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Cronaca

NAPOLI, SMA 1: LA PICCOLA VITTORIA HA VINTO. IL TRIBUNALE AUTORIZZA IL FARMACO

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Tempo di lettura 5 minuti Condannato il Ministero. La diretta de L'Osservatore d'Italia. Il giudice ha finalmente autorizzato l’ uso compassionevole del farmaco Isis smnrx

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di Christian Montagna

ESCLUSIVO: LEGGI L'ORDINANZA DEL TRIBUNALE NELLE FOTO IN FONDO ALL'ARTICOLO

Napoli – Si appresta a diventare storica la sentenza del Tribunale di Napoli Nord in merito alla vicenda della piccola Vittoria De Biase affetta da Sma 1. Il giudice ha finalmente autorizzato l’ uso compassionevole del farmaco Isis smnrx giunto in terza fase di sperimentazione. Una speranza per Vittoria, ora, comincia ad esserci seriamente. I legali della famiglia De Biase, A. d’Orta, E. Altieri e F.Marinelli, che assistono la piccola sin dall’inizio di questa impervia battaglia per la vita, hanno comunicato, attraverso una conferenza stampa terminata pochi minuti fa, le motivazioni della piacevole sentenza che fa sperare in un futuro migliore per la piccola.

 

L'ordinanza del Tribunale. Visti gli atti e la richiesta dei legali, il giudice del Tribunale di Napoli Nord ha dichiarato che:  “…anche la giurisprudenza ha contribuito ad elaborare una serie di principi in materia, stabilendo che “il diritto al ottenere trattamenti sanitari, essendo basato su norme costituzionali di carattere programmatico impositive di un determinato fine di raggiungere, è garantito ad ogni persona come diritto costituzionalmente condizionato all’attuazione che il legislatore ordinario ne dà attraverso il bilanciamento dell’interesse tutelato da quel diritto con gli altri interessi costituzionalmente protetti,  tenuto conto dei limiti oggettivi che lo stesso legislatore incontra nella sua opera di attuazione in relazione alle risorse organizzative e finanziarie di cui dispone al momento; ed inoltre che il giudice ordinario può e deve ordinare la dispensazione gratuita di un farmaco “indispensabile e insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi morbose che esigono terapie di lunga durata” che la normativa secondarie di natura amministrativa non abbia assunto, in violazione dei criteri in proposito stabiliti dalla legge, nella relativa categoria, previa disapplicazione dell’atto amministrativo in cui l’esclusione si sia caratterizzata…” (continua nelle foto in fondo all'articolo).

Vagliando gli tabella della Costituzione citati dai legali e il codice deontologico medico e in merito al diritto di somministrazione di un farmaco, il giudice, non avendo conoscenze specifiche in materia trattata, ha ritenuto opportuno nominare il prof. Antonio Fels, primario di neurologia presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli al fine di accertare se il farmaco costituisca l’unica alternativa terapeutica viste le condizioni di Vittoria.

 

La condanna. Nell'ordinanza finale emessa si legge che:Il Tribunale ordina al Ministero della Salute ed all’Aifa, a ciascuno per quanto di competenza, l’acquisto del farmaco sperimentale ISIS-SMNRx ed al Policlinico Gemelli di Roma la sua somministrazione alla piccola Vittoria De Biase per via intratecale entro 20 giorni da oggi e comunque nel più breve tempo possibile; condanna il Ministero della Salute alla refusione delle spese di lite del presente grado di giudizio, pari ad euro 2.000,00 più Iva e Cpa; pone a carico del Ministero della Salute le spese di consulenza tecnica d’ufficio come da separato decreto; compensa le spese di lite tra le parti istanti e le altre parti convenute del giudizio.”

 

La richiesta dei legali. Appellandosi all’articolo 32 della Costituzione secondo cui la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, i legali avevano chiesto al Tribunale di Napoli di concedere il farmaco in quanto aspetto fondamentale di suddetto diritto. Oltre agli studi sperimentali che vedono protagonista il farmaco, anche la cura compassionevole infatti deve essere consentita. Codice deontologico medico e Dichiarazione di Helsinki erano stati nel corso della richiesta più volte citati nella speranza di poter giungere ad una lieta notizia motivata e giuridicamente accettabile. L’uso compassionevole del medicinale Isis era stato già prescritto dal prof. Vittorio Ceraso, neurologo e studioso di malattie neurodegenerative alla piccola Vittoria, ma, la casa farmaceutica aveva ignorato tale richiesta . Ed è proprio da questa prescrizione che era partito il ricorso alla giustizia e al Tribunale. Una richiesta, quella dei legali, alla casa farmaceutica affinché possa mettere a disposizione il farmaco per uso compassionevole viste le precarie condizioni di salute di Vittoria. Sebbene il Ministero della Salute, avesse già in precedenza dai propri uffici fatto invano richiesta del farmaco, la sentenza del Tribunale obbliga ora ad autorizzare la somministrazione presso gli ospedali “Gaslini” di Genova e “Gemelli “ di Roma, che hanno in carico la sperimentazione.

