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Economia e Finanza

Mutui agevolati: a chi sono indirizzati, come richiederli

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Negli ultimi tempi è sempre più difficile, soprattutto per i giovani, acquistare una nuova casa o anche far fronte alle spese quotidiane. La pandemia da Covid non ha di certo migliorato la situazione, a causa della stessa molte persone non hanno potuto lavorare o si sono viste ridurre di molto le ore lavorative quotidiane. Per questi motivi il Governo ha previsto una serie di importanti agevolazioni, soprattutto per i giovani, a partire dai bonus per il lavoro fino ai mutui agevolati per giovani under 36.

Mutui agevolati per giovani

I mutui agevolati per giovani sono un prodotto finanziario offerto a chi ha meno di 36 anni, per rinforzare le agevolazioni già disponibili per l’acquisto della prima casa. I beneficiari di tale agevolazione sono tutti coloro che rispondono a specifici requisiti: hanno meno di 36 anni, un contratto di lavoro atipico o hanno figli minorenni a carico e vivono in una casa popolare. In questi casi lo Stato si fa garante per l’accensione di un mutuo per l’acquisto di una nuova casa, fino all’80% del suo valore come da perizia da parte di un esperto del settore. Il mutuo ottenuto tramite questa garanzia può essere utilizzato per l’acquisto della prima casa, anche per edifici che necessitino di interventi di miglioramento, come ristrutturazioni o lavori che rientrano nei bonus energetici. L’importo massimo finanziabile è pari a 250.000 euro e chi intende godere del Fondo Garanzia Prima Casa deve acquistare un immobile in Italia, non deve avere un ISEE superiore ai 40.000 euro e non deve essere proprietario di altri immobili a uso abitativo.

Come funziona la surroga mutuo

Tra le agevolazioni particolarmente interessanti per giovani e non solo, ce ne sono alcune che riguardano chi ha già acceso un mutuo. Stiamo parlando in particolare della surroga mutuo, ossia della possibilità di spostare il prestito su un’altra banca, che offra condizioni migliori. Per chi non conosce i prodotti bancari, il magazine di Banco di Sardegna fornisce informazioni e linee guida sul funzionamento dei principali prodotti bancari e finanziari. Scopriamo insieme come funziona la surroga mutuo. Sostanzialmente nel momento in cui si trova una banca che offre condizioni migliori per il prestito che si ha già in atto è possibile spostare il mutuo su quella banca, senza pagare penali e con alcune interessanti agevolazioni. Il debitore, infatti, non è tenuto a pagare nuovamente gli oneri notarili, senza pagare l’istituzione di una nuova pratica e la chiusura della precedente. Si deve anche considerare che la legge italiana prevede per la vecchia banca l’obbligo di accettare la surroga del mutuo.

Come fare la surroga del mutuo

Grazie al Decreto Bersani la surroga del mutuo avviene in modo praticamente automatico, per tutti coloro che la richiedono. È infatti sufficiente trovare una banca che offra condizioni migliori per il mutuo, rispetto a quella presso cui lo si è acceso. Il debitore si può recare presso questa nuova banca e richiedere la surroga del mutuo, portando ovviamente la documentazione che riguarda il prestito in atto. Sarà la nuova banca ad avvisare la precedente, che non può chiedere alcun tipo di onere. L’unica somma da pagare è la tassa sull’ipoteca, che oggi ammonta a 35 euro.

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Economia e Finanza

Ita Airways: Lufthansa pronta ad acquistare quote per 300 milioni di euro

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Nel memorandum firmato tra il Tesoro e Lufthansa la quota di Ita Airways in vendita “è compresa in una forchetta tra il 20 e il 40%”.

Lo si apprende da fonti vicine al dossier, secondo cui alla fine il gruppo tedesco “comprerà il 40% per un esborso tra i 250 e i 300 milioni di euro”.

La trattativa tra il Tesoro e Lufthansa per la cessione di una quota di minoranza di Ita “procede bene” e si punta a “firmare il preliminare di vendita al più presto” e poi avere “velocemente il via libera dalla Commissione Ue”.

“Il governo vuole che Lufthansa prenda il controllo operativo al più presto possibile in modo che Ita possa beneficiare delle sinergie del gruppo al più presto”, sottolineano le stesse fonti, spiegando che per “l’estate” è previsto l’ingresso operativo di Lufthansa in Ita.

Secondo le fonti vicine al dossier,  “La Commissione europea non si trova in una posizione facile. Loro hanno chiesto al governo italiano di vendere Ita, il governo italiano sta facendo esattamente quello che hanno detto e ora non potranno dire: ‘non potete venderla più'”. L’operazione “avrà il via libera dalla Commissione”.

GLI HUB
“Ita non alimenterà gli hub di Francoforte e Monaco a favore di Lufthansa sulle rotte verso il nord America”, considerate da sempre le più redditizie. “Ita non farà fideraggio per Lufthansa”. “Francoforte non ha più capienza” per gestire altri passeggeri. Per cui “i passeggeri italiani potranno continuare a volare con Ita verso gli Stati Uniti direttamente dall’Italia“, come avviene con gli altri hub del gruppo: Francoforte, Monaco, Vienna, Zurigo e Bruxelles, “da cui si vola verso gli Usa”.

