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Cronaca

Morte Sestina Arcuri: Tribunale del Riesame dice si alla custodia cautelare per Andrea Landolfi

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RONCIGLIONE (VT) – Il 4 di febbraio di quest’anno moriva, all’ospedale Bel Colle di Viterbo la giovane Maria Sestina Arcuri, 26 anni, venuta dal suo paese in provincia di Cosenza per cercare lavoro a Roma come parrucchiera. A nulla valsero i tentativi messi in opera dai sanitari, di assorbimento dell’ematoma cerebrale che la ragazza presentava dopo un volo dalle scale dell’abitazione della nonna 80enne Mirella Iezzi, in via Papirio Serangeli, a Ronciglione. Per questo evento, che si può leggere come una caduta accidentale o una spinta volontaria, è indagato per omicidio volontario colui che la fatale spinta avrebbe dato al corpo di Sestina, il suo fidanzato 30enne, operatore socio-sanitario e appassionato di boxe, Andrea Landolfi Cudia.

A sostenere l’accusa, corroborata da tre interventi dei RIS di Viterbo nella casa di Ronciglione, oltre che dalle indagini esperite dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione, comandati dal Maggiore Alfredo Tammelleo, è il Procuratore Capo di Viterbo Paolo Auriemma, affiancato dal sostituto procuratore Franco Pacifici. Secondo Auriemma esiste un valido e solido impianto accusatorio a carico dell’indagato, per cui lo stesso Auriemma ha chiesto di sottoporre il Landolfi a misure di custodia cautelare.

Di parere contrario il GIP Franco Rigato, secondo il quale non esisterebbero i presupposti per l’adozione di tale misura. Per cui la Procura di Viterbo ha ritenuto di presentare appello contro la negazione della custodia cautelare del GIP, depositata in data 15 aprile 2019. In data 10 giugno il Tribunale del Riesame ha depositato Ordinanza di accoglimento dell’Appello proposto dalla Procura di Viterbo avverso il rigetto della richiesta di custodia cautelare in carcere a carico di Andrea Landolfi, e ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere, misura non eseguibile fino alla sua definitività.

Dovremo perciò attendere la decisione della Corte di Cassazione a proposito del prevedibile ricorso che sarà presentato dall’avvocato di Andrea Landolfi Cudia, Luca Cococcia. Secondo l’avvocato Vincenzo Luccisano, difensore della famiglia Arcuri, la motivazione del Tribunale del Riesame ha ribaltato completamente le conclusioni del GIP, accogliendo pienamente le conclusioni della Procura di Viterbo. Dalla sua durezza, rimarca l’avocato Luccisano, si evince quasi una sentenza nei confronti dell’indagato, con toni di riprensione nei confronti del primo giudice. Comunque il PM non ha concluso le indagini, e probabilmente vedremo ancora una volta i RIS di Viterbo all’opera in via Papirio Serangeli.

Nelle motivazioni, il Tribunale del Riesame ha anche valutato la testimonianza del figlio cinquenne di Landolfi, in un primo tempo messo da parte, ma testimone oculare dei fatti. “Il carcere” conclude l’avvocato Luccisano “potrebbe portare ad unteriori sviluppi della situazione di Landolfi, come è successo altre volte.” Certo, se la Cassazione desse il suo assenso, le indagini prenderebbero un ben preciso orientamento, in funzione del processo.

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Cronaca

Roma, pusher per “noia”: nei guai due studenti di 16 e 17 anni

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ROMA – Sembravano solamente due giovani annoiati che cercavano un po’ di “svago” portando con loro delle modiche dosi di hashish e marijuana, ma quando i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno fatto scattare i controlli nelle rispettive abitazioni, il quadro indiziario nei loro confronti è decisamente cambiato.

I giovani – uno studente 16enne e un 17enne con precedenti, entrambi romani – sono stati notati dai Carabinieri in via degli Ontani e, sottoposti ad un normale controllo, sono stati trovati in possesso, il primo di 1,46 g. di hashish, l’altro, di 1,75 di marijuana.

Le operazioni, poi, si sono spostate nelle rispettive abitazioni: in quella del 16enne – ubicata in viale Alessandrino – i Carabinieri hanno rinvenuto ben 576 g. di “erba”, oltre 300 g. di “fumo”, materiale per il taglio e il confezionamento delle singole dosi mentre a casa dell’amico 17enne, in via Emiliano degli Orfini, è stato trovato solo del materiale analogo per impacchettare le dosi da spacciare.

Per questi motivi, il 16enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e portato nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli; il suo amico, invece, pur dovendo rispondere allo stesso reato, è stato denunciato a piede libero.

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Cronaca

Roma, basilica di San Paolo: presa coppia di ladri di offerte: ecco come agivano

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ROMA – Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione Roma San Paolo hanno arrestato una coppia, lui romano, di 52 anni, lei romena di 24, entrambi senza fissa dimora, nullafacenti e con precedenti, con l’accusa di furto aggravato in concorso.

I militari, su segnalazione della Gendarmeria Vaticana, sono intervenuti in piazzale San Paolo all’esterno della Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove hanno arrestato i due che erano stati poco prima sorpresi mentre stavano rubando il denaro contenuto nella cassetta delle offerte dei fedeli, utilizzando un semplice laccio delle scarpe bianco ed un pezzo di nastro bi-adesivo, collocato ad una estremità.

La perquisizione personale ha permesso ai militari di rinvenire e sequestrare circa 25 euro e 20 dollari in contanti, per la maggior parte in banconote, custodite nelle tasche dei due ladri. Tutto il denaro è stato poi riconsegnato ad un responsabile della Basilica.

I due dopo l’arresto sono stati condotti in caserma dove sono stati trattenuti, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo che si terrà lunedì mattina. Il laccio è stato sequestrato.

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Castelli Romani

Incendio Monte Tuscolo, Bruno Astorre: “Infinita rabbia”

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“Provo un senso di infinita rabbia e di profonda tristezza nel vedere le immagini del nostro Tuscolo in fiamme ad opera di maledetti criminali. Mi auguro che gli autori di questo delitto siano individuati e per loro ci siano pene esemplari.
In questo momento il mio grazie va a tutti i soccorritori, vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, guardiaparco che hanno operato per domare l’incendio e limitare il più possibile i danni”. Queste le parole del segretario regionale Pd e senatore della Repubblica Bruno Astorre, molto legato all’area dei Castelli Romani e fautore della riqualificazione del Parco Archeologico del Tuscolo che fortunatamente non ha subito danni.

Serena Gara, vicepresidente della Comunità Montana non vedeva episodi del genere da oltre due anni: “Non si è mai verificato un incendio di questa portata – dice – neppure cinque anni fa quando un altro grosso incendio ha colpito il Tuscolo. Fortunatamente le fasce tagliafuoco che abbiamo installato a giugno hanno evitato che l’incendio colpisse l’aria archeologica che si è salvata tranne una parte di vegetazione vicino ai sepolcri. Abbiamo messo a disposizione degli inquirenti le immagini dell’unica telecamera che punta nella zona dell’incendio che si è propagato dalla zona Anagnina a salire”.

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