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Cronaca

Napoli, detenuto di Poggioreale ha nascosto il cellulare in pancia per un mese

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Nel carcere napoletano di Poggioreale un detenuto di 40 anni ha ingoiato un cellulare per sfuggire ai controlli della polizia penitenziaria e per un mese l’apparecchio è rimasto nel suo stomaco. L’uomo, dopo qualche tempo, ha accusato dolori all’addome ed è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale del Mare per essere sottoposto a una lastra che ha evidenziato la presenza del telefonino. Operato in laparoscopia, l’uomo è fuori pericolo.

Come riferito da Il Mattino, il 40enne detenuto comune (del quale non sono state rese note le generalità) era riuscito, per motivi ancora da chiarire (c’è una doppia indagine in corso), a introdurre nella cella il telefono cellulare di 8 per 2 centimetri. Quando si è reso conto che gli agenti della polizia penitenziaria stavano per fare una perquisizione, ha deciso di ingerirlo.

Il ricovero – Col passare dei giorni, l’uomo ha iniziato ad accusare dolori sempre più intensi e si è reso necessario il suo trasferimento nell’infermeria del carcere, dove è rimasto per quasi un mese. Le sue condizioni però continuavano a peggiorare e, dopo l’ennesimo collasso, è stato trasportato all’ospedale del Mare per una lastra all’addome che ha evidenziato la presenza dell’apparecchio nello stomaco.

L’operazione – Il 40enne è stato quindi sottoposto a un intervento in laparoscopia. Incredibilmente il detenuto è sopravvissuto allo scioglimento delle batterie al litio e al rilascio di altre componenti chimiche nocive ed è ora fuori pericolo.

Nuovi casi a Poggioreale – Nelle ultime settimane, le ispezioni della Penitenziaria all’interno del carcere di Poggioreale hanno portato alla scoperta di altri telefonini. Nel primo caso i controlli hanno consentito di scoprire un apparecchio nascosto all’interno di un polpettone spedito dalla moglie a un detenuto. Più grave il secondo episodio, denunciato dal segretario campano del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Emilio Fattorello: un detenuto ha aggredito alcuni agenti che avevano rinvenuto un cellulare nella cella. L’uomo, dopo aver dato in escandescenza, ha anche ingerito la Sim all’interno del telefono

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Cronaca

Palermo, in manette primario, infermiere e caposala di una struttura ospedaliera

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PALERMO – Su delega della Procura della Repubblica di Palermo, i Carabinieri del N.A.S. di Palermo hanno dato esecuzione a una ordinanza di sottoposizione alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Palermo nei confronti di un direttore di Unità Operativa Complessa, di un coordinatore infermieristico e di un infermiere, tutti dipendenti di un nosocomio cittadino, nonché di un agente di commercio di protesi sanitarie, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in reato continuato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falsità ideologica aggravata commessa dal P.U. in atti pubblici, abuso d’ufficio.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e condotte dal NAS del capoluogo, con servizi di osservazione e pedinamento, ispezioni ed anche attraverso attività tecnica di intercettazione, hanno permesso di scoprire un’articolata organizzazione finalizzata a perpetrare truffe ai danni del servizio sanitario regionale, mediante la falsificazione di documenti e registri di carico e scarico del materiale protesico utilizzato negli interventi di chirurgia cranica e della colonna vertebrale, in particolare dichiarando l’uso di dispositivi medici in numero notevolmente superiore rispetto a quello realmente impiantato sui pazienti nel corso degli interventi chirurgici.

Inoltre, in tale contesto, il suddetto direttore, con la collaborazione di altri medici ed infermieri della sua Unità Operativa, faceva bypassare ai propri pazienti privati, paganti, le liste d’attesa per gli interventi chirurgici, facendoli figurare come se avessero seguito le normali procedure istituzionali di ricovero.

Con la medesima Ordinanza il GIP ha anche disposto il sequestro preventivo, per equivalente, della somma di € 43.724,00, quale profitto di reato, da eseguirsi, oltre che nei confronti degli arrestati, anche nei confronti di altri due soggetti non colpiti da provvedimento restrittivo, rispettivamente un infermiere dello stesso ospedale e l’amministratore della società fornitrice dei dispositivi medici.

Prosegue l’azione dei Carabinieri del N.A.S. di Palermo, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, nel contrasto dei reati commessi ai danni della pubblica amministrazione e nello specifico del servizio sanitario nazionale.

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Cronaca

Taranto: 66 daspo ai tifosi della Nocerina

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La Polizia di Stato di Taranto ha notificato a 66 sostenitori della Nocerina, tutti residenti in Campania, il provvedimento di DASPO emesso dal Questore.

Gli episodi che hanno portato all’emissione della misura di polizia risalgono al 7 dicembre e riguardano fatti verificatisi  in occasione dell’incontro di calcio disputatosi nel capoluogo Jonico tra la squadra di calcio locale e la Nocerina.

I poliziotti avevano intercettato la carovana composta da undici auto private sulla strada statale 7, a qualche chilometro dall’ingresso della città. Lungo il tragitto che conduce al parcheggio dello stadio riservato ai supporters ospiti, i tifosi nocerini si erano resi autori del lancio di grossi petardi e di bottiglie che solo fortunosamente non avevano provocato gravi conseguenze.

 Una volta giunti presso il complesso sportivo, gli stessi tifosi, gran parte dei quali vestiti allo stesso modo e travisati in volto, avevano tentato, con modi violenti, di opporre resistenza alla  identificazione.  Solo dopo alcuni concitati minuti e dopo aver proceduto regolarmente al riconoscimento era stato loro consentito di entrare nell’impianto sportivo, eccezion fatta per sei di loro privi del regolare biglietto d’ingresso.

Al termine dell’incontro, prima che ripartissero, gli agenti perquisirono, con non poche difficolta trovando una accesa resistenza, le auto dei  tifosi campani recuperando  caschi,  mazze di ferro , un manganello, alcolici, fumogeni e petardi del genere vietato, tutti sequestrati.

Considerato il comportamento tenuto ed in considerazione del materiale recuperato nelle autovetture che rendeva manifeste le loro intenzioni,  nei confronti di 66 supporters nocerini  è stato emesso il DASPO  per il periodo di un anno.

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Cronaca

Napoli, “Oltre il filo spinato”: una mostra per non dimenticare

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Da visitare l’exhibition fotografica dal titolo “Oltre il filo spinato” di Enzo Tafuto nei Campi Flegrei a Pozzuoli (Na), visitabile fino al 27 gennaio.

L’esposizione “Oltre il filo spinato”, offre ai visitatori ben 20 immagini realizzate in Polonia e “narrano” gli orrori vissuti e le persecuzione nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.

Le foto sono state donate alla comunità di Pozzuoli “con l’auspicio che possano essere divulgate soprattutto tra i giovani e per far sì che ogni anno, durante la settimana della Shoah, vi siano momenti di riflessione e di sensibilizzazione che ci inducano a mantenere sempre alto e vivo il ricordo di ciò che la storia ci ha insegnato” ha dichiarato Enzo Tafuto.

L’exhibition al Rione Terra dell’antica Puteoli ha collocato le immagini su pannelli di filo spinato accompagnate da proiezioni sul muro offrendo ai visitatori un viaggio di riflessione. La mostra è realizzata in collaborazione con gli assessori alla Cultura e alla Pubblica Istruzione.

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