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Cultura e Spettacoli

MUORE LA FIGLIA DI WHITNEY HOUSTON: DOPO MESI DI AGONIA ORA AVANZANO I SOSPETTI

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Tempo di lettura 2 minuti Bobbi Kristina Brown, figlia unica della popstar e del cantante Bobby Brown, era nota al grande pubblico soprattutto per la partecipazione ad alcuni reality

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di Christian Montagna

Roswell – E’ deceduta domenica scorsa Bobbi Kristina Brown, la figlia 22enne della cantante e attrice Whitney Houston dopo sei mesi di agonia. Priva di sensi e in un ambiente confusionale era stata trovata nella vasca da bagno della sua casa di Roswell in Georgia. Era il 31 gennaio quando finì in un coma indotto per essere stata ritrovata in condizioni ancora tutte da accertare. Mesi di inchieste e denunce volte ad accertare la verità che purtroppo non arriva ancora. Bobbi Kristina Brown, figlia unica della popstar e del cantante Bobby Brown, era nota al grande pubblico soprattutto per la partecipazione a un paio di reality, in uno dei quali parlava proprio dell'elaborazione del lutto dopo la morte della madre. Al momento, i sospetti si affossano sul fidanzato Nick Gordon, colpevole secondo gli inquirenti di averla picchiata e di averle rubato soldi dai conti correnti. Vivevano insieme i due ragazzi e sebbene non fossero sposati, si proclamavano marito e moglie. Nessuna incriminazione formale però è mai stata ufficiale: tra sospetti e dopo mesi di agonia, è morta per ragioni ancora poco chiare. Probabilmente, ora, sarà sepolta con la madre.


Tale madre, tale figlia. Soltanto tre anni fa, la madre, famosissima cantante internazionale, era stata ritrovata annegata in un vasca da bagno in un albergo di Beverly Hills in seguito all'assunzione di un'eccessiva dose di droghe. Una vita travagliata e segnata dal dolore quella di Bobbi Kristina Brown; la dimostrazione che non sempre il successo porta la felicità. Aveva più volte intonato le canzoni cantate dalla madre, commuovendo i fan che in quella voce riconoscevano il timbro di Whitney.


La famiglia. "E' finalmente in pace tra le braccia di Dio. Vogliamo ringraziare quanti hanno riversato su di lei in questi mesi un'incredibile quantità di amore", si legge in una nota diffusa dalla famiglia. Cordoglio e affetto è stato espresso anche da molte star internazionali come l'attrice Holly Robinson Peete, Oprah 

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Costume e Società

Junior Eurovision Song Contest 2021: l’Italia rappresentata dalla 12enne Elisabetta Lizza

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La diretta da Parigi domenica 19 dicembre a partire dalle 15:50 su RAI GULP

Sulla scia dei Maneskin, ma ancora più giovane, sarà Elisabetta Lizza, 12 anni, a rappresentare l’Italia allo Junior Eurovision Song Contest 2021, la più importante competizione europea dedicata ai giovani artisti di tutta Europa, organizzata dall’Unione delle TV pubbliche europee (EBU), tra cui la RAI.

La manifestazione si terrà domenica 19 dicembre a Parigi in Francia e sarà seguita in diretta anche quest’anno da Rai Gulp, a partire dalle 15:50.

Elisabetta Lizza, 12 anni, interpreterà il brano “Specchio (Mirror On The Wall)”, un brano sul difficile rapporto tra i ragazzi e la propria immagine.

“Specchio” (musica di Stefano Rigamonti, Marco Iardella e Franco Fasano e testo di Fabrizio Palaferri e Stefano Rigamonti, edito da Rai Com Edizioni Musicali), è un dialogo tra la giovane cantante e la sua immagine allo specchio, in cui lei chiede di andare oltre le apparenze.

Il videoclip prodotto da Rai Gulp in collaborazione con l’Antoniano di Bologna, per la regia di Marco Lorenzo Maiello, è disponibile su Rai Play, sul canale ufficiale YouTube del Jesc (https://www.youtube.com/watch?v=r_l1eHfQdbk), e sui social network di Rai Gulp.

