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Cronaca

NDRANGHETA, MAXIOPERAZIONE: IMPRENDITORI, DIRIGENTI E FUNZIONARI PUBBLICI NEL MIRINO DELLA PROCURA

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L’ultima operazione è da considerarsi il seguito dell’operazione denominata Fata Morgana

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Redazione

Reggio Calabria – I Carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito una maxioperazione contro la ‘ndrangheta nella provincia di Reggio, Roma, Milano, Brescia, Crotone. Sono stati eseguiti 10 fermi e sono state eseguite numerose perquisizioni. La Procura Distrettuale Antimafia contesta ai soggetti i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libera degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Gli indagati Tra i soggetti indagati figurano dirigenti, imprenditori, funzionari pubblici. Tra i dirigenti comunali coinvolti c’è anche Marcello Cammera, che per anni si è occupato di Lavori Pubblici e che di recente è stato spostato altrove dal Sindaco. Tra gli imprenditori figurano i nomi di Domenico e Vincenzo Barbieri, già tenuti d’occhio nel corso dell’indagine denominata Meta come soggetti che gravitavano attorno al clan Buda Imerti. Nell’inchiesta sono coinvolte anche due società che si occupano di depurazione delle acque e di forniture di servizio idrico integrato, accusate entrambe di aver violato il codice amministrativo degli enti locali.
 
Il Procuratoe Capo Il procuratore capo della Dda ha spiegato “Questa è un'altra operazione che ricostruisce le attività di un'associazione segreta, in grado per lungo tempo di condizionare il Comune di Reggio Calabria e le altre istituzioni”. L’ultima operazione è da considerarsi il seguito dell’operazione denominata Fata Morgana, che pochi mesi fa ha portato alla luce una loggia massonica segreta che, secondo gli inquirenti, era guidata da Paolo Romeo, ex deputato del PSdi. Erano emersi molti legami tra quest’ultimo e molti dirigenti, uno su tuti Cammera. Il procuratore ha aggiunto “Ma al centro dei nostri approfondimenti è finito anche l'appalto per la depurazione delle acque, come per la costruzione e conduzione degli impianti”. Un’inchiesta difficile che si intreccia però, come un puzzle, con quanto emerso nel 2013 ed è venuto fuori un “Comitato d’affari” che si occupata di gestire la “macchina amministrativa comunale” negli interessi della ‘ndrangheta. Gli inquirenti hanno sequestrato 15 società, con quote societarie e relativo patrimonio, inoltre sono state sequestrati due esercizi pubblici appartenenti a due indagati, il tutto ammonta a 42.500.000 di euro circa.  

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Caltanissetta, sanzionato locale in via Monaco: non rispettava le prescrizioni anti Covid

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La Polizia di Stato, a seguito di controlli predisposti presso gli esercizi commerciali, prevalentemente di somministrazione di alimenti e bevande, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo per contenere l’espandersi della pandemia, ha sanzionato il titolare del bar denominato “MEET CAFE’, sito a Caltanissetta in Via L.Monaco.

Nel corso del controllo, è stato accertato che all’interno dei locali dell’attività in questione, dove erano presenti circa un centinaio di avventori, distribuiti nei tavoli con posto a sedere (in ottemperanza alle disposizioni impartite dalle linee guida del D.P.C.M.), due tavoli risultavano essere occupati da n.5 avventori anziché 4; identificati e opportunamente interpellati riferivano di non essere congiunti o conviventi.

Pertanto, si è proceduto alla contestazione della violazione dell’art.1 comma 10 Lett. “GG” del D.P.C.M. del 14.01.2021 (aree gialle), con riferimento all’art. 4 comma 1 del D.L. 25.03.2020 n.19 convertito con Legge n.35 del 22.05.2020, che prevede la sanzione amministrativa di euro 400,00 e la contestuale sanzione accessoria della sospensione dell’attività per giorni 5.

