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Cronaca

NAPOLI, OMICIDIO DAVIDE BIFOLCO: UDIENZA RINVIATA

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Tempo di lettura 2 minuti Slitta dunque la sentenza per l’omicidio del giovane al prossimo 19 Novembre

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di Christian Montagna

Napoli – Questa mattina il giudice ha accolto le istanze dell'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia del diciassettenne ucciso nella notte tra il 4 e il 5 Settembre dello scorso anno da un carabiniere al Rione Traiano. Slitta dunque la sentenza per l’omicidio del giovane al prossimo 19 Novembre. Il giudice Ludovica Mancini ha accolto l'istanza per un supplemento istruttorio depositata dall'avvocato. Serviranno dunque maggiori accertamenti prima della sentenza. Nella prossima udienza, dovranno essere ascoltati il consulente balistico e i due carabinieri che si trovavano in servizio con il militare, imputato nel processo e che sparò a Bifolco nel corso di un inseguimento.


La reazione dei parenti. Enorme è stata la soddisfazione dei genitori all’esterno dell’aula di Tribunale, che almeno per ora, hanno visto concretizzarsi la possibilità di avere finalmente giustizia. Non sarebbe omicidio colposo secondo l’avvocato ma, omicidio volontario. L’ipotesi però va a scontrarsi con quella dell’altro difensore Salvatore Pane che tuttora assiste il carabiniere.

 

“Mio figlio era un ragazzino e non un camorrista. Pensate che voleva farsi un semplice tatuaggio e io non gliel'ho mai consentito”: così ha parlato ai giornalisti la madre di Davide Bifolco. Una cinquantina di giovani dei centri sociali hanno manifestato all'ingresso del Palazzo di giustizia. I manifestanti, giunti in corteo hanno esposto slogan come “Davide vive con noi” e “Verità e giustizia per Davide, più tutele sociali meno militari”. L'ingresso del Tribunale è presidiato da una cinquantina di agenti di polizia a bordo di sette automezzi blindati. Nei confronti del carabiniere imputato Giovanni Macchiarolo, accusato di omicidio colposo, il pm nella scorsa udienza aveva chiesto tre anni e quattro mesi.

Ad assistere alla sentenza ci sarà anche Ilaria Cucchi, sorella Stefano Cucchi, il giovane morto, in seguito alle percosse inferte dopo l'arresto.


Gli scontri. Nulla ha a che fare con la famiglia Bifolco, sia chiaro, ma, pare che alcuni militanti che ore fa hanno scatenato una rivolta, si siano radunati questa mattina davanti al Tribunale in occasione del processo con un piccolo sit-in per sostenere la famiglia. Un uomo sarebbe stato ferito nel corso di improvvisi incidenti scoppiati vicino la sede napoletana di Casapound. Il ferito sarebbe un commerciante, titolare di un negozio di ferramenta, colpito da una bomba carta lanciata da alcuni manifestanti. Sul posto tuttora indaga la Polizia di Stato.


Le condizioni del commerciante non sarebbero gravi: medicato al pronto soccorso del Loreto Mare per una ferita al mento causata da una scintilla provocata da un petardo esploso, è stato già dimesso. Gli scontri sarebbero nati tra gruppi della galassia Antagonista e sostenitori di Casapound.


Il precedente. Urla, spintoni e lancio di uova contro la polizia fuori al tribunale di Napoli da parte dei parenti di Davide Bifolco e degli attivisti si erano registrati anche nell’altra udienza dello scorso Luglio, a causa della richiesta del pm di 3 anni e 4 mesi col rito abbreviato per il carabiniere. Subito dopo le proteste, poi, si radunò un corteo alla rotonda Cinthia a Soccavo per chiedere a gran voce giustizia.

 

Cronaca

Marsala, lungomare antistante il Monumento ai Mille: al via i lavori di riqualificazione

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Un progetto redatto dall’arch. Maxime Angileri e che sarà realizzato con un finanziamento di 340mila euro assegnato per il 2021 dal Ministero dell’Interno

MARSALA (TP) – Sono entrati nella fase esecutiva e prenderanno il via la settimana prossima i lavori di riqualificazione di un tratto del Lungomare di Marsala, quello antistante il Monumento ai Mille.

Un fronte di circa centro metri che potrà godere del nuovo look previsto nel progetto redatto dall’arch. Maxime Angileri e che sarà realizzato con un finanziamento di 340 mila euro assegnato per il 2021 dal Ministero dell’Interno.

“Migliora il decoro del principale ingresso al centro storico e che sarà arricchito da arredi, nuova illuminazione e verde pubblico, afferma il sindaco Massimo Grillo. L’obiettivo è fare di quell’area un confortevole e funzionale centro di accoglienza turistica, affiancato da un attrezzato e qualificato punto informativo a servizio dei visitatori”.

Cosa sarà realizzato

Si comincerà con il rifacimento dei marciapiedi che confluiscono all’incrocio con via Scipione l’Africano (circa 50 metri per lato), dove verranno piantumate nuove palme e aiuole, piante e cestini portarifiuti. Oltre a cinque nuovi pali con illuminazione a led, sui marciapiedi verranno anche realizzati dei percorsi con sistema “Loges”, riconoscibili dai non vedenti. Infine, dei dissuasori a paletto con integrata illuminazione a led saranno installati ai bordi dei marciapiedi, al fine di creare una delimitazione con la carreggiata pavimentata a spina di pesce in entrambe le due corsie di marcia.

Altri interventi sono previsti anche per il piazzale antistante al Monumento ai Mille, attualmente privo di arredi

Saranno collocate panche, disposte in modo da rievocare le onde che si infrangono sulla chiglia della nave rappresentata dal Monumento ai Mille. Infine, si posizioneranno vasi di grandi dimensioni contenenti differenti specie arboree e si doterà l’area di una rastrelliera per biciclette. Complessivamente, quindi, sarà utilizzato un arredo urbano a basso impatto ambientale, idoneo alla mitigazione del calore. E ciò è in linea con il progetto che l’Amministrazione Grillo ha recentemente presentato al Ministero della Transizione Ecologica (quasi 500 mila euro il finanziamento richiesto). È volto a realizzare – proprio in prossimità del Monumento ai Mille – “interventi green e blu”, utilizzando materiali riflettenti e mettendo a dimora nuove piante autoctone per influenzare lo stato termico, nonché aumentare l’ombreggiamento.

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Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

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Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

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