Connect with us

Costume e Società

Nutrizione post carnevale e obesità dei bambini: come ritrovare la forma fisica

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 5 minuti
image_pdfimage_print

Tutta la nostra bella penisola è costellata da tanti piatti tipici che tanto caratterizzano le regioni del Bel Paese da nord a sud e fanno parte della nostra memoria storica soprattutto in prossimità delle feste. Il Carnevale sembra alle porte con coriandoli e piatti tipici di questa festa ma, le tanto amate chiacchiere, tortelli alla crema, lasagne di carnevale, frappe, zeppole hanno lasciato le loro “tracce” e purtroppo a dircelo è l’ago della nostra bilancia che non ci lascia scampo.

Come dobbiamo fare per ritrovare la forma fisica?

Su come fare il nutrizionista Stefano Scafuri risponde a qualche domanda de L’Osservatore D’Italia.

I tanti gustosissimi piatti caratteristici regionali in prossimità della festa di Carnevale hanno invaso le nostre tavole in questi giorni di festa e purtroppo dopo aver tolto il costume e la maschera, rimesso i nostri amatissimi jeans, ci accorgiamo che abbiamo messo qualche chilogrammo in più o aver lasciato qualche recettore del gusto ormai anestetizzato, il mio consiglio è assolutamente che dobbiamo riprendere il nostro programma di educazione alimentare. La Regione Campania sull’argomento dell’educazione alimentare (devastata dal problema dell’obesità infantile) ha ideato nel 2014, in collaborazione con l’Osservatorio regionale sulla dieta mediterranea una “pagella sull’educazione alimentare”, da far proporre dagli insegnanti nelle scuole, per affrontare la sopraccennata situazione allarmante, che purtroppo colpisce, oramai, un bambino su due. Quali sono le cause dei risultati di questa “pagella”? L’etimologia della parola dieta, dal latino diaeta, a sua volta dal greco, dìaita, vuol dire “modo di vivere”, si nota dunque che, nell’antichità, aveva un senso molto ben diverso dalla classica e consueta interpretazione assunta dall’immaginario comune odierna, tale interpretazione è fonte di terrore per molti che non lascia scampo a nessuno dai bambini agli adulti; a dieta nell’immaginario collettivo è intesa come un menù composto da due misere mele, un quantitativo petto di pollo accompagnato da un’abbondante piatto di insalata condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva. Dunque, si deve intendere che l’educazione alimentare dev’essere intesa come l’insieme delle abitudini alimentari utili e durature per il resto della vita, per ciascun individuo dev’essere uno schema flessibile che prenda in considerazione tutti i gruppi alimentari, avere la capacità di saper gestire le situazioni e i periodi dell’anno e della vita in cui, per vari motivi interpersonali, siamo indotti a mangiare. Il cibo dev’essere inteso necessariamente quale “strumento” per prevenire, e non come eventuale “fine”. Un tempo il trattamento ha subito del soggetto obeso, normopeso o sottopeso un evoluzione, è andata incontro ad un radicale cambiamento, il messaggio della restrizione e della perdizione gradualmente è stato sostituito dalla proposta di abitudini alimentari sane e di uno stile di vita salutare. Si tratta di un processo innescato da una nuova definizione di salute, non più statica, ma bensì dinamica, non più settoriale, ma globale, non più assenza (malattia), bensì presenza di benessere.
Abbiamo il compito di informare e non solo di educare all’alimentazione, perché informare è un atto, educare è un processo che richiede maggior impegno e indicazioni semplici, chiare, ma rigorose e realistiche al fine di muovere al cambiamento verso nuove abitudini. Bisogna precisare che non esistono “campagne di educazione” ma, “interventi educativi” mirati per età, sesso e stile di vita. Tale educazione ci premette di conoscere meglio gli alimenti e meglio il nostro corpo; rispondere adeguatamente ai segnali fisiologici quali fame, appetito e sazietà. Saper riconoscere la fame biologica e la fame nervosa e saper rispondere in maniera adeguata, saper gestire anomalie prandiali ed extra prandiali – ipo-ed iperfagia, compulsioni alimentari, vomito, iperfagia notturna-. In tal modo, con l’informazione, diventiamo protagonisti nella relazione con il “cibo”, costruendo con quest’ultimo un rapporto che non sia aggressivo ed incontrollato e neppur passivo, in balia della situazione contingente.

Cosa dev’esserci sulla tavola appena ci svegliamo?

