Connect with us

Roma

NEMI, BIBLIOUP: UN "BIBLIOFLOP" CHE ANDAVA ORGANIZZATO MEGLIO!

Clicca e condividi l'articolo

E' stata allestita una immensa tensostruttura in piazza del Crocifisso togliendo per una intera settimana i parcheggi ai nemesi.

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

di Chiara Rai

Nemi – Anziché BiblioUp, il festival organizzato a Nemi, dal punto di vista organizzativo verrebbe da dire “BiblioFlop”, lo diciamo dopo aver monitorato i tre giorni di evento organizzato dal Consorzio SBCR – Sistema Bibliotecario Castelli Romani, in collaborazione con la Fondazione FCCR – Cultura Castelli Romani, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, il Comune e la Pro-loco di Nemi e tutti gli altri comuni dei Castelli Romani. La location prescelta è stata la graziosissima Nemi, una bomboniera di paese che è stato rivoluzionato per l’occasione.

Immaginiamo che il Consorzio abbia dialogato con l’amministrazione comunale per mettere appunto il piano logistico prettamente concreto di come predisporre location, calendario ed orario degli eventi. Di fatto ci sembra si sia verificato un vero e proprio cortocircuito tra il Consorzio e l’amministrazione comunale o Pro loco di Nemi che sia.

Il più grave degli errori, a nostro parere, è stato quell’enorme tendone bianco all’entrata del Paese. Ci spieghiamo meglio: è stata allestita una immensa tensostruttura in piazza del Crocifisso togliendo per una intera settimana i parcheggi ai nemesi. Togliere i pochi parcheggi presenti a Nemi centro significa mandare in tilt la cittadina: tra autobus e macchine con le quattro frecce in giro tondo per piazza Roma si è creata una vera e propria competizione all’ultimo stallo e un caos notevole.

Prima di tutto la tensostruttura è apparsa sproporzionata rispetto le dimensioni della piazza, tant’è che in parte è finita sulla carreggiata in curva, creando non pochi disagi ad una viabilità già compromessa dalle ormai permanenti transenne che hanno occupato metà della via Nemorense, subito dopo l’uscita dal paese in direzione Genzano.

Secondo poi, ancora più assurdo è che la Pro Loco o l’amministrazione comunale di Nemi, con tutta probabilità, non ha fatto presente al Consorzio che di 24, 25, e 26 ottobre nella cittadina delle fragole fa un gran freddo, a tal punto che risulta impossibile per gli ospiti trovarsi a loro agio in una tenda non riscaldata. Figuriamoci se avesse piovuto, l’acqua sarebbe arrivata alle caviglie degli spettatori che avrebbero assistito ai diversi eventi in programma con i piedi letteralmente a mollo.  

Ma fortunatamente non è piovuto e a parte il freddo si sarebbe potuto resistere dentro la mega tenda allestita ma, dulcis in fundo, alcuni eventi tra i quali il più importante e cioè il concerto di Simone Cristicchi è stato trasferito damblé, durante il corso del festival, nella sala pattinaggio del Castello Ruspoli. Una location sicuramente più piccola rispetto al grande tendone bianco ma almeno al coperto.

Domanda: perché non si è pensato prima ad allestire la sala del Castello ed evitare che l’enorme tensostruttura stazionasse vuota, ingombrante e senza utilità in piazza del Crocefisso dove sono stati sacrificati dei parcheggi fondamentali per i residenti?

Senza voler entrare nel merito degli orari del festival, ribadiamo che a Nemi dopo le 19, di solito non gira nessuno di questa stagione che ripetiamo essere notoriamente fredda rispetto ad agosto o settembre, mesi, al contrario, ideali per accogliere questo importantissimo evento che nel merito è degno di avere una accoglienza da red carpet.

A dare manforte alla teoria dell’orario poco azzeccato è anche il fatto che alcuni eventi in programma alle 18 sono stati anticipati di un ora, ciò significa che probabilmente non è stata messa in conto neppure l’entrante ora solare. Dunque ancora confusione.

Questa sera, ovvero intorno alle 22:30 di domenica (quando gran parte delle persone sono in casa perché l’indomani ricomincia lavoro e scuola), Simone Cristicchi metterà piede a Nemi per presentare con chitarra e voce il libro “Magazzino 18”. Non sarebbe stato più opportuno scegliere altro orario?

Ieri sera, sabato, nella tensostruttura ci saranno state si e no 10 persone. Peccato. Peccato davvero. Nel pomeriggio ci sono state certamente più persone, non sarebbe stato meglio concentrare gli eventi di pomeriggio?