Elisabetta Lizza, 12 anni, di Adro (Brescia), ama da sempre cantare, ballare e suonare il piano. Le prime canzoni che ha imparato a cantare sono state “Tutta colpa mia” di Elodie e “Come foglie” di Malika Ayane. Negli ultimi tre anni ha preso parte a musical e concorsi canori, tra cui “Peter Pan” (2018), “Forza Venite Gente” (2019) e i concorsi “Bucarest Music Festival” (2021) e “Sanremo in Città” (2021).

Con “Imagine”, lo slogan di questa diciannovesima edizione, lo Junior Eurovision Song Contest 2021 vedrà quest’anno la partecipazione di: Albania, Armenia, Arzebaigian, Bulgaria, Francia, Georgia, Germania, Irlanda, Italia, Kazakistan, Malta, Macedonia del Nord, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Spagna e Ucrania.

Parigi è la città scelta per questa nuova edizione, organizzata da France Télévisions sotto la supervisione dell’European Broadcasting Union (EBU), dopo la vittoria lo scorso anno a Varsavia della concorrente francese Valentina.

Il Junior Eurovision Song Contest si svolgerà il 19 dicembre presso La Seine Musicale, una spettacolare sala da concerto situata sull’Île Seguin, sul fiume Senna (diretta dalle ore 15.50 su Rai Gulp e RaiPlay). Lo slogan del concorso sarà “Imagine”, uno slogan semplice che riecheggia la canzone di Valentina ma che allude anche alla capacità di sognare di tutti i ragazzi e, in particolare, alla creatività dei giovani talenti che si incontreranno per promuovere la propria musica attraverso tutta l’Europa, l’Asia centrale e l’Australia.

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Cultura e Spettacoli

Marsala, al teatro Impero va in scena “Cavalleria rusticana”

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Una nuova rappresentazione che coinvolgerà ed emozionerà il pubblico seguendo le note dell’opera indimenticabile di Mascagni.

MARSALA (TP) – Cavalleria rusticana, la celebre opera del compositore Pietro Mascagni in scena al Teatro Impero di Marsala il prossimo 9 dicembre. Un unico atto, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, si ispira alla nota novella omonima di Giovanni Verga.

È ambientata nella Sicilia di tardo Ottocento, una terra lontana a noi non solo temporalmente, ma anche socialmente, poiché la condizione di vita dei protagonisti di quest’opera è fortemente condizionata dai rigidi e antichi costumi morali dell’Isola, dove su tutto predominano la legge del più forte, l’orgoglio e l’onore, anche sulle passioni.

Tutto ha inizio nel paese di Vizzini, quando compare Turiddu torna dal servizio militare. All’alba di una domenica di Pasqua si ode una serenata dedicata a Lola, moglie di compare Alfio, ma non è suo marito a cantarla. Lola ha infatti una relazione clandestina con Turiddu, risalente a prima della leva militare. Inizialmente si sarebbero dovuti sposare Turiddu e Lola, ma con la proroga del servizio ella si stancò di aspettare e sposò Alfio; per ripicca, Turiddu all’inizio si sposò con Santuzza, ma alla fine l’antica passione ebbe la meglio. Santuzza, scoperto il tradimento, si scontra verbalmente con Turiddu e Lola, arrivando poi assalita dalla collera non solo a maledire Turiddu, ma a rivelare tutto ad Alfio. L’uomo, sentendosi ferito nell’orgoglio, sfida il rivale Turiddu a duello all’arma bianca, secondo l’usanza tradizionale. Turiddu sa di essere nel torto, e si lascerebbe uccidere per espiare la propria colpa, ma non può lasciare sola Santuzza, disonorata dal suo tradimento, dunque deve accettare. Turiddu, prima di recarsi al duello, saluta sua madre Lucia, raccomandando di fare da madre a Santuzza se lui non dovesse tornare, poi corre via. Mentre le due donne si abbracciano, si ode un mormorio venire da lontano e poco dopo una popolana urla che Turiddu è stato ammazzato, gettando tutti nella disperazione.

La visione e il dramma della solitudine femminile e dell’onore maschile, ancor più forti in un paese della Sicilia antica, restano intatti nella visione della Regista Cettina Messina, dando un messaggio forte ma elegante al tempo stesso che non fa altro che svelare la comune debolezza umana.

