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Roma

NUOVO CINEMA AQUILA: “ABBIAMO SUBCONCESSO PER PROBLEMI ECONOMICI”

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Tempo di lettura 3 minuti Il comune di Roma revoca la concessione del cinema alla cooperativa N.C.A. La nostra inchiesta aveva svelato tutto mesi fa

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di Maurizio Costa

Roma – Il comune di Roma ha revocato la concessione del Nuovo Cinema Aquila alla cooperativa sociale N.C.A. La decisione è stata presa dall'amministrazione comunale perché il consorzio che ha vinto il bando per l'affidamento della struttura, il consorzio Sol.Co., ha subappaltato il Cinema Aquila proprio alla N.C.A., pratica proibita nella gara d'appalto (il concessionario non può trasferire ad altri il godimento del bene in uso, né subconcederlo, né cambiare la destinazione per cui è stato concesso).

Il direttore del cinema, Fabio Meloni, non ci sta e afferma che un consorzio può subappaltare
ad una cooperativa socia un bene ricevuto dal comune. “Tale possibilità – scrivono i lavoratori del cinema in un comunicato – può essere messa in atto anche in caso di cooperative socie non presenti al momento della gara, come nel caso della N.C.A.”.

Questa affermazione viene smentita dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che stabilisce che “i concorrenti all'atto dell'offerta o l'affidatario, nel caso di varianti in corso di esecuzione, all'atto dell'affidamento, abbiano indicato i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che intendono subappaltare o concedere in cottimo” e inoltre che “l'affidatario (Sol.Co n.d.r.) provveda al deposito del contratto di subappalto […] almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio dell'esecuzione delle relativa prestazioni”.

La N.C.A. Nasce solamente nel 2011 e quindi è impossibile che al momento dell'aggiudicazione (2008) il Sol.Co. avesse dichiarato di voler subappaltare alla cooperativa N.C.A.

Il direttore del cinema, Fabio Meloni, ha giustificato questo subappalto dichiarando che “la cooperativa era in gravi difficoltà economiche. Il Sol.Co non poteva ricevere credito cinematografico e sgravi per la digitalizzazione delle sale perché non aveva come principale attività quella del cinematografia. Non potevamo perdere questa opportunità e quindi abbiamo deciso di creare N.C.A.”.

In una conferenza stampa, Fabio Meloni ha parlato anche di questa subconcessione: “Io gli errori me li prendo. L'errore è stato subconcedere. L'irregolarità che ha portato alla revoca è stata la subconcessione. Secondo noi, questa è una cosa che si fa in tutti gli ambiti e non capisco perché non possa essere fatta qui. Non c'è nessuna sentenza a favore o a sfavore (ma ci sono le leggi all'interno del bando n.d.r.). Noi, però, non siamo neanche contrari al bando”.

Adesso, il comune di Roma ha deciso di istituire un nuovo bando, cercando di tutelare i lavoratori del Cinema Aquila, che così potrebbero perdere il lavoro. Meloni ha però preso una decisione importante: “Siamo già usciti dal consorzio Sol.Co. e adesso vogliamo partecipare al nuovo bando, senza scorciatoie ma solo col rispetto per quello che abbiamo fatto”.

Riguardo ai presunti rapporti del presidente del Consorzio Sol.Co., Mario Monge (intercettato al telefono con Salvatore Buzzi), con Buzzi e Mafia Capitale, Meloni ha dichiarato che “non abbiamo nessun rapporto con Buzzi e Carminati, anche se il primo ha fatto una proiezione qui”. E inoltre, il direttore del cinema continua: “Per salvare lavoratori e la cooperativa annuncio ufficialmente che noi usciamo dal consorzio Sol.Co. Mi dispiace ma c'erano molte cose che non sapevo, cose di cui mi sarei aspettato una partecipazione maggiore. Quindi ce ne andiamo dal consorzio. Se fossimostati coinvolti in Mafia Capitale ci avrebbero già chiuso gli inquirenti”.

Infine, Meloni giustifica la sua assenza in Mafia Capitale dicendo che “io mi sono preso anche qualche coltellata a Ostia e continuano a dirmi che faccio parte della mafia”.

La nostra inchiesta aveva svelato tutto già mesi fa e adesso finalmente giustizi è stata fatta. Ci sarà un nuovo bando, i lavoratori probabilmente continueranno a gestire il cinema, ma con una cooperativa più sana e senza vizi di legge.

