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Latina

NUOVO CENTRO SOCIALE ANZIANI ISTITUITO A LATINA

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E.G.

La crisi economica non ferma il Comune di Latina dal prendere dei provvedimenti a favore degli anziani. L'amministrazione si è infatti impegnata ad erogare euro 9.220,00 per la realizzazione delle attività e delle iniziative che saranno promosse nel decimo centro sociale situato nel popoloso quartiere Nuova Latina.

La struttura sarà collocata negli spazi precedentemente occupati dalla sede della Circoscrizione Latina Ovest presso il centro commerciale Lestrelle.

Il sindaco Giovanni Di Giorgi ha espresso soddisfazione e fa sapere che il progetto fa parte del suo programma politico, aggiungendo che c'è stata unanimità di intenti – sia in commissione consiliare che in giunta nel dare seguito e concretezza all’iniziativa.

Con questa struttura, Latina risponde alle esigenze di una delle sue zone più popolose.

L'assessore ai servizi sociali Patrizia Fanti ha indetto una riunione per esaminare e discutere le richieste di manutenzione delle altre strutture.

In questo momento di crisi economica, le attività del Comune di Latina, mandano un messaggio di fiducia per il nostro nostro futuro.

Cronaca

Sermoneta diventa Città: cerimonia col prefetto. Presentato il nuovo gonfalone

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SERMONETA (LT) – Sermoneta è ufficialmente Città. Con una cerimonia formale al castello Caetani di Sermoneta, il prefetto di Latina Maurizio Falco ha consegnato al sindaco Giuseppina Giovannoli il decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che concede a Sermoneta il titolo onorifico, alla presenza dei comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, del Questore, del comandante del 70° Stormo, degli eurodeputati Matteo Adinolfi e Salvatore De Meo, del senatore Calandrini, del presidente della Provincia Carlo Medici, del consigliere regionale Salvatore La Penna, degli ex sindaci Torelli e Scarsella, dei consiglieri comunali, del sindaco di Latina, del parroco Don Leonardo oltre che ai rappresentanti delle associazioni e dei centro anziani di Sermoneta.

In apertura della cerimonia, l’esibizione degli sbandieratori Ducato Caetani di Sermoneta e della banda musicale Fabrizio Caroso diretta dal maestro Michele Secci.


Dopo i saluti istituzionali, è stata la volta dell’intervento del sindaco. “Quella di oggi è una data storica per Sermoneta, la massima carica dello Stato, il Presidente della repubblica, ha riconosciuto ufficialmente l’importanza di Sermoneta attraverso un’onorificenza che la legge riserva ai Comuni in virtù della loro importanza storica, artistica, civica”, ha spiegato Giovannoli. “Sermoneta, lo posso dire con orgoglio, lo merita per la sua importante e ricca storia, per i suoi monumenti artistici, per le sue tradizioni, per le iniziative di valore culturale e artistico organizzate negli anni e che sono ormai un patrimonio della comunità”.

Dopo aver ripercorso la storia di Sermoneta, il primo cittadino ha voluto ricordare che “Sono le persone che fanno la città, non gli emblemi distintivi”: l’onorificenza deve essere “non un punto di arrivo ma un punto di partenza, uno stimolo a migliorare e a lavorare per la comunità”. Il sindaco ha voluto consegnare idealmente “questa onorificenza ai nostri studenti, ai nostri giovani, i cittadini del domani, affinché possano andare fieri del territorio dove sono cresciuti e possano continuare ad avere cura della loro città”. Infine, l’intervento del prefetto che ha ricordato i difficili tempi che stiamo vivendo e della voglia dei cittadini di tornare alla normalità. Era la prima volta che il prefetto visitava Sermoneta e non ha mancato di apprezzarne il fascino. Poi ha consegnato il decreto al sindaco.

Al termine, c’è stato il cambio del gonfalone da parte dell’Associazione nazionale carabinieri di Sermoneta, della bandiera della “Città di Sermoneta” portata dagli studenti dell’IC Donna Lelia Caetani e il cambio della fascia tricolore fatta indossare al sindaco dal Comandante della Polizia locale Giuseppe Caseti.

A terminare è stata l’esibizione degli alunni dell’indirizzo musicale della scuola di Sermoneta, presentati dalla dirigente scolastica Giovanna Tufarelli. Ora Sermoneta è inserita a pieno titolo tra le città della Repubblica Italiana.

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Cronaca

Canotaggio internazionale: si accendono i riflettori sul Centro Sportivo Remiero della Marina militare di Sabaudia

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SABAUDIA (LT) – A 43 anni di distanza dallo storico Trofeo Bertocco il canottaggio internazionale torna a Sabaudia: dal 4 al 6 giugno presso il Centro Sportivo Remiero della Marina militare si disputerà la III Prova della World Rowing Cup, la Coppa del Mondo di Canottaggio.

Ultima regata prima delle Olimpiadi di Tokyo, la World Rowing Cup consentirà ai canottieri di tutto il mondo di gareggiare su un bacino che è molto simile, per condizioni ambientali, a quello giapponese dove si svolgeranno le regate olimpiche.

Il Centro Sportivo Remiero della Marina militare aprirà, per tre giorni, le sue porte al mondo intero – spiega l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, Capo Ufficio Affari Generali della Marina militare – Siamo pronti ad accogliere con molto entusiasmo gli oltre 300 atleti per un momento di sport di esperienze ed emozioni ai massimi livelli e di grande condivisione. Lo svolgimento della III Prova di Coppa del Mondo è la dimostrazione che lo sport può aiutarci a ripartire e a superare l’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto nell’ultimo anno. Un’opportunità di guardare avanti e di farlo tutti insieme”.

