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NAPOLI, VIA DEI MILLE: MANIFESTAZIONE PER DIRE “STOP ALLE PERRERAS”

di Christian Montagna

Napoli – Questa mattina dalle ore 10 alle 13, presso il Consolato spagnolo sito in Via dei Mille, al centro di Napoli, diverse associazioni animaliste hanno manifestato contro l’orrore delle Perreras spagnole. Questi canili, che, non sono altro che dei luoghi di passaggio dove vengono portati i cani randagi, dopo alcuni giorni sopprimono gli animali se non adottati in tempo. E, cosa più aberrante, è che proprio i comuni finanziano le cifre per questa mattanza.


Un vero e proprio lager per gli amici a quattro zampe che ormai esiste da troppo tempo. Quella che le autorità spagnole chiamano eutanasia in realtà è un vero e proprio omicidio. Dall’Italia, come da altre nazioni, non mancano le proteste di animalisti e non, indignati da cotanta arretratezza. E sebbene la Spagna fosse all’avanguardia per molte altre questioni, sulla gestione di cani e gatti pare essere tornata all’età della pietra.
Anche diversi programmi televisivi italiani hanno documentato le atrocità perpetrate ai danni degli animali più vicini all’uomo, o forse, più umani dell’uomo!


Con una manifestazione pacifica, armati di cartelloni, fischietti e megafoni, questa mattina, scortati dalle forze dell’ordine, un gruppo di animalisti ha cercato un incontro con il console che, purtroppo, non è avvenuto. In prima linea per la difesa degli animali, Enrico Rizzi, Capo segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo; con lui, anche Raffaella De Feo e Dea Buonocore, direttrice del canile di Agnano.


Non è riuscito il cattivo tempo a fermare il gruppo di manifestanti che ad oltranza ha chiesto un incontro con le autorità spagnole e non è bastata neppure la petizione presentata al Parlamento Europeo dall’Aidaa a fermare uno scempio, che, di civile, ha ben poco. Il massacro nella penisola iberica conta ogni anno circa trenta mila vittime tra cani e gatti. Gli animali purtroppo non muoiono subito, agonizzanti, vengono uccisi a bastonate o, ancora vivi, buttati nei forni crematori.

 

La legge spagnola. Purtroppo, la legge spagnola legalizza l'uccisione di cani e gatti randagi a distanza di pochi giorni dalla cattura, ciò è inaccettabile. “Una norma irrispettosa dei principi della Carta europea sul benessere animale e che contrasta l’articolo 13 del Trattato di funzionamento dell’UE (Trattato di Lisbona) che stabilisce che gli animali sono esseri sensibili e che i Paesi membri dell’UE devono vigilare alle necessità e al benessere animali sia con le loro leggi che con le loro scelte politiche” hanno fatto eco dal Pae (Partito Animalista Europeo)


Se, come diceva M. Gandhi, “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, è proprio il caso di dire che in Spagna stanno messi davvero male.