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Cronaca

NAPOLI, PIANURA: IL MINORE SEVIZIATO CON UN COMPRESSORE TORNA A CASA

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Dopo un calvario di venti giorni in cui mamma papà zii e tutti i conoscenti temevano per le sue sorti, lui ce l'ha fatta.

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di Christian Montagna

Dopo quasi un mese da quel terribile martedì in cui il piccolo Vincenzo aveva rischiato la vita, finalmente la parola fine può essere scritta. Ma rimarrà il ricordo di quella bruttissima esperienza all'interno dell'autolavaggio, quando tre ragazzi maggiorenni per quello che è stato definito un gioco lo avevano seviziato con un compressore. Dopo un calvario di venti giorni in cui mamma papà zii e tutti i conoscenti temevano per le sue sorti, lui ce l'ha fatta. È tornato a casa ieri mattina. Continuano ad essere sotto controllo e in miglioramento le sue condizioni di salute. L'accoglienza da parte dei familiari è stata decisamente calorosa, insomma una vera e propria festa. Tanta la felicità di mamma Stefania che troppo lacrime aveva versato in quei lunghi giorni di attesa. A parlare è lo zio che chiede di ricordare quanto accaduto e di attivarsi all'educazione dei giovani affinché episodi del genere non si ripetano più in futuro.

I fatti: 

Una tristissima storia che arriva da Pianura, un quartiere periferico di Napoli. L'ennesimo atto di violenza da parte del branco ai danni di un giovane quattordicenne. Sono da poco passate le ore 19 di martedì 7 ottobre quando Vincenzo viene immobilizzato, denudato e violentato. Sembra una scena di un film dell'orrore ma purtroppo è accaduto veramente. L'oggetto con cui il giovane sarebbe stato oltraggiato è un compressore di quelli usati per gonfiare pneumatici. Proprio quello, avrebbe causato profonde lacerazioni intestinali alla giovane vittima. Le ragioni di un gesto così ignobile sfociano nell'assurdo. Ricoverato attualmente all'ospedale San Paolo di Napoli, il giovane versa in condizioni gravissime. V.I. di anni 24 è stato fermato dagli inquirenti e accusato di tentato omicidio.Gli altri due giovani che si trovavano con lui, A.D., e V.E., anche loro di 24 anni, dopo aver preso in giro con il loro amico il quattordicenne perchè grasso, non avrebbero partecipato alla violenza. Sono stati denunciati a piede libero per concorso in tentativo di omicidio. Proprio la corporatura del giovane 14 enne sarebbe stata oggetto di scherno e derisione. Secondo la dinamica raccontata agli investigatori, i tre lo avrebbero preso in giro per il suo fisico, successivamente uno di loro lo avrebbe bloccato, gli avrebbe abbassato i pantaloni e soffiando con un tubo d'aria compressa gli avrebbe provocato lacerazioni nell'intestino. Le indagini affidate ai carabinieri di Bagnoli sono partite dopo l'avviso da parte dei sanitari di un ricovero urgente di un ragazzino. Ascoltati i familiari, si è proceduto verso l'identificazione dei responsabili.

I tentativi di scagionare i responsabili: 

Una tragedia nella tragedia quella che si sta verificando a Napoli. Un ragazzo di 14 anni in pericolo di vita e una famiglia, quella del colpevole, che tenta in tutti i modi di scagionarlo giustificando il tremendo gesto. Intanto, da giorni una famiglia attende con ansia di sapere le sorti del loro piccolo. Dopo aver ricevuto diverse operazioni, i parametri vitali sono stabili ma la prognosi resta riservata. Le lesioni intestinali provocate dal compressore,"per gioco" come è stato detto, sono numerose e profonde. Per scelta della madre, la povera vittima non sa di essere in pericolo di vita. Il bollettino medico emanato dall'ospedale San Paolo firmato dal direttore sanitario Raffaele Dell'Aversano, descrive un paziente vigile, cosciente, lucido e con respiro spontaneo.

La famiglia del ragazzo accusato di tentato omicidio: 
Si esprime senza mezzi termini alle telecamere de Il Mattino la famiglia del colpevole di questo tremendo gioco." Non è un assassino". "Si tratta solo di uno scherzo finito male": è così che descrivono quanto accaduto. Si, ma nel frattempo un giovane ragazzo sta rischiando la vita. Lo sostengono con forza i parenti e non vogliono assolutamente che si parli di un tentato omicidio.Pur non sminuendo la gravità del fatto, ci tengono a precisare che non si è trattato di un abuso sessuale. "Hanno fatto una enorme stupidaggine ed è giusto che tutti quelli che vi hanno preso parte paghino, ma che paghino il giusto. Non è un tentato omicidio né altro, sono tutti bravi ragazzi che si prendevano in giro tra loro. Non hanno capito che il compressore, con quella potenza, avrebbe fatto danni. Per loro era un gioco".Scusate, ma di cosa stiamo parlando? C'è qualcuno in questo mondo abituato a giocare in questo modo inserendo un compressore per pneumatici nel sedere di un ragazzino? La vicenda ha dell'assurdo e non va assolutamente giustificata. Siamo dinanzi ad un ennesimo atto di bullismo da parte del branco ai danni di un minore indifeso. Non ci sono altre parole per descrivere questa tremenda vicenda.

