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Morte di Mario Biondo: Raquel Sanchez Silva tra dichiarazioni contrastanti, condoglianze, pubblicità e… opposizione alla riapertura del caso

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Raquel Sánchez Silva è stata la moglie di Mario Biondo e dal giorno che il marito è stato trovato morto, il 30 maggio del 2013 a Madrid, si è allontanata dalla famiglia di Mario e dopo i funerali non si è fatta più sentire, chiudendo un capitolo della sua vita.

Il video servizio

Dalle transazioni bancarie di Mario Biondo, risultano 2 fatture della ditta funeraria Parcesa di quasi 4 mila euro. Sánchez Silva gli ha fatto intestare le fatture, in pratica Mario Biondo si è pagato il funerale da solo, mentre le spese a Palermo le ha sostenute la famiglia di Mario. Ma non è tutto, Rachel voleva vendere le cose di Mario per recuperare i soldi spesi del funerale. Alla famiglia ha mandato un conto da 11mila euro, ha prezzato tutte le cose di Mario e a tal proposito esiste un Twitter del fratello Andrea. I due erano sposati da poco: convolarono a nozze nel giugno del 2012 a Taormina, in Sicilia. Sembra un po’ il caso di Roberta Ragusa e Antonio Logli: scomparsa Roberta, il marito ha iniziato subito una nuova vita con l’amante. Ma torniamo a Rachel che tra l’altro risulta essere stata in cura da uno psichiatra, Cesar Antolin, dal 2008 al 2012.

Ma cosa succede dopo la morte del marito?

La vedova è andata in vacanza una settimana dopo il funerale,  vacanza a Formentera,  organizzata da mesi insieme a Mario, dovevano festeggiare  il loro  primo  anniversario. Dal 2014 la conduttrice spagnola intrattiene una nuova relazione d’amore con l’argentino Matias Dumont. I due erano stati già paparazzati a marzo 2014 ma Rachel Sánchez Silva censura le sue foto per un corrispettivo di 18mila euro a una rivista spagnola. L’anno successivo pubblica un libro e a seguire presenta il “Gran Hermano”. Dà alla luce due gemelli nel settembre del 2015. Intanto non vuole più parlare di Mario Biondo; i familiari di lui, invece, vogliono capire.

Quei files cancellati dal computer di Mario Biondo

La sorella di Mario ha evidenziato un fatto singolare: dopo la morte dal computer di mio fratello sono stati cancellati 996 giga di files. Chi è stato a farli sparire e perché?
Nel 2016 i magistrati italiani che indagano sul giallo della morte di Mario Biondo volano in terra spagnola. Non l’ha presa bene Raquel Sanchez Silva. Sarebbero diverse le contraddizioni in cui è caduta su alcune circostanze relative a quel 30 maggio del 2013, quando il marito fu trovato impiccato in una libreria di casa sua.

La donna si è mostrata nervosa al cospetto dei sostituti procuratori Gery Ferrara e Claudio Camilleri, che sono andati a sentirla con le forme della rogatoria internazionale.

Raquel Sánchez Silva e le dichiarazioni contrastanti

Il 30 maggio dichiara che Mario Biondo era depresso, faceva uso di droga e le aveva confessato di volersi suicidare, dopo sei giorni decide di capovolgere totalmente la sua versione e dichiara spontaneamente il 5 giugno 2013 che Mario era una persona vitale e che non le aveva mai manifestato l’intenzione di suicidarsi.

Avrebbe poi dichiarato: “La nostra relazione andava benissimo, volevamo avere un bambino. Non è per nulla vero che mio marito era un drogato, sempre alla ricerca di avventure sessuali e frequentatore di postriboli. La famiglia Biondo e la tv italiana hanno infangato la sua memoria”.

