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Roma

NEMI FONTANELLA INQUINATA, ASSOTUTELA: “TORNA L’ACQUA. DOV’E’ L’ORDINANZA DEL SINDACO CHE RIPRISTINA IL FLUSSO IDRICO?”

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Fino a questo momento, non c’è alcuna informazione ne vicino la fontana (nessun cartello, avviso, nulla) e neppure sul sito istituzionale del Comune.

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Maritato: “Provvederemo a far analizzare l’acqua e se i risultati dovessero comprovare la non conformità dell’acqua, provvederò sporgere denuncia contro il sindaco per la violazione dell’articolo 32 della Carta Costituzionale che garantisce la tutela della salute pubblica, nonché per omissione di atti d’ufficio”.

 

Redazione

Nemi (RM) – Ieri l’ennesimo articolo e la nota dell’associazione ASSOTUTELA in merito alla chiusura della fontana in piazza De Sanctis a Nemi a causa dell’inquinamento batterico e oggi – 14 agosto 2013 –  l’acqua scorre di nuovo.

Il fato ha voluto che il ripristino sia avvenuto in tempi record. Il grosso problema è che la collettività non ha informazioni circa la qualità dell’acqua che in questo momento viene erogata.

Questo in quanto nell’Albo Pretorio del Comune di Nemi a partire dall’8 agosto (giorno in cui è stata emessa l’ordinanza che intima all’Acea di chiudere la fontana perché l’acqua non è conforme) fino ad oggi non esiste nessuna ordinanza di revoca della precedente.

[ CLICCARE QUI PER VISIONARE L'ALBO PRETORIO DEL COMUNE DI NEMI DAL GIORNO 8 AGOSTO AD OGGI 14 AGOSTO 2013 ] 

Dunque, se fosse stata l’Acea a riaprire l’acqua, avrebbe contravvenuto a quanto ordinato dal vicesindaco Edy Palazzi. Fino a questo momento, non c’è alcuna informazione ne vicino la fontana (nessun cartello, avviso, nulla) e neppure sul sito istituzionale del Comune.

Adesso l’acqua si può bere tranquillamente? Chi ha riaperto la fontanella?

Si noti bene che l’Acea ha comunicato che avrebbe apportato quanto prima una “modifica strutturale del cannello di uscita”. L’acqua è tornata a scorrere ma, almeno ad occhio nudo, non si nota alcuna modifica del cannello di erogazione.

Chi ha riaperto la fontana? Perché l’ordinanza non è stata ancora revocata?

Viene erogata acqua potabile o con inquinamento batterico? Qual è l’Ente che ha voluto avvisare la collettività dell’avvenuto ripristino? 

 “Ancora la tutela della salute pubblica sembra essere messa in secondo piano – dichiara il presidente di Assotutela Michel Emi MaritatoProvvederemo a far analizzare l’acqua e se i risultati dovessero comprovare la non conformità dell’acqua, provvederò sporgere denuncia contro il sindaco per la violazione dell’articolo 32 della Carta Costituzionale che garantisce la tutela della salute pubblica, nonché per omissione di atti d’ufficio”.

Il Comune di Cori di recente così come gli altri Comuni dell’hinterland ha subito revocato la precedente ordinanza e ripristinato il servizio. [ Art. del 12/08/2013 CORI: A GIULIANELLO L'ACQUA TORNA POTABILE, GESTITA L'EMERGENZA IN SOLI SETTE GIORNI ]

Intanto, è stata inoltrata urgentemente all’Acea la seguente domanda: La fontana in piazza Pietro De Sanctis  a Nemi è di nuovo aperta. Oggi. Come mai? E' stato detto che era inquinata e solo sei giorni fa e il Comune ha ordinato ad Acea la chiusura.  E' Acea che ha ripristinato l'erogazione?

L’Acea ha prontamente risposto, dicendo che “non esiste alcun timore sulla potabilità dell’acqua i cui parametri erano già regolari allora, quando la fontanella fu chiusa. Probabilmente se il Comune ha deciso di riattivare la fontana è perché i parametri, solo al rubinetto di uscita, perché è di questo che parliamo, sono tornati regolari nei valori, e gli interventi sono già stati eseguiti”. 

“Ci chiediamo – conclude Maritato – Ma stiamo giocando con l’acqua? L’Acea dichiara che i parametri dell’acqua erano regolari già quando la fontanella è stata chiusa. MA ALLORA, SE ERA TUTTO A POSTO PERCHE’ E’ STATA CHIUSA? Acea dice anche “….se il Comune ha deciso di riattivare la fontana”. MA NON E’ L’ACEA CHE CHIUDE E APRE LA FONTANA? E SE NON E’ L’ACEA, PERCHE’ IL COMUNE HA INTIMATO CON UNA ORDINANZA ALL’ACEA LA CHIUSURA DELLA STESSA FONTANA? Siamo veramente di fronte ad una gestione improvvisata. Le ordinanze di questo genere, quando l’emergenza rientra, vanno revocate e la revoca pubblicata sull’albo pretorio”. 

