napoli bene”, l’agorà per eccellenza dello shopping e degli intellettuali.

Renè quali trucchi dobbiamo mettere di giorno e poi di sera?
Negli ultimi anni il trucco che vedo in giro è diventato “UNICO” il cosiddetto “MASCHERONE”, non c’è distinzione tra il trucco da giorno, da sera e da gran sera, è lo stesso di giorno e di sera per andare a teatro o eventi di un certo livello, si parla molto del CONTOURING come un’innovazione del settore del trucco, ma in realtà c’è sempre stato, tutto parte da lì dal trucco personalizzato correttivo. Nelle scuole per truccatori, la maggior parte degli insegnanti non hanno né curriculum e tantomeno esperienza di una tecnica personalizzata. Il trucco deve essere rispettoso nei confronti della morfologia del viso, la donna si deve PERSONALIZZARE per l’occasione, un trucco adatto di giorno dev’essere sobrio e rispettando i colori della persona. Il rossetto rosso fuoco tanto amato da Elisabeth Arden insieme alle “Suffraggette” quando sfilarono a New York sulla Fifth Avenue non va usato di giorno, ma deve essere adoperato di sera insieme gli altri accessori come le scarpe con il tacco ecc.., stesso discorso vale per i lip gloss, infatti va usato per dare un punto luce la sera, anche se io preferisco i rossetti matti e le labbra devono essere delineate con
una matita dello stesso colore del rossetto. Di giorno è preferibile adoperare il fondotinta fluido rispettando il colore dell’incarnato e valorizzare l’arcata sopraccigliare, applicare tanto mascara valorizzando gli occhi con matite rispettando i colori dell’iride e la forma dell’occhio. Io sono pienamente concorde alla cosiddetta “ Moda Fashion Modest” perché è un modo di valorizzare la donna e di non spogliarla.

Giuseppina Ercole

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Castelli Romani

Castelli Romani, vino: la Gotto d’oro conquista il Wine&Siena

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MARINO (RM) – La Gotto d’Oro ammessa al Wine&Siena che si svolgerà i prossimi 27 e 28 gennaio nelle suggestive location di Palazzo Salimbeni, storica sede del Monte dei Paschi di Siena, il Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione e il Palazzo Comunale.

Un evento dedicato alle eccellenze vitivinicole e culinarie firmato dagli ideatori del Merano WineFestival

Prima partecipazione per la storica cantina di Marino ammessa grazie al VIOGNIER, della nuova linea Vinea Domini, che ha ottenuto il premio The WIneHunter Award ROSSO. Oltre 150 aziende vitivinicole e 10 artigiani del gusto faranno conoscere i prodotti vincitori del WineHunter Award, il premio di qualità certificata assegnato dalla commissione d’assaggio del Merano WineFestival.

Wine&Siena vuole promuovere e valorizzare il meglio della produzione italiana e diventare un appuntamento immancabile per addetti al settore e appassionati, nello storico contesto della città di Siena, baricentro della realizzazione vitivinicola toscana, apprezzata in tutto il mondo. Il protagonista è il vino ma le location permetteranno di ammirare anche affreschi magnifici.

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