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Cronaca

NAPOLI, STRAGE SECONDIGLIANO: RINVENUTO ARSENALE IN CASA DELL’OMICIDA

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L’avvocato difensore di Giulio Murolo, Carlo Bianco, chiederà a breve una perizia psichiatrica visto l’atteggiamento insicuro e confuso del suo assistito

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di Christian Montagna

Secondigliano- Nemmeno il tempo di contare i morti e concedergli una degna sepoltura che l'omicida, che due giorni fa uccise per futili motivi quattro persone e ne ferì gravemente sei, torna a far parlare di se. Secondigliano, quartiere alla periferia di Napoli, è ancora sconvolto da quanto è accaduto e forse ci vorrà tanto tempo prima di poter tornare alla normalità. Scene che soltanto nei film d'azione si erano viste, gli abitanti di quelle vie le hanno vissute in prima persona. C'è chi ha trovato riparo nei negozi, chi nascosto dietro le auto, chi dentro i blindati dei militari e chi ancora protetto dalle spalle dei militari: attimi di paura e tensione che hanno gettato nel panico tante persone segnando tante vite. I racconti sconcertanti dell'accaduto, le testimonianze di chi in qualche modo è riuscito a salvarsi, ora, pesano più che mai e raccontano una realtà malata e oscura di questa società. Un uomo, con lavoro stabile e dignitoso, con un tetto sicuro e apparantemente normale potrebbe mai arrivare a compiere una strage? Ebbene, da pochi giorni abbiamo avuto le risposte.

Dopo il dolore il pentimento: così Giulio Murolo, l’autore della strage di Secondigliano, ha chiesto perdono proclamandosi pentito. Dinanzi alla pm Roberta Simeone e accanto al suo legale, l’avvocato Carlo Bianco, Murolo si avvale della facoltà di non rispondere e sostiene di non ricordare coma siano realmente andati i fatti. Una strategia difensiva o la realtà dei fatti? Spetterà alla magistratura stabilirlo ed eventualmente concedere la perizia psichiatrica che l’avvocato chiederà a breve. L’atteggiamento dell’omicida è confuso, insicuro al punto da far pensare veramente ad una persona instabile.
Proprio in virtù di queste supposizioni, gli inquirenti hanno affermato di aver evitato una vera e propria uccisione di massa se solo avesse utilizzato le armi in possesso. Avrebbe potuto utilizzare il kalashnikov ritrovato sotto al letto con matricola abrasa comprato probabilmente al market delle armi a Secondigliano o le altre armi che sono state rinvenute nella sua abitazione, ma per fortuna, non lo ha fatto. Detenute solo in parte legalmente, il pistolero, attualmente accusato di strage, come armi aveva oltre al famigerato Ak47, quello usato nelle principali azioni di guerra consumate in mezzo mondo, un’arma clandestina, su cui oggi sono in corso accertamenti per verificarne la provenienza, due machete e circa seimila proiettili, in gran parte fabbricati in modo artigianale.

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Cronaca

Bologna, area metropolitana zona rossa fino al 21 marzo

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La preoccupazione dei Sindaci è molto alta ed è condivisa anche dai Primi Cittadini delle zone meno colpite del territorio, e per questo occorre intervenire con urgenza

BOLOGNA – In merito alla situazione della pandemia a Bologna e nei Comuni della Città metropolitana, il Sindaco Virginio Merola ha dichiarato quanto segue:

“Oggi pomeriggio si è riunita la Conferenza dei Sindaci della Città metropolitana. La decisione unanime dei Sindaci, condivisa con la Regione, è stata quella di adottare domani un provvedimento per rendere l’area metropolitana zona rossa con decorrenza da giovedì 4 marzo a domenica 21 marzo.

A livello nazionale la soglia critica è considerata a partire da 250 casi ogni 100 mila abitanti, soglia abbondantemente superata in tutti i nostri Comuni.

I dati sull’ultima settimana di febbraio nel territorio dell’Ausl di Bologna (elaborati quindi successivamente alla decisione della zona arancione scura) è di 400 casi di media ogni 100mila abitanti, con 13 Comuni sopra i 500 casi e la media del Distretto Appennino di 584.

