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“Notte Nera” il nuovo libro di Giuseppe Petrarca: l’intervista all’autore

Giuseppe Petrarca scrittore partenopeo autore di molti libri tra questi “Inchiostro Rosso” pubblicato nel 2013, il medical Thriller nel 2016 dal titolo “Corpi senza storie”, nel 2018 il noir “L’Avvoltoio”  racconta a L’Osservatore d’Italia del suo nuovo libro dal titolo “Notte Nera” e del suo personaggio Cosimo Lombardo.

Com’è nato il personaggio del commissario Cosimo Lombardo?

All’inizio doveva essere funzionale alle mie storie, ai drammi sociali che racconto con la tecnica narrativa del “noir”. Poi, pian piano, è diventato protagonista perché, la storia prendi pieghe impreviste. Chi scrive attinge da mondi lontani, arcaici e così avviene una straordinaria scoperta: i personaggi e le vicende prenderanno strade diverse e misteriose

Tu e lui cosa avete in comune?

La sete di verità che va conquistata a qualsiasi costo. Sento vicino Cosimo Lombardo anche per la sua innata predisposizione verso le fasce sociale più deboli e indifese. Non ultimo le sue tumultuose vicende umane hanno diverse analogie con le mie esperienze di vita

Quando hai scritto Notte Nera?

Ho iniziato la stesura del libro nei primi mesi del 2019. Dopo il successo de “L’Avvoltoio” (vincitore di numerosi e prestigiosi riconoscimenti) volevo cercare una storia con temi altrettanto scabrosi, soffermandomi soprattutto sul concetto del “fine vita”

Si parla di crisi dell’editoria, cosa ti spinge a scrivere nonostante sia un periodo non florido? e adesso ancor di più che siamo in fase 2 post lockdown e non è ancora finita…

Scrivere ci rende liberi e per questo, soprattutto per un autore lontano da logiche di mercato non esistono strategie di vendite. E così si finisce per pubblicare, con grande coraggio e un pizzico di incoscienza, proprio in un periodo difficile come quello che stiamo, drammaticamente vivendo. Un momento storico che ha incapsulato le nostre esistenze

Tu come hai e stai affrontando questo momento così surreale?

Cercando di riflettere sugli errori commessi da un’intera umanità. Eravamo su una polveriera pronta a esplodere. Questa pandemia è una “nemesi” per tutti noi colpevoli di aver dissipato il patrimonio culturale, sociale e ambientale del nostro pianeta. Avevamo paura dell’altro, il virus ci ha accontentati facendoci rintanare ancora di più in noi stessi

Come ti trovi in un momento dove l’offerta delle informazioni e delle immagini non sempre (dovuta alla velocità perché tutto avviene sul web) e a misura d’uomo?

Sono a disagio in un mondo così superficiale, dove conta apparire. Ecco perché il male, anche nei miei libri, è rappresentato sovente da persone che indossano maschere di falso perbenismo sotto le quali celano il loro vero volto. Il male è mediocre e per questo fa ancora più paura

A che età hai deciso di fare lo scrittore e cosa ti ha spinto a proseguire?

Quando ho scoperto, “nel mezzo del cammin di nostra vita” che leggere e scrivere non erano due esperienze similari, due atti di intima solitudine ma la scrittura poteva avere un ruolo dirompente, rivoluzionario. Mettersi a nudo davanti agli altri per comunicare le proprie idee, per parlare agli altri con passione per tentare una riflessione comune. Scrivere non è come leggere perché la scrittura ti attraversa la vita e te la cambia, scrivere ci rende liberi. Così non riesci più a farne a meno

Un consiglio a chi vuole scrivere e quindi (sia volontariamente che involontariamente)

Bisogna scrivere non per autocelebrarsi, per cercare successo e visibilità. Bisogna scrivere per necessità dell’anima; un processo non sempre facile, talvolta è difficile, tormentato e dolente. Non riesco a consigliare una ricetta in particolare perché ognuno in noi potrà sviluppare un’esperienza diversa e personale

Dalì aspirava all’immortalità attraverso le sue opere, un artista (pittore o scrittore. O altro) che ne pensi?

Sicuramente un libro resta per sempre, attraversa la storia. Può essere un testimone della vita di un uomo, di una donna anche dopo centinaia di anni dopo essere stato pubblicato. Per quanto mi riguarda, l’immortalità è come un sogno che si forma nella mente del lettore ogni volta che legge le pagine che hai scritto. Affido alle mie pagine la capacità di far sognare il lettore. Questo per me è “entrare nell’eternità” di un attimo che diventa immortale