Si provvederà ad inoltrare alla competente Prefettura apposita informativa per i provvedimenti successivi, che vorrà adottare.

        

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Milano, pusher tenta di sfuggire ai Carabinieri gettandosi nel fiume: arrestato dopo essere stato salvato

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MILANO – Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di San Donato Milanese hanno arrestato in flagranza per  “resistenza a P.U. e detenzione illecita di stupefacenti” un marocchino classe 1990, domiciliato a Milano, pluripregiudicato per reati della stessa specie.

I Carabinieri, mentre transitavano sulla SP415 all’altezza di via fiume Lambro, intimavano l’alt ad una autovettura Fiat Panda sospetta. Il passeggero, per sottrarsi al controllo degli operanti, scendeva dal veicolo fuggendo a piedi nella boscaglia per poi immergersi nel fiume Lambro, senza riuscire a raggiungere l’altra sponda per via dell’acqua alta.

Pertanto è tornato in direzione del militare capo equipaggio che lo aiutava ad uscire dal corso d’acqua, fermandolo in sicurezza.

I Carabinieri notavano che durante l’immersione l’uomo gettava in acqua un involucro contenente un panetto di eroina di 525 grammi, che veniva recuperato e sottoposto a sequestro.

Nella stessa circostanza, invece, il conducente del veicolo riprendeva la marcia imboccando la Tangenziale Est in direzione Bologna venendo tamponato da un tir all’altezza del cavalcavia in via Bagnolo Sorigherio, pertanto abbandonava l’autovettura facendo perdere le proprie tracce nei campi limitrofi.

L’arrestato è stato portato presso la casa circondariale di Milano San Vittore, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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Rieti, in manette due pusher: gestivano lo spaccio da una abitazione del centro storico

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RIETI – Gli Agenti della Squadra Mobile della Questura di Rieti hanno arrestato due reatini, C.V., una donna di 42 anni e F.M., un uomo di 31 anni, resisi responsabili del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Gli investigatori della Polizia di Stato, nell’ambito dei servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, intensificati dal Questore di Rieti, Dott.ssa Maria Luisa Di Lorenzo, sono venuti a conoscenza, nei giorni scorsi, che in una abitazione del centro cittadino vi era un insolito movimento di giovani reatini che, senza apparente motivo, entravano ed uscivano più volte nella giornata dall’appartamento segnalato.

E’ così che gli Agenti della Squadra Mobile hanno attivato immediatamente una serie di appostamenti e pedinamenti nei pressi dell’abitazione “attenzionata”, di proprietà di una donna, C.V., già nota agli investigatori reatini per aver commesso alcuni reati contro il patrimonio.

Nella serata di ieri, gli uomini della Polizia di Stato hanno notato entrare nell’appartamento oggetto di controlli, F.M., un uomo conosciuto dagli Agenti poiché resosi responsabile in passato di reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, dopo che lo stesso aveva occultato all’interno dei suoi pantaloni un pacchetto sospetto.

Gli Agenti della polizia di Stato hanno poi notato lo stesso uomo che dalla finestra dell’appartamento controllava con preoccupazione la strada sottostante ed hanno deciso quindi di fare irruzione nell’abitazione sorprendendo la donna C.V., avvisata dal complice, mentre stava gettando dal terrazzo un involucro, identico a quello portato nell’abitazione da F.M., immediatamente recuperato dagli Agenti e contenente 50 grammi di cocaina ed un bilancino di precisione.

La successiva perquisizione domiciliare effettuata nelle abitazioni dei due spacciatori ha consentito di rinvenire altra cocaina, sostanza da taglio, materiale per il confezionamento delle dosi, ed oltre 2000 Euro in contanti, probabile provento delle attività di spaccio attuate dai due reatini.

C.V. ed F.M. sono stati quindi arrestati e messi a disposizione della locale Autorità Giudiziaria che ha disposto, per entrambi, il regime degli arresti domiciliari, in attesa di rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

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