LEGGI ANCHE:

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 09/08/2013 NEMI, ACQUA IN PIAZZA DE SANCTIS: IL COMUNE ORDINA ADESSO LA CHIUSURA DELLA FONTANELLA… MA SAPEVA CHE L'ACQUA NON ERA CONFORME GIA' DAL 1 LUGLIO

 

Roma

Roma, biblioteca Longhena. Picone (Lega): “Le bugie grilline hanno le gambe corte al Municipio XII”

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La Biblioteca di via Longhena, uno dei pochissimi presidi culturali del quadrante Pisana è chiuso da inizio 2020 e a nulla sono valse fino ad oggi le proteste dei cittadini sostenute in Commissione Trasparenza da tutta l’opposizione.

“Da un lato il M5S e l’Assessore competente al Municipio XII si sono lavati completamente le mani – dichiara in una nota Giovanni Picone, capogruppo della LEGA al Municipio XII – e sembrerebbe che non abbiano avuto nemmeno la decenza di inoltrare una nota ufficiale per sollecitare una problematica particolarmente sentita dai cittadini residenti. L’Assessore alla Cultura in particolare ha sempre scaricato le responsabilità sulle scelte di Biblioteche di Roma, la quale lamenta da tempo la mancanza di personale per consentire l’apertura della struttura a regime. Ebbene – prosegue Picone – oggi scopriamo che quella mancanza di personale è figlia anche di funzionari assunti con il bando di Biblioteche che però hanno trovato posto nell’organico delle strutture municipali tra cui proprio al Municipio XII. E’ stato infatti il Dipartimento Risorse Umane, col bene placido dell’Assessore al Personale, a provvedere a distribuire i Funzionari Bibliotecari ai Municipi anziché all’Istituzione Sistema Biblioteche. Tra questi anche il Municipio XII ha provveduto direttamente a sottrarre professionalità e competenze ad una Istituzione in difficoltà, contribuendo quindi alla prolungata chiusura della Biblioteca di via Longhena. Le bugie grilline hanno le gambe corte al Municipio XII.”

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Metropoli

Reddito di cittadinanza e progetti utili alla collettività: dopo Bracciano parte anche Anguillara Sabazia

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Progetti utili alla collettività che vedono coinvolte persone beneficiarie del reddito di cittadinanza. Al via, anche ad Anguillara Sabazia, i primi progetti che a partire da ieri vedono impiegate 26 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Una iniziativa, che nel territorio sabatino è stata inaugurata dal Comune di Bracciano

Lo scorso mese di febbraio 2021 il Sindaco Armando Tondinelli ha individuato gli ambiti dove poter impiegare i percettori del reddito: guardiania presso i palazzi comunali, guardiania apertura e chiusura dei giardini comunali, monitoraggio e ausilio nell’attraversamento dei bambini fuori dalle scuole.

Tra i progetti attivati ad Anguillara Sabazia “Io Centro”

Il progetto ha una durata complessiva di 12 mesi e vedrà 12 beneficiari distribuire dei questionari agli abitanti e commercianti del centro storico per rilevare criticità e suggerimenti al decoro urbano, fornire informazioni ai turisti, verificare l’abbandono di rifiuti e farne segnalazione all’ufficio competente, così per i graffiti sui muri e gli atti di vandalismo.

Iniziato anche il progetto “Balneazione informata”

Questo progetto vede impiegate 14 persone per una durata di 4 mesi. I beneficiari, a turno, saranno impiegati a fornire informazioni ai turisti sulle spiagge e le corrette modalità di balneazione. Dovranno sensibilizzare la cittadinanza sulla prevenzione di comportamenti dannosi per la salute e per l’ambiente, monitorare il rispetto della flora e della fauna presente e verificare l’abbandono di rifiuti.

Il sindaco di Anguillara Sabazia Angelo Pizzigallo si dice soddisfatto: “Ringrazio per l’impegno l’assessorato ai servizi sociali e il vicesindaco – dice – l’attivazione di questi progetti utili è stata fortemente voluta da questa amministrazione in quanto momento di “restituzione” alla collettività di quanto percepito dai cittadini beneficiari delle misure di sostegno al reddito, nonché, occasione di formazione e inclusione”.