La preoccupazione dei Sindaci è molto alta ed è condivisa anche dai Primi Cittadini delle zone meno colpite del territorio, e per questo occorre intervenire con urgenza.

Nel provvedimento della Regione saranno compresi anche i nidi e le scuole d’infanzia, oltre alle attività commerciali non essenziali.

Il tema dei comportamenti individuali è più che mai fondamentale. L’appello che facciamo è che le persone escano di casa solo per recarsi al lavoro, per necessità e per motivi di salute, e che siano rispettate le norme sanitarie individuali.

A nome dei Sindaci di tutta la Città metropolitana di Bologna chiedo al Governo di accelerare il piano di vaccinazione in tutti i modi possibili e di prevedere adeguate integrazioni economiche per le attività coinvolte dal provvedimento di zona rossa che adotterà la nostra Regione, così come i congedi parentali anche retroattivi per i genitori”.

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Milano, telefona al 112 per “ordinare una pizza” ma in realtà è una richiesta di aiuto: arrestato un 25enne per lesioni personali

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MILANO – In manette un cittadino marocchino di 25 anni per il reato di lesioni personali aggravate nei confronti della ex compagna, connazionale di 33 anni.

Sabato sera la donna ha accettato di incontrare il suo ex compagno dal quale si era separata alla fine del mese gennaio 2021 e nel corso dell’incontro, al culmine dell’ennesima lite per motivi di gelosia ed è stata da lui colpita.

La 33enne, temendo per la propria incolumità, e avendo ancora al suo cospetto l’uomo, ha chiamato il 112 NUE, chiedendo di poter ordinare una pizza margherita, per non insospettirlo.

La sinergia tra gli operatori del numero unico d’emergenza, che sono stati i primi a ricevere la celata richiesta d’aiuto, e i poliziotti della Centrale Operativa della Questura a cui è stata girata la telefonata, ha permesso di inviare per tempo sul posto una volante in soccorso della donna, attivando così il protocollo della normativa sul Codice Rosso.

La 33enne, soccorsa poi dal personale medico del Policlinico in seguito alle percosse ricevute, all’arrivo dei poliziotti, ha raccontato loro che quello di domenica notte era solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di violenza e angherie subite nel corso della loro relazione, tutti dettati, come questa volta, da motivi di gelosia da parte dell’uomo.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale, hanno così raccolto la denuncia della 33enne, e arrestato in flagranza l’uomo per lesioni personali aggravate.

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Milano, 41enne accoltella il compagno: arrestato per tentato omicidio

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MILANO – Arrestato un 41enne per il reato di tentato omicidio. I Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R.M. della Compagnia di San Donato Milanese hanno sottoposto questa notte al fermo di indiziato di delitto, l’uomo, residente a Milano, con precedenti di polizia.

Il fatto:

I militari, su attivazione del 118, sono intervenuti alle ore 19:30, a San Giuliano Milanese, presso l’abitazione di un 33enne italiano, con precedenti di polizia, che era stato rinvenuto dal padre nel proprio letto, cosciente, con una ferita d’arma da taglio al torace. Il giovane, trasportato presso l’ospedale “Niguarda” di Milano, è stato riscontrato affetto da una “ferita d’arma da taglio al torace sx con lacerazione della parete anteriore del ventricolo dx”, sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e quindi ricoverato in terapia intensiva, ove versa tuttora in pericolo di vita.

Le tempestive attività investigative hanno consentito ai militari di ricostruire che la vittima era stata aggredita alle 15 di ieri, 1 marzo, all’interno dell’abitazione del 41enne, con il quale intratteneva una relazione, al culmine di una lite scaturita per motivi sentimentali.

Nel corso del sopralluogo, effettuato da personale della Sezione Rilievi del Comando Provinciale di Milano, sono stati rinvenuti, all’interno dell’appartamento dell’aggressore, e sottoposti a sequestro un piumone, alcuni asciugamani intrisi di sangue ed un coltello da cucina di grosse dimensioni trovato all’interno della lavastoviglie e verosimilmente utilizzato come arma del delitto.

Il fermato al termine delle formalità di rito, è stato portato presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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