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Cultura e Spettacoli

Napoli, successo per Bidonville: la Fiera del Baratto e dell’Usato alla Mostra d’Oltremare

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Grande affluenza di persone alla 45a Edizione di Bidonville, la Fiera del Baratto e dell’Usato alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 24 al 25
novembre. La fiera propone di vedere ai visitatori amanti del collezionismo e del vintage ben 800 stalli appartenente a qualsiasi genere: dall’antiquariato al modernariato, dall’artigianato contemporaneo all’antico, all’abbigliamento datato fino ad oggetti di qualsiasi genere.
L’appuntamento annuale come assicurano gli organizzatori dell’evento di consueto attira ben 20mila visitatori circa (escludendo bambini e 70enni), la fiera con il tempo è diventata una vera realtà non solo Campana, ma è diventata itinerante perché è organizzata anche in altre regioni come il Lazio e la Basilicata, attirando anche venditori e compratori provenienti dall’estero.

E’ un viaggio che i visitatori ripercorreranno tra oggetti che risalgono all’800, manufatti provenienti dal lontano Oriente ai giorni nostri, è un
vero paradiso per chi è appassionato del mobilio antico, dei pezzi unici che raccontano storie di decenni e anche di secoli pronti a rivivere ancora una nuova vita.

Bidonville esprime una vera filosofia di vita, un modus vivendi attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di oggetti pronti a cambiare anche la loro destinazione d’uso, si sceglie di “viaggiare” nei padiglioni di Bidonville, alla fiera del baratto e dell’usato per svariati motivi, sia per chi vuole fare affari, ma anche per motivi economici perché offrono opportunità, ed anche per rispetto verso l’ambiente e degli animali (Cruelty free). La fiera trova la sua collocazione negli appuntamenti annuali oramai nazionali da non perdere perché il vintage non è passato mai di moda, cosa ben risaputa anche da noti Brand, infatti sempre più spesso ripropongono a prezzi accessibili prodotti fuori moda dei loro magazzini.

Il percorso espositivo della fiera offre ai visitatori la possibilità di vedere oggetti che fanno parte dei ricordi passati, dal vinile al giradischi, abiti griffati di noti Brand, oppure provenienti dall’antica Cina appartenenti al secolo scorso, bottoni, passamanerie e biancheria che risalgono ai tempi delle nostre nonne, auto d’epoca e motociclette, foto e degli anni ’60 e ’70 che immortalano miti come Totò, oppure del grande Salvator Dalì, manifesti di inizio ‘900, oggetti che nella nostra quotidianità è difficile vedere, ad esempio nel settore “DI TUTTO DI PIU’” si possono trovare aggetti come il ferri di cavallo da regalare in prossimità delle festività natalizie.

Giuseppina Ercole

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Cultura e Spettacoli

Napoli, al Museo Nazionale Archeologico i tesori del Sichuan nell’antica Cina

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NAPOLI – La mostra “Mortali e immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina” visitabile fino all’11 marzo 2019 al Museo Nazionale Archeologico di Napoli.

L’esposizione-mostra “racconta” attraverso manufatti di una straordinaria originalità e tecnica una cultura millenaria diversa dalla nostra, attraverso di essi un focus sull’Oriente del Paese del Dragone in particolar modo sulla regione del Sichuan appartenenti all’età del bronzo a confronto con la cultura antica partenopea.

La mostra rinnova un dialogo millenario tra l’Oriente e l’Occidente, tra il paese del Dragone e il Bel Paese, culture che hanno viaggiato parallelamente ma anche incrociandosi come testimoniano reperti archeologici in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) e fino all’epoca Han (II secolo d.C.). All’esposizione nel Salone della Meridiana del Mann sono evidenziati i tratti evocativi ed enigmatica della tradizione Shu, come testimoniano le maschere in bronzo ed alla dedizione al culto del sole.

La città di Napoli è aperta allo scambio culturale continuo contribuendo alla crescita del nostro paese d’immagine a livello internazionale, dando ulteriori “racconti” alla storia stessa sia dell’Oriente e dell’Occidente, tessendo un dialogo tra culture logisticamente lontane, ma vicine.

“Mortali e Immortali”

I tesori del Sichuan nell’antica Cina” è uno scambio culturale bilaterale con il fine di lavorare con reciprocità, per far conoscere la cultura dei rispettivi popoli, infatti attualmente la Cina ospita i reperti di Pompei registrando ben 2milioni di visitatori e rafforza ancor di più il Museo Archeologico di Napoli in un’ottica mondiale.