Si scava nei rapporti privati della coppia

I magistrati italiani, grazie alle domande tradotte e poste tramite un giudice spagnolo, hanno voluto chiarire alcuni dettagli sugli orari e sulla scoperta del cadavere, scavando ulteriormente sul rapporto privato fra i due e su alcuni presunti attriti. A questo si aggiungerebbe il backup del cellulare della presentatrice spagnola Sanchez Silva, che Biondo aveva copiato sul suo computer: lì ci sarebbero conversazioni ed email che proverebbero un coinvolgimento della donna con un ex calciatore dell’Inter e del Real Madrid. E proprio su questo punto Sanchez Silva sarebbe andata in escandescenze, negando infedeltà e tradimenti.

La testimonianza del ristoratore

Sarebbero saltate fuori anche altre testimonianze ritenute interessanti, come quella di un ristoratore che ha sostenuto che del ritrovamento del cadavere si seppe già nella mattinata, a dispetto di quanto sostenuto dalla spagnola che ha sempre parlato delle quattro del pomeriggio, orario in cui avrebbe chiesto alla colf di controllare cosa facesse il marito che non si era presentato sul posto di lavoro.

In attesa degli esiti delle nuove perizie

Con la trasferta madrilena i sostituti palermitani hanno acquisito anche le foto del ritrovamento del corpo di Mario Biondo. Sulla dinamica dei fatti, secondo una consulenza di parte, Mario Biondo sarebbe stato colpito alla testa, poi strangolato e ucciso. Dunque quella della sciarpa attorno al collo, fissata su una libreria del salotto, è stata sicuramente una messa in scena tant’è che adesso è stata disposta una nuova perizia per la quale si attendono gli esiti. Tant’è che a dirlo adesso non sono soltanto i genitori di Mario che non hanno mai creduto alla tesi del suicidio fin dall’inizio.

Condoglianze e pubblicità

Altri interrogativi ruotano attorno al presunto consumo di cocaina da parte del trentenne palermitano: la moglie avrebbe indicato il suo pusher, non chiarendo come ne conoscesse l’esistenza.
Uno spettatore di Officina Stampa “Canal Arte” ci ha suggerito di riflettere su alcuni particolari oltre alle vacanze in fretta e furia dopo la scomparsa di Mario, in un’emissione per “El programa de Ana Rosa” (nota giornalista spagnola), Raquel Sánchez Silva ha detto “Ringrazio tutti voi per i vostri messaggi (si capisce, le condoglianze) arrivati a me grazie al mio Sony Xperia”… Cioè, una pubblicità pagata dalla Sony in cui lei ha usato questa scomparsa… Fa gelare il sangue. Il messaggio di Canal Arte terminava con: Potete farlo girare/scaricarlo prima che venga cancellato:
Noi lo abbiamo scaricato e ve lo proponiamo qui:

Video servizio andato in onda durante la trasmissione Officina Stampa del 29/11/2018

Sanchez Silva si oppone alla riapertura del caso

Dopo pochi mesi dalla morte di Mario Biondo Rachel Sanchez Silva ha modificato l’account Facebook di Mario  ed inoltre non sembra più esserci traccia del suo profilo Instagram: questa ulteriore iniziativa della donna, che da tempo si oppone alla riapertura delle indagini sulla tragica fine del marito, ha scatenato la protesta dei familiari di Biondo ed, in particolare, non si è fatta attendere la replica della madre, Santina: “Raquel Sanchez Silva ha reso commemorativo l’account Facebook di mio figlio, quindi di fatto lo ha bloccato, e ha rimosso la sua pagina Instagram senza il nostro consenso! Perché far sparire ogni traccia di mio figlio anche dai social?”. Questo il commento e la protesta della signora Santina D’Alessandro Biondo, che si interroga sul perché di questo gesto della moglie di Mario di cui la famiglia si è accorta soltanto nel 2016.

Per la donna, comunque, la cosa peggiore è senza dubbio scoprire che Raquel Sanchez Silva si è appellata per non fare aprire il caso, palesando inequivocabilmente le sue intenzioni.

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Costume e Società

A “Ci vediamo a via Veneto” Virginia Scialò. Da Roma a Milano “effetti speciali” per realizzare il sogno di diventare truccatrice per il cinema

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Virginia Scialò, una ragazza di 20 anni con la passione per gli effetti speciali nel cinema. E stando alle immagini postate su Facebook e Instagram, relative i suoi lavori di “make up” ha sicuramente tanto talento da vendere.

