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Roma

NEMI: DA "SALOTTO D'EUROPA" A SGABUZZINO

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Le promesse rivoluzionarie e l’avvento di una nuova era non solo sono state disattese ma addirittura lo scenario è peggiorato.

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di Chiara Rai

Nemi (RM) – Ancora riecheggiano dentro le mie orecchie gli strilli in campagna elettorale di colui che avrebbe rivoluzionato un piccolissimo paese di circa tremila anime (contando i quasi 1000 residenti di Villa delle Querce), salvandolo dal degrado.

“Nemi salotto d’Europa” tre parole che messe insieme hanno un effetto straordinario e l’associazione di immagini mi porta ad una macchina amministrativa ben oliata e una comunità che funziona. Una delle poche occasioni di confronto con l’Europa si è avuta con lo scambio culturale dello storico gruppo folkloristico “U Rembombu” di Nemi che si è recato a Cussing in Austria. Qui il gruppo nemese è stato addirittura scelto in rappresentanza dell’Italia.

Ad interrompere questi idilliaci pensieri è il frastuono dei clacson che mi riconducono ad una amara realtà di un paesino meraviglioso però che appare fuori controllo.

Poche cose dovevano essere sistemate da subito ma si fa fatica anche ad approvare il bilancio che per un Comune piccolo e virtuoso come Nemi sarebbe stata un priorità di cui andare fieri. Intendiamoci bene, i problemi non sono nati da due anni a questa parte ma prima dell’avvento di questa giunta tutto andava meglio e verso un progressivo miglioramento. Addirittura arrivo a rimpiangere il commissario straordinario.

Le promesse rivoluzionarie, del sindaco Alberto Bertucci e l’avvento di una nuova era non solo sono state disattese ma addirittura lo scenario sembra peggiorato. Le fotografie ci raccontano di un gioiellino meraviglioso come Nemi che si presenta, nel quotidiano (eccezion fatta per le feste comandate dove almeno si pulisce alla buona) disordinato e trascurato. Ad esempio in piazza Roma, c’era addirittura un benzinaio che funzionava a regime e di cui l’amministrazione di Alberto Bertucci ne ha permesso lo smantellamento. Nessuno spostamento concordato nei tempi e nei modi dovuti e la “burocrazia” che ha fatto da muro di gomma rispetto ad un episodio che poteva essere gestito diversamente.

Adesso non rimane che un gabbiotto bianco, lo spazio prima dedicato alle pompe di benzina completamente occupato dalle macchine, il parcheggio davanti alla chiesa del Crocifisso congestionato, gli autobus che fanno fatica a fare manovra, i vigili pronti a rimettere ordine nel caos, ma spesso e volentieri camioncini si fermano di fronte ai pochi negozi sulla piazza: la visuale è coperta, gli automobilisti vagano come anime in pena in cerca del parcheggio che non c’è.

Dulcis in fundo un punto informativo che, fino a ieri e si spera non più così in futuro, è vergognoso. Perennemente chiuso ed adesso in procinto di trasformarsi in gabbiotto della Polizia Locale misto a punto informazione. Una sorta di torretta di controllo per il caos di auto che fa della piazza un maxi parcheggio “abusivo”. Una torretta chiusa che non è stato sicuramente un bel biglietto da visita di Nemi. Quello che si sarebbe auspicato era di vedere un “welcome” sempre aperto dove si danno indicazioni su orari dei trasporti (che pure questi non funzionano a dovere), visite guidate e dove si forniscono depliant della straordinaria cittadina.

Non solo, non ci sono cartelli turistici che valorizzano questo museo a cielo aperto che è Nemi ma dietro al famigerato punto informativo c’è “monnezza” cartelli appoggiati alla meno peggio, roba lasciata lì come fosse un ripostiglio di casa fruibile anche al turista invogliato a portarsi via una foto ricordo di come si valorizza il “belpaese”.

