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Cultura e Spettacoli

Napoli, al Museo Archeologico Nazionale 2000 anni di storia di cultura della tavola: la mostra che chiude l’anno del cibo italiano

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NAPOLI – “RES RUSTICA. Archeologia, botanica e cibo nel 79 d.C.” è il titolo della nuova mostra – esposizione al Mann Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal 21 novembre al 18 febbraio 2019.

L’intento dell’esposizione è di far conoscere le abitudini quotidiane legate al cibo degli antichi romani, la mostra offre un’ampia prospettiva sull’alimentazione di duemila anni fa, un viaggio che i visitatori faranno durante il percorso espositivo nelle radici dove nascono le nostre abitudini.

Nell’allestimento archeobotanico sono esposti anche utensili che utilizzavano i romani per cucinare, pentole ancora intatte come la padella per cucinare le uova, dipinti che avevano come soggetto il cibo degli antichi fino all’eruzione del Vesuvio.

Nell’allestimento grazie all’utilizzo della più recente tecnologia della comunicazione proiezioni video (in italiano ed in inglese) illustrano gli antichi reperti botanici in un costante rapporto con le conoscenze acquisite nel nostro presente. L’allestimento propone anche cibo appartenente al mondo antico come una fresella, un tarallo e una bottiglia con olio di oliva già presentata da Alberto Angela durante la rassegna stampa per il programma “Stanotte a Pompei”, un’esposizione Ante litteram della nostra dieta mediterranea e sulle nostre origini.

Ad accogliere i viaggiatori nella ‘Collezione dei Commestibili’ di Pompei una grande carta geografica, di cui sono tracciate le rotte seguite, delle singole specie, spesso approdate sulle coste italiane dall’Oriente. L’intera Collezione dei commestibili non veniva esposta dal 1989, attualmente l’allestimento è situato nella sala 94 (adiacente al Plastico di Pompei), un percorso che mostra i cibi dell’antichità ed anche le “connessioni” tra le varie civiltà, un continuo dialogo dei popoli iniziato nell’antichità. Il percorso espositivo offre ai visitatori un’ulteriore spiegazione delle nostre abitudini legate all’alimentazione che sono alla base della nostra dieta.

La ‘Collezione dei Commestibili’ come la ‘Collezione dei Tessuti’ fanno parte del patrimonio appartenente al Mann, le due collezioni vennero scoperte dalle prime campagne di scavo da Carlo di Borbone, egli raccolse tutti i materiali provenienti da Herculanem e Pompei alla Reggia estiva di Portici, includendo anche fragilissimi materiali come tessuti, prossimamente in mostra al museo del capoluogo campano.

Paolo Giulierini: “Una mostra dedicata alle radici della nostra ricchezza agro-alimentare”

Come spiega il Direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini: “Chiudiamo l’anno del Cibo italiano voluto da MIBAC e MIPAAFT con una mostra dedicata alle radici della nostra ricchezza agro-alimentare: 2000 anni di storia della cultura, della terra e della tavola sono i testimoniati da resti materiali conservati al MANN”- prosegue sempre Giulierini -“resti che costituiscono un tesoro unico al mondo. L’esposizione rappresenta un’opportunità straordinaria non solo per rappresentare per la prima volta la Collezione dei Commestibili, ma anche, nello spirito del Progetto I Tesori del MANN inaugurato con successo dalle armi dei Gladiatori, per raccontare al grande pubblico cosa significa fare ricerca scientifica su questi rari materiali”.

Un’immersione tra le piante dove si evincono i viaggi degli antichi, fra le testimonianze vi sono esposti gli “Affreschi dei peschi” arrivato a noi pochi decenni prima dell’eruzione del 79 d. C., come spiega il Professore Gaetano De Pasquale durante la presentazione, un percorso che racconta la “vera grande ricchezza” del territorio.

Res Rustica è una mostra dedicata alle radici della nostra ricchezza agro-alimentare, ma che svela anche falsi storici come i 5 chilogrammi d’uva, costituite da vinacce (da graspi, bucce e vinaccioli) non appartenevano al mondo antico come si si credeva che appartenessero, ma in realtà appartengono al ‘700.

Le vinacce fanno parte degli oggetti conservati nei depositi del museo partenopeo e dalle analisi effettuate dimostrano che sono di origine ben più recenti, infatti risalgono alle coltivazioni del diciottesimo secolo come dimostrano i risultati della datazione effettuata presso il Laboratorio CIRCE (Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
La conferenza di tutto il percorso espositivo è avvenuta mercoledì 21 novembre, hanno partecipato all’incontro il Direttore del Museo Nazionale Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini, l’Archeologo Luigia Melillo, Referente Scientifico per i Progetti Speciali e per le Relazioni Internazionali del Mann, il Professore Gaetano Di Pasquale (Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli “Federico II”).