Ieri c’è stato un breve saluto  ai giardini del Torrione di fronte il palazzo Baronale, rivolto al primo gruppo di beneficiari del reddito che svolgeranno nei prossimi mesi la loro attività a favore della comunità: “Ricordiamo – hanno detto – che il reddito di cittadinanza è una misura finalizzata al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale, previa valutazione che identifica i bisogni del nucleo familiare e definizione del Patto per l’inclusione sociale con i relativi sostegni previsti. Oltre che un obbligo, questi lavori rappresentano un’occasione di inclusione e crescita sia per i beneficiari che per la collettività. I progetti ideati sono individuati a partire dai bisogni, dalle esigenze della comunità: le attività progettuali vanno intese come occasioni di arricchimento per il nostro territorio. Così facendo si dovrebbero ottenere ricadute positive”.

Sono così partiti i primi lavori: “Più precisamente – dice l’assessore ai Servizi Sociali e vicesindaco Paola Fiorucci – i primi Progetti Utili alla Collettività (Puc) di cui è responsabile la dirigente Eleonora Pierdomenico che sono svolti da ventisei percettori del reddito di cittadinanza (Rdc) per cui è referente l’assistente sociale Nicoletta Gallo, finanziato dal Pon Inclusione, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, attraverso il Distretto Socio Sanitario 4.3”.

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Economia e Finanza

Olio di Roma, via libera della Commissione Europea alla denominazione Igp

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Il via libera alla prima denominazione “Olio di Roma” rafforza il primato mondiale del Made in Italy nella produzione di extravergine di qualità grazie al maggior numero di denominazioni riconosciute in Europa (43 Dop e 4 Igp) e il più vasto tesoro di biodiversità del mondo con l’Italia che può contare su 533 varietà di olive contro le appena 70 degli spagnoli che hanno una produzione di massa quasi sei volte superiore. E’ quanto annuncia la Coldiretti in riferimento all’approvazione da parte della Commissione Europea dell’inserimento dell’olio “degli antichi romani” nell’elenco comunitario delle Igp (Indicazione di origine protetta). 

“Un riconoscimento fortemente voluto da Coldiretti il quale va ad associare un nome evocativo come quello di Roma, che rappresenta un autentico patrimonio in termini di notorietà e di big data, a un prodotto di grande qualità che ha tutte le carte in regole per diventare l’ambasciatore del nostro territorio nel mondo” sottolinea David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente della Coldiretti Lazio.  

La denominazione Olio di Roma Igp – sottolinea Coldiretti – riguarderà 316 comuni del Lazio: 107 nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, 27 in provincia di Latina, 35 in provincia di Rieti, 60 in provincia di Viterbo, 87 in provincia di Frosinone per una produzione totale di circa 75.000 tonnellate di olive e 10.550 tonnellate di olio ogni anno, per un valore economico complessivo di quasi 52 milioni di euro

Un patrimonio che rinforza le fila di un esercito nazionale di 250 milioni di piante che da nord a sud della Penisola garantiscono agli italiani, con 400mila aziende agricole specializzate che garantiscono una produzione che raggiunge i 255 milioni di chili nell’anno dell’emergenza Covid. Un quantitativo rilevante ma del tutto insufficiente che va sostenuto con un piano di potenziamento produttivo nell’ambito del nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal Governo di Mario Draghi.

Anche perché il 2020 è stato un anno molto sfavorevole per la produzione di olio d’oliva, crollata del 14,5% – sottolinea Coldiretti – con una flessione particolarmente forte nelle regioni del Sud, dalle quali dipende gran parte della produzione nazionale. In particolare, i volumi – continua Coldiretti – hanno subìto un drastico ridimensionamento in Puglia (-31,7%), Campania (-22,6%) e Calabria (-21,6%), solo in parte compensato dalla ripresa in alcune regioni del Centro (Toscana +28,6%, Umbria +14,7%, Marche +3,6%) e del Nord (Emilia-Romagna +20%, Veneto +19%, Liguria +3,8%).

Uno scenario produttivo nel quale 9 famiglie su 10 in Italia consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni – sottolinea Coldiretti – con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative grazie alla fondazione della prima Scuola nazionale dell’olio extravergine d’oliva Evoo School Italia, promossa da Unaprol, Coldiretti e Campagna Amica. L’Italia è il primo consumatore mondiale di olio di oliva con una media negli ultimi 5 anni di 504 milioni di chili, seguita dalla Spagna con 483 milioni di chili e dagli Stati Uniti con ben 320 milioni di chili. A sostenere la domanda mondiale sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione.

In un momento storico in cui i consumi delle famiglie italiane di olio d’oliva sono in crescita del +9,5% spiega Coldiretti secondo l’’Osservatorio Immagino sull’onda del successo della Dieta Mediterranea proclamata patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco, con più di 8 italiani su 10 (82%) che cercano sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio, il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove  è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

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