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Roma

NEMI CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO, NAUFRAGA ANCHE QUESTA SEDUTA…. SALVAGENTI A LARGO: VIETATO CONOSCERE LO STATUTO COMUNALE

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Il Comune non si costituirà parte civile nella causa che vede imputato il proprio attuale sindaco Alberto Bertucci per turbativa d’asta e frode nelle gare pubbliche.

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Chiara Rai

Noi de L’osservatore laziale avremmo voluto non infierire, almeno per questa volta. Eravamo indecisi anche se scrivere un articolo, ma purtroppo la cronaca riportata da altri giornali online (i cui giornalisti non erano presenti ieri sera in Consiglio comunale), frutto di una telefonata più bicchiere d’acqua e pillola dolce, ci ha spinti ad imbarcarci nell’apertura dei fuochi sulla croce rossa.
Appena si è aperto il Consiglio la preoccupazione del sindaco Bertucci è stata di leggere lo statuto al punto in cui si specifica il divieto di fotografare e riprendere il consiglio comunale ricordando altresì che bisogna chiedere l’autorizzazione almeno 48 ore prima. In aula era presente una sola giornalista: la sottoscritta.  Noi de L’osservatore laziale l’autorizzazione ci eravamo preoccupati di chiederla immediatamente in occasione della prima seduta, ma purtroppo verbalmente, a Giovanni Libanori di fronte al segretario comunale, e lo stesso Libanori mi disse (a me Chiara Rai) “non ti preoccupare” e rivolgendosi al segretario comunale disse: “ci pensi tu per la prossima volta? Grazie”. Insegnamento di vita: mai fidarsi delle promesse. La prossima volta faremo richiesta scritta, sicuri che ci verrà accolta. Il sindaco avrebbe potuto dimostrare più “savoir faire” ma non si può chiedere ad un anatroccolo di sembrare un cigno.

Sproloqui di Libanori durante il Consiglio e per le scale a fine seduta, frasi inopportune dell’attuale vicesindaco che 9 volte su 10 ha sbagliato i verbi dimenticando i congiuntivi e utilizzando per successiva approssimazione verbi surrogati e mal accostati, mutismo dei consiglieri di maggioranza (Frison, Ibba e Pazienza), mancanza di professionalità e conduzione corretta della seduta hanno reso il Consiglio Comunale un’approssimazione inidonea e casereccia di ciò che potrebbe apparire uno spettacolo di animazione turistica di ultima categoria.

In primo luogo di fatto a Nemi non c’è ancora un presidente di Consiglio comunale e vicepresidente. All’unanimità e senza batter ciglio i consiglieri hanno votato il ritiro all’ordine del giorno “ratifica della nomina del presidente e nomina del vicepresidente del Consiglio Comunale” proposto dal consigliere Cocchi.
A dare lezione di come si guida un consiglio comunale è stato infatti l’ex sindaco e attuale consigliere d’opposizione Cinzia Cocchi, la quale ha giustamente ravvisato che, dato che nella prima seduta (insediamento) non si sono raggiunti i due terzi di sette (e per di più il sindaco non ha voluto ascoltare l’eccezione della Cocchi di eleggere un vicepresidente), nel consiglio straordinario di ieri sera, si sarebbe dovuto riportare l’ordine del giorno tale e quale al primo, cioè “elezione del presidente del Consiglio comunale e del vicepresidente”. Perché si sarebbe dovuto ratificare un'elezione che non si è consumata? Ancora fumata nera, dunque, per Giovanni Libanori che non è riuscito ad essere eletto (lui stesso si è reso per primo favorevole a ritirare il punto e riproporlo testé come dettato dalla veterana Cocchi). Intanto il sindaco ha espresso il “fortissimo e democraticissimo” desiderio di eleggere vicepresidente l’insegnante Stefania Osmari che onestamente (e non me ne vorrà per questo, perché siamo osservatori) non ha condotto una dura opposizione in occasione della seduta di ieri sera, bensì si è dimostrata pacata, puntuale e forse un po’ acerba come consigliere d’opposizione, nonostante gli si debba dare atto che abbia argomentato diversi “contrario”.