Inoltre, sulle varie testate giornalistiche locali e non si è annunciato in pompa magna che Camilleri avrebbe presentato il Festival a Nemi, ma di fatto nessuno lo ha visto perché lo scrittore è stato registrato in un video. Si aspettava il ministro Franceschini: E’ venuto a Nemi? Le idee in proposito sono discordanti e se ha partecipato non ci è dato saperlo, ma comunque in pochi se ne saranno accorti.

L’idea di questo Festival è ottima, il logo è azzeccato, la pubblicità c’è stata e speriamo che ritorni a Nemi ma l’auspicio è che torni con un'organizzazione migliore che permetta di fruire a pieno del ricco calendario proposto.

Come al solito la nostra maniera di fare informazione si diversifica e non a tutti va a genio. Però il diritto di critica è ancora fortunatamente vigente in questo paese. Viva BiblioUp ma bisogna rivedere tempi e modi.   

Castelli Romani

Nemi, Albo Pretorio a scoppio ritardato: dopo 5 anni pubblicata una determina di pagamento

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Nel paese della fragole leggi e leggine spesso sono soggette a interpretazioni e pareri di sorta e… l’uomo campa indisturbato

NEMI (RM) – E’ stata pubblicata il 13 maggio del 2021 una determina del Comune di Nemi che impegna la somma di 3.500,00 euro a favore dell’Avv. Gianluca Piccini per rappresentare il Comune in un ricorso al TAR promosso da un privato.

Un atto, quello approvato e pubblicato dagli amministratori comunali dopo ben 5 anni che trova copertura sul bilancio di previsione del 2016 e che nel contempo approva anche lo schema di disciplinare d’incarico che nella determina viene richiamato come allegato per costituirne parte integrante e sostanziale ma che di fatto, invece, non è presente nell’atto comunale.

Una prassi quantomeno singolare, quella di pubblicare un atto pubblico dopo un quinquennio considerato anche il fatto che il Decreto Legislativo del 14 marzo 2013, n. 33 in materia di “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” all’Art. 8 stabilisce che: “I documenti contenenti atti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale dell’amministrazione”.

Viene quindi da dire: alla faccia della tempestività! Ma ormai si sa’… nel paese della fragole leggi e leggine spesso sono soggette a interpretazioni e pareri di sorta e… l’uomo campa indisturbato.

Continua a leggere

Castelli Romani

Marino, guerra agli incivili: si inaspriscono le sanzioni per chi abbandona i rifiuti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

MARINO (RM) – Va avanti senza sosta la lotta all’abbandono dei rifiuti sul territorio di Marino.

L’attività dell’Ispettorato Ambientale in cooperazione con la Polizia Locale, grazie all’installazione di nuovi strumenti di videosorveglianza, si è potenziata consentendo di sanzionare sempre più trasgressori.

Un sintomo di inciviltà e violenza all’ambiente comune, che si traduce in maggiori spese per i cittadini

“Per l’immediato futuro verranno posizionate altre telecamere ed ampliata la rete di controllo per vincere l’inciviltà. – Dice il Sindaco Carlo Colizza – Abbiamo concluso i lavori di predisposizione del nuovo regolamento ambientale che verrà presto discusso in Consiglio Comunale. Tramite questo strumento – conclude il Sindaco – difenderemo la maggioranza dei cittadini virtuosi inasprendo le sanzioni contro tutti gli incivili. Marino non è una discarica”.

Continua a leggere

Metropoli

Anguillara Sabazia, l’eterna incompresa: quando il bene comune viene considerato un optional

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Il video editoriale di Emanuel Galea e Chiara Rai all’interno riguardo la vicenda della requisizione dei loculi al Cimitero

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – A circa 30 chilometri a nord-ovest di Roma, adagiata sui rilievi Sabatini e su un promontorio del Lago di Bracciano, si trova uno dei borghi medioevali più incantevoli e suggestivi del Lazio. Vanta nobili origini, discende in linea diretta dalla famiglia della ricca patrizia Rutilia Polla e ha una lunga e ricca storia. Ricca di siti geologici, monumenti storici, aree naturali, clima mite e tramonti da mozzafiato. Non a caso che ai più è conosciuta come “La gemma del Lazio”. Ancora conserva, gelosamente, l’antico punto d’ingresso alla città, una porta cinquecentesca, sormontata da un orologio ancora funzionante mentre tutto il borgo è abbracciato da un bastione cinquecentesco con torrione medioevale compreso. Là dentro è tutta poesia, fascino ed incanto. La natura è stata più che generosa con questo lembo di terra. Il visitatore, a fine giro del borgo, non può che sospirare con i versetti della Zanicchi: “Il tuo sangue nelle vene e ti porto nel mio cuore”.

Qui il tempo si è fermato ed il vecchio borgo di lassù, specchiandosi nelle acque azzurre del lago sottostante, sembra rilassarsi rassegnato e “disteso come un vecchio addormentato e la noia, l’abbandono, il niente son la (sua) malattia.”

