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Esteri

OBAMA IN AFRICA INCONTRA LA SUA FAMIGLIA. FOTO E RACCONTO DI QUEI MOMENTI COSI' INTIMI

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Ieri Barack Obama ha incontrato la sorella Auma, con la quale vi è stato un abbraccio commovente e poi ha cenato con la nonna “Mama Sarah”

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di Angelo Barraco
 
Nairobi – Le radici sono forti, sono un legame indissolubile che vanno al di là del potere che si ha e quando c’è la voglia di riabbracciare un nonna o una sorella che vivono lontano, in un pezzo di mondo in cui la vita non è facile, dove il sacrificio è all’ordine del giorno e dove si lotta per la vita, per l’acqua e si rischia di morire per malattie e talvolta anche di fame, il potere non conta nulla. Ieri Barack Obama ha incontrato la sorella Auma, con la quale vi è stato un abbraccio commovente e poi ha cenato con la nonna “Mama Sarah”. “Se un albero dovesse scrivere la propria autobiografia, questa non sarebbe troppo dissimile da quella di una famiglia umana” decantò lo storico scrittore Kalhil Gibran. 
 
 
Dopo il commovente incontro con la famiglia, Obama ha incontrato oggi svariati imprenditori a Nairobi e a gran voce ha esclamato che la povertà in Africa sta diminuendo e i redditi stanno salendo e che la classe media è in crescita. Ma il presidente oggi ha tante visite da fare, tanti luoghi importanti da visitare, come il memoriale dell’attentato all’ambasciata Usa del 1998 e avrà un colloqui con il presidente Kenyatta in merito alla sicurezza. Ma Obama è ottimista e lo dice con fermezza e orgoglio alla platea citata poc’anzi che il Kenya sta crescendo e fa progressi e che per lui è motivo di fierezza. Ma il presidente si aspetta ovviamente ulteriori miglioramenti al fine di una crescita sempre maggiore e questo lo sottolinea, come sottolinea anche che l’Africa deve essere “il motore della crescita globale” e ha aggiunto che se le donne lavorassero e contribuissero alla vita economica del paese, la situazione potrebbe sicuramente cambiare. 
 
 
Obama vuole promuovere valori e per farlo vuole raggiungere una terra di cui si parla poco, l’Etiopia. Una terra in cui la Cina è già arrivata. In un’intervista alla BBC aveva dichiarato, con orgoglio e grande determinazione, che sarà “il primo presidente degli Stati Uniti non solo a visitare Kenya ed Etiopia – ha detto in un'intervista rilasciata alla Bbc poco prima di partire dagli Usa – ma a rivolgermi al continente intero, sull'onda del summit africano che è stato storico e che ha, credo, rafforzato i rapporti già solidi che abbiamo nel continente”. Obama parlerà inoltre con la platea del Global Entrepreneurship Summit e incontrerà il presidente Uhuru Kenyatta, che avrà il compito di siglare accordi che facilitano investimenti in Kenya per le società americane. La Cina lo ha già fatto ma Obama sottolinea “Vediamo con favore gli aiuti cinesi in Africa. Crediamo sia una cosa buona. Non vogliamo scoraggiarli – ha detto ancora Obama – ma quello che mi preme è assicurare che i benefici arrivino anche ai comuni cittadini e non siano solo per pochi. Credo quindi che possiamo dare forma ad un'agenda in cui Cina, Europa e Stati Uniti lavorino insieme su queste questioni”. Poi la delicata questione dei diritti umani “Non sono un fan della discriminazione di nessuno, sulla base di razza o religione o orientamento sessuale o genere” ribadisce il presidente. Poi cena con circa 30 persone con Obama al centro e al lati, la nonna “Mama Sarah” e la sorella Auma Obama. 

Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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