Secondo fatto: Il Comune non si costituirà parte civile nella causa che vede imputato il proprio attuale sindaco Alberto Bertucci per turbativa d’asta e frode nelle gare pubbliche. Quindi ricordando che il giudice ha ravvisato un conflitto di interessi tra sindaco e Ente e per questo ha nominato un commissario ad Acta (Edy Palazzi ) che prendesse decisioni al posto del sindaco su questo caso penale, purtroppo dobbiamo prendere atto che il commissario ad acta non ha preso una decisione in favore della tutela dell’immagine dell’Ente, ma in accordo con la giunta, ha deliberato la non costituzione civile dando la seguente motivazione: il parere legale dell’avvocato Alessandra Capozzi, in occasione della sua perizia giurata, avrebbe evidenziato che non si sarebbero verificate ipotesi concrete di danno per l’Ente e comunque il Comune non perde alcun diritto e può costituirsi parte civile in qualsiasi momento.

Osmari ha precisato che nulla osta nel dare parere favorevole all’eleggibilità del sindaco ma per quanto riguarda la sua situazione giudiziaria “apre una pagina nella storia del Comune di Nemi” un po’ particolare.

Cocchi ha detto: “Mi sembra che in questa sede il Consiglio comunale voglia sostituirsi al Tribunale, lasciamo che la Magistratura faccia il suo corso e comunque tanto per essere precisi il PM ha ravvisato che si sono consumati due reati prima della procedura di affidamento del pulmino.

A questo punto Edy Palazzi ha iniziato a mantenere un comportamento poco consono alla sua veste facendo una digressione rispetto alle modalità che avrebbero portato i carabinieri al sequestro del fascicolo ecc..Palazzi si è giustificata dicendo a Cocchi. “E’ che ce so' rimasta male!”. Questo perché nell’immaginario l’attuale gruppo di maggioranza forse pensa o crede che se “in casa” succede qualcosa di poco chiaro, le persone pulite devono rimanere silenti e conniventi rispetto ad un presunto torbidume che poi ha portato ad una richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’attuale sindaco. 

Anche Libanori, secondo il parere de L’osservatore, è andato fuori tema come la Palazzi iniziando a parlare di altri fatti che assolutamente non riguardavano i punti all’ordine del giorno. Addirittura lo stesso Libanori, rivolgendosi al segretario comunale ha detto: “non sapevo che fosse avvocato”.

L’unica cosa che ha fatto il sindaco è proporre una mozione (lo spirito dell’iniziativa è positivo) per promuovere la scuola di Nemi in quanto istituzione essenziale che deve continuare ad esercitare e salvaguardare la sua funzione nonostante si sia verificato un accorpamento tra le classi prima e seconda media. Bertucci però, dimenticando di essere stato assessore alla Scuola per sette anni consecutivi, ha attribuito tutte le colpe dell’accorpamento e pluriclasse all’ex sindaco che in due mesi circa avrebbe fatto definitivamente colare a picco la scuola. A ricordare al sindaco Bertucci il suo trascorso di assessore alla Scuola è stato ancora una volta il consigliere Cocchi che ha giustamente rivendicato la paternità della mozione presentata sotto la sua legislatura, tal quale, senza che Bertucci ne avesse modificato neppure l’incipit.

C’è sempre una prima volta, ma purtroppo come giustamente sottolineato da un cittadino in un altro articolo siamo in balia di soggetti che s’improvvisano e si reinventano e che alle spalle non hanno un trascorso professionale e lavorativo da poter raccontare sul sito istituzionale del Comune. 

tabella PRECEDENTI:

 

 

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Litorale

Pomezia, preso spacciatore con la droga sotto felpa

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POMEZIA – Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato un uomo di 49 anni originario di Roma in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Aliquota Radiomobile, nel corso di uno dei quotidiani servizi di pattuglia finalizzati alla prevenzione dei reati nel centro abitato di Pomezia, hanno notato il 49enne mentre si aggirava nervosamente in una nota “piazza di spaccio” ubicata nei pressi di via Catullo.