“Chi ben inizia… è a metà dell’opera” così recitava un vecchio detto che calza perfettamente con l’inizio della giornata dal punto di vista alimentare: la colazione! Purtroppo in tanti, bambini e adulti, trascurano questo momento pur di restare qualche minuto in più a letto o dinnanzi allo specchio. Quest’abitudine, così poco considerata, se non addirittura sconosciuta, è in realtà un vero e proprio biglietto da visita per cominciare nel modo giusto la giornata: oserei definirla un vero e proprio “rito”!
Il concetto è semplice: chi non fa colazione al mattino è portato a mangiare molto di più nel corso della giornata, con il rischio di eccedere e, quindi, di ingrassare. Una prima colazione nutriente permette di iniziare la giornata con vitalità senza arrivare stanchi ed affamati alla pausa pranzo. E’ scientificamente dimostrato che chi salta questo importante appuntamento con la salute ha maggiori difficoltà di concentrazione durante la mattinata, e con poca “benzina” nei muscoli e nel cervello si corre il rischio di rendere poco, pochissimo e soprattutto male, a scuola come ala lavoro, così come nello sport. Ma, non è tutto: la conseguente e successiva “abbuffata” a pranzo condiziona negativamente, infatti anche il rendimento pomeridiano a causa dell’eccesivo sbalzo insulinico e del grosso impegno digestivo. Una prima colazione nutriente contribuisce a risvegliare e ad accelerare il metabolismo corporeo, regolando quella sferzata di energia necessaria per affrontare la giornata con il giusto spirito. La corretta ripartizione energetica dei pasti prevede che la prima colazione debba costituire circa il 20% dell’apporto di calorie totali.

Cosa mangiare?

La frutta: un ottimo alimento da consumare a colazione, infatti fornisce vitamine, antiossidanti, fibre e aiuta il ripristino delle riserve glucidiche. Non affatica l’apparato digerente e stimola il processo di detossificazione dell’organismo che durante la notte raggiunge i massimi livelli. Il succo di frutta: dissetante, ricco di antiossidanti e minerali rappresenta un’ottima scelta per la prima colazione, in particolare se preparato in casa. Attenzione quindi a non confonderlo con le bibite zuccherate povere di frutta e ricche di coloranti, conservanti, zucchero e derivati. Il pane integrale con marmellata: ricco di fibre, associa agli amidi gli zuccheri semplici della marmellata. Un mix vincente che fornirà un rilascio costante di energia durante la mattinata. Latte e yogurt parzialmente scremati: forniscono calcio, proteine, fermenti lattici e il giusto quantitativo di grassi.

Cosa evitare?

Un alimento che negli ultimi vent’anni ha preso sempre più posto sulle nostre tavole: le brioche. Purtroppo si tratta di uno dei cibi meno salutari in assoluto a causa del frequente utilizzo di grassi vegetali idrogenati. Il basso potere saziante e l’alto contenuto calorico la rendono del tutto inadatta a chi segue una dieta dimagrante. Bisogna porre molta attenzione anche ala tipo di corn-flakes che si acquistano, quelli con tanto cacao e molto zucchero è meglio lasciarli sullo scaffale. Ecco alcune caratteristiche su cui focalizzare l’attenzione: °Il contenuto calorico dev’essere inferiore alle 300 Kcal per 100 grammi;
°La presenza di fibra dovrebbe superare i 15 grammi su 100;
°tra gli ingredienti non devono comparire del tipo: “grassi vegetali idrogenati” e/o “oli tropicali” e/o la sigla seguita da un numero che indica l’impiego di additivi alimentari.

Colazione al bar?

Per molti il rito della colazione al bar è un piacere irrinunciabile, per molti una semplice esigenza. Purtroppo la scelta degli alimenti è limitata. Scartati snack e brioche per motivi sopra citati, si può sempre ripiegare su una tazza di latte caldo, oppure una su una spremuta di arancia. In conclusione la soluzione ideale è preparare la colazione a casa al mattino, sedersi comodamente per 10 minuti e consumarla con calma. A chi sostiene di “non avere abbastanza tempo perché bisogna scappare a lavoro”, consiglio di anticipare la sveglia di qualche minuto e così facendo ottenere innumerevoli benefici in termini di qualità, benessere ed energia. Buona colazione e buona giornata!

