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Roma

Nemi, isola ecologica in via della Radiosa: Acea dice no

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Spesi 5.164,26 euro di soldi pubblici per nulla. Continua la gestione abusiva dei rifiuti vicino il pozzo d'acqua potabile

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di Ivan Galea


NEMI (RM) – L'Acea  dice NO alla realizzazione dell"isola ecologica di Nemi in via della Radiosa vicino al pozzo che serve acqua potabile alla cittadinanza. Questa la decisione presa nell'ultima conferenza dei servizi che interessa questo difficile iter di realizzazione di un'isola ecologica (attività di gestione rifiuti) proprio a 60 metri da un pozzo che fornisce acqua a tutta la cittadinanza con il rischio altissimo di contaminazione della falda acquifera.  Il progetto preliminare redatto dal Comune di Nemi non soddisfa Acea per numerosi motivi. Intanto è da premettere che Acea ha sollecitato più volte l’amministrazione Comunale a togliere i cassonetti dei rifiuti da via della Radiosa proprio perché la loro ubicazione non è idonea.

Il gestore del servizio idrico ha dato quindi parere sfavorevole alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa
in conferenza dei servizi nonostante il Comune di Nemi avesse specificato che “l’isola ecologica sarà semplicemente un centro rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto per legge, e non ci sarà nessuna gestione del rifiuto”. E proprio su questo punto invece Acea è stata inequivocabile e perentoria perché, leggi alla mano, ha evidenziato che l’art. 183 comma 1 lettera N del D lgs 152/2006 con il termine “gestione” deve intendersi “prelievo dei rifiuti compresa la cernita preliminare alla raccolta, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta, ai fini di un loro trasporto nei centri di trattamento”.

In pratica l’Acea ha riportato ad litteram l’articolo di legge che L’Osservatore d’Italia non ha mai trascurato di citare negli tabella redatti fin dallo scorso mese di luglio 2016
e cioè che secondo l’art. 94 comma 4 del D. lgs 3 aprile 2006 n°152 la zona di rispetto è costituita dalla porzione di territorio circostante la zona di tutela assoluta da sottoporre a vincoli e destinazioni d’uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata. In particolare nella zona di rispetto è vietata la gestione dei rifiuti. Come abbiamo già scritto non ci sono interpretazioni di sorta o rimedi tali da circumnavigare la legge: la gestione rifiuti vicino a un pozzo (e ricordiamo che intercorrono 60 metri di distanza tra l’area immondizia e il pozzo di approvvigionamento idrico) non può esistere per legge.

Continua la gestione abusiva Ma l’abusiva gestione dei rifiuti in quell’area continua nonostante i solleciti del gestore idrico, la richiesta di chiarimenti inoltrata dal Garante Regionale del Servizio Idrico l'Avvocato Paola Perisi, nonostante le comunicazioni del Parco regionale dei Castelli Romani che invitavano il Comune di Nemi a bonificare il sito. Più volte la situazione di gestione illecita dei rifiuti nel sito a 60 metri dal pozzo d’acqua è stata denunciata dall’associazione Italia Nostra per voce del suo rappresentante locale Vairo Canterani che insiste su quella che secondo lui è l'unica maniera che ha il Comune di Nemi di gestire i rifiuti tutelando l’ambiente, ovvero di consorziarsi con altri Comuni.

Spesi 5.164,26 euro di soldi pubblici per nulla Canterani evidenzia anche una gestione leggera dei soldi pubblici che pesa, soprattutto di questi tempi, sulle tasche dei cittadini, ricordando il fatto che l'amministrazione comunale di Nemi, prima della sciagurata scelta del sito in via della Radiosa a ridosso di un pozzo d'acqua potabile, aveva identificato come luogo per realizzare l'isola ecologica un'area adiacente il cimitero comunale spendendo 2.675,46 euro per la relazione del geologo e 2.488,80 euro per quella dell'Agronomo, per un totale iva inclusa di 5.164,26 euro. Infatti il Comune a corredo del progetto della variante urbanistica per la realizzazione dell'isola ecologica vicino al cimitero comunale aveva conferito all'agronomo  Francesco Abatini l’incarico per la predisposizione di una analisi vegetazionale e al geologo Alessandro Bianchi l’incarico per la predisposizione di una relazione geologica.

 

"Chi sceglie questi siti? – dice Canterani – Ma non bisognava saperlo prima che non erano adatti prima di conferire incarichi a professionisti? Perché spendere inutilmente dei soldi pubblici?"

A Nemi resta quindi, per ora, il problema di una raccolta differenziata che non riesce a decollare e che assiste a delle scelte che fino ad oggi si sono rivelate in netto contrasto con i vincoli che sussistono sul territorio.

 

E fatto ancora più grave è il proseguire di un'attività di gestione rifiuti in via della Radiosa che appare del tutto illegale in quanto effettuata in un'area situata vicino al pozzo di acqua potabile a dispetto di tutte le leggi che vietano una simile attività in presenza di un pozzo d'acqua potabile che serve la popolazione, a dispetto dei vari richiami fatti al Comune da parte degli Enti sovracomunali preposti e a dispetto della prevenzione della salute pubblica. 

L'INCHIESTA DE L'OSSERVATORE D'ITALIA – tabella PRECEDENTI:

06/10/2016 Nemi, rifiuti e acqua potabile: interviene il Garante del Servizio Idrico Integrato
03/10/2016 Nemi, gestione rifiuti vicino al pozzo dell'acqua: il Parco si è mosso ma non è il solo
29/09/2016 "Cose mai viste": a Nemi c'è un centro immondizia nel cuore del Parco
25/09/2016 Nemi, pozzo e rifiuti: via 4 cassonetti
02/09/2016 Nemi: se non è gestione dei rifiuti, cos'è?
06/08/2016 Nemi: chiudete quella discarica!
30/07/2016 Nemi, acqua potabile, discarica e Isola Ecologica: Osmari puntualizza
23/07/2016 Nemi, isola ecologica: Partecipazione Democratica "dondola" in Consiglio comunale
14/07/2016 NEMI, ECOCENTRO 'I CORSI': "UN PROGETTO IRREALIZZABILE"

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

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Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

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ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

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Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

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ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

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