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Cronaca

Omicidio dell'architetto Molteni: arrestata l'ex moglie e il commercialista. Parla la criminologa Petrillo

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L'esperta: "La donna che uccide e che pianifica un delitto lo fa nei minimi particolari, tende, infatti, a simulare la morte della vittima"

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di Angelo Barraco

Milano – Incredibile svolta nell’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, l’architetto di 58 anni ucciso il 14 ottobre dello scorso anno a Carugo, nel Comasco. I Carabinieri di Como e quelli del Reparto Crimini violenti del Ros hanno arrestato l’ex moglie dell’uomo e il suo commercialista con l’accusa di essere i mandanti del brutale omicidio. Gli inquirenti hanno svolto indagini serrate e nei mesi scorsi hanno arrestato dieci soggetti accusati di essere gli autori del delitto e fiancheggiatori, i reati contestati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Como sono diversi: omicidio aggravato, danneggiamento, stalking, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di pistola. Alfio Vittorio Molteni è stato ucciso nel cortile della casa in cui risiedeva con il  padre e la zia a seguito della separazione con la moglie. Due sono i colpi che lo raggiungono: uno alle gambe e l’altro invece nella parte bassa della schiena, che cagionerà la sua morte. In un primo momento gli inquirenti ipotizzano che il killer  si fosse nascosto dietro i cespugli e avesse sparato  con l’intento di lanciare un avvertimento. Tale ipotesi aveva una struttura solida pregressa poiché Molteni, pochi mesi prima, aveva subito atti intimidatori e qualcuno aveva bruciato la sua Range Rover parcheggiata sotto lo studio di Mariano Comense. In un’altra occasione invece qualcuno aveva sparato otto colpi contro la casa di Carugo, luogo in cui si è consumato il delitto. L’uomo aveva sporto denuncia presso i Carabinieri. Il 14 ottobre del 2015 gli inquirenti si trovano sotto gli occhi quella che a prima vista sembrava un’esecuzione che rimarcava lo stile usato dalle organizzazioni criminali ma la macchina investigativa ha puntato sin da subito l’attenzione sulla vita privata dell’uomo rispetto a quella professionale. Ma chi era Alfio Vittorio Molteni? Era un uomo separato e aveva un figlio, era titolare dello studio “Molteni Alfio Vittorio, Interiors & Industrial Design” di Mariano Comense e i suoi affari si intrecciavano con il Medio Oriente e con la Russia. Svolgeva inoltre un lavoro a Dubai per la società “Il Grande”, che si occupa di design di interni per ambienti di lusso che ha sede nella “Business bay”, inoltre ha lavorato per hotel come il Park Hyatt e il The Pearl. Un delitto che oggi, vede protagonista una donna quale responsabile della morte di un uomo con il quale ha condiviso uno spaccato della sua vita. 

Noi abbiamo parlato con la Dott.ssa Mary Petrillo, Criminologa, docente e coordinatrice  Master "Analisi del crimine, Sicurezza e Safety" Presso univ. Niccolò Cusanoche ci ha fatto un’analisi in merito alle donne che uccidono. 
 