Elenco delle specie archeobotaniche in esposizione: Vite (vinaccioli), olivo (olive e noccioli), fico (frutti interi e spaccati), pino domestico (pigne e pinoli), melograno (frutti piccoli) e “bucce”, nocciolo (nocciole sgusciate), pesco (noccioli), mandorlo (frutti), carrubo (frutti), cereali (orzo, miglio, farro), legumi (semi di lenticchie, favino), castagno(una castagna), aglio (diversi spicchi), cipolla scalogno (bulbi), palma da dattero (datteri).

Giuseppina Ercole

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Festival di Sanremo: ultimi aggiornamenti sulla kermesse più attesa

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Il 71° Festival della canzone italiana avrà luogo, come di consueto, al teatro Ariston di Sanremo nelle date dal 2 al 6 marzo 2021, al timone sono stati confermati un’altra volta Amadeus e Rosario Fiorello, coppia vincente della scorsa edizione. Come si evince dalle date, l’evento non è stato più programmato per febbraio ma per marzo a causa delle incertezze legate alla gestione dell’emergenza Coronavirus.

Nonostante le numerose incognite, che molto probabilmente determineranno un cambiamento della formula tradizionale, la macchina del Festival si è messa in moto apportando alcune modifiche al regolamento. Sicuramente azzardare fin da ora un pronostico sul nome del vincitore è prematuro e difficile, equivarrebbe ad indovinare in modo secco i numeri della lotteria Eurojackpot, i cui risultati vengono consultati dai membri di 17 paesi europei ogni settimana sul sito.

La prima novità riguarda la serata del giovedì, in cui i cantanti non dovranno più proporre le canzoni storiche del Festival ma potranno scegliere di interpretare liberamente altri brani di autori italiani altrettanto famosi. Gli artisti saranno giudicati dai componenti dell’orchestra Rai e potranno esibirsi avvalendosi come ogni anno della partecipazione di ospiti famosi. La votazione dell’interpretazione del giovedì sera avrà un peso determinante nella classifica generale.

Nelle prime due serate del martedì e del mercoledì tornerà il televoto, che coinvolgerà da subito il pubblico da casa quindi le tre giurie che sabato sera sceglieranno il vincitore dell’edizione Sanremo 2021 saranno le seguenti: Demoscopica, pubblico da casa (televoto) e Sala Stampa. Un’altra importante novità riguarda le nuove proposte per le quali non ci sarà più l’eliminazione diretta di uno degli sfidanti direttamente dopo l’esibizione.

Non ci sono ancora conferme ufficiali in merito all’appuntamento con il DopoFestival ma secondo insistenti rumors la conduzione potrebbe essere affidata ancora una volta a Nicola Savino. Per quanto riguarda i big in gara, i loro nomi saranno resi ufficialmente noti durante la puntata di Sanremo Giovani del 17 dicembre 2020 ma già iniziano a circolare le prime voci sulla partecipazione di Elodie ( in gara durante la scorsa edizione con il brano Andromeda), Irama, Bugo, Ermal Meta, Noemi e Gaia, quest’ultima proveniente dalla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi.

Alcuni nomi iniziano a circolare anche in merito alle presenze femminili che affiancheranno Amadeus e Fiorello sul palco dell’Ariston, tra queste le candidate più quotate sono la fashion blogger Chiara Ferragni, Maria De Filippi e Paola Cortellesi. Tra i nomi papabili ma meno probabili anche Mara Venier, Barbara D’Urso, Michelle Hunziker e Simona Ventura, per le due ultime signore sarebbe un ritorno dal momento che hanno avuto modo di condurre anche alcune passate edizioni della kermesse canora. Indiscrezioni circolano anche intorno ad un possibile conduttore maschile accanto ad Amadeus e Fiorello che potrebbe essere il cantante Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Per il momento particolare che stiamo attraversando intorno allo svolgimento del Festival di Sanremo 2021 c’è molta curiosità da parte dei media e dell’intera penisola che ora più che mai ha voglia di respirare aria di leggerezza insieme a tanta buona musica.  

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Cronaca

Milano, nasce l’orchestra 4.0: Assolombarda, Bicocca e Politecnico al fianco della sinfonica “Giuseppe Verdi”

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Fronte comune a favore della musica classica milanese

MILANO – Durante la pandemia uno dei settori più penalizzati è stato senza alcun dubbio quello della musica. Tuttavia, come raccontato da “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it), il web magazine di Assolombarda, c’è chi non si è arreso di fronte alle difficoltà.

“L’orchestra 4.0 era un mio pallino già un anno fa quando sono arrivata alla Fondazione: sono un’imprenditrice e ho sempre avuto grande fiducia nella tecnologia e nell’innovazione, le considero alleate e non avversarie anche nell’ambito della musica colt”, afferma Ambra Redaelli, presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi e membro della task force Impresa 4.0 di Assolombarda.