Appunto della sua noia, del suo abbandono e della sua malattia che oggi si vuole trattare

Di amministratori meritevoli di menzione, Anguillara ne ha avuti nel lontano passato e poi, come è capitato a Montecitorio e a Palazzo Madama, c’è stata una moria di una vera classe dirigente. La politica ha perso la sua vocazione ed è diventata una bottega di interessi. Oggi il bene comune viene considerato un optional e tutte le attività della politica politicante tendono a un solo fine, l’aumento dei consensi. Quella noia “del vecchio addormentato” più che altro esprime disgusto per questa deriva verso il degrado completo. Il “niente” della politica locale sta privando questa cittadina storica da una meritata posizione  nella scala nazionale di attrazione turistica. E’ vero che madre natura con questo lembo di terra è stata più che magnanima, però purtroppo la generosità dell’una ha incontrato l’indifferenza di altri. Il mistero dell’Acqua Claudia, riconosciuta come unica e speciale già dalla metà del 1700, l’acqua della Mola Antica, per i residenti e non, una risorsa di approvvigionamento, per gli amministratori è stata abbandonata a se stessa mentre il privato raccoglie i frutti di un bene che tutti considerano “bene comune”.  Perché? Come mai questa risorsa non suscita tanto interesse quanto le colate di cemento?

Stesso destino è stato riservato ad un reperto archeologico, unico nel suo genere. Una piroga monossile di 8000 anni fa, rinvenuta nel 2002 in località La Marmotta  sul lago di Bracciano ad Anguillara quando scavando,  i sommozzatori avevano portato alla luce il più antico villaggio neolitico d’Europa.

Il disinteresse degli amministratori non è nato oggi, di fatto il 28 ottobre 2018, su questo stesso giornale con l’articolo “Anguillara Sabazia, la piroga: la solita storia degli amministratori che la vogliono raccontare ma poi s’addormentano” si era lamentato dell’abbandono al suo destino del prezioso reperto archeologico. Altri Comuni, altri amministratori avrebbero fatto carte false per averla nel loro territorio, ma qui siamo ad Anguillara.

Un capannello di anziani, facendo su e giù per via Reginaldo Belloni, dopo un poco si fermavano e guardando il rudere del palazzo accanto al ristorante Zaira, commentavano l’impotenza degli amministratori che, mentre si riempiono la bocca con il bel discorso del decoro urbano non trovano il coraggio o la soluzione oppure un accordo per buttare giù quell’obbrobrio che sta deturpando da anni il decoro del lago stesso. Come mai, dicevano questi signori, che non si riesca a rimuovere quella vergogna? Chi sa chi lo sa? Qualcuno lo dovrebbe sapere…

Giustamente, concludeva il più anziano, la cittadina è stata trascurata ormai da parecchi anni. Ogni amministrazione si è limitata a promuovere nuovi insediamenti, nuove costruzioni, nuovi agglomerati, senza però, adeguare i servizi alla crescita della popolazione. La rete idrica, quella fognante, rete scolo acque fluviali sono rimaste sempre quelle di quando Anguillara contava appena appena sei-settemila abitanti. Oggi i nodi stanno venendo al pettine. Scoppiano i tubi, straripano le fogne e l’acqua piovana invade le strade e la rete elettrica ogni tanto fa cilecca. E gli amministratori? Quei signori non vedono, non sentono, non parlano.

Officina Stampa del 13/05/2021: Emanuel Galea fa il punto sulla requisizione “temporanea” dei loculi cimiteriali che si protrae dal 2017

La lista è lunga ma quello che reca l’onta maggiore agli amministratori fino ad oggi succedutisi, è l’emergenza cimitero

In questo risiede  l’incongruenza, l’incoerenza e l’incomprensione di questa gente che fino ad ora hanno avuto la presunzione di promettere un “futuro migliore” per la cittadina. Sono circa 20 anni che l’emergenza loculi si fa sempre più acuta. L’hanno riconosciuto. Hanno ammesso candidamente che trattasi di vera emergenza. Hanno avuto il pudore di avvisare la cittadinanza che l’emergenza si fa sempre più minacciosa.

Va bene, uno da fuori, potrebbe pensare che dopo tutto questo sarebbero seguiti i fatti, i rimedi, le soluzioni. L’unica soluzione che gli amministratori hanno escogitato è fare cadere il costo dell’emergenza anziché su tutta la comunità, interamente a carico dei 150 concessionari. Per risolvere  poi il problema un nuovo stratagemma  (intelligente) a costo zero: spostare da un loculo all’altro i “cari estinti”. Fino a quando?

Anguillara non si rassegna e fiduciosa aspetta il giorno che arriveranno degli amministratori che la sapranno comprendere, valorizzare i suoi pregi e far passare la sua noia.

Continua a leggere

I più letti