“Dal punto di  vista investigativo, ma anche etico e/o morale avere a che fare con una donna assassina e/o pianificatrice di un delitto lascia sempre un po' perplessi in quanto spesso si è portati a credere che una donna sia meno aggressiva di un uomo e che riesca a dominare meglio i propri impulsi. In ambito criminologico, invece, ciò non è sempre vero, anzi la letteratura criminologica ci dà, purtroppo, molti esempi di donne che uccidono. La letteratura criminologica ci insegna che la donna assassina è, ad esempio, molto più "accurata", rispetto all'omicida maschio, nella scelta delle eventuali armi da utilizzare per commettere il proprio crimine, nella scelta delle vittime, le quali, in genere, sono coloro che o intralciano i suoi piani o che la hanno fatta soffrire e che quindi le hanno dato dolore in tutti i sensi. La donna  che uccide e che pianifica un delitto lo fa nei minimi particolari, tende, infatti, a simulare la morte della vittima prescelta come se fosse di tipo naturale, o uccide per "mano altrui", o fa credere di aver ucciso per difesa personale. In letteratura criminologica, inoltre,  si afferma che una donna assassina per commettere un delitto difficilmente, quasi mai, arriva allo scontro fisico, piuttosto è propensa all'utilizzo di armi che creino una certa distanza con la vittima: pistola, veleno e come spesso abbiamo letto in alcuni fatti di cronaca nera anche iniezioni letali, ad esempio le cosiddette "angeli della morte", ossia "infermiere killer". Le vittime, come accennato sopra, sono quasi sempre persone con le quali queste donne hanno un qualsivoglia rapporto: mariti, figli, amanti, parenti e conoscenti. La donna assassina è una donna che, però, nella sua infanzia ha spesso dovuto "cedere" a situazioni multiproblematiche  di vario genere, sviluppando, negli anni, una personalità aggressiva e repressa con eccessi di violenza che tendono a venir fuori quando ella si sente "in trappola", quando non riesce a dominare una situazione che le provoca grave disagio o quando qualcuno intralcia i suoi piani. Quest'ultima modalità evidenzia da parte di questa tipologia di donna una capacità di mettere in atto forme di manipolazione sia delle vittime predestinate che di chiunque possa loro essere utile, come complice e spesso come "manovalanza", nella commissione del delitto. Circa le donne che uccidono emerge o una insicurezza di fondo che le rende quindi soggetti passivi, fragili e cedevoli al delitto commesso ad esempio in coppia con un uomo che a loro appare  forte, sicuro e carismatico in grado di farle sentire non più insicure, fragili e vulnerabili oppure, come avviene, invece, in altri casi la rabbia e la aggressività, spesso repressa nel tempo, di queste donne fa di alcune di loro assassine spietate e pianificatrici”. 

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Cronaca

Covid-19, da Torino a Napoli folla per le strade, nei parchi e sul litorale. A Roma oltre un centinaio di segnalazioni

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Non si placa la calca nei centri storici, parchi e spiagge complice il bel tempo del weekend, l’ultimo in giallo per diverse regioni italiane. Dopo il ‘rave party’ improvvisato ieri ingressi contingentati e ‘senso unico’ in Darsena a Milano: è la prima conseguenza della folla che si è ritrovata ieri sera per una sorta di festa nell’ultimo sabato in zona gialla per evitare assembramenti anche semplicemente di famiglie a passeggio. Da stamattina sono state montate transenne e chiusi gli accessi laterali.

In Darsena si entra quindi da piazza 24 maggio e si esce da piazzale Cantone. Si stanno nel frattempo analizzando le immagini dei rave per identificare i partecipanti, che saranno sanzionati.


Oltre un centinaio di segnalazioni in questo fine settimana per assembramenti in diverse zone della Capitale
, dal Centro Storico al litorale, con controlli rafforzati da parte della Polizia Locale per il rispetto delle norme anti- Covid. Lo rende noto la polizia locale. Verifiche hanno riguardato anche Ostia, con gli agenti impegnati in varie località del lungomare capitolino. In diverse zone della movida come Monti, Trastevere, San Lorenzo e a piazza Bologna, le pattuglie sono state impegnate a contrastare assembramenti con chiusure temporanee. Oltre 40 le sanzioni per assembramenti, mancanza di mascherine.

Affollati i principali parchi della Capitale e il litorale nell’ultima domenica di febbraio dal clima primaverile. In molti hanno deciso di trascorrere la mattinata all’aria aperta nelle ville storiche della città o passeggiando vicino al mare. In atto anche questo fine settimana il piano anti-assembramenti. Controlli delle forze dell’ordine nelle principali vie dello shopping, nei parchi della Capitale, sul litorale e nelle zone dei laghi. Sorvegliati speciali via del Corso e tutta l’area del Tridente. Nel pomeriggio è prevista, inoltre, una manifestazione contro le discriminazioni a piazza del Popolo a cui sono attese circa 700 persone. I controlli, messi a punto nei giorni scorsi durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Carmine Esposito, stanno interessando da venerdì il quartiere Trastevere con un rafforzamento dei servizi e la delimitazione della Scalea del Tamburino e della Fontana di santa Maria in Trastevere. I controlli nel quartiere, suddiviso in due aree, vengono effettuati da polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Nei primi due giorni sono state identificate 190 persone, di cui una sanzionata perché non indossava la mascherina.

