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OMICIDIO LORIS STIVAL: OGGI SI ESAMINANO I FILMATI

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In Tribunale a Ragusa sono giunti stamattina anche la zia, Antonella Stival e il padre di Veronica, Francesco Panarello.

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LEGGI ANCHE: [IN] GIUSTO PROCESSO: TUTTO PRONTO PER IL CONVEGNO CONTRO IL PROCESSO INDIZIARIO

 

di Chiara Rai

Ben dodici telecamere smentiscono la versione di Veronica Panarello la madre del piccolo Loris Stival, il bambino trovato morto in un canale di scolo nei pressi della strada del vecchio mulino a Ragusa.  Questa mattina si terrà a Ragusa l'incidente probatorio deciso dal Gip del Tribunale ragusano Claudio Maggioni sui filmati registrati dalle telecamere di sicurezza a Santa Croce Camerina il giorno della scomparsa di Loris, il bambino di 8 anni, ritrovato cadavere il 29 novembre scorso. Ad essere accusata dell'omicidio è la madre del piccolo, Veronica Panarello, detenuta nel carcere di Agrigento.

"Finalmente si stabilisce equilibrio tra accusa e difesa davanti a un giudice terzo e un perito nominato che dovra' estrapolare le immagini per fare un dvd forense per ricostuire la realtà di quel giorno". Lo ha detto l'avvocato Francesco Villardita, difensore di Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris, arrivando al Tribunale di Ragusa dove oggi si tiene l'incidente probatorio sulle videoregistrazioni che secondo la Procura accusano l'indagata.

In Tribunale a Ragusa sono giunti stamattina anche la zia, Antonella Stival e il padre di Veronica, Francesco Panarello. "Siamo stati sabato a trovare Veronica, come sempre", ha detto Antonella Stival. "E' sciupata -ha aggiunto la zia- ma combattiva. Un figlio glielo hanno ucciso l'altro lo hanno portato via. Chiede sempre di Diego".

LE TAPPE PIU' SALIENTI DEL CASO

Intanto si complica la posizione di Veronica Panarello: il bambino visto dalla testimone non è Loris. Si complica la situazione di Veronica Panarello la giovane mamma accusata dal Pm Carmelo Petralia e dal Sostituto Procuratore Mario Rota dell'omicidio del suo bambino di otto anni Loris Stival consumatosi lo scorso 29 novembre. Loris è stato trovato morto in un canale di scolo nei pressi della strada del vecchio mulino a Ragusa. Ora quella testimone che asseriva di aver visto un bambino somigliante a Loris poco dopo il suono della campanella non è allo stato dei fatti la possibile chiave di difesa della donna in quanto sarebbe stato identificato un bambino che la mattina del 29 novembre 2014, giorno dell'omicidio del piccolo Loris Stival, sarebbe stato visto a Santa Croce Camerina (Ragusa) da Lorenza Emmolo. La donna sostiene di avere incontrato per strada un bambino "con tratti somatici molto simili a quelli della fotografia" di Loris diffusa dai carabinieri. Il piccolo, con aria spaesata, era ancora in giro per Santa Croce poco dopo l'orario di ingresso a scuola. La donna gli avrebbe chiesto se avesse bisogno di qualcosa e se stesse andando a scuola. "Ci sto andando" le aveva risposto il piccolo. Ed in effetti quel bambino, ora identificato, a scuola ci è andato. Lorenza Emmolo avrebbe già dichiarato in passato di non essere sicura di poterlo riconoscere perché lo avrebbe visto di sfuggita.

Scarcerazione, Panarello ricorre in Cassazione. La mamma del piccolo Loris ci riprova ancora. Veronica Panarello ricorre in Cassazione contro il provvedimento del Tribunale del riesame che ha rigettato la sua scarcerazione. E' l'avvocato Francesco Villardita a depositare a Catania il ricorso un giorno prima della scadenza dei termini.

Quel secondo mazzo di chiavi date a Loris. Dall'ordinanza del Gip di Ragusa Claudio Maggioni che ha confermato il carcere per Veronica Panarello, madre del piccolo Loris, emergono degli importanti particolari. La donna, secondo la ricostruzione esposta dal Gip, apre il garage "dall'interno, non avendo con se' le chiavi e vi posteggia l'auto". Secondo alcune intercettazioni del nonno paterno, Andrea Stival, le chiavi di casa "che erano in macchina sono state date a Loris. Adesso questo qua mi viene in mente -ha detto l'uomo ascoltato dagli inquirenti- perche' lei ha un altro mazzo di chiavi dentro la macchina, dove ci sara' quella del garage". Intanto è crisi tra marito e moglie. "Se ci saranno le prove non le starò accanto". Davide Stival, padre del piccolo Loris, risponde per la prima volta all'appello della moglie, Veronica Panarello, che dal carcere gli ha chiesto di non abbandonarla. L'uomo pero' poi aggiunge: "Ho visto tre sagome che escono da casa e le ho riconosciute, ma al ritorno non saprei. Si riconosce una persona che torna dopo poco, ma non si capisce neanche se ha lo zaino".

Le bugie: trovato un altro cellulare di Veronica intestato all'amica. E' stato sequestrato dagli inquirenti di Ragusa un telefono cellulare con utenza intestata a un'amica di Veronica Panarello, ma che sarebbe stato in effetti usato dalla madre del piccolo Loris. Sarebbe questo il telefonino "segreