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Cronaca

MORTE ELISABETTA GRANDE E MARIA BELMONTE: ENNESIMO STOP ALLA SEPOLTURA

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Tempo di lettura 2 minuti La polizia scientifica fece irruzione all’interno dell’abitazione, cercando ovunque, finchè non trovò, all’interno di un’intercapedine della casa situata sotto il letto, i corpi scheletriti di El

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di Angelo Barraco
 
Castel Volturno – E’ stato dato un ennesimo stop alla sepoltura dei corpi di Elisabetta Grande e Maria Belmonte, scomparse in una data imprecisata del 2004 e rinvenute dopo 8 lunghi anni all’interno di un’intercapedine della loro casa di Castel Volturno in cui vivevano con il loro rispettivo padre e marito, il Dottor Domenico Belmonte, ex dirigente del carcere di Poggioreale, che risulta indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. In un primo tempo sembrava che fosse possibile dare degna sepoltura a queste due donne e che Lorenzo Grande, zio e nipote delle vittime, potesse seppellirle secondo dignitoso rito, ma così non è stato. Il caso che ha scosso l’Italia intera ha avuto riscontri oggettivi grazie a Lorenzo Grande, che prima presenta una denuncia alla Questura di Caserta e poi rivolge un appello alla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Le telecamere della nota trasmissione si recarono presso quella villetta di Castel Volturno dove Elisabetta e Maria si trasferirono 20 anni fa circa, ma di loro non c’era traccia. C’era un uomo, poco curato, quasi irriconoscibile, era il Dottor Belmonte. Lorenzo Grande ha raccontato che le donne, a causa del carattere dell’uomo, avevano dei rapporti epistolari con la famiglia e che ad un certo punto questi rapporti si interruppero. Il 13 novembre del 2012 il caso venne riaperto, il Dottor Belmonte ha sempre sostenuto, nel corso di questi anni, la tesi dell’allontanamento volontario. La polizia scientifica fece irruzione all’interno dell’abitazione, cercando ovunque, finchè non trovò, all’interno di un’intercapedine della casa situata sotto il letto, i corpi scheletriti di Elisabetta e Maria.  Domenico Belmonte fu arrestato ma la sua detenzione durò solo 23 giorni presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere. Lui ha sempre negato di averle uccise, anzi si è parlato di un suicidio delle due donne poiché sarebbero morte per una dose massiccia di farmaci,  su di esse non è stato trovato nessun segno di violenza, ma non è dato sapere se le donne abbiano assunto volontariamente la dose massiccia di farmaci o se siano state indotte a farlo. Molti parlano di uno stato psicologico delle due donne alterato, di un malessere di entrambe abbastanza evidente, anche dovuto alla privazione forzata dell’unica distrazione che avevano, il lavoro. Sono state trovate tracce di un farmaco per combattere l’insonnia, ma anche tracce di acido muriatico, calce, topicida. Dal 2012 è tutto fermo. Ma chi ha ucciso Elisabetta Grande e Maria Belmonte? Si tratta di suicidio o di omicidio?

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Milano, filmano e diffondono in rete i pestaggi ai loro compagni di classe: ordinata la custodia cautelare per 6 sedicenni

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Nella giornata di ieri 18 gennaio, i Carabinieri della Compagnia di Corsico (MI), coadiuvati dagli omologhi comandi di Rho, Abbiategraso e Sesto San Giovanni, all’esito di attività d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare per i reati di atti persecutori, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e lesioni personali aggravate, emessa dal Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Milano,  nei confronti di n. 6 sedicenni residenti nell’hinterland sud-ovest milanese, frequentatori di un Istituto scolastico sito nel comune di Rho.

L’attività investigativa trae origine dalle denunce presentate lo scorso ottobre presso la Stazione Carabinieri di Cornaredo (MI) da un compagno di classe degli indagati, il quale aveva segnalato di essere stato vittima di gravi e violente aggressioni, subite già a partire dal mese di giugno 2021.  Gli approfondimenti investigativi puntualmente svolti hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, si erano resi responsabili di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti della parte offesa (affetta da un disturbo di iperattività) e di un altro compagno di classe, posti in essere, anche senza una reale motivazione, mediante violente aggressioni (una delle vittima aveva riportato politraumi da percosse e giudicati guaribili in gg. 7), vessazioni e gravi ingiurie, sia all’interno (anche alla presenza del personale docente) che nelle vicinanze dell’istituto scolastico, per poi riprendere le azioni criminose e diffondere i video sul canale social “Telegram”. Le immagini diffuse allo scopo di ledere la reputazione delle parti offese, erano riuscite a raggiungere, in breve tempo, oltre 100 mila visualizzazioni. In seguito alla denuncia, uno degli indagati era anche stato espulso dall’istituto scolastico.

