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Nemi, mancata convocazione del Consiglio comunale. Cortuso e Corrieri avvertono: “Ci rivolgeremo alle autorità competenti”

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NEMI (RM) – Non è stato ancora convocato il Consiglio comunale di Nemi dove discutere le due mozioni presentate dal gruppo consiliare di ‘Ricomincio da Nemi’ gli scorsi 8 e 18 gennaio. E i due consiglieri di opposizione – Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri – minacciano ora di segnalare alle autorità competenti la mancata convocazione della massima assise che doveva essereattuata entro 20 giorni come previsto dall’articolo 9 comma 2 del Regolamento del Consiglio comunale di Nemi, che come hanno evidenziato Corrieri e Cortuso, impone che lo stesso deve aver luogo entro 20 giorni dalla presentazione delle mozioni, quando la richiesta è sottoscritta da almeno un quinto dei consiglieri.

Un ultimatum, dunque, quello dei Consiglieri di “Ricomincio da Nemi” per richiedere l’immediata convocazione del Consiglio comunale

“L’ennesimo episodio di scarsa attenzione alla vita democratica – hanno commentato Cortuso e Corrieri – sia l’occasione per avviare una approfondita riflessione che si traduca in comportamenti adeguati alla dignità delle istituzioni che siamo stati chiamati a rappresentare”.

La prima mozione del 7 gennaio 2019

E’ relativa a “chiedere al Ministro dell’Interno ed al Governo di sospendere, in via transitoria fino alla conclusione dell’iter parlamentare, gli effetti dell’applicazione del Decreto Legge 113/2018 e di aprire un confronto istituzionale con Nemi e le Città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori e di approntare tutti gli atti necessari a mitigarne gli effetti in termini di diritti sia per i cittadini che per le persone accolte”.
Questa prima mozione intende rilevare che “il provvedimento favorirà le grandi concentrazioni di persone nei grandi Centri di Accoglienza Straordinaria, nelle quali sono state registrate delle criticità in questi anni, puntando invece a smantellare quella parte finalizzata a dare risposte ordinarie, strutturate, puntuali e non emergenziali, come
i centri SPRAR gestiti dalle amministrazioni pubbliche con percorsi di integrazione reale ed efficace in piccole accoglienze, rifugio diffuso o anche in famiglia. I mancati percorsi di integrazione, anche nelle città più piccole come quella di Nemi, porteranno ad aumentare ulteriormente presenze di persone in condizione di estremo disagio, potenzialmente coinvolgibili in attività illecite; Si rischia l’aumento delle persone presenti nei Centri di permanenza per rimpatri: le difficoltà di mettere in atto rimpatri, viste anche le scarse risorse stanziate per i rimpatri volontari e l’assenza di ulteriori accordi con i paesi di origine, al termine dei 180 giorni,
potranno aumentare la presenza di stranieri irregolari favorendo marginalità estreme, occupazioni e illegalità”.

La seconda mozione, del 18 gennaio 2019

Chiede invece: “L’impegno del Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale a farsi carico del mantenimento della memoria storica, con iniziative culturali in collaborazione con le scuole e nei luoghi di aggregazione; a portare il problema dei nuovi fascismi all’attenzione della popolazione ed in modo particolare dei soggetti più giovani e vulnerabili dalla mitologia neofascista; ad escludere qualunque tipo di presenza o manifestazione sul territorio comunale dell’organizzazione Casapound o altri soggetti che si ispirano al fascismo, anche specificando i casi suddetti nel regolamento comunale sulla concessione di spazi pubblici; a garantire il rispetto della legalità democratica, promuovendo direttamente azioni legali in ogni eventuale futuro caso di violazione delle suddette leggi o di violazione dei divieti espressi dal Comune (nel qual caso si configurerebbe il reato di manifestazione non-autorizzata); ad effettuare la modifica del regolamento comunale in materia di occupazione di suolo pubblico al fine di includere, al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori antifascisti espressi nella Costituzione italiana; ad istituire meccanismi di intervento che consentano di negare il rilascio dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico ad associazioni che, pur avendo sottoscritto la suddetta dichiarazione, presentino richiami all’ideologia fascista, alla sua simbologia, alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o sessuale, verificati a livello statutario, ove lo statuto è presente, o dell’attività pregressa o per accertata violazione delle leggi Scelba e Mancino; ad una più severa applicazione della legge n.645 del 1952 (legge Scelba) e della legge n.205 del 1993 (legge Mancino). Il Comune deve promuovere direttamente azioni legali in caso di violazione delle suddette
leggi sul territorio comunale”.

