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Cronaca

NAPOLI: NOTTE DELLA LEGALITÀ CON DUE MINORI ACCOLTELLATI E BABYGANG IN AZIONE

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Tempo di lettura 2 minuti Da segnalare anche numerosi casi di violenza. Il più grave la rissa tra ragazzini con due minorenni accoltellati.

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Redazione

Napoli – Notte all'insegna della legalità al Vomero, quest'ultimo fine settimana, tra concerti, dibattiti e momenti di condivisione. Da segnalare anche numerosi casi di violenza. Il più grave la rissa tra ragazzini con due minorenni accoltellati. In occasione della “Notte per la Legalità” al Vomero, la Polizia Locale di Napoli coordinata dal Comandante Ciro Esposito, è stata impegnata in un'azione soprattutto di prevenzione ma anche di contrasto al commercio abusivo, al controllo del conferimento dei rifiuti, all’attuazione del dispositivo di traffico nonché di controllo e tutela dei rischi connessi alle fasce giovanili. Sono stati operati 7 sequestri penali per complessivi 400 tabella di abbigliamento, borse, scarpe e cinture, riproducenti marchi contraffatti di note griffes nazionali e internazionali. Il personale impiegato ha eseguito anche numerosi controlli dei cosiddetti “ristori mobili”, proibendo e sanzionando le attività di diversi venditori ambulanti che con strutture mobili e carrelli preparavano spighe, panini farciti, pizze fritte ed altri alimenti cucinati senza il rispetto di ogni norma igienica o di sicurezza.

Per il conferimento dei rifiuti in modo irregolare sono stati sanzionati 9 esercizi commerciali di via Scarlatti, via Cimarosa, via Solimena e via Luca Giordano. Inoltre si è provveduto a verbalizzare un market per affissioni abusive di due tabelloni pubblicitari sulle campane della plastica di raccolta dei rifiuti. In via Bernini si è proceduto alla verbalizzazione di 3 bar che, in violazione dell’ordinanza che impone la vendita di bevande per motivi di sicurezza in contenitori in plastica, vendevano bevande in contenitori in vetro. Sono stati elevati 126 verbali per violazioni del codice della Strada.
Le attività hanno interessato tutta l’area collinare compresa tra via Morghen, Piazza Vanvitelli, via Bernini, via Scarlatti, via L.Giordano e Piazza degli Artisti ed hanno coinvolto circa 200 operatori della P.M. appartenenti alla U.O. Vomero, alla U.O. Tutela Minori, alla U.O. Ambientale ed alla U.O. Polizia Investigativa Centrale.

Nell’ambito delle azioni a tutela dei minori, il titolare di una tabaccheria in via Luca Giordano è stato sorpreso a vendere sigarette ad un ragazzo minorenne, per cui si è provveduto a sanzionarlo con una contravvenzione di 333 euro, mentre in via Scarlatti, alle 23 circa, è stato bloccato un gruppo di minori che stavano iniziando a creare disordini dando schiaffi ai passanti e colpendo con pugni le vetrine dei negozi. Si è riusciti ad identificare uno di loro che dopo aver tentato la fuga, è stato fermato. Il ragazzo -di tredici anni- dopo gli atti di rito è stato affidato al padre.
In piazza Quattro Giornate è stato verbalizzato un bar sorpreso a vendere a tre ragazze minorenni birra e sangria e in Piazza Medaglie d’Oro sono stati sorpresi due minorenni di 15 anni, che facevano uso di cannabis. Tutti i minori sono stati affidati ai genitori.

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Bari, vertenza Bosh. Ugl: “Aperto tavolo crisi in Regione”

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Ugl. Vertenza Bosch Bari: ”Apertura tavolo di crisi permanente presso task force Regione Puglia”. Si è svolto oggi l’incontro sulla vertenza Bosch -stabilimento di Bari- convocato dal Presidente della Task Force Regionale per l’Occupazione, Dott. Leo Caroli, che in modalità telematica, ha visto la partecipazione del Direttore Risorse Umane di Bosch Dott. Basile e delle Organizzazioni Sindacali nazionali, territoriali e della RSU. Per la UGL Metalmeccanici hanno partecipato il Segretario Nazionale, Antonio Spera, il Segretario Provinciale di Bari, Samantha Partipilo, ed i Rappresentanti Sindacali aziendali.