Alla vista dei Carabinieri, l’uomo ha manifestato un eccessivo nervosismo, tale da indurli ad effettuare accertamenti più approfonditi: sottoposto alla perquisizione personale, nascosto sotto la felpa che stava indossando, i Carabinieri hanno recuperato un pacchetto contenente 108 grammi di marjiuana.

Il pusher è stato ammanettato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Metropoli

Canale Monterano, raggiunto l’accordo per le risorse forestali

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CANALE MONTERANO – È stato recentemente sottoscritto un importante accordo tra Comune di
Canale Monterano (quale Ente gestore della Riserva Naturale Regionale Monterano) ed Università
Agraria di Canale Monterano per la soluzione delle problematiche legate alla cronologia (in funzione
dell’estensione) delle particelle forestali destinate al taglio nell’ambito del Piano Generale di
Assestamento forestale dell’Università Agraria di Canale Monterano, agevolando l’attuale fase di
approvazione.
L’Università Agraria di Canale Monterano intende garantire la duratura gestione ed
utilizzazione del patrimonio boschivo dell’Ente, al fine di trarre il maggior beneficio economico da
detta utilizzazione e garantire l’operatività gestionale dell’Ente stesso. La Riserva Naturale Regionale
Monterano persegue finalità, congiuntamente alla duratura e razionale utilizzazione del patrimonio
boschivo, volte alla tutela della biodiversità propria della Riserva Naturale Regionale Monterano, con
tagli orientati per quanto possibile ad una selvicoltura di tipo “naturalistico”.
Congiuntamente le parti hanno dichiarato ed affermato il comune interesse alla tutela del
paesaggio e dei diritti di uso civico, finalità e compiti istituzionali assegnati ad entrambi dal quadro
normativo vigente. “L’accordo – dichiara il Vicesindaco Stefano Ciferri del Comune di Canale
Monterano con delega al Bilancio, Ambiente e Riserva – rappresenta la soluzione ad un’annosa
problematica riguardante l’utilizzo delle risorse forestali dentro la nostra Area Protetta, che in
passato ha visto contrapposti appunto la Riserva e l’Università Agraria. Sono sempre stato convinto e
lo sono a maggior ragione adesso che il dialogo e la mediazione siano la strada maestra per trovare la
soluzione a gran parte dei problemi. Questo approccio ha consentito di ottenere un risultato
importantissimo in una materia quale quella della pianificazione forestale. Questo accordo è il
secondo in ordine di tempo che mi vede testimone di adesione a buone pratiche. Lo scorso anno
infatti l’U.A. ha rinunciato al taglio di alcune particelle forestali con alto valore paesaggistico in
cambio dei cosiddetti crediti di carbonio (una sorta di indennizzo) che la Riserva è riuscita a veicolare
sul nostro territorio. Ringrazio per il risultato raggiunto il Presidente della U.A. Maurizio D’Aiuto, il
suo Vicepresidente Fabrizio Lavini, il nuovo Direttore della Riserva Naturale Monterano Fernando
Cappelli ed il Tecnico forestale naturalista della Riserva Fabio Scarfò”.
“Come Università Agraria – prosegue il Presidente Maurizio D’Aiuto – siamo sempre stati
convinti che, in una piccola realtà quale è il nostro Comune, il confronto, il dialogo ed infine la
collaborazione tra le parti interessate, possano portare solo vantaggi che vanno a beneficio di tutta la
comunità. In questo caso in particolare, grazie alla disponibilità del Vicesindaco Stefano Ciferri e del
nuovo Direttore della Riserva Naturale Fernando Cappelli, si è riusciti a sbloccare una situazione che
si protraeva da anni, un ringraziamento particolare al nostro Vicepresidente Fabrizio Lavini che ha la
delega al patrimonio boschivo e che ha avuto un ruolo determinante per il raggiungimento del buon
esito dell’incontro. Concludo con l’augurio che si possa proseguire su questo percorso di
collaborazione fattiva, con la speranza che, Comune, Riserva Naturale ed Università Agraria, insieme,
possano continuare ad ottenere ulteriori risultati positivi che vadano a vantaggio del paesaggio e di
tutta la comunità di Canale Monterano”.

