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Il diritto di cronaca non si ferma davanti ai cancelli della residenza di un primo cittadino, specialmente quando l’attività giornalistica punta il faro su presunte irregolarità amministrative ed edilizie.
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Lo ha messo nero su bianco il Giudice del Tribunale di Velletri, Marco Valecchi, respingendo con un’ordinanza depositata il 24 dicembre 2025 il ricorso d’urgenza presentato da Alberto Bertucci, sindaco di Nemi.
Il primo cittadino, assistito dall’avvocato Riccardo De Sanctis, aveva citato in giudizio la testata L’Osservatore d’Italia, difesa dall’avvocato Stefano Biaggi, chiedendo la rimozione immediata dell’articolo intitolato “scandalo a Nemi, il Sindaco Bertucci e sua moglie al centro di un esposto”. Secondo la tesi del ricorrente, la notizia pubblicata all’indirizzo https://www.osservatoreitalia.eu/scandalo-a-nemi-il-sindaco-bertucci-e-sua-moglie-al-centro-di-un-esposto/ conteneva fatti non veritieri e toni sensazionalistici volti a screditare la sua onorabilità in relazione a presunti interventi edilizi abusivi realizzati nella sua abitazione nel centro storico. Tuttavia, la decisione del Tribunale ha ribaltato le aspettative di Alberto Bertucci, sancendo la prevalenza dell’interesse pubblico all’informazione sulla tutela della reputazione del singolo amministratore.
Il Giudice Marco Valecchi ha motivato il rigetto spiegando che l’inchiesta giornalistica rientra pienamente nell’esercizio del diritto di critica e di cronaca, sottolineando come il giornalista avesse verificato la verosimiglianza delle notizie anche attraverso una documentazione fotografica delle opere. Nell’ordinanza si legge che l’operato della stampa riceve una tutela primaria quando riguarda condotte privatamente tenute da chi, come il sindaco di un comune, è titolare di una funzione pubblica che deve essere adempiuta con disciplina ed onore ai sensi dell’articolo 54 della Costituzione. Per il tribunale, dunque, non vi è stato alcun intento lesivo gratuito, ma una legittima elaborazione di notizie derivanti da un esposto presentato da un cittadino, configurando quel “giornalismo d’inchiesta” che deve informare la collettività su tematiche di rilievo pubblico.
Oltre alla sconfitta legale sul fronte civile, che ha visto Alberto Bertucci condannato al pagamento di oltre 3.200 euro di spese di lite, la vicenda ha assunto contorni ben più pesanti sul piano giudiziario penale. Quello che il sindaco tentava di oscurare definendolo come “notizie non veritiere” ha trovato un seguito investigativo culminato nel sequestro preventivo dell’immobile oggetto del contendere e dei conti correnti bancari. Il tentativo di “bavaglio” richiesto al giudice civile si è così trasformato in un boomerang mediatico e giudiziario. Mentre l’articolo dell’Osservatore d’Italia resta legittimamente online a disposizione dei lettori, per il sindaco di Nemi si avvicina l’ora della verità processuale: il prossimo 16 aprile, infatti, il giudice per l’udienza preliminare dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio, trasformando quello che era nato come un esposto giornalistico in un processo vero e proprio.