L’ambientazione scelta da Pietro Mascagni rivive in scena nella visione interamente creata dallo Scenografo Russo Evgenii Gurenko, le cui pittoresche scenografie rappresentano in pieno la Sicilia di pietra raccontata da Giovanni Verga. Povera, ma allo stesso tempo ricca di elementi tipici, come le finestre e i balconi addobbati per la pasqua, la chiesa in festa e le porte della città rurale, che ci ricorda il tempo passato dell’isola.

La compassione della pietà, la processione del Cristo Risorto, la Pasqua, ma soprattutto le vicende e le passioni dei protagonisti di Cavalleria rusticana, accompagnati dall’Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Siciliano, diretta magistralmente dal Maestro Michele Netti, e un cast di interpreti di valore assoluto come Alberto Profeta che interpreta il ruolo di Turiddu e Nati Katai Santuzza, prendono vita in una nuova rappresentazione che coinvolgerà ed emozionerà il pubblico seguendo le note dell’opera indimenticabile di Mascagni.

Orchestra e Coro della Fondazione Teatro Lirico Siciliano

Direttore d’Orchestra Michele Netti

Interpreti:

Turiddu: Alberto Profeta

Santuzza: Nati Katai

Lola: Lara Leonardi

Mamma Lucia: Alessia Sparacio

Alfio: Salvo Di Salvo

Regia: Cettina Messina

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Cultura e Spettacoli

Velletri, Paolo Mieli riparte dal Tognazzi: presentato il suo ultimo libro “Il tribunale della storia”

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VELLETRI (RM) – Paolo Mieli al Teatro “Tognazzi” di Velletri è stato ospite della Mondadori Bookstore e della Fondazione De Cultura per presentare il suo ultimo libro, “Il tribunale della storia”, edito da Rizzoli.

L’autore, davanti ad un nutrito pubblico, ha premesso il suo affetto per la nostra città: qui si svolse l’ultimo evento pre-covid e da qui è ripartito con le presentazioni, in un territorio al quale si sente molto legato.

Intervistato da Emanuele Cammaroto, il direttore ha raccontato la genesi di questo libro che proviene dalla sua esperienza professionale di storico e di giornalista. Sono moltissime sia le casistiche affrontate che i personaggi analizzati, da Fidel Castro a Gesù Cristo. Insita in queste lucide ricostruzioni è l’idea che incidente sulla mente sia un obiettivo di tutti i poteri, quindi scrivere la storia è sempre una prerogativa. Tuttavia, secondo Mieli, è fondamentale ragionare nel merito: parlare alla testa delle persone, conquistandone l’attenzione, è il più intimo segreto di tutte le battaglie vincenti – divulgazione storica inclusa – rispetto a disfide e competizioni ricche di chiacchiere che riportano solo vittorie effimere.

Un aspetto importante è anche la creazione dei miti, che sono storicamente delle invenzioni necessarie a consolidare le vittorie e dare un passato nobile alla storia. Il direttore ha detto che è arrivato alla scrittura di questo libro perché si è reso conto delle analogie fra la sfera storico-giornalistica e quella giurisprudenziale: l’analisi ha senso solo se si rimettono in discussione le cose e ogni volta si riapre un caso. Ogni evento, vicenda o fatto a ridosso del suo avvenimento crea un’opinione tendenzialmente molto vicina ai vincitori. Poi si riconsidera, dopo anni, e infine alla luce delle prove emerse si fanno passi avanti tenendo conto che la “sentenza” non è mai definitiva ed è per questo che da Gesù, a Enea, a Pericle c’è una continua messa in discussione.

Prima del firma-copie, il direttore Mieli ha scherzato sulla sua eventuale elezione a presidente della Repubblica: intervenendo sulla questione Quirinale, si è detto sicuro che sarà eletto un capo dello Stato in grado di garantire tutti i partiti e pertanto saranno pochi i cosiddetti franchi tiratori. “Se dovessi davvero essere eletto io”, ha ironizzato, “la festa sarà a Velletri e siete tutti invitati, ve lo prometto”. Infine, ha rivolto un appello affinché il libro sia letto anche dai giovani proprio perché consente di entrare nei meccanismi della storia. Il lungo firma-copie ha concluso un evento di successo, in attesa della prossima data in programma sempre al Teatro “Tognazzi” venerdì 26 novembre alle ore 18.30 con Chiara Gamberale.

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