A pianura fiaccolata e preghiere per Vincenzo
Più di cento persone, nel pomeriggio di ieri, si sono radunate alla rotonda Don Giustino di Pianura intorno alle ore 17 per dare vita ad una fiaccolata in onore di Vincenzo. Alla presenza di giornali e televisioni, i parenti del piccolo seviziato hanno mostrato cartelli e striscioni con scritte di incoraggiamento. Giustizia e verità sono le due cose che si chiedono. Al corteo, necessario è stato l'intervento della polizia municipale per regolare la viabilità. Non ci sono stati problemi di ordine pubblico durante il corteo giunto alla chiesa di San Giorgio. Visibilmente stanchi e provati gli zii e i cugini del piccolo a capo del corteo che sperano fino alla fine la completa guarigione del piccolo. Nessun perdono arriverà ai colpevoli di questo orrore, i familiari vogliono soltanto che la giustizia faccia bene il proprio corso. A marciare con il corteo anche il presidente della municipalità Lezzi che ha dichiarato di aiutare la famiglia affinché tutto ciò resti soltanto un brutto ricordo. Un grande striscione è stato portato anche dagli amici di Davide Bifolco, il 17 enne ucciso da un Carabiniere al Rione Traiano agli inizi dello scorso mese. Una preghiera in compagnia del parroco è stata fatta al termine del corteo. Don Claudio, parroco di San Giorgio,invita a non dimenticare quanto accaduto e chiede a tutti di interrogarsi sul perché continuano ad accadere cose simili.

L'appello della famiglia per sostenere le spese mediche:
Migliorano di giorno in giorno le condizioni di salute del piccolo Vincenzo, seviziato dalla gang con un compressore in un autolavaggio a Napoli. Ricoverato all'Ospedale San Paolo, grazie ai media tutta l'Italia ha potuto conoscere la famiglia di questa giovane vittima. Persone umili e semplici che non riescono a capacitarsi di quanto accaduto. Dico questo perché ho avuto la fortuna di entrarci in contatto. La scorsa settimana, in una trasmissione televisiva, Zia Antonietta faceva un appello alla nazione. Per curare Vincenzo bisogna acquistare delle placche e dei sacchetti molto costosi; inoltre ci sarebbe bisogno di una struttura più adatta alla guarigione. Purtroppo, come tante famiglie in questo periodo, quella del piccolo non vive una situazione economica agiata. Si aggiunge inoltre anche un'ordinanza di sfratto dall'abitazione in cui vivono a Pianura emanata lo scorso Luglio . Oltre il danno anche la beffa. Tutti questi giorni in cui le zie, la mamma e il papà gli sono stati vicini, non sono stati retribuiti da nessuno. Come farà questa famiglia a sostenere le spese mediche? C'è chi ha osato di accusarli di volersi fare pubblicità. Illazione assurda poiché un giovane 14 enne è stato in fin di vita ed è giusto che se ne parli affinché non si verifichi più. Accusare persone che stanno convivendo con paura e dolore da giorni e giorni di pubblicizzare una tragedia del genere è vergognoso. Si spera che al più presto qualcuno possa aiutarli in maniera concreta.

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Trinitapoli, rubano 7 quintali di uva: due fratelli in manette

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I Carabinieri della Stazione di Trinitapoli hanno dato esecuzione nella mattinata odierna alla misura cautelare della custodia in carcere a carico di C.V., classe ’94, pregiudicato e del fratello C.G., classe ’98, anch’egli pregiudicato. I due malviventi, entrambi residenti a Trinitapoli, sono ritenuti responsabili del reato di furto aggravato. L’articolata attività d’indagine dei militari dell’Arma ha permesso di ricostruire i fatti criminosi commessi dagli arrestati, che hanno poi consentito all’A.G. di emettere il provvedimento di custodia in carcere e agli arresti domiciliari.
I fatti sono riconducibili al mese di luglio scorso, allorquando i due fratelli, dopo essersi introdotti all’interno di un vigneto, in località “Coppa Malva Felice” del comune di Trinitapoli, asportavano sette quintali di uva, dal valore complessivo di euro 800,00 ca., per poi dileguarsi a bordo di un’autovettura risultata in uso ad uno dei malfattori.
Le immediate indagini consentivano di individuare nei due fratelli gli autori del furto nonché di accertare che l’autovettura usata dagli stessi per caricare la refurtiva ed allontanarsi fosse riconducibile ad uno di essi.
Così come disposto dall’Autorità Giudiziaria, C.V. è stato tradotto presso il Carcere di Foggia mentre C.G. è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
L’attività investigativa dell’Arma, si inquadra in una più ampia attività di controllo del territorio e di contrasto al deplorevole fenomeno dei furti all’interno delle aziende e dei terreni agricoli.