“Fiumicino sarà l’hub per l’America Latina e l’Africa perché sarà l’hub più meridionale tra quelli nel network di Lufthansa”. “E’ un vantaggio essere un’ora e mezza più vicini al sud del mondo rispetto agli altri hub del network”. “È stata una decisione saggia comprare il marchio Alitalia” da parte di Ita. “Forse nel lungo termine fra 5-10 anni, qualcuno vedendo che Ita è diventata redditizia e cresce, potrebbe pensare a rispolverare il vecchio brand Alitalia”.

L’OCCUPAZIONE
Sulle future assunzioni di Ita “c’è una possibilità” che i vecchi dipendenti di Alitalia possano “essere ripresi” ma al momento non ci sono informazioni certe”. Per quanto riguarda le cause che sono aperte adesso, “nessun tipo di possibilità perché” Ita e Alitalia “sono due società diverse e quindi non ci può essere rivalsa sulla nuova Ita”.

Inoltre, la richiesta dei sindacati per un aumento degli stipendi dei lavoratori di Ita “non è un ostacolo” alla trattativa tra il Tesoro e Lufthansa per l’acquisto di una quota di minoranza della newco rilevano fonti vicine al dossier.

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Fondo Monetario Internazionale: l’Italia cresce più del previsto

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Le prospettive economiche mondiali sono meno cupe di qualche mese fa.

Pur constatando un rallentamento della crescita rispetto al 2022 il Fondo Monetario Internazionale, in un segnale di ottimismo, alza le stime di crescita per il 2023 al +2,9%.

Un ritocco al rialzo generalizzato che include anche l’Italia, con il pil del Belpaese atteso crescere quest’anno dello 0,6%, ovvero 0,8 punti percentuali in più rispetto a ottobre. Meglio del previsto anche la Germania, che spunta una crescita dello 0,1% grazie a una revisione pari a +0,4 punti, e la Russia, la cui economia tiene di fronte alla guerra. Peggiora invece la Gran Bretagna, che si rivela fanalino di coda del G7 con un pil in calo dello 0,6%.”Il rialzo del tassi di interesse da parte delle banche centrali e la guerra in Ucraina continuano a pesare sull’attività economica”, afferma il Fmi illustrando l’aggiornamento del World Economic Outlook. “Nonostante questo l’outlook è meno cupo rispetto a ottobre”, aggiungono gli esperti di Washington, secondo i quali le strette delle banchemondiali iniziano a raffreddare la domanda e la corsa dei prezzi ma la “battaglia” contro l’inflazione “è lungi dall’essere vinta”. Da qui l’invito alle banche centrali ad andare avanti con i loro “sforzi” per combattere la galoppata dei prezzi che, seppur in rallentamento, restano ancora più elevati rispetto ai livelli pre-pandemia. L’inflazione a livello mondiale è attesa calare dall’8,8% del 2022 al 6,6% del 2023 e al 4,3% del 2024, con i prezzi nelle economie avanzate che scenderanno al 4,6% quest’anno e al 2,6% nel 2024.

Parlando di un’economia più resiliente delle attese, il Fondo non nasconde che i rischi sono comunque orientati al ribasso. Fra questi c’è un possibile stallo della Cina ma anche una escalation della guerra in Ucraina e un’inflazione ostinatamente alta per un periodo prolungato. Uno dei pericoli maggiori – ribadisce il Fmi che da mesi si dice preoccupato al riguardo – è la frammentazione geopolitica.”La guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia stanno dividendo l’economia globale in blocchi e rafforzando le tensioni geopolitiche, come quelle associate alla disputa commerciale fra Stati Uniti e Cina”, mette in evidenza il Fondo spiegando che i costi della frammentazione sono particolarmente alti nel breve termine. Oltre a respingere la frammentazione per il Fmi è necessario, guardando avanti, assicurare la stabilità finanziaria: i rischi – osservano gli espetti – restano elevati così come la volatilità sui mercati.

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Gas, prezzo in calo sotto i 60 euro

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Il prezzo del gas scende sotto i 60 euro tornando ai livelli di settembre 2021. Le quotazioni sono diminuite con l’aumento dei flussi di Gnl verso l’Europa a causa degli stoccaggi pieni in Cina. Gli operatori concentrano la loro attenzione sulle temperature, più alte rispetto alla media stagionale.

Le quotazioni scendono dell’11% a 57,6 euro al megawattora, registrando una flessione del 24% dall’inizio dell’anno. Prezzo in calo anche a Londra dove si attesta a 145 penny per mille unità termiche britanniche (Mbtu), con una flessione del 10,8%. Borsa, Europa positiva guarda a energia e inflazione – Le Borse europee, orfane di Wall Street che resterà chiusura per festività, proseguono le contrattazioni senza particolare slancio ma in terreno positivo. Gli investitori concentrano l’attenzione sul forte calo del prezzo del gas che inciderà sui costi dell’energia e conseguentemente sull’inflazione. La frenata della corsa dei prezzi resta fondamentale per le banche centrali che dovranno decidere le loro prossime mosse sul rialzo dei tassi.

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