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NEMI, PALAZZO EVACUATO: CONDOMINI DISPERATI PRONTI AD UN GESTO ECLATANTE

di Maurizio Costa

Nemi (RM) – Continuano i problemi all’interno della palazzina “I Gradoni” in piazza Roma 28 a Nemi: da ormai molti mesi, l’acqua piovana che si accumula nel parcheggio che sovrasta l’immobile continua ad entrare all’interno delle case dei condomini. “Se la situazione non verrà risolta – dichiarano alcuni abitanti dello stabile – siamo pronti ad occupare il municipio e ad incatenarci al suo interno. Non ce la facciamo più”. La situazione va avanti da molti mesi: il 5 marzo di quest’anno, il sindaco di Nemi Alberto Bertucci, con un’ordinanza sindacale, ha stabilito di “sgomberare immediatamente l’edificio e la conseguente interdizione temporanea all’accesso agli appartamenti dall’interno 7 all’interno 12 compreso”.

Quest’ordinanza ancora sussiste e i condomini non sanno più dove andare. E intanto, l’acqua continua ad inondare le case: le infiltrazioni che provengono dalle pareti adiacenti al muro che sorregge il parcheggio, si riversano all’interno degli appartamenti, infiltrandosi nei lampadari dei piani sottostanti e cadendo sui letti dei bambini. “Stiamo sempre con il pensiero – dichiarano alcuni inquilini – non possiamo lasciare le nostre case, sennò l’acqua arriverebbe fino al primo piano”.

La famosa ordinanza, però, oltre che ad obbligare allo sgombero, ordina che vengano fatti i lavori di regimentazione delle acque nel parcheggio soprastante l’immobile. E l’esecutore del lavoro dovrebbe essere “il condominio “Domus Ninfea Egeria” e la Società Se. Fo. Immobiliare S.r.l., che dovranno effettuare dei carotaggi e i lavori necessari per porre fine al problema della stagnazione dell’acqua nel parcheggio.

I lavori non sono stati fatti e le persone ancora non potrebbero occupare le loro case: “Noi paghiamo il mutuo – continua un condomino – e non possiamo sopportare questa situazione. Quando abbiamo provato ad entrare nel parcheggio per sturare i buchi di scolo dell’acqua dalle foglie siamo stati denunciati”. Tra l’altro, secondo gli inquilini “quel parcheggio apparterrebbe al nostro condominio e non a quello della “Domus Ninfa Egeria””.

L’otto ottobre del 2014 un sopralluogo della Asl Roma H aveva stabilito che a ridosso del terrapieno “non sono state rilevate su pareti, soffitti e pavimenti, umidità o segni di infiltrazione d’acqua in atto”, ma la situazione ad oggi è ancora molto grave, come si può vedere dalle foto. Gli inquilini hanno dovuto creare delle grondaie all'interno delle loro case per cercare di incanalare l'acqua e portarla fuori casa.

La Se. Fo. dovrebbe rimediare alla situazione, in caso contrario i condomini sono pronti ad un gesto eclatante. Tra l’altro, il Comune dovrebbe, in questi casi, rimediare e farsi carico dei lavori. Dopo i crolli che ci sono stati nelle zone alluvionate nel Nord Italia, bisogna stare molto attenti a questi segnali d’allarme, che rischiano di tramutarsi in vere e proprie tragedie.