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Dipendenti pubblici, dal 15 ottobre si torna in presenza

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La modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza. Lo prevede il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.

Le Pa assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19.

 “Con la firma del presidente del Consiglio decreto che fa cessare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nella Pubblica amministrazione, sottolinea, – afferma il ministro della Pubblica Amministrazione – si apre l’era di una nuova normalità e si completa il quadro avviato con l’estensione dell’obbligo di green pass a tutto il mondo del lavoro: dal 15 ottobre i dipendenti pubblici torneranno in presenza, e in sicurezza”.

“Con successivo decreto ministeriale, aggiunge, fornirò apposite indicazioni operative affinché il rientro negli uffici sia rispettoso delle misure di contrasto al Covid-19 e coerente con la sostenibilità del sistema dei trasporti. Nel frattempo, sono in corso le trattative per i rinnovi dei contratti pubblici, che garantiranno, una volta concluse, una regolazione puntuale dello smart working.

Non pregiudicare i servizi, avere strumenti tecnologici per comunicazioni sicure tra amministrazione e dipendenti come “una piattaforma digitale o un cloud” e piano per lo smaltimento degli arretrati. Sono alcune delle condizioni che saranno indicate nel decreto per il rientro graduale dei dipendenti pubblici in ufficio che sta preparando il ministro Renato Brunetta. Per il ricorso dello smart working nella pubblica amministrazione a partire dal 15 ottobre – e finché non arriveranno le regole con il rinnovo del contratto – si tornerà agli accordi individuali. 

Entro il 31 gennaio 2022, inoltre, ogni amministrazione dovrà presentare il Piano integrato di attività e organizzazione, all’interno del quale confluirà il Pola per il lavoro agile”. Con le regole e con l’organizzazione, conclude – “potrà finalmente decollare uno smart working vero, strutturato, ancorato a obiettivi e monitoraggio dei risultati, che faccia tesoro degli aspetti migliori dell’esperienza emergenziale e che assicuri l’efficienza dei servizi, essenziale per sostenere la ripresa del Paese, e la soddisfazione dei cittadini e delle imprese: il mio faro”. 

Su 3,2 milioni di dipendenti pubblici, 320mila, dunque il 10% dell’intera platea, non sarebbero ancora vaccinati. E’ la stima del governo contenuta nella relazione illustrativa che accompagna il Dpcm. 

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Fanpage, la Procura di Roma revoca il sequestro del video su Durigon

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Alla redazione di Fanpage.it è stata notificata la revoca del decreto di sequestro relativo all’inchiesta giornalistica sui fondi della Lega e sull’ex sottosegretario Claudio Durigon. Lo rende noto la stessa testata: “La Polizia Postale ha inviato alla direzione un nuovo provvedimento, firmato dalla Gip Claudia Alberti, dal procuratore della Repubblica Michele Prestipino Giarritta e dal procuratore aggiunto Angelantonio Racanelli, con cui si dispone la revoca delle misure che ci erano state notificate poco tempo prima”. 

Il direttore responsabile di Fanpage.it, Francesco Cancellato, ha spiegato in un video quanto accaduto: “Grazie.

È l’unica cosa che riusciamo a dire, dopo queste incredibili ventiquattro ore. La polizia postale ci ha notificato il decreto con cui la Procura di Roma ha disposto la revoca del sequestro preventivo e dell’oscuramento dei video relativi all’inchiesta Follow The Money sui fondi della Lega. Grazie, quindi. Perché senza l’enorme mobilitazione in difesa di Fanpage.it di colleghi, politici e di tanti, tantissimi cittadini, non crediamo che tutto questo sarebbe accaduto. Grazie, anche se non c’è nulla da festeggiare perché abbiamo semplicemente difeso un diritto che credevamo acquisito, quello della libertà della stampa, che invece ci era stato improvvisamente e incredibilmente negato”.

L’inchiesta di Fanpage risale ad alcuni mesi fa, ed aveva dato il via alle polemiche sull’allora sottosegretario all’Economia della Lega Durigon poi riaccese – fino alle dimissioni di fine agosto dall’esecutivo – dalla sua proposta di dedicare un parco di Latina, ora intitolato a Falcone e Borsellino, al fratello del duce, Arnaldo Mussolini. Nel video del giornale on line, ricorda la redazione, “l’onorevole Claudio Durigon diceva a un suo interlocutore che non bisognava preoccuparsi dell’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano perché il generale della Guardia di Finanza ‘l’abbiamo messo noi'”.

Affermazioni che, secondo il decreto di sequestro del Tribunale capitolino, apparivano “lesive dell’immagine e della reputazione professionale e personale del comandante generale della Guardia di Finanza”, il generale Giuseppe Zafarana. La notizia del sequestro dell’inchiesta di Fanpage aveva suscitato ieri commenti allarmati da parte dell’Ordine dei giornalisti, della Fnsi e di esponenti politici di diversi partiti, dal Pd al M5s a Italia Viva.

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