L’azienda ha riepilogato i punti salienti del piano industriale 2017- 2022, che Ugl non aveva sottoscritto poiché subentrata con la propria rappresentanza sindacale solo 6 mesi più tardi. Il vecchio piano industriale nel 2017 era partito con un esubero della capacità produttiva di 650 unità e 2 prodotti diesel/automotive (CP1H pompa ad alta pressione e GP pompa a bassa pressione) per poi arrivare oggi, a distanza di 4 anni, a dichiarare un esubero di 700 unità e 9 prodotti anche fuori dal diesel/automotive, nonostante un investimento di 70 milioni di euro e l’uscita incentivata di circa 190 lavoratori. Riconosciamo lo sforzo gestionale ed economico all’azienda, riconosciamo il processo di demonizzazione che ha colpito il diesel in particolare negli ultimi anni, ma come UGL ci chiediamo se non siano state fatte delle analisi troppo leggere e che non avevano tenuto conto dell’implicazione attuale! E come noi riconosciamo gli sforzi fatti dall’azienda, allo stesso modo pretendiamo che anche la Bosch riconosca tutti i sacrifici che i lavoratori dello stabilimento di Bari, ormai già dal 2008, ancora oggi continuano a fare dopo che, con il loro prezioso lavoro e know how, hanno contribuito ad arricchire il business di tutto il Gruppo. Alla Bosch chiediamo e ribadiamo la ferma volontà di proseguire con un serrato avvicendarsi di incontri monotematici per il sito barese in tutti i tavoli istituzionali e di assumersi le responsabilità di scelte che ci vedono affossati in un futuro che, se non ribaltato con prodotti evoluti e volumi produttivi adeguati a salvaguardia dei livelli occupazionali e ad un rilancio dello stabilimento, non ci vedrà passivi ad attendere. Nonostante tutto resteremo sul pezzo su questa vertenza e ci assumeremo tutte le responsabilità, cui non ci siamo mai sottratti, nei confronti del tavolo di crisi e dei lavoratori che rappresentiamo e abbiamo l’obbligo di tutelare e salvaguardare! Anche nel merito del principio di solidarietà tra stabilimenti infragruppo, teniamo a chiarire che non ci accontenteremo degli “avanzi”, ma ci aspettiamo un prodotto di tutto rispetto che possa garantire l’occupabilità di tutti i 1700 lavoratori, sottolineando, tra l’altro, che questo strumento di solidarietà potrà servire soltanto per tamponare un periodo al termine del quale ci attendiamo un progetto industriale di tutto rispetto, ALL’ALTEZZA DEI LAVORATORI DELLA BOSCH DI BARI! In ultimo, ma non per minore importanza, elogiamo la volontà del Presidente Caroli di accompagnare questa vertenza con tavoli permanenti di monitoraggio, coinvolgendo anche i Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro”.

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Stimigliano, detenzione e spaccio di cocaina, hashish e metanfetamine: arrestato un minorenne

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STIMIGLIANO (RI) – Arrestato, in flagranza, un minorenne del luogo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Sospettando che il ragazzo potesse essere coinvolto nell’attività di spaccio, i della locale Stazione hanno eseguito, a casa del giovane, una perquisizione d’iniziativa che ha consentito di rinvenire, occultate nella sua camera, 21 grammi di hashish, già suddivisi in 11 bustine, due dosi di cocaina, 1,88 grammi di metanfetamine, un bilancino di precisione e altro materiale utilizzato per il taglio e il confezionamento degli stupefacenti.

È stata posta sotto sequestro anche la somma di 1.910 euro, in banconote di vario taglio, ritenuta presumibile provento dell’attività di spaccio.

Lo stupefacente sequestrato è stato inviato al R.I.S. di Roma per le analisi finalizzate all’accertamento del principio attivo presente.

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Catanzaro, arrestato ginecologo: è accusato di omicidio colposo

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La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa ex art 291 comma 2 c.p.p, nell’ambito del procedimento nr 89/22 rgnr, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, per il reato di omicidio colposo nei confronti di un medico ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione da parte dell’Ordine dei Medici di Teramo.L’indagine dei poliziotti della Digos ha preso avvio dall’attività intercettiva svolta sull’utenza del sanitario, nell’ambito di altro procedimento instaurato a suo carico presso la Procura di Catanzaro.L’ipotesi è che il ginecologo non abbia effettuato una corretta diagnosi e non abbia apprestato il necessario trattamento terapeutico su un paziente con gravissime e molteplici patologie pregresse (cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata), poi deceduto per un infarto del miocardio, e lo abbia ‘curato’ con pratiche non riconosciute dalla scienza medica, procrastinando il ricovero ospedaliero ed impedendo l’attivazione di idonee terapie salvavita.Le esigenze cautelari poste alla base del provvedimento coercitivo sono state desunte dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro dalla non occasionalità della condotta del sanitario, che ha sollecitato cure alternative alla medicina ‘ordinaria’, prive di validità scientifica, anche in relazione ad una paziente affetta da covid-19, dando esecuzione ai numerosi proclami antiscientifici diffusi sul suo profilo facebook, con ampio seguito.Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

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