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NAPOLI, CARDITO: CARABINIERE UCCIDE RAPINATORE 26 ENNE DURANTE UN INSEGUIMENTO.

di Christian Montagna

Troppe volte è accaduto nella Napoli violenta ed accade ancora. Coloro che sono chiamati a difenderci spesso calcano troppo la mano. Dopo una rapina a Cardito, in provincia di Napoli, Antonio Mannalà 26 enne napoletano residente ad Afragola, è stato colpito alle spalle da un colpo di pistola sparato dal carabiniere che lo stava inseguendo. Fatalità o volontà, il colpo partito dalla pistola di ordinanza, è stato letale. Il giovane malvivente, aveva appena rapinato una Renault Clio ad una coppia di ventenni e armato di pistola aveva costretto i giovani a scendere dalla vettura. Non contento, prima di terminare il colpo, aveva palpeggiato la giovane vittima. Allertate le forze dell'ordine, è scattato l'allarme nella zona. I carabinieri di servizio nella zona hanno individuato la vettura rubata in zona Cardito e hanno fermato i tre malviventi che si son dati alla fuga in tre direzioni diverse. Ad avere la peggio è stato A.M. che una volta bloccato, mentre stava per essere ammanettato, secondo la ricostruzione del carabiniere, è stato colpito accidentalmente da un colpo partito dalla pistola di ordinanza. Inutili i tentativi del 118 di rianimare il giovane: è morto sul colpo immediatamente. Soltanto uno dei rapinatori è riuscito a scappare, l'altro è stato fermato. Vere e proprie scene da far west quelle che si verificano quotidianamente nella Napoli violenta. Non curanti del pericolo, i malviventi sparano e minacciano all'impazzata per strada e troppe volte qualche innocente ci ha rimesso la vita ingiustiamente, colpevole soltanto di essersi trovato nel momento sbagliato al posto sbagliato. Il giovane malvivente morto era già noto alle forze dell'ordine per evasione degli arresti domiciliari, contrabbando di sigarette e violazione alla legge sugli stupefacenti. Anche l'altro fermato, Domenico Gallo 25 anni residente ad Afragola era già noto alle forze dell'ordine per furto e ricettazione. Ad indagare sull'accaduto ora c'è la Procura della Repubblica che ha acquisito i filmati di un sistema di videosorveglianza installati su Corso Italia. La coppia di vittime ha riconosciuto il malvivente fermato e per lui sono scattate le manette. Gli inquirenti ora sono sulle tracce del terzo componente della banda che è riuscito ad evadere.