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Castel Gandolfo, nasce “El Perro Academy & Fitness”: sport e amici a 4 zampe per socializzare sulle rive del lago

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Un nuovo progetto dedicato agli amici a 4 zampe prende il via nella Città Vaticano II dove l’associazione sportiva Castel Gandolfo Outdoor, già sede degli allenamenti delle Unità Cinofile di Salvataggio in Acqua , ha presentato “El Perro Academy & Fitness” a Castel Gandolfo.

Si tratta di un Centro di Formazione Tecnica per le attività cinofile sportive ed operative, un progetto definito “ambizioso” dagli organizzatori che, sotto l’ègida degli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., e l’ausilio di formatori tecnici altamente qualificati, veterinari ed osteopati animali, mira ad ampliare la cultura cinofila in generale, dalle attività sportivo-ricreative svolte dai binomi, sino alla formazione ed agli allenamenti delle più specialistiche unità cinofile operative.


“L’intento – spiega Paola Romanelli – Responsabile del Settore Cinofilo dell’associazione – è quello di spingere una vasta platea, dai piccoli ai meno giovani, ad approfittare della presenza di un cane in famiglia per approcciarsi ad uno stile di vita che metta l’attività motoria in primo piano, attività accompagnata da momenti di relax nei gruppi de “gli amanti dei cani”, ma anche nozioni che possano formare proprietari responsabili per la gestione del proprio cane a 360°. Ringraziamo gli Enti preposti per aver sostenuto la nostra iniziativa autorizzando l’accesso dei cani in area demaniale ed in acqua, sarà nostra cura rispettare l’ambiente del nostro territorio. Avanti con lo sport dunque, ma anche via al recupero della socializzazione all’aria aperta che nell’ultimo anno molti di noi hanno perso; grande spazio anche a progetti ambiziosi che coinvolgeranno altre Associazioni no profit, le Scuole del territorio per lavori specifici con I.A.A. (Interventi Assistiti con gli Animali)”

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Nemi, gestione rifiuti vicino un pozzo di acqua: il Comitato scrive all’On. Valerio Novelli presidente della Commissione Ambiente

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Dopo l’interrogazione regionale presentata dal Presidente della Commissione Rifiuti On. Marco Cacciatore, il Comitato attende di essere convocato per essere ascoltato in Commissione Ambiente presieduta dall’Onorevole Valerio Novelli

NEMI (RM) – Il Comitato “I Corsi” – via della Radiosa, Nemi ha chiesto di essere ascoltato in audizione presso la Commissione Agricoltura e Ambiente del Consiglio Regionale del Lazio, presieduta dall’On. Valerio Novelli, per poter esporre e informare delle intenzioni dell’Amministrazione comunale di Nemi riguardo la realizzazione di un Centro comunale di raccolta rifiuti differenziati – isola ecologica in via della Radiosa nelle immediate vicinanze – circa 40 metri – di un pozzo di acqua potabile gestito da Acea che serve la popolazione di Nemi e all’occorrenza può servire anche altri comuni.

La richiesta di audizione è stata inviata lo scorso 7 maggio dove è stata riassunta la vicenda che appare in netto contrasto con quanto stabilito dalla Legge 152/2006 che vieta categoricamente, senza sorta di interpretazioni, la “gestione rifiuti” entro un’area di 200 metri – fascia di rispetto – dal pozzo di acqua.