Costume e Società

Frascati incontra Roma Capitale: idee e strategie per la valorizzazione di un hinterland integrato

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 3 minuti
image_pdfimage_print

Tra i progetti sul tavolo c’è quello di presentare il Frascati all’estate romana di Ostia

Lo scorso venerdì 14, la Sindaca Francesca Sbardella e l’Assessore all’Agricoltura Claudio Cerroni hanno incontrato l’Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale Monica Lucarelli e il Presidente della Commissione Attività Produttive Andrea Alemanni.

Sono state condivise idee e strategie per la valorizzazione di un hinterland integrato, di cui il Frascati Doc e Docg rappresenta una comune eccellenza da sempre abbinato alla tipica ristorazione romana e castellana. Tra i progetti sul tavolo c’è quello di presentare il Frascati all’estate romana di Ostia.

Presente all’incontro, il Presidente del Consorzio Vini Frascati Felice Gasperini ha presentato alcuni vini della Denominazione in abbinamento ad un menù di tradizione offerto dal Ristorante Cacciani, che quest’anno celebra i Cento anni di attività.

“È fondamentale per Frascati instaurare rapporti di collaborazione con l’Amministrazione di Roma Capitale, per avviare progetti inerenti la cultura, il turismo, la viabilità, l’agricoltura, le attività produttive e tutto quello che può riguardare in generale il governo dei nostri territori – dichiara la Sindaca di Frascati Francesca Sbardella -. Per questo sono contenta di aver ospitato il Presidente Andrea Alemanni, che conosco da tempo, e l’Assessore Monica Lucarelli, una professionista colta, attenta e preparata con la quale, sono sicura, potremo lavorare a iniziative di valorizzazione delle nostre eccellenze. L’incontro è stato anche l’occasione per augurare ad entrambi buon anno e buon lavoro”.

“Credo che la valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio sia uno dei punti chiave per dare forza alle attività produttive. Dall’artigianato all’enogastronomia, Roma e la sua area metropolitana sono una fonte di ricchezza – ha aggiunto l’Assessore alle Attività Produttive di Roma Capitale Monica Lucarelli -. Il vino di Frascati in questo senso deve esser valorizzato e promosso perché è un’eccellenza assoluta dei nostri territori”.

“È stato un incontro positivo accompagnato dalla degustazione di alcuni vini Frascati superiore e riserva, conclusa con l’affascinante cannellino, messi a disposizione dal Presidente Felice Gasperini, che ringrazio – dichiara l’Assessore all’Agricoltura Claudio Cerroni -. Si è discusso delle possibili sinergie da mettere in campo con l’Amministrazione capitolina, per valorizzare la nostra comune tradizione anche quella vitivinicola. I feedback ricevuti dall’Assessore Lucarelli e dal Presidente Alemanni sono stati importanti. Tra i progetti su cui lavorare c’è quello di portare l’unico vino bianco docg del Lazio, il Frascati, prodotto per quasi il 50% nel Comune di Roma, all’estate romana di Ostia. Il vino della Capitale sul litorale della Capitale. Un bel modo per avviare un’importante e fruttuosa sinergia”.

“Abbiamo presentato all’Assessore Lucarelli e al Presidente Alemanni alcuni vini delle nostre denominazioni abbinati ad un menù di tradizione, pensato da Paolo e Leopoldo Cacciani – conclude il Presidente Felice Gasperini -. Dallo spumante Frascati doc al Cannellino docg, passando per il Frascati Superiore e per il Frascati Superiore Riserva, abbiamo fatto apprezzare la duttilità delle produzioni Frascati in grado di esaltare la cucina di tradizione, così come quella innovativa, gourmet o di pesce. L’incontro si è chiuso con l’impegno di lavorare insieme all’Amministrazione capitolina per valorizzare ancora di più territori ed eccellenze dei nostri territori”.

Continua a leggere

Costume e Società

Rai Gulp e Raiplay, arriva il primo programma sul Meteo del sistema solare dedicato ai ragazzi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

“Meteo spazio” da martedì 18 gennaio “che tempo che fa” nel sistema solare. Con Linda Raimondo e Riccardo Cresci

La nuova frontiera della meteorologia è lo spazio e “Meteo Spazio” è il primo programma televisivo che ogni settimana spiegherà ai ragazzi e alle persone curiose e di vasti orizzonti che tempo fa nel sistema solare.

“Meteo Spazio”, il nuovo programma di Rai Ragazzi e Rai Pubblica Utilità, in onda da martedì 18 gennaio, alle ore 16.40 su Rai Gulp e RaiPlay, è una novità assoluta nel campo della divulgazione scientifica per ragazzi.