Persino i manifesti dell’amministrazione sono un pugno nell’occhio. Spesso e volentieri scritti in un italiano maccheronico con “orrori ortografici” e quando ci si vuole lanciare in versioni “straniere” ecco che le traduzioni gridano vendetta. Come l’ultimo manifesto di benvenuto affisso in occasione del gemellaggio, “Il Sindaco e l'Amministrazione comunale danno il benvenuto ai Cittadini di Ceyrat è tradotto in francese maccheronico con le “Commissaire et l'Administration Communale donnent le bienvenu aux Citoyens de Ceyrat”. L’utilizzo di Google avrebbe certamente contribuito a fornire una quantomeno dignitosa traduzione, anche se non eccelsa, in “Le maire et le conseil municipal accueillent les citoyens de Ceyrat”.

Poi ci si affaccia dal belvedere e dopo l’incantevole vista del lago, appena ci si dirige all’interno della piazza Roma c’è l’enorme cantiere della scuola che da oltre vent’anni picchetta il Paesino con la sua mostruosa sontuosità.

Vogliamo parlare della mini discarica vicino al Castello Ruspoli? Perché toglierci l’ebbrezza di dire che anche piazza Umberto risente dell’eco della confusionaria piazza Roma che potrebbe essere di nuovo minacciata dalle obsolete giostrine che lo scorso anno sono state fatte posizionare proprio all’ingresso di Nemi, regalando ad uno scenario da cartolina, l’ immagine di un sottoborgo romano di altri tempi e pasoliniane memorie.

Vogliamo addentrarci nella grande rivoluzione della Sagra delle Fragole? Tutto sempre uguale, si vive di rendita. Degna di nota, è da dire però, quest’anno la storica fanfara dell’Arma dei Carabinieri in occasione del bicentenario.

Ciò che di positivo rimane è l'eredità delle passate amministrazioni sia di centrodestra che di centrosinistra. Lasciato il centro storico, il verde è per la maggiore incolto, c’è un modulo della Protezione Civile abbandonato dietro il campo sportivo, le sterpaglie in via della Radiosa stanno per coprire il cartello con il nome della strada e a Valle Petrucola tra segnaletica e interventi mancati tutto è fermo.

“Venghino signori venghino” questo è il paese dove la raccolta differenziata non è stata estesa a tutto il territorio, dove mancano i parcheggi, dove il decoro urla vendetta, dove l’isola ecologica è desaparecida prima ancora di nascere, dove un l’unico benzinaio è stato smantellato e ne rimane un brutto e triste ricordo, dove del salotto d’Europa resta solo un pallido slogan.

Cronaca

Strage di Ardea: celebrati i funerali dei due fratellini di 10 e 5 anni

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È una piazza silenziosa e commossa quella che si è raccolta nel piazzale antistante la chiesa Santa Maria Regina Pacis di Ostia per dare l’ultimo saluto a Daniel e David Fusinato, i due fratellini di 10 e 5 anni uccisi nella strage di Ardea. In occasione della cerimonia, a cui hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi, sono state realizzate delle composizioni di palloncini bianchi e celesti, i colori della Lazio tanto amata dai fratellini.

All’uscita del feretro dalla chiesa i presenti hanno acceso dei fumogeni biancocelesti e liberato nel cielo i palloncini, seguiti poi da due colombe che sono volate via assieme.

“L’Ostiamare si è chiusa in lutto” ha raccontato commosso Luigi Lardone, presidente dell’Ostiamare Calcio, in cui Daniel faceva il portiere per la categoria Pulcini. “Abbiamo chiuso l’impianto e partecipiamo al dolore dei familiari. Parlare di calcio o di altro in questo momento non ha alcun senso, è una tragedia incredibile. Purtroppo per una serie sfortunatissime di coincidenze è capitata a noi”.

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Castelli Romani

Rifiuti di Roma ad Albano Laziale? Il territorio dice no!