L’aspetto semantico di tutto il percorso espositivo nel Salone della Meridiana al Mann evidenzia attraverso le statuette di terracotta, il cavallo di Sanxingdui, il sole di Jinsha un dialogo contiguo e senza tempo con i nostri tesori, ad esempio con il bronzo di Apollo ed il cavallo di Ercolano, la gioia di vivere dei bassorilievi cinesi dimostrano la grande affinità con i reperti della Pompei antica, i visitatori potranno “viaggiare” nelle culture di epoche millenarie, ripercorrere attraverso i reperti archeologici appartenenti ad un mondo spirituale di un’antichissima civiltà, ma anche fruirne la loro quotidianità.

La mostra è realizzata sotto la guida dell’Ufficio provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata da Regione Campania, Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e Comune di Napoli, la mostra “Mortali Immortali” raccoglie reperti provenienti da importanti istituzioni cinesi: tra queste, è necessario ricordare il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, Il Museo del Sichuan, Il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di changdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao.

Il Direttore del Mann, Paolo Giulierini: ”Questa importante esposizione, che chiude idealmente l’anno del turismo Europa-Cina del Mibac”,- procede – “procedura da un momento di studio sulle tecnologie nella comunicazione museale, conferma sempre il più solido legame tra il Museo Archeologico di Napoli e il paese del Dragone per la promozione del patrimonio culturale italiano, ma anche di quello cinese in Italia”. Prosegue sempre Giulierini – “Ricordiamo che le mostre del Mann su Pompei, itineranti nei maggiori musei cinesi fino al luglio 2019, contano già oltre due milioni di visitatori. Come Direttore del Mann e del parco dei Campi Flegrei ho firmato lo scorso settembre a Chengdu un doppio protocollo di intesa e cooperazione sulla Conservazione e Valorizzazione del Parco Archeologico di Donghuamen, a testimonianza dell’altissima considerazione in quel paese per la competenza archeologica italiana. Il dialogo tra il Mann e la Cina continuerà per tutto il 2019”.

Giuseppina Ercole

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A San Cesareo va in scena il “Canto di Natale”

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L’associazione “Marionette senza fili” non si ferma nemmeno per le festività natalizie e propone al Teatro Comunale “Giulanco” di S. Cesareo “Il canto di Natale” di Charles Dickens con la regia di Claudio Tagliacozzo, in scena dal 14 al 23 dicembre 2018 e dal 4 al 13 gennaio 2019 (venerdì ore 21, sabato ore 18 e ore 21 e domenica ore 18).

A Christmas Carol (Canto di Natale) è un classico della letteratura natalizia, forse una delle opere universalmente più conosciute ed amate. Scritta da Charles Dickens nel 1843 è stata molte volte oggetto di ispirazione per opere teatrali e cinematografiche. ‘Marionette senza Fili’ ha voluto produrre questa versione di Musical, rigorosamente tutto cantato dal vivo, scritto e musicato da Silvio Coppola e diretto ed interpretato da Claudio Tagliacozzo, destinandola, in particolare, al pubblico più giovane. Questa storia fantastica, che si svolge tra la notte della vigilia ed il pranzo di Natale, ha per protagonista Ebenezer Scrooge, ricco e avaro finanziere legato esclusivamente al guadagno ed al denaro: irritato dalle festività odia il Natale! Rifiuta in malo modo di fare offerte ai poveri, fa lavorare fino a tardi il giorno della vigilia la sua contabile Caroline, caccia il figlio di sua sorella, Fred, colpevole soltanto di averlo invitato, come ogni anno, per il pranzo di Natale. Scrooge odia questa festa poiché a sua avviso porta solo ozio ed inutile dispendio di soldi. Destino vorrà che proprio la notte di Natale cambierà la sua vita: incontrerà, così, lo spettro del suo defunto socio d’affari Marley, lo spirito del Natale Passato, del Natale Presente e Futuro che gli faranno ripercorrere, da spettatore, il suo arido passato, il suo pessimo presente e un futuro nero che gli si prospetta, se non cambierà! Atmosfere natalizie, musiche coinvolgenti e ben ritmate, ed una recitazione favolistica, porteranno lo spettatore in un mondo fantastico ove si potrà riflettere sui mali del mondo e su come il Natale spesso può oscurare ed in parte lenire tali mali: l’egoismo, l’avarizia e la cattiveria personificati da Scrooge possono essere così corretti con azioni positive nel corso della vita, senza dover attendere “una festa”. I mali sociali possono essere superati con la rinascita morale dell’individuo.

Vi aspettiamo a teatro per festeggiare con noi il Natale a teatro!

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Napoli, a palazzo Zevallos Stigliano “Rubens, Van Dick”: una mostra da non perdere

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NAPOLI – Da non perdere a Napoli la bellissima mostra a Palazzo Zevallos Stigliano Sede museale di Intesa Sanpaolo dal titolo “Rubens, Van Dick, Ribera. La collezione di un principe” visitabile fino al 7 aprile 2019. 