Virginia sarà ospite del format “Ci vediamo a via Veneto” condotto da Chiara Rai sabato 22 febbraio dove dall’esclusiva location dell’Harry’s Bar di via Veneto racconterà quello che è stato il suo percorso didattico e professionale fino ad oggi e il perché della scelta di fare la pendolare settimanalmente tra Roma e Milano.

Dopo aver frequentato l’Istituto Cine Tv Roberto Rossellini di Roma, un’eccellenza italiana per quanto riguarda l’audiovisivo, dove ha poi conseguito la maturità, oggi fa la spola settimanalmente tra la Capitale e Milano dove frequenta la prestigiosa Mba Making Beauty Academy, scuola di trucco del Fashion e dello Spettacolo. Il suo sogno? Diventare truccatrice per il cinema nel settore degli effetti speciali.

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Cronaca

Equiparare i medici ai pubblici ufficiali: la proposta di Fratelli d’Italia contro il fenomeno delle aggressioni agli operatori del settore sanitario

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“Difendiamo chi difende la nostra salute”. – “Contrasto alla violenza sui camici bianchi – Misure a supporto, dal Parlamento alle Regioni” questo il titolo della conferenza stampa di mercoledì scorso presso la Sala “Caduti di Nassirya” al Senato organizzata dal Dipartimento Professioni di FDI, grazie all’instancabile lavoro della Responsabile Nazionale del Dipartimento la Dott.ssa Marta Schifone. Sono intervenuti il Dott. Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCEO), il Dott. Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale della Federazione italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), il Dott. Tonino Aceti, portavoce Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI). A portare i saluti ed il sostegno del partito l’On. Francesco Lollobrigida, Presidente dei Deputati di Fratelli d’Italia, e la Sen. Isabella Rauti, Vice Presidente dei Senatori di Fratelli d’Italia.

Giorgia Meloni: “Equiparare i medici ai pubblici ufficiali”

“La nostra non è una iniziativa estemporanea ma è il frutto di un lungo lavoro. – Ha detto la leader di FdI – Sono oltre 3mila l’anno – ha proseguito – i casi stimati di aggressioni a danno dei medici e degli operatori del nostro sistema sanitario ed è un dilagare di fatti di violenza che incide pesantemente sulla qualità del nostro servizio sanitario. Per questo Fratelli d’Italia lavora da tempo sia a livello nazionale per equiparare i medici ai pubblici ufficiali, sia a livello regionale per iniziative come le telecamere che possano mettere in sicurezza i medici per migliorare le condizioni del nostro servizio sanitario e per rendere più facile la vita a chi dedica la propria esistenza a salvare quella degli altri. Il nostro vuole essere il tentativo di disegnare una società nella quale vi sia rispetto per chi si sacrifica e per chi lavora, nella quale ci sia una educazione culturale a comprendere le tante occasioni in cui in Italia si pensa di alzare la voce e si finisce con farsi male, tutti. Quindi cerchiamo di migliorare le condizioni del nostro sistema sanitario che, è sì considerato uno dei migliori del mondo, ma secondo me può parecchio migliorare”.

Francesco Lollobrigida: “Medici e infermieri spesso subiscono aggressioni, sempre più violente”

“Oggi con Giorgia Meloni e numerosi esponenti di associazioni di categoria abbiamo presentato le iniziative di FdI a tutela dei camici bianchi: medici e infermieri che troppo spesso subiscono aggressioni, sempre più violente, durante l’esercizio del loro lavoro. – Ha dichiarato Francesco Lollobrigida, Presidente dei Deputati di Fratelli d’Italia – Abbiamo presentato in Parlamento – ha proseguito Lollobrigida – e nei consigli regionali una mozione per conferire loro lo status di pubblico ufficiale affinché possano essere maggiormente tutelati. Un grazie a tutte le associazioni di medici ed operatori sanitari che ci hanno fornito gli elementi necessari alla stesura di questo atto, e un grazie al Dipartimento Professioni di FdI che ha consentito di tradurre in azioni concrete le loro istanze.”