“Sono veramente soddisfatto del risultato ottenuto con il lavoro congiuntamente svolto con
l’Università Agraria di Canale Monterano – aggiunge il nuovo Direttore della Riserva Naturale
Regionale Monterano Fernando Cappelli – Questo approccio, di cui sono convinto sostenitore,
avvicina le problematiche che quotidianamente affronta l’Ente Agrario nella conduzione dei diritti
d’uso civico, con le esigenze e le potenzialità di una tutela attiva del territorio interessato. Ed in
questo nuovo approccio auspichiamo congiuntamente un risvolto percettivo della Comunità locale in
discontinuità con il passato. La Riserva Naturale come opportunità di sviluppo compatibile condivisa
con la popolazione. Non vincolo ma risorsa. Ma è solo l’inizio. Occorre consolidare tale metodologia
di lavoro. Per questo ho previsto la destinazione di parte delle risorse del bilancio annuale della
Riserva in favore dell’Università Agraria per attività di manutenzione da effettuare sul territorio, a
vantaggio degli Utenti e della Collettività. Abbiamo inoltre programmato altri incontri per concordare
interventi congiunti sui quali attivare richieste di finanziamento e sviluppare sinergie. La struttura da
me diretta sarà a disposizione, con il personale altamente qualificato che vanta e che qui ringrazio
per l’impegno quotidianamente profuso, per assistere e supportare iniziative dei portatori
d’interesse coinvolti, cercando di contribuire al processo gestionale del territorio per uno sviluppo
socio economico che condivida al contempo, con gli stessi “attori sociali”, l’importanza di continuare
a conservare un territorio di altissimo pregio ambientale riconosciuto da ricorrenti attestazioni e
dalla stessa Comunità Europea.”

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Castelli Romani

Nemi, il lago custode di scienza ed enogastronomia

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Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale

NEMI (RM) – Il cuore del Lago di Nemi, dopo aver custodito per secoli le maestose opere di ingegneria navale fatte costruire da Caligola in onore della dea Diana, accudirà anche prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Il fondo del lago infatti, grazie alla sua temperatura costante, la scarsità di luce e ossigeno, si pone come cantina perfetta per la conservazione di cibi e vini. L’idea nasce nel 2019 da Josè Amici, proprietario de “Il Borgo Ariccia” e istruttore di sub presso l’Underwater Team, il quale aveva già sperimentato l’affinamento di 500 bottiglie del suo vino Roma DOC Bio.

Insieme al nuovo partner Castelli Romani Food and Wine e grazie alla preziosa collaborazione di Simone Bozzato ed Ernesto Di Rienzo, docenti presso il Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale.

Lo chef Alain Rosica del Ristorante Belvedere di Frascati ha realizzato artigianalmente anfore in terracotta, smaltate sia all’esterno che all’interno per evitare proliferazione batterica e chiuse con tappi di sughero sigillati da ceralacca, utilizzate per conservare i prodotti. I cibi sono stati, inoltre, impagliati e ricoperti di sale così da provvedere all’assorbimento dell’umidità. All’interno delle anfore, oltre ai vini e all’olio di produzione delle aziende Merumalia, Casale Mattia, Azienda Biologica De Sanctis e Gabriele Magno sono state poste forme di formaggio dell’Azienda Agricola Depau di Grottaferrata, i prodotti de Il Norcino Bernabei di Marino, il miele prodotto dall’Agriturismo Monte Due Torri di Genzano, la marmellata realizzata dal Bar Spartaco Il Grottino con le fragoline di Nemi e del “garum” la salsa tipica della Roma Antica a base di interiora di pesce, utilizzata per condire i cibi.

La cassa contenente le anfore in cui sono stati riposti questi cibi, grazie all’ausilio di sub esperti dell’Underwater Team, è stata depositata sul fondo del lago a circa una decina di metri di profondità.

Tra sei mesi o più – sarà fatta una valutazione in relazione alla temperatura esterna che influenza quella del lago, per evitare la eventuale compromissione dei prodotti – verranno fatti riemergere.

Non resta quindi che lasciarli riposare e attendere. E l’appuntamento è fissato per la cerimonia di fine affinamento, per assaggiare insieme tutto il gusto della tradizione del territorio dei Castelli Romani.

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