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Nemi, inaugurazione del monumento ai Parà: Caio Giulio Cesare scrive al giornale

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NEMI (RM) – Sarà inaugurato a Nemi, il prossimo 18 ottobre 2020 alle ore 11.30, la Stele di Benvenuto e monumento ai paracadutisti di via Nemorense 14), alle porte del paese.

Un’opera che ha suscitato non poche polemiche da parte dell’ANPI locale che ha espresso “forte preoccupazione anche perché Nemi è conosciuta anche come città dell’amore e la sua comunità cittadina è quanto di più lontano possa esserci da una cultura di guerra. Oltre a ciò riteniamo che la stele in questione sia assolutamente fuori contesto storico-paesaggistico, in quanto Nemi non ha mai avuto alcun legame storico e territoriale con tali realtà. Un’opera che il Sindaco ha invece definito come “opera degna di Michelangelo”.

Un lettore del nostro giornale che si firma C. Giulio Cesare è voluto intervenire sulla questione con una nota che pubblichiamo di seguito:

“Visto l’imperversare di polemiche, non posso esimermi dall’esprimere alcune considerazioni sulla realizzazione del monumento alla sempiterna gloria dei “parà”, finanziato dal “Nucleo Paracadutisti Colline Romane” (affiliato ANPdI) ed eretto per volere dell’Amministrazione Comunale di Nemi lungo via nemorense, in una aiuola (che il sindaco stesso definisce “trascurata e incolta”) prospiciente la strada provinciale.
In primis, banalmente, mi chiedo perché l’aiuola sia “trascurata e incolta” e a chi spetti la sua manutenzione (o il controllo) se non all’amministrazione; in secundis vorrei anche sapere se la posizione del monumento rispetta la distanza dalla carreggiata imposta dalla normativa prevista fuori dai centri abitati (art. 16 cod. str.), ma su questo almeno, voglio sperare, qualcuno più competente di me in materia, si sarà premurato di verificare, per la sicurezza di noi tutti.
Più in generale, invece, vorrei esprimere un mio parere su questo monolite quadrifronte, le cui eterogenee raffigurazioni in bassorilievo, paiono piuttosto ridondanti nei motivi presentati e povere nei temi di ispirazione. Personalmente lo trovo estremamente mediocre, didascalico nei contenuti (con una certa tendenza all’horror vacui), poco gradevole (eufemismo!) nella forma e nelle proporzioni. Trovo altresì che esso scimmiotti ridicolmente (se non altro per le dimensioni) talune forme architettoniche e motivi tanto cari ai nostalgici regime che fu. Bisogna dire, tuttavia, che tipologicamente il manufatto ha una sua originalità, nel senso che non è definibile come stele, e non è neppure una base o un’ara, non somiglia ad altro se non ad una sorta di tozzo obelisco “nano” o per gran parte interrato (un qualcosa che dà lo stesso effetto sconcertante della visione della statua della libertà ne “Il pianeta delle scimmie”) al cui apice non sappiamo ancora quale sorpresa riservi.
A parte le battute, questo è il mio giudizio personale ed è insindacabile così come lo è quello del primo cittadino di Nemi che invece trova il monumento magnifico, paragonando l’esecutore dell’opera a “una sorta di Michelangelo della nostra epoca” (De gustibus…)
Non mi soffermo sui motivi decorativi e simbologie guerresche, già segnalati da altri (come la locale sezione dell’ANPI), né voglio in alcun modo oltraggiare l’associazione che se ne è fatta promotrice, benché siano note, anche dalle cronache, vicende non sempre limpide (su tutte il caso di Emanuele Scieri, ma non solo) legati a questa brigata militare che non passa certo per avere posizioni moderate. Tuttavia, senza polemizzare, mi sfugge quale sia il legame tra questo corpo militare e la città di Nemi e quale sia l’esigenza di questa autorappresentazione del tutto priva di aderenza con il contesto storico locale, poiché questo non è, come qualcuno ha asserito (vd. l’articolo “vagamente fazioso” de Il Giornale), un monumento ai caduti di tutte le guerre (che certamente meritano il dovuto rispetto) è qualcosa di diverso, ma decisamente incomprensibile tanto nel concetto, quanto nell’esito.
Mi pare, inoltre, che dal punto di vista paesaggistico, l’impatto dell’opera sia notevole e poteva essere molto attenuato se solo si fosse optato per un materiale locale (peperino) piuttosto che per una pietra calcarea (marmo?) che stride palesemente con le “pentime” tufacee circumlacuali, ma tale sensibilità non è da tutti.
Insomma verrebbe da bollare l’iniziativa come priva di qualsiasi utilità e assolutamente non in armonia né col paesaggio che, suo malgrado, l’accoglie, né con la sensibilità di una consistente componente della cittadinanza, che ha avviato una raccolta firme per chiederne (inutilmente) la rimozione.
Ora il sindaco, come sua abitudine, dirà che queste sono inutili maldicenze di una minoranza malevola e oppositrice (“di un gruppetto di persone”) e tutto come sempre finirà nel folklore locale dell’eterna diatriba alla don Camillo e Peppone. Mi sta bene! Però mi sento di consigliare il sindaco a non lanciarsi in improbabili comunicati nei quali accosta la folgore “nemese” alla “XII legione partica di Gaio Giulio Cesare” se non altro perché la legione in questione sarebbe, semmai, la XII fulminata, che non era “partica” (quella è la II legio Parthica di Settimio Severo, della vicina Albano); e infine, a parte i cavilli storici, non credo che simili aulici riferimenti ai “nostri” trascorsi imperialistici (tanto cari, guarda caso, al regime fascista) siano in linea con i principi di un popolo in pace che nella propria costituzione, ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11), né credo che vantare simili ascendenze possa in nessun modo dare credito a questa ennesima e sconclusionata iniziativa autoreferenziale, di cui non si avvertiva alcuna necessità.
C. Giulio Cesare”.