L’appuntamento nell’arte del XVII secolo ricompone in parte, una prestigiosa collezione nella sua sede originaria.

“La collezione di un principe” è il risultato di collaborazioni, di una sinergia composta da diversi enti, infatti la quadreria barocca è organizzata con il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e dal Comune di Napoli, organizzata in partenership con il Museo e Real Bosco di Capodimonte ed in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. 

La mostra è curata da Ernesto Denunzio, con la presenza di Gabriele Finaldi come consultant curator e con la collaborazione di Giuseppe Porzio e Renato Ruotolo.

L’intera mostra-esposizione “Rubens, Van Dyck, Ribera

La collezione di un principe” originariamente apparteneva ad una famiglia fiamminga molto importante di mercanti dal nome Vandeneynden, provenienti dalla citta portuale di Anversa, negli ultimi decenni del Seicento abitò a Napoli nello storico e sontuoso Palazzo Zevallos a Via Toledo, successivamente l’intera quadreria appartenne ai principi Colonna di Stigliano e poi dispersa.

L’esposizione rappresenta un momento culminante di un periodo florido per quanto riguarda la stagione dell’arte e del collezionismo a Napoli in età barocca e del Palazzo Zevallos, l’intero percorso espositivo riporta, in maniera immersiva, indietro nel tempo i fruitori nella storia dell’arte e nella storia della città di Napoli, da diversi decenni che gli studi di storia del collezionismo e del gusto, hanno dedicato un’ampia attenzione alle raccolte della famiglia Vandeneynden e di Gaspar di Roomer famiglie mercanti d’arte e finanzieri. La quadreria è composta da 36 opere di altissimo valore artistico provenienti da musei nazionali e internazionali, le opere con questa esposizione ritornano nella loro collocazione originarie, difatti la mostra è allestita nel piano nobile del Palazzo Zevallos Castiglia, negli ambienti dove erano anticamente conservati.

La collezione è allestita insieme ad altre opere che fanno parte della collezione permanente di Galleria D’Italia Palazzo Zevallos Stigliano, prima fra tutte IL “ Martirio di sant’Orsola” di Caravaggio eseguito nel 1610 pochi mesi prima della sua morte, “Sansone e Dalila” di Artemisia Gentileschi e tante altre opere di artisti di notevole importanza culturale. L’esposizione è stata resa possibile grazie prestiti eccezionali, i capolavori della collezione dei Vandeneynden in esposizione al Palazzo Zevallos Stigliano da ammirare sono il “Martirio di San Bartolomeo di Mattia Preti, Maestranze come uno Stipo del Museo di Capodimonte secondo quarto del XVII secolo, oppure l’opera del Guercino “Cristo e la Samaritana al pozzo”, Aniello Falcone “Riposo nella fuga in Egitto” 1642 e tante altre.

La mostra si colloca fra gli appuntamenti da non perdere per chi è in visita nella dimora di Partenope e per i napoletani, la città di Napoli vive una “primavera” dal punto di vista turistico di notevole importanza visibile e senza bisogno di dati alla mano, grazie anche a iniziative artistiche, promosse sia da parte di Enti pubblici e da gallerie private, questi eventi danno la possibilità di poter “viaggiare” tra linguaggi artistici in maniera esaustiva e partecipativa per i fruitori in visita. Le mostre in corso danno spazio sia a linguaggi che appartengono all’arte figurativa e sia all’arte contemporanea sperimentale, questo tipo di exhibition collocano in maniera fortemente improntata la città di Napoli nel circuito internazionale nell’ambito artistico.

Michele Coppola, Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni storici, Intesa Sanpaolo, ha affermato durante la conferenza stampa il 5 dicembre a Palazzo Zevallos:” Promuovere arte e conoscenza è l’impegno profondo di Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo e lo concretizziamo con iniziative originali che permettono di riscoprire il valore e la bellezza di opere, maestri e stagioni della straordinaria storia artistica italiana”- prosegue sempre Coppola – “La collezione di un principe ne è piena testimonianza, risultato di un lavoro di ricerca e di prestiti in collaborazione con importanti musei italiani e istituzioni internazionali”- continua sempre il Direttore di Intesa Sanpaolo –“I capolavori in mostra celebrano il respiro europeo dell’arte e del collezionismo di fine Seicento a Napoli, confermando il forte legame della nostra Banca con il territorio e il ruolo delle Gallerie d’Italia quale luogo di riferimento culturale, sempre più significativo, per la città”.

Giuseppina Ercole

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