Litorale

Civitavecchia, controlli a tappeto per il Ferragosto: pioggia di sanzioni

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Civitavecchia (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia e dei Comandi dipendenti in coincidenza del fine settimana di Ferragosto, ottemperando alle direttive del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, hanno ulteriormente incrementato le attività di controllo sul litorale nord della provincia romana.Le attività, mirate a garantire maggior sicurezza ai residenti e ai vacanzieri, hanno consentito di identificare oltre 200 persone e controllare 120 veicoli, elevando oltre 30 sanzioni al Codice della Strada. Denunciate inoltre 5 persone, a vario titolo, per guida in stato di ebbrezza alcolica e guida reiterata con patente revocata. A Santa Marinella, i Carabinieri della locale Stazione hanno anche denunciato due uomini, in evidente stato di ebbrezza alcolica, individuati quali presunti responsabili di alcuni tentativi di furto a bordo di autovetture in sosta sulla pubblica via. In un caso sarebbero riusciti a rubare un paio di occhiali da sole e alcune chiavi Dovranno dunque rispondere di furto aggravato e tentato furto in concorso.Tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri, i Carabinieri hanno trovato 6 persone in possesso di modica quantità di stupefacenti, tra hashish e marijuana, e li hanno segnalati alla Prefettura – U.T.G. di Roma, quali assuntori.Nel comune di Fiumicino, soprattutto nella località Passoscuro, affollatissima in questi giorni di vacanze, i Carabinieri della locale Stazione hanno invece concentrato la propria attenzione sul fenomeno delle serate danzanti presso i lidi balneari che, talvolta, si trasformano in vere e proprie discoteche non autorizzate a cielo aperto. Nel corso delle verifiche i gestori di due attività sono stati sanzionati, per oltre 1.500 euro ciascuno, ed è stata disposta anche la sanzione accessoria dell’immediata cessazione dell’attività svolta senza alcuna autorizzazione o licenza comunale. Analoghi servizi proseguiranno anche nei prossimi week-end al fine di garantire un sano divertimento a tutti i frequentatori della zona.

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Cronaca

Campagnano, maltratta e perseguita due donne. Era stato appena scarcerato

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Nel pomeriggio del 12 agosto 2022 i Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Tivoli su richiesta di questa Procura, hanno arrestato un 40enne, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato di atti persecutori e maltrattamenti nei confronti di due donne.

L’uomo, che in passato era già stato arrestato e condannato per gli stessi reati nei confronti delle medesime vittime e di un’altra giovane ragazza, non appena scarcerato, ha reiterato i comportamenti vessatori e persecutori nei confronti delle donne, in particolare con messaggi intimidatori anche tramite social network, nonché presentandosi in più occasioni fuori dall’abitazione di una delle due.Le ragazze hanno subito negli anni condotte violente che si ripetevano anche in occasione dei permessi d’uscita di cui lo stesso fruiva nel periodo di detenzione in carcere.

Il supporto delle famiglie e la professionalità dei Carabinieri hanno incoraggiato le vittime a denunciare le violenze fisiche e psicologiche subite, consentendo alla Procura della Repubblica di Tivoli di chiedere ed ottenere un tempestivo provvedimento restrittivo.

L’indagato sarà nuovamente associato in carcere in attesa di giudizio.Si dimostra ancora una volta l’alto tasso di recidiva degli uomini maltrattante perfino dopo l’espiazione della pena in carcere.Occorrono strumenti di controllo per verificare se il carcere ha raggiunto l’obiettivo della risocializzazione ovvero se gli uomini maltrattante usciti dal carcere proseguono, come accade nell’85% dei casi, nell’aggredire la stessa vittima.La procura di Tivoli da tempo richiede e ottiene misure di prevenzione a tutela delle donne in questi casi In modo tale che l’uomo all’atto della scarcerazione viene sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e al divieto di avvicinamento alle persone offe. Nel caso in esame la procura di Tivoli non era informata di questa scarcerazione

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Castelli Romani

Velletri, maltratta la madre per mesi e le estorce soldi

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della madre di 71 anni.La vittima ha denunciato ai Carabinieri di aver subito per mesi (in particolare nel corso di questa estate, tra giugno e agosto) numerosi episodi di vessazioni che, talvolta, sono sfociati in richieste di somme di denaro mediante ripetute minacce. L’ultimo di questi fatti si è verificato lo scorso 8 agosto quando i Carabinieri sono dovuti intervenire per l’ennesima lite tra madre e figlio. In tale frangente la donna, minacciata con un coltello e costretta ad assistere al danneggiamento degli arredi della propria abitazione, ha deciso di presentare formale denuncia-querela che, collegata agli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, è stata utile ad attivare la cosiddetta procedura del “codice rosso”.Il pronto intervento dei Carabinieri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha consentito di raccogliere in breve tempo i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’emissione della misura cautelare in carcere.Eventi come quello appena descritto, annoverabile tra i tanti casi di maltrattamenti in famiglia che si verificano tra le mura domestiche, fanno comprendere, ancora una volta, quanto sia importante che la vittima si rivolga alle Autorità competenti. La capacità di ascolto offerta alla vittima, la corretta attuazione delle procedure, la sinergia tra Forze dell’Ordine e Autorità Giudiziaria, sono elementi che portano a interrompere per tempo condotte come quelle appena descritte.L’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo, eventuale, accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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