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Rocca di Papa: sfiduciata la sindaca Veronica Cimino

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I consiglieri di maggioranza e opposizione hanno fatto cadere la sindaca Veronica Cimino. Le dimissioni di massa arrivano a pochi giorni da un blitz per dismettere le antenne abusive a Rocca di Papa. Ecco cosa scrive Andrea Croce sul suo profilo Facebook: «Abbiamo appena protocollato al Comune le dimissioni da Consiglieri comunali. Siamo in totale 10, 6 di minoranza e 4 di maggioranza.Il Consiglio comunale sarà sciolto e Veronica Cimino non sarà più la nostra sindaca.Una sindaca che il sottoscritto non ha mai sostenuto, nemmeno al ballottaggio. E lo rivendico con orgoglio!Finalmente si mette fine ad una delle esperienze amministrative più tristi e brutte degli ultimi decenni che lascia Rocca di Papa nell’insicurezza e nel degrado.Siamo felici che alcuni Consiglieri di maggioranza siano alla fine venuti sulle stesse posizioni del Partito Democratico che, con la mia attività di capogruppo, quella della Consigliera Gloria Silvestrini, insieme al rinnovato Direttivo, non ha mai smesso di criticare e picconare Cimino, chiedendo di cambiare rotta o di dimettersi.Non appena sarà nominato il Commissario prefettizio, prenderò subito un appuntamento per chiedergli di non trascurare alcune importanti situazioni che Cimino ha tralasciato e che invece vanno urgentemente risolte.Poi sarà tempo di guardare avanti: dovremo dare a Rocca di Papa un’amministrazione capace, umile, laboriosa, unita. Noi ci saremo e faremo di tutto per dare a Rocca di Papa tutto il nostro meglio».

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Nemi, cittadini senza acqua da 24 ore: grave guasto alla pompa di via dei Corsi

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NEMI (RM) – Niente acqua per i residenti della parte alta di Nemi a causa di un guasto alla pompa di sollevamento di via dei Corsi. “La mancanza di acqua iniziata nel tardo pomeriggio di ieri – ha riferito un cittadino – in questi quartieri si verifica da anni quasi sempre nel periodo natalizio e in quello estivo”.

Immediato il tam tam tra i vari abitanti che hanno iniziato a telefonare al numero verde del gestore Acea. E dopo numerose chiamate e una Pec inviata ad Acea e per conoscenza all’ufficio Tecnico del Comune di Nemi nel pomeriggio di oggi, dopo quasi 24 ore dal guasto, è arrivato il messaggio del sindaco che ha fatto sapere che Acea sta sostituendo la pompa del pozzo a causa di un grave guasto causato dal maltempo e che il ripristino del regolare flusso è previsto per la serata di domani. Il primo cittadino ha fatto sapere anche che sono state posizionate delle autobotti in via Parco dei Lecci incrocio con via dei Corsi e in via Nemorense nei parcheggi del ristorante “Il Faro”.

Alcuni residenti fanno però sapere che delle autobotti non c’e’ traccia.

E c’è chi ha immortalato con una foto, scattata nel tardo pomeriggio di oggi, via Parco dei Lecci angolo con via dei Corsi dove di autobotti non c’è traccia.

Alle 21 circa un residente ha confermato la presenza dell’autobotte che nel frattempo è arrivata posizionandosi in via Parco dei Lecci angolo via dei Corsi.

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Maltempo Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina: allagamenti, alberi caduti e persone intrappolate in casa

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Nella notte tra il 21 e 22 novembre sono stati effettuati circa 80 interventi dalle squadre VVF a causa del maltempo. Le zone più colpite sono quelle dei Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina , dove si è intervenuti per richieste legate a tipologie di interventi quali alberi e/o rami pericolanti ,insegne pericolanti, allagamenti e danni d’acqua in generale .

Si sta operando presso via del Passo della Sentinella, a Fiumicino (Idroscalo), dove il personale del Nucleo Sommozzatori con ulteriori 4 squadre in supporto ed il mezzo anfibio,stanno provvedendo al recupero di alcune persone rimaste intrappolate nelle loro abitazione a seguito di allagamenti.Seguiranno aggiornamenti.

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