 


Vittoria e la sua grande battaglia per la vita. E’ stato grazie al social network Facebook che il nostro giornale ha conosciuto la storia di questa bambina affetta da Sma 1. Precisamente a Marano, alle porte di Napoli, il 2 Gennaio 2014 nasce Vittoria, destinata a rimanere nella storia per la sua grinta, la sua tenacia e per la sua battaglia. Due grandi occhioni, capelli neri ed uno sguardo vivo che trasmette tanta forza. Vittoria, come tutte le bambine della sua età, nasce e si diletta con i suoi genitori a crescere naturalmente per i primi quattro mesi di vita. Mamma Sonia e Papà Gerardo sono le persone più felici del mondo: hanno dato la vita ad una principessa. Ed è proprio la vita che scorre felicemente per questa bella famiglia fino a quando, intorno al quinto mese di vita, Vittoria comincia a manifestare dei sintomi allora non diagnosticati. Il primo ricovero all'Ospedale Santobono di Napoli del 16 Giugno 2014 non riesce a far stabilire ai sanitari le cause di questo malessere. Ad Agosto però, arriva la notizia: Vittoria è affetta da SMA 1, la forma più grave. I genitori accolgono attoniti la notizia ma ciò nonostante, si armano di pazienza e cominciano il più grande calvario che due persone possano fare nella vita, quello per salvare la propria bambina. Gli ospedali di Napoli e Roma che in questi mesi visitano Sonia e Gerardo per assicurare a Vittoria una vita tranquilla seguono un protocollo che prevede la tracheotomia. Ma mamma e papà di questa non ne vogliono proprio sapere e preferiscono affidarsi ai metodi sperimentali e all'utilizzo dei farmaci compassionevoli. La situazione si complica il 31 Gennaio 2015: Vittoria viene ricoverata all'ospedale Bambin Gesù di Roma per una broncopolmonite e le viene diagnosticata un infezione da virus AH1N1. La piccola fa i conti con la rianimazione ma in pochi giorni il virus viene debellato. Trascorre un mese in un letto di rianimazione, privata del sostegno della sua mamma e del suo papà che dall'esterno di quella sala pregano per la loro piccola. Vittoria comincia ad avvertire il peso della sofferenza, la noia della solitudine: in quella stanza di rianimazione proprio non vuole starci e comincia a versare lacrime. Anche al Bambin Gesù di Roma, il protocollo da seguire prevede la tracheotomia ma, mamma Sonia e papà Gerardo tentano un'altra strada perché come quest'ultimo ripete ancora, " Un mese di mia figlia equivale a dieci anni della mia vita" . Il 25 Marzo, con l'aiuto di Chiara Mastella, coordinatrice del Sapre, giungono a spese proprie e dopo aver impiegato circa una settimana per poter trovare un mezzo disponibile ( 2500 euro per viaggiare in autoambulanza con un medico rianimatore ed un infermiere privato) all'ospedale Buzzi di Milano. Ed è proprio grazie all' aiuto di Chiara Mastella, alla i genitori rivolgono uno speciale ringraziamento per l'amore e la dedizione con i quali si dedica ai bambini, che Vittoria riesce a sopravvivere. Papà Gerardo comincia a perdere le staffe e si chiede perplesso dove fosse il sostegno dello Stato e come avesse potuto fare una famiglia senza possibilità economiche. In questa struttura, Vittoria comincia a trovare un pò di serenità: viene svezzata dall'ossigeno in due giorni e aiutata con una minima quantità di ossigeno durante la giornata ma, una volta migliorate le sue condizioni di salute, viene dimessa e torna a casa, in treno.

La mobilitazione sui social. La storia di Vittoria ha fatto il giro d'Italia, conquistando anime e cuori, il mio compreso. Su Facebook è stata indetta una petizione a cui numerose persone stanno aderendo tuttora: la mamma e il papà, chiedono di poter accedere all'uso compassionevole del farmaco Isis smnrx. Per le piazze di Napoli, nelle chiese, alle feste di piazza, Vittoria diventa la figlia, la sorella, la cugina di tutti i napoletani: firme cartacee raccolte da volontari, firme online e ovunque, stadio compreso, una grande manifestazione di affetto, fino ad arrivare alla fiaccolata del Vomero del 22 Giugno scorso quando, in trecento o forse più, le strade del quartiere si colorano di un solo nome, quello di Vittoria.
 

