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Roma

NEMI: IL CIMITERO NON E' UNA DISCARICA

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Domenica 19 gennaio 2014, proprio di fronte l’ingresso principale ancora rifiuti: lavandino, sedie, sdraio, buste di plastica, stracci, immondizia varia.

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di Angelo Parca

Nemi (RM) – Era il 28 ottobre del 2012 quando noi de L’osservatore d’Italia denunciavamo uno stato di degrado al cimitero. Più esattamente, abbiamo detto che il cimitero era chiuso quando invece doveva essere aperto. Per questa notizia di cronaca siamo stati anche denunciati da Alberto Bertucci, Edy Palazzi e Pietro Pazienza i quali non sono riusciti nel loro intento: infatti la denuncia è stata archiviata in quanto i fatti esposti erano circostanziati e documentati.

La denuncia non ci ha intimoriti e siamo tornati a parlare dello stato di degrado del cimitero. venerdì 8 marzo 2013, delle capre sono entrate indisturbate all’interno del Camposanto per fare razzia di vegetazione, lasciando bisogni ovunque. Il 27 marzo 2013 raccontavamo uno scenario d’immondizia e rifiuti ingombranti proprio nei pressi dell’ingresso principale del cimitero: sanitari, materiale ondulato, buste di plastica e rifiuti vari.

Siamo passati più volte: 4 settembre 2012, 29 gennaio 2013, 27 marzo 2013.

Domenica 19 gennaio 2014, proprio di fronte l’ingresso principale ancora rifiuti: lavandino, sedie, sdraio, buste di plastica, stracci, immondizia varia.

Ma chi deve vigilare affinché gli incivili non gettino i rifiuti di fronte al camposanto? Un luogo che merita il massimo rispetto perché li vi sono sepolti i defunti. Non è certo una discarica. Ogni volta che ci siamo recati al cimitero, caso e fato hanno voluto, che non ci fosse alcun guardiano in loco.
Questo è un fatto abbastanza grave in quanto chi frequenta il cimitero per andare a trovare i propri cari vorrebbe recarvisi in sicurezza e trovare quel giusto e dignitoso decoro che merita un luogo del genere.

Se c’è un guardiano, come pensiamo ci sia, perché non avverte le autorità affinché pongano rimedio a questo fenomeno? Basterebbero rigide sanzioni e controlli più assidui per un medio lungo periodo a far scappare gli sporcaccioni dal cimitero.

Leggevamo su un giornale locale di quattro pagine (foglio formato A3 piegato in due con uscita bimestrale) delle dichiarazioni del vicesindaco Edy Palazzi, sì Palazzi, la signora che ha denunciato Chiara Rai per l’articolo sul cimitero chiuso. Bene, l’assessore Edy scrive che “diventare amministratori di un Comune significa tenere presente prima di tutto il bene della città e dei cittadini”. Non volendo entrare nel merito della costruzione sintattica della frase, ci chiediamo: dopo gli episodi della scuola con gli studenti al freddo e con gli escrementi dei topi e dei gatti nel plesso, dopo la befana che arriva senza calze, dopo il criticabile impiego dei soldi pubblici per finalità più che opinabili, è retorica o c’è di più dietro al “bene dei cittadini?”.

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 28/10/2012 NEMI, SETTIMANA PRIMA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI: CIMITERO CHIUSO

Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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Cronaca

Roma, via Marsala: clochard aggrediscono il titolare di una bancarella

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La scorsa notte, tre cittadini tunisini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro – coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Parioli – con l’accusa di rapina in concorso.

Il gruppo, camminando lungo via Marsala, ha pensato bene di avventarsi su una bancarella di generi alimentari, in quel momento chiusa, posizionata all’angolo con via Marghera, aggredendo e minacciando il titolare – un cittadino del Bangladesh di 42 anni – a cui hanno portato via cibo e bottiglie di birra.

Dopo essersi allontanati, non contenti, sono tornati sui loro passi, ed hanno nuovamente colpito il 42enne del Bangladesh, facendolo cadere a terra, questa volta per portargli via il denaro in suo possesso, circa 200 euro.

Una pattuglia di Carabinieri in transito in quell’istante ha sentito le urla della vittima e visto i tre malviventi darsela a gambe levate col bottino.

Grazie al coordinamento della Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ricevuta la nota dell’episodio ha fatto convergere nella zona anche una pattuglia della Compagnia Roma Parioli, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare i fuggitivi e ad arrestarli.

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, che fortunatamente non ha subito lesioni, mentre i tre rapinatori sono stati ammanettati e portati in caserma in attesa del rito direttissimo.

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