Ambra Redaelli

L’ambizioso concetto di orchestra 4.0 si è quindi concretizzato grazie dall’introduzione di una serie di innovazioni tecnologiche che permetteranno ai Professori d’Orchestra e agli spettatori di tornare a vivere l’esperienza di un concerto in totale sicurezza. In particolare, il classico programma cartaceo è stato sostituito da un QR-code da scansionare, così come gli spartiti dei Professori d’Orchestra, che faranno spazio a dei pratici e moderni leggii elettronici. Inoltre, un software si occuperà di attribuire i posti all’interno della sala in modo da mantenere il distanziamento sociale. Così facendo l’Auditorium potrà accogliere fino a 220 spettatori singoli o fino a 370 in caso di congiunti.

“Per raggiungere questo importante risultato ci siamo affiancati ad Assolombarda e al grande bacino delle sue aziende e, grazie all’Associazione, siamo entrati in contatto con grandi istituzioni della ricerca milanese: Università Bicocca e Politecnico – spiega Ambra Redaelli – Grazie alla collaborazione con il Politecnico è stato possibile realizzare un flusso laminare di aria filtrata che dal soffitto scende verso il pavimento, purificando costantemente l’aria nella stanza. Con Bicocca invece è in corso uno studio per la costruzione di barriere che non ostacolino il suono, di materiale leggero e trasparente, per far sì che i Professori d’Orchestra possano vedersi fra loro, guardare il direttore d’orchestra e il pubblico”.

L’Orchestra Sinfonica di Milano “Giuseppe Verdi” ha deciso di fare di necessità virtù, lanciando l’hashtag #MilanoRisuona e abbracciando le grandi opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie, potendo contare della collaborazione di importanti risorse, competenze ed energie provenienti dal mondo industriale e accademico di Milano e della Lombardia. Grazie quindi alla sinergia tra Assolombarda, Università Bicocca e Politecnico di Milano, scesi in campo a favore della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, è stata resa possibile la nascita di una nuova concezione di orchestra, in grado di vivere e “risuonare” anche durante questi mesi difficili garantendo un futuro ai propri componenti e al proprio pubblico.

“Ed è proprio mesi fa, durante la fase due, che abbiamo fatto passo in avanti, mettendo il digitale al servizio della musica anche nella sua dimensione live – afferma la Presidente Redaelli – Già durante il lockdown un grande risultato lo abbiamo raggiunto creando una playlist su Spotify per le attese in coda al supermercato, per le ore passate in smart working, per i ragazzi impegnati nello studio a casa, e molte altre, ottenendo un eccellente riscontro da parte degli utenti, incrementati di più del 30% in un mese (aprile 2020). Ora quegli stessi giovani, tra i 22 e i 35 anni, hanno scoperto la musica sinfonica e sono stati i primi a correre in Auditorium alla riapertura”.

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Cultura e Spettacoli

Trento, al cinema Astra la rassegna cinematografica “Ultima Visione”

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Un’occasione per riflettere sul tema del fine vita, dell’accompagnamento e dell’elaborazione del lutto

TRENTO – Torna anche quest’anno “Ultima visione”, la rassegna cinematografica che attraverso tre pellicole d’autore mira a sensibilizzare il pubblico sulla questione dell’accompagnamento dei malati terminali e dell’elaborazione del lutto.

L’evento, giunto ormai alla sua 4° edizione, ha l’obiettivo di mettere in dialogo amministrazione e società civile e di costituire un momento di formazione per il cittadino e gli addetti del settore rispetto al delicato tema del rapporto individuale e collettivo con la morte.

Promossa grazie alla collaborazione del Comune di Trento, Servizi Funerari e Servizio Attività sociali, assieme alla Fondazione Hospice Trentino onlus, l’Associazione AMA, il Gruppo Spes e il Cinema Astra l’iniziativa rientra nelle attività avviate da qualche anno dai Servizi Funerari per valorizzare il patrimonio storico-artistico e culturale presente nel cimitero monumentale di Trento. Con l’intento di superare atteggiamenti di inconscio rifiuto che impediscono la frequentazione del cimitero fuori dai momenti canonici (partecipazione a un funerale o visita a un defunto).

In ragione dell’attuale fase emergenziale, per evitare assembramenti i film in programma il 21 ottobre, il 28 ottobre e il 4 novembre, saranno proiettati al cinema Astra in due orari distinti per ogni giornata: alle 18 e alle 21.

I film in programma sono:

  • Mercoledì 21 ottobre: Al Dio ignoto di Rodolfo Bisatti. Italia 2020.
  • Mercoledì 28 ottobre: Una bugia buona di Lulu Wang. Usa,Cina 2019.                
  • Mercoledì 4 novembre: Il meglio deve ancora venire di Alexandre de La Patelliere. Francia 2019.

Confermando una consolidata tradizione, a ogni proiezione seguirà un significativo momento per condividere, assieme ad operatori del settore e volontari, qualche riflessione su una tematica delicata che al giorno d’oggi è stata quasi del tutto rimossa dalla vita quotidiana.

L’iniziativa è a costo zero per l’amministrazione, il Cinema Astra si autofinanzierà con il biglietto d’ingresso.

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