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Castelli Romani

Nemi, credito ASD Diana assente nel bilancio comunale: presentato esposto alla Procura della Corte dei Conti

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NEMI (RM) – Eventuali responsabilità da parte degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Nemi connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione di risorse pubbliche è quanto denunciato in un esposto presentato ieri alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio dal gruppo consiliare “Ricomincio da Nemi”.

Un credito di 100mila euro mai riscosso dal Comune di Nemi

Al centro della questione il credito di circa 100mila euro vantato dal Comune di Nemi nei confronti dell’Associazione Sportiva Dilettantistica – ASD – Diana Nemi che, nonostante un atto ufficiale emesso 6 anni fa dagli amministratori comunali e teso al recupero della somma, non ha visto concretizzare azioni finalizzate al recupero del credito. Nell’esposto di “Ricomincio da Nemi” viene inoltre evidenziato il fatto che i 100mila euro vantati dal Comune non sono stati riportati nel bilancio dell’Ente pubblico locale con la conseguenza che il credito oltre a non essere stato riscosso è scomparso dalla contabilità ufficiale. Accuse che se dovessero trovare riscontro da parte della Procura regionale potrebbero significare gravi responsabilità civili e penali per amministratori e dirigenti del piccolo Comune castellano.

La narrazione storica dei fatti, presentata alla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti, viene esposta con precisione e dovizia di particolari

“I primi fatti risalgono a novembre 2003 – scrivono dal gruppo consiliare Ricomincio da Nemi – quando il comune di Nemi stipula una convenzione con l’associazione Diana Nemi per l’uso dello stadio comunale Luciano Iorio. Il canone annuale – proseguono – che l’associazione doveva corrispondere all’Ente era pari alla rata del mutuo contratto con l’Istituto di Credito Sportivo per i lavori di completamento dell’impianto. Nell’Aprile 2012 il Commissario prefettizio ha diffidato e messo in mora l’Asd Diana Nemi per il mancato versamento delle quote pattuite, per un importo totale di 75mila euro oltre IVA e interessi legali. Nel luglio 2012 la Giunta guidata da Alberto Bertucci, appena insediata, come atto dovuto ha emanato una delibera di indirizzo per l’affidamento del recupero del credito all’avvocato De Marco”.

Nessuna iscrizione in bilancio del credito vantato dal Comune

Dopo ben sei anni, nel febbraio 2018, dallo studio dei bilanci comunali e dalle ricerche effettuate sull’albo pretorio comunale, i consiglieri Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri non hanno trovato nessun documento riferibile al recupero del credito. E’ stato quindi richiesto un immediato accesso a tutti gli atti, contabili e non, relativi alla vicenda. Nel marzo 2018 i consiglieri di Ricomincio da Nemi hanno chiesto e ottenuto il rinvio della presentazione e votazione del bilancio comunale di previsione in quanto la nota del revisore dei conti, obbligatoria per legge, non era stata allegata agli atti. I due consiglieri inoltre non trovando alcuna traccia del credito, hanno chiesto ragguagli al responsabile finanziario del Comune di Nemi, il quale, dopo una lunga attesa, ha risposto che non risultava iscritto al bilancio.

L’emendamento di Ricomincio da Nemi sul bilancio comunale

Nel tempo intercorso fino alla successiva convocazione di Consiglio comunale, “Ricomincio da Nemi” ha prodotto un emendamento per portare all’attenzione del Consiglio comunale l’annosa questione del credito. “Il Sindaco – evidenziano Cortuso e Corrieri – è stato invitato a chiarire tutti gli aspetti della vicenda, purtroppo invano. La maggioranza compatta, – proseguono i consiglieri di Ricomincio da Nemi – dietro indicazione del Sindaco, ha espresso voto favorevole all’approvazione del bilancio di previsione, assumendone la piena responsabilità politica e amministrativa.
Dopo aver diffidato e messo in mora i dirigenti preposti, perché decorso il termine massimo previsto da regolamento per la risposta, è giunta la replica scritta del segretario comunale che ha confermato i nostri dubbi: “L’unico provvedimento rinvenuto agli atti è la delibera di indirizzo”. Una conferma, dunque, quella del Segretario comunale, che non risulta nessuna azione del Comune per recuperare il credito.

Cortuso e Corrieri: “Denunciamo con forza un inammissibile degrado amministrativo”

“Come consiglieri comunali, – hanno dichiarato Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri – ma soprattutto come cittadini, denunciamo con forza un inammissibile degrado amministrativo, oltre l’inefficienza della classe politica di Nemi, che dimentica di recuperare crediti di rilevante importo, indispensabili al sostentamento del bilancio dell’Ente comunale. A causa della sciatta e dissennata condotta dell’amministrazione guidata da Alberto Bertucci, il nostro territorio e la sua comunità subiscono inoltre un gravissimo danno di immagine”.

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Genzano di Roma, la boutique del falso: Guardia di Finanza sequestra 300 capi d’abbigliamento contraffatti

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GENZANO DI ROMA (RM) – Utilizzava i social network per promuovere la vendita di capi ed accessori di abbigliamento che riproducevano modelli delle più affermate griffe di alta moda un uomo di nazionalità marocchina individuato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno sequestrato oltre 300 articoli contraffatti.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri, dopo alcuni approfondimenti, hanno deciso di perquisire l’appartamento del venditore, situato a Genzano, al cui interno era stata allestita una vera e propria “boutique del falso”, costituita da oltre 300 pezzi – borse, scarpe, giubbotti, t-shirt, cinture e portafogli – recanti i marchi Louis Vuitton, Gucci, Moncler, Giorgio Armani, Versace, Ralph Lauren, Colmar, Nike e Adidas.

Oltre alla merce sono stati rinvenuti diversi campionari e un “brogliaccio” in cui erano annotati gli importi degli incassi, quantificati in circa 80 mila euro l’anno.

Il “commerciante” è stato denunciato per i reati di detenzione di merce contraffatta e ricettazione alla Procura della Repubblica di Velletri, che ha disposto la donazione dei capi di abbigliamento al centro religioso Don Orione, dopo averli privati dei loghi distintivi.

L’operazione si inquadra nel più ampio dispositivo messo in campo dalla Guardia di Finanza di Roma per il contrasto alla “filiera del falso”.

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Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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Albano Laziale, rissa tra ragazzi a Villa Doria: 1 ferito grave in prognosi riservata

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ALBANO LAZIALE (RM) – Serata violenta nei giardini comunali di Villa Doria dove intorno alle 19:30 di ieri si è scatenata una rissa tra ventenni ma anche minori. I ragazzi hanno utilizzato una o più armi da taglio. Sono rimasti feriti due ragazzi: uno di origine romena di 23 anni, residente ad Albano e un ragazzo romano di 22 anni. Il ventitreenne è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Tor Vergata con scheggiatura a una vertebra e ferite da taglio alle gambe. Il giovane di 22 anni ha riportato ferite da taglio, contusioni e trauma cerebrale.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Albano Laziale e Castel Gandolfo. I militari hanno effettuato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere. Adesso gli inquirenti stanno cercando di identificare i ragazzi coinvolti, tra cui ci sarebbero anche dei minori e ricostruire la dinamica della rissa.

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