Al termine delle formalità di rito:

  • a carico di un indagato è stata applicata la misura del collocamento in comunità;
  • a carico di un indagato è stata applicata la misura della permanenza in casa;
  • a carico dei restanti destinatari, la misura cautelare delle prescrizioni ingiungendo l’obbligo di permanenza in casa in orari serali/notturni, di frequentare con impegno e profitto l’istituto scolastico e di mantenere un comportamento corretto con i compagni, gli insegnanti e in ambito famigliare.

Sono in corso ulteriori accertamenti volti ad accertare la presenza di ulteriori vittime delle azioni vessatorie commesse, con lo stesso modus operandi, dal gruppo di giovani indagati.

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Post con offese alla memoria di David Sassoli: la Polizia Postale identifica l’autore

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Si tratta di un 40enne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID

La Polizia di Stato, nell’ambito del monitoraggio informativo della rete internet effettuato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni a seguito della notizia della scomparsa del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli, su diversi canali Telegram, profili Facebook e Twitter (con l’hashtag #nessunacorrelazione), ha riscontrato la pubblicazione di numerosi messaggi d’odio, inspirati da teorie complottiste “No Vax” secondo le quali l’Onorevole sarebbe morto a causa del vaccino.

Tra i vari messaggi che hanno acquisito il carattere della “viralità” per il contenuto particolarmente sprezzante e lesivo della memoria del defunto Presidente del Parlamento Europeo, ripreso anche dai principali organi di stampa, era emerso quello pubblicato dall’account “Ugo Fuoco”, che testualmente affermava “Ogni tanto una buonissima notizia. Se ne va mr. ‘Il green pass non è discriminatorio’ Sassoli. Adesso venitevi a prendere gli altri, grazie”.

Approfondite verifiche hanno permesso ai poliziotti di identificare l’autore del post in un quarantenne residente nella provincia di Napoli, già denunciato per inosservanza delle misure sanitarie in materia di COVID. L’indagato è risultato anche amministratore di un canale Telegram con più di 30.000 iscritti, sul quale l’interessato ha pubblicato numerosi messaggi di incitamento alla violazione delle disposizioni sulla gestione dell’emergenza pandemica da Covid-19.

Sulla base degli accertamenti informatici, il Compartimento Polizia Postale di Napoli, ha deferito il presunto autore del messaggio lesivo della memoria di David Sassoli e, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ha eseguito una perquisizione informatica, nel corso della quale sono state rinvenute tracce informatiche legate alla pubblicazione del messaggio d’odio nei confronti del defunto Presidente del Parlamento Europeo.

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Rieti, minaccia la moglie davanti al figlio minore: denunciato dai carabinieri

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Dalle prime indagini sembrerebbe che non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna

BORBONA (RI) – Una donna, di origini rumene, ha denunciato di essere da tempo vittima dei maltrattamenti da parte del marito. Esasperata dalle continue violenze e al culmine dell’ultimo litigio, ha deciso di rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Borbona.

Ai militari la donna ha dichiarato di essere stata oggetto di minacce, insulti ed offese da parte del coniuge convivente, anch’egli di origini straniere, il quale in uno stato di forte alterazione
dovuto all’abuso di sostanze alcoliche avrebbe infierito verbalmente su di lei, per di più dinanzi al figlio minore.

Le prime indagini hanno consentito di ipotizzare che, purtroppo, non si è trattato di un singolo episodio, ma solo dell’ultimo di una serie di atti aggressivi nei confronti della donna.

L’uomo è stato quindi denunciato dai Carabinieri per maltrattamenti in danno della
moglie. Nel procedimento penale instauratosi, la sussistenza della responsabilità penale sarà
accertata dal Giudice.

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