Marta Schifone: “Un tema di sicurezza che abbiamo portato avanti in tutte le Regioni”

“Non si possono lasciare in prima fila da soli gli operatori e i professionisti della sanità – ha detto Marta Schifone Responsabile Nazionale del Dipartimento Professioni di FdI – è un tema di sicurezza – ha proseguito Schifone – che abbiamo portato avanti in tutte le Regioni con i nostri consiglieri in un gioco di squadra molto efficace. L’impegno parlamentare di riconoscimento dello status di pubblico ufficiale per il personale sanitario non si sarebbe potuto tradurre in una azione efficace senza la adesioni dei nostri gruppi consiliari regionali e le presentazioni delle nostre mozioni. Le Regioni ci sono e siamo in grado di coinvolgere tutta la classe dirigente sui temi su cui il nostro partito detta la linea”.

Roberto Cuccioletta: “Fratelli d’Italia si schiera da sempre a fianco dei professionisti”

“Non posso non complimentarmi con la nostra responsabile nazionale Marta Schifone per la riuscitissima ed importantissima iniziativa. – Ha dichiarato Roberto Cuccioletta Coordinatore Regionale del Dipartimento Professioni di FdI – Le professioni mediche – ha proseguito Cuccioletta – rappresentano uno dei settori più importanti e delicati del mondo professionale e merita tutta la nostra attenzione. Mentre il governo di sinistra ragiona su come vessare ancora di più chi lavora e chi produce, Fratelli d’Italia si schiera da sempre a fianco dei professionisti e la conferenza stampa di oggi ne è la conferma. Il mondo delle professioni è una realtà fondamentale per l’economia italiana, oggi in grande sofferenza, che invece FdI vuole difendere. Crediamo che uno stato giusto si debba occupare di chi ha studiato e lavora piuttosto che di dare la paghetta a chi sta a casa senza fare niente. Nei prossimi giorni altre importanti iniziative che coinvolgono il mondo professionale saranno avviate su tutto il territorio regionale. Grazie quindi al nostro Dipartimento, ai nostri Deputati, ai nostri Senatori e consiglieri regionali così attenti a darci il loro costante supporto.”

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Costume e Società

Noodles, il nuovo video del Colle der Fomento backstory del film “La Partita”

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Online da venerdì 21 febbraio il video di Noodles, il terzo estratto dall’ultimo album del Colle der Fomento Adversus che è stato scelto come prequel del nuovo film La Partita di Francesco Carnesecchi con Francesco Pannofino, dal 27 febbraio al cinema grazie a Zenit Distribution.

Il videoclip nasce come una backstory dell’opera prima di Carnesecchi, che ancora prima della proiezione nelle sale vuole raccontare gli antefatti alla base della sceneggiatura del lungometraggio.

Nel video realizzato dallo stesso Carnesecchi assieme a Daniele Guardia, compare gran parte del cast del film, dove gli attori protagonisti Alberto Di Stasio (Italo) e Alberto Mariani (il figlio Leo) si trovano al centro di un tragico evento che attraverserà tutta la narrazione de La Partita.

Il playback di Masito e Danno s’inserisce nelle immagini che richiamano l’atmosfera drammatica del film, con un cameo di DJ Baro e DJ Craim. Le rime e i beat si mescolano con le scene drammatiche che rivelano l’antefatto che ha dato inizio alla storia, dove tutti personaggi sono legati da un filo che unisce il calcio, storie di vita e criminalità. Il brano è poi legato al mondo cinematografico anche per il titolo Noodles, dedicato proprio al personaggio interpretato da Robert De Niro nel cult movie “C’era una volta in America”, e non solo. Nelle immagini del videoclip è presente anche una chicca per i cinefili: la fedele riproduzione dell’epitaffio presente nel film recante la frase “Erected to their everlasting memory by their friend and brother David Aaronson ‘Noodles’ 1967”.

Il brano Noodles è inoltre presente nella colonna sonora de La Partita, durante i titoli di coda.



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