All’importante evento di livello internazionale, sostenuto dalla Regione Lazio, Comune di Sabaudia, Provincia di Latina, CONI e FIC, prenderanno parte 317 atleti provenienti da 25 nazioni per un totale di 147 equipaggi. Saranno disputate 84 regate delle quali 13 finali di specialità olimpiche e 5 non olimpiche. Sono accreditate 25 testate giornalistiche da tutto il mondo e saranno trasmessi 225 minuti di diretta televisiva “world wide” e streaming. L’Italia, Paese ospitante, sarà rappresentata da 98 canottieri tra i quali anche 8 atleti della Marina militare e due allenatori, che difenderanno i colori azzurri.

La Marina militare mette a disposizione del Comitato Organizzatore tutte le proprie strutture, dalla Caserma Piave alla “boat house”, per accogliere le delegazioni che giungeranno da ogni parte del mondo, nonché la sua moderna torre di arrivo, ubicata lungo le sponde del lago di Paola, dotata di avanzate tecnologie di cronometraggio e rilevazione tramite fibra ottica di ultima generazione.

Fattiva sarà anche la collaborazione sul campo di tutto il personale militare di Mariremo Sabaudia durante le 3 giornate di regate. “La Marina militare sostiene ed incentiva da sempre, con determinazione, la pratica degli sport ed in particolare quelli remieri e a connotazione acquatica anche perché l’acqua è il nostro elemento naturale distintivo – illustra l’ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto – Supportare e sostenere i nostri atleti per noi è una missione perché essi apportano un contributo importante per lo sport italiano. Sport e mondo militare sono accomunati da molti valori quali il sacrificio, il coraggio, la generosità, la lealtà, lo spirito di equipaggio”.

Un ringraziamento è doveroso nei riguardi di coloro che ci affiancheranno in questo grande evento – conclude l’Ammiraglio – Il presidente del CONI Giovanni Malagò che nel supportare gli ammodernamenti del Centro Remiero ha mostrato stima e fiducia nella Marina e nelle professionalità delle sue donne e dei suoi uomini ed il presidente della Federazione Italiana Canottaggio, Giuseppe Abbagnale, per la collaborazione che ci lega da molti anni. Un grazie sentito va anche al Comune di Sabaudia, alla Provincia di Latina ed alla Regione Lazio per il ruolo da ognuno di essi svolto nella concretizzazione di questo ambizioso progetto sportivo. Infine un ringraziamento ed un in bocca al lupo va alle rappresentanze degli altri gruppi sportivi militari e di corpi armati dello Stato che saliranno in barca assieme agli atleti della Marina Militare e difenderanno con tenacia e passione i colori azzurri”.

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Cronaca

Sabaudia, drogati per lavorare di più: arrestato medico

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Un medico di Sabaudia, Sandro Cuccurullo, è stato arrestato con l’accusa di aver prescritto stupefacenti a oltre 200 suoi pazienti di nazionalità indiana. Le ricette non avevano alcuno scopo terapeutico ma solo quello di alleviare la sensazione della fatica e permettere ai lavoratori sfruttati di sopportare turni nei campi di 12 o 16 ore al giorno. Indagati anche un avvocato e una farmacista.

La prescrizione dell’ossicodone – I carabinieri dei Nas di Latina hanno scoperto, come riporta il quotidiano Il Messaggero, che il medico avrebbe effettuato circa 222 prescrizioni, a costo zero per i pazienti e a carico del sistema sanitario nazionale, distribuendo così 1.500 confezioni di stupefacenti contenenti ossicodone, un oppioide agonista puro che ha un potere simile alla morfina. La motivazione delle prescrizioni era la necessità di far fronte a turni di lavoro massacranti nei campi tra Sabaudia e Terracina per permettere ai lavoratori di essere resistenti alla fatica. O per meglio dire: resistenti allo sfruttamento.

Danno al sistema sanitario – Il medico avrebbe poi prescritto oltre 3mila ricette indebite con un codice esenzione fasullo: il che ha provocato, tra l’altro, un danno per il sistema sanitario di oltre 146mila euro. E’ inoltre accusato di aver prescritto farmaci mai effettivamente consegnati ai pazienti, e il cui costo sarebbe stato rimborsato a una farmacista, che risulta anch’essa indagata.

Indagati anche un avvocato e una farmacista – Nell’inchiesta, infatti, sono coinvolti anche un avvocato e una farmacista: entrambi hanno ricevuto una misura cautelare interdittiva che dispone la sospensione dalla professione per un anno. Inoltre una cittadina marocchina è stata raggiunta da un divieto di dimora nella provincia di Latina. Per le persone coinvolte nell’inchiesta della procura di Latina, denominata “No pain”, i reati contestati vanno dall’illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente al favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, dalla frode processuale al falso e alla truffa ai danni dello Stato.

Falsi certificati per regolarizzare cittadini extracomunitari – Il medico avrebbe anche compilato certificati medici falsi con l’obiettivo di ottenere la regolarizzazione di cittadini extracomunitari, attestando la loro presenza in Italia. Con l’aiuto dell’avvocato avrebbe persino certificato una patologia inesistente a un 51enne per evitargli di finire in carcere.

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