“Il Comune di Nemi, – scrivono dal Comitato -dopo aver visto bocciato il suo precedente progetto da parte di ACEA ATO2, ha continuato a lavorare durante tutto il periodo tra il 2016 e oggi in ambito di Conferenza di Servizi, in chiaro contrasto con il d.lgs. 30 giugno 2016, n. 127 che stabilisce tempi certi per la chiusura delle Conferenze di Servizi” è evidente che cerca di “interpretare” l’Art. 94 della L. 152/2006 e ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del centro raccolta – isola ecologica.

Acea Ato 2 ha detto per due volte no ma il Comune insiste e si rivolge alla dirigente Flaminia Tosini arrestata con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.

Il Comitato ha chiesto e ricevuto da ACEA ATO2 alcuni documenti da cui si evince che su ulteriore sollecitazione del Comune di Nemi ACEA ATO2 ha fornito nel Luglio 2018 un ulteriore parere negativo. Il Comune di Nemi ha, a quel punto, fatto richiesta di ulteriore parere alla Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti e Bonifiche e questo, con prot. n. U0145826 del 22/02/2019 dopo aver asserito che “le attività che sono svolte all’interno del centro di raccolta non costituiscono alcun tipo di lavorazione, recupero, smaltimento sui rifiuti e pertanto potrebbero non costituire “centro di pericolo”, ha richiesto ad ACEA la redazione di uno studio sulla vulnerabilità della falda.

In data 15/3/2019 il comune di Nemi con Prot. 2950 alla luce del parere della Regione Lazio sollecitava nuovamente ACEA ATO2 a emettere un nuovo parere, invitando l’Ente Gestore delle acque a rivedere quello espresso in precedenza e di fornire lo studio di Vulnerabilità della falda come richiesto dalla Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti della Regione. In data 4/9/2020 ACEA ATO2 con lettera Prot. 0448288 al Comune di Nemi si limitava a trasmettere al Comune di Nemi lo studio richiesto ma non forniva alcun ulteriore parere”.

Un parere, quello della Regione Lazio, che porta la firma di Flaminia Tosini arrestata a marzo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.
Flaminia Tosini tenta in maniera più che opinabile e arrangiata una sorta di interpretazione della famosa legge 152/2006 art 94 facendo leva sui famosi casi di straordinarietà che prevedono la gestione di rifiuti in prossimità di un pozzo.

Peccato che non vi rientri assolutamente la fattispecie di via della Radiosa e non è possibile alcuna deroga di tale legge se non principalmente in caso di mareggiate (non c’è mare in quella strada ne ad esempio alghe che possano ostruire il pozzo a tal punto da prevedere la rimozione dei rifiuti e quindi una sorta di “gestione” finalizzata alla sola pulizia dello stesso).

Su questa vicenda che vede tanti cittadini battersi per cercare di far rispettare una Legge che non ammette nessun tipo di deroga – D.lg 152/2006 Art. 94 – dopo l’interrogazione regionale presentata dal Presidente della Commissione Rifiuti On. Marco Cacciatore, il Comitato attende di essere convocato per essere ascoltato in Commissione Ambiente presieduta dall’Onorevole Valerio Novelli.

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Castel Gandolfo: il lago è balneabile. Al via la stagione con tuffi sicuri

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Lago di nuovo balneabile a Castel Gandolfo dove l’ARPA Lazio ha comunicato che i valori dell’acqua sono conformi. Può dunque partire in tutta tranquillità la stagione balneare lungo gli arenili della Città Vaticano II.

La Sindaca Milvia Monachesi ha infatti ritirato l’ordinanza dello scorso 30 aprile con la quale veniva vietata la balneazione a seguito dei prelievi del 22 aprile effettuati dall’ARPA Lazio che evidenziavano dei valori non conformi, solo in uno dei tre punti, per il superamento dei limiti ammessi per gli enterococchi.

L’ARPA Lazio ha quindi ripetuto le analisi dell’acqua del lago lo scorso lunedì 10 maggio dove è stato evidenziato il rientro nella normalità dei valori stabiliti per legge.

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