La Campania è in zona arancione, ieri il governatore De Luca ha invitato i cittadini a rimanere in casa il più possibile: ma la movida del sabato sera e il sole di stamane hanno creato ancora assembramenti, protagonisti soprattutto giovani e giovanissimi non di rado privi di mascherina. Gli episodi più significativi a Napoli e in provincia, dove – denuncia il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli di Europa Verde – spesso “la situazione è fuori controllo. Ritengo gravissimo che a Napoli, zona piazza del Gesù, e al corso Umberto di Torre Annunziata gli equipaggi delle forze dell’ordine siano stati pesantemente insultati dai giovani presenti. Dal centro storico partenopeo, via dei Carrozzieri, sempre nei pressi di piazza del Gesù, viene un altro video della vergogna con centinaia di giovanissimi assembrati e senza mascherina”. Borrelli pubblica su Facebook le immagini ricevute da cittadini esasperati per la movida senza freni: “E’ giunto il momento di adottare misure severe per coloro che non hanno rispetto per la propria salute e per quella degli altri”. Stamattina ancora folla sui lungomare, a Napoli come a Pozzuoli. Fitti i controlli delle forze dell’ordine anche se la quantità delle persone in strada rende impossibile fermare tutti coloro che passeggiano senza mascherina.

Intensificati i controlli anti-movida a Torino in questo weekend con interventi della polizia per far rispettare le norme anti Covid. Venerdì tre esercizi commerciali sono stati chiusi per 5 giorni in via Napione, via Rossini e largo Montebello per aver venduto alcolici da asporto oltre l’orario consentito. Chiuso sempre per 5 giorni un mini market dove non veniva rispettato il numero massimo di clienti al suo interno. Multa anche per il proprietario di un locale in via Catania a causa di assembramenti all’esterno del suo bar. Sei persone multate per assembramenti, tre per mancanza di utilizzo delle mascherine e altri tre per aver consumato cibo d’asporto in prossimità dei locali. Sabato multati due esercizi commerciali, in via Napione e Corso Regina Margherita e un minimarket in via San Massimo e tre persone multate per assembramenti.

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Milano, aggredisce violentemente anziana mentre preleva al bancomat: arrestato 23enne

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MILANO – Arrestato in flagranza per rapina aggravata un romeno 23enne, pregiudicato per reati vari contro il patrimonio e domiciliato presso il campo nomadi di via Novara a Milano.

Il malvivente ha avvicinato un’anziana 78enne che era intenta a prelevare denaro ad uno sportello bancomat in via Risorgimento aggredendola con violenza e, dopo averla colpita con un pugno ed averla spintonata facendola cadere a terra, ha ritirato 1000 euro dal conto della donna, dandosi poi alla fuga.

Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 26 febbraio a San Giuliano Milanese dove sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di San Giuliano Milanese e della Sezione Radiomobile della Compagnia di San Donato Milanese. Il tempestivo intervento dei militari ha consentito di rintracciare il rapinatore, che nel frattempo si era rifugiato all’interno di una struttura abbandonata in via Emilia, quindi di arrestarlo e recuperando la refurtiva, che è stata restituita all’anziana vittima.

La donna è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vizzolo Predabissi dove è stata gli sono state riscontrate varie contusioni e giudicata guaribile in giorni 12 s.c..

Il 23enne, al termine delle formalità di rito, è stato portato presso la Casa Circondariale di Lodi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Roma, bus Atac prende fuoco sul Raccordo Anulare: paura tra gli automobilisti

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Paura tra gli automobilisti in transito per un autobus che ha preso fuoco durante il servizio. Mentre viaggiava lungo il Raccordo, giunta all’altezza dello svincolo di Tor Bella Monaca, su una vettura fuori servizio si è sviluppato un incendio. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Nessun problema per le persone. La vettura era in servizio da quasi 20 anni.

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