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Assenti fisicamente causa impegni improrogabili, ma presenti con lo spirito i sindaci di Rocca di Papa e Pomezia, che si sono scusati ma hanno dichiarato la loro vicinanza. Non pervenuto il Sindaco di Nemi

ALBANO LAZIALE (RM) – Sei sindaci tra Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano e Lanuvio, il Presidente della Commissione Rifiuti Lazio (Marco Cacciatore), 18 tra comitati e associazioni territoriali e tanti cittadini si sono riuniti davanti i cancelli d’ingresso della discarica di Roncigliano per dire no, in modo chiaro e netto, al riavvio dell’impianto e sì alla revoca delle autorizzazioni che garantiscono il riavvio del sito. Le autorizzazioni rilasciate nel 2019 dall’Ufficio Rifiuti Lazio (allora guidato da Flaminia Tosini, arrestata il 16 marzo scorso per presunta corruzione ed ora sotto processo), alla società Pontina Ambiente (Gruppo Cerroni), tra l’altro per la riattivazione del solo TMB (il frullatore per rifiuti indifferenziati). Autorizzazioni rilasciate in barba ad una interdittiva antimafia della Prefettura di Roma del 2014 confermata in via definitiva dal Consiglio di Stato nel 2017 e per cui è in corso, da aprile scorso, una procedura di revoca in autotutela presso la Commissione Rifiuti Lazio.

“L’unica alternativa a discariche, inceneritori e Tmb si chiama Porta a porta, Riduzione e Riciclo dei rifiuti”. – Questa la risposta dell’intera comunità dei Castelli Romani, più Ardea e Pomezia, che ha respinto con forza al mittente, ossia al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, la proposta di riattivare l’immondezzaio di Albano Laziale – di proprietà del re dei rifiuti, Manlio Cerroni – paventata a più riprese nei giorni scorsi su vari quotidiani nazionali per ‘salvare Roma’ dall’ennesima crisi dei rifiuti.

Assenti fisicamente causa impegni improrogabili, ma presenti con lo spirito i sindaci di Rocca di Papa e Pomezia, che si sono scusati ma hanno dichiarato la loro vicinanza. Non pervenuto il Sindaco di Nemi.

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Roma

Roma, travestito da vigilante rapina tre banche: identificato e arrestato 47enne di Fiumicino

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur e quelli della Stazione Roma Villa Bonelli hanno dato un volto al rapinatore che, travestito da vigilante, in meno di un mese, aveva messo a segno tre colpi in banca tra i quartieri Magliana, Marconi e Testaccio.

I Carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione, quotidiana, in caserma presso la Stazione Carabinieri Roma Ostia Lido, emesso dal Tribunale di Roma – Ufficio Gip. Si tratta di un 47enne romano residente a Fiumicino.

Le indagini dei Carabinieri, dirette dal Pubblico Ministero del pool della Procura di Roma coordinato dal Procuratore Aggiunto, Dr.ssa Lucia Lotti, sono scattate dopo tre rapine a mano armata consumate, con lo stesso modus operandi, in data 30 Aprile in una banca in via Oderisi da Gubbio, in data 6 Maggio in una banca in via della Magliana e in data 18 Maggio in una di via Mastro Giorgio.

Il rapinatore, entrato negli istituti con equipaggiamento da vigilante – tuta operativa, giubbotto multitasche, tesserino e placca “fake” – pistola in pugno, si era fatto consegnare il denaro contante custodito presso gli sportelli in quel momento, per un totale, di circa 10.000 euro.

I Carabinieri sono riusciti a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del 47enne grazie ad una scrupolosa analisi delle immagini della videosorveglianza delle banche e delle vie di fuga. Individuato anche il “covo” del malvivente, una camera di albergo a Fiumicino, dove è scattato il blitz che ha portato all’arresto del 47enne e al sequestro della pistola, una scacciacani priva di tappo rosso, simulante una pistola Beretta 92, unitamente al “kit da vigilante”, utilizzati per consumare le rapine.

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