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Castelli Romani

Monte Compatri: incidente ad un mezzo di lavoro della società Tekneko, coinvolto un lavoratore

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Per l’ennesima volta la società Tekneko finisce agli onori della cronaca locale.
Dopo il licenziamento dell’operaio del cantiere di Monte Compatri che alla fine di aprile aveva rischiato di morire; dopo il sequestro del cantiere di Via Fontana delle Cannetacce da parte dell’Ispettorato del Lavoro; dopo la morte di un operaio del cantiere di Frascati la serie di situazioni negative all’ordine dell’azienda abruzzese si allunga ancora.
Stavolta, stante la nota diffusa dal sindacato Cobas del Lavoro Privato, si apprende la notizia che ieri, in via Acqua Felice, sempre a Monte Compatri, un mezzo da lavoro della società Tekneko con un operatore alla guida, per cause ancora da accertare, è finito fuori strada.
Durissima la nota del sindacato che si appresta a conoscere con migliore dovizia di particolari le cause che hanno portato all’incidente ma con la ferma convinzione, come dichiarato nella nota stessa, di essere “… estremamente convinti che questi siano gli effetti collaterali della “insicurezza” che, ormai, da troppo tempo, si vive nei cantieri Tekneko di Monte Compatri e che da alcuni mesi come Organizzazione Sindacale denunciamo …”.
Una situazione che preoccupa estremamente il sindacato che, nel proseguo della nota, auspica che “… il nostro collega di Monte Compatri non abbia riportato serie conseguenze in questo sinistro …” augurandogli “… una pronta guarigione …”.
E l’attacco prosegue all’indirizzo dell’amministrazione comunale monticiana guidata da Francesco Ferri con l’ennesimo invito, dapprima, a “vigilare sul rispetto delle norme su salute e sicurezza del lavoro nei servizi oggetto d’appalto” e successivamente ricordandogli di “non può permettersi di rimanere indifferente o, peggio ancora, solidarizzare con l’azienda come ha fatto successivamente all’infortunio dell’operatore ecologico colto da malore in servizio il 24 aprile e poi licenziato il 10 giugno scorso”.
Una battaglia a colpi di comunicati alla quale risponde, ormai da troppo tempo, il silenzio sia dell’azienda Tekneko che dell’amministrazione monticiana.

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Cronaca

Incendio nel Materano, morti due vigili del fuoco, “Volevano salvare una famiglia”

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 “Volevano salvare una famiglia, la cui abitazione era messa in pericolo dalle fiamme.

Ma sono caduti in un dirupo e sono stati avvolti dalle fiamme”.

Sono le parole del sindaco di Nova Siri (Matera), Antonello Mele, riferendosi alla morte di due vigili del fuoco in contrada Cozzuolo.

Secondo quanto si è appreso, entrambi avevano 45 anni ed erano in Matera.

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Castelli Romani

Ciampino, episodio di bullismo: la denuncia di una madre su Facebook scatena polemiche

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Un episodio di bullismo avvenuto a Ciampino ha suscitato forti reazioni e polemiche dopo che una madre ha condiviso la sua drammatica testimonianza su Facebook. La signora, madre di un ragazzo di 13 anni, ha raccontato l’incubo vissuto da suo figlio, vittima di un gruppo di coetanei.

Il post, che ha rapidamente raccolto molte reazioni e condivisioni, ha portato alla luce una realtà inquietante e ha acceso un acceso dibattito tra i residenti.

Secondo quanto riportato dalla madre del ragazzo, l’episodio è avvenuto nel parco comunale di Ciampino, dove suo figlio Alessandro stava giocando con alcuni amici. Improvvisamente, un gruppo di ragazzi più grandi si è avvicinato e ha iniziato a insultarlo e a deriderlo. La situazione è degenerata quando uno dei bulli ha spinto Alessandro a terra, facendogli perdere l’equilibrio e ferendolo al ginocchio. Il ragazzo, visibilmente scosso, è tornato a casa in lacrime e con un grande spavento.

Nel suo post, la madre ha scritto: “Mio figlio è tornato a casa oggi con il cuore spezzato e il corpo ferito. Non posso tollerare che i bambini debbano subire tali atrocità. Questo bullismo deve finire!”. Il suo appello ha ricevuto immediato sostegno da parte di molti residenti, che hanno espresso la loro solidarietà nei commenti.

Giovanna, una residente di Ciampino, ha commentato: “È inaccettabile che i nostri ragazzi non possano sentirsi al sicuro nemmeno nei parchi pubblici. Le autorità devono intervenire e prendere provvedimenti immediati”. Un altro commento, di Marco De Santis, aggiunge: “Questi atti di violenza sono vergognosi. I bulli devono essere identificati e puniti, e le scuole devono fare di più per educare i ragazzi al rispetto reciproco”.

Tuttavia, il post ha anche suscitato polemiche e divisioni. Alcuni hanno criticato i genitori dei ragazzi coinvolti, accusandoli di non educare adeguatamente i propri figli. “Dove sono i genitori di questi bulli? Perché non insegnano loro il rispetto e la compassione?”, ha scritto Francesca.

Le autorità locali non hanno tardato a intervenire condannando il gesto.

L’episodio, sebbene doloroso, ha anche sollevato un’importante consapevolezza sulla necessità di promuovere la cultura del rispetto e della solidarietà tra i giovani.

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