Un interesse non solo accademico, dato che fenomeni come il vento solare incidono anche sulla nostra vita quotidiana.

Ogni martedì Riccardo Cresci ci dirà che succede sul sole e sugli altri pianeti e insieme alla giovane esperta Linda Raimondo affronterà con linguaggio semplice e chiaro argomenti legati all’astronomia, al pianeta terra, al sistema solare e tutte le recenti scoperte scientifiche.

Una nuova collaborazione tra Rai Ragazzi e Rai Pubblica Utilità, con un punto di vista inedito, per stimolare la curiosità verso la scienza e la fantasia dei ragazzi.  

Rai Meteo per la parte scientifica utilizza le competenze che Aeronautica Militare, partner istituzionale, possiede in materia di Space Weather.

Riccardo Cresci già conduce ogni venerdì su Rai Gulp il premiato programma “Green Meteo”, che unisce le previsioni del tempo all’ambiente e alla sostenibilità, mentre Linda Raimondo, giovane studentessa di fisica e aspirante astronauta, è ormai un volto noto di Rai Gulp e della divulgazione scientifica sullo spazio.

“Meteo Spazio” sarà una miscela di scienza, tecnologia spaziale, immagini coloratissime, passione ed entusiasmo. Nel corso di ogni appuntamento ci saranno collegamenti con giovani scienziati.

“Meteo Spazio” è un programma scritto da Claudia Adamo, con la regia di Francesco Maltarello.

Continua a leggere

Costume e Società

Flormart, nel 2022 la fiera del florovivaismo torna alla sua data tradizionale di settembre

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

La decisione presa per assicurare la presenza dei buyer internazionali – Convegno fisico e digitale il 9 febbraio 2022 a Padova sulle principali tematiche del comparto

PADOVA – La 71° edizione di Flormart, storica fiera internazionale del florovivaismo, del verde e del paesaggio, si terrà a Padova nelle sue date tradizionali dal 21 al 23 settembre 2022, cancellando la Special Edition prevista dal 9 all’11 febbraio 2022.

La decisione è stata presa dagli organizzatori per garantire la presenza di buyer internazionali, attualmente messa in forse dal permanere dell’emergenza pandemica e per assicurare la massima sicurezza sanitaria a espositori e visitatori. Flormart ha già attivato, anche in collaborazione con ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, un programma per favorire l’incoming di operatori top del settore provenienti da Europa centrale, Europa dell’est, Paesi del Medio Oriente e dell’area mediterranea.

Nella road map che porterà all’inaugurazione della fiera a settembre, data storica di Flormart, si inseriranno varie iniziative, la prima un convegno phygital che si terrà in Fiera a Padova il 9 febbraio 2022, alla presenza dei principali attori del comparto. Temi principali del convegno saranno l’importanza del florovivaismo e del verde per la transizione ecologica, l’inserimento del settore nel PNRR, la cultura e la gestione del verde urbano, il potenziamento dell’export del florovivaismo made in Italy (seguirà comunicato).

Flormart è la fiera storica del settore, organizzata per la prima volta nel 1974 e giunta alla sua 71° edizione. Rappresenta da sempre la vetrina internazionale del florovivaismo e il momento di business matching tra chi produce le piante, i materiali, gli arredi, i mezzi di produzione e gli utilizzatori, vivaisti, grandi centri di giardinaggio, costruttori del verde, enti pubblici, gruppi immobiliari italiani ed Europei, i buyer italiani e esteri. A partire dal 2021 un accordo decennale con Padova Hall ha dato vita ad una partnership che affida l’organizzazione di Flormart a Fiere di Parma ma che mantiene la manifestazione ancorata alla città di Padova e al suo quartiere fieristico attraversato da un profondo progetto di rinnovamento.

Il comparto florovivaistico italiano rappresenta in termini di valore circa il 5% della produzione agricola nazionale, con un fatturato di circa 2,6 miliardi di euro (elaborazione Crea su ISTAT, 2020). La produzione è composta per il 52% dal comparto piante in vaso e dal vivaismo (alberi e arbusti) e per il rimanente da fiori e fronde freschi recisi. Da sola l’Italia rappresenta circa il 15% della produzione dell’Europa comunitaria. L’export è cresciuto del 33,14%, a valore, nei primi 6 mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020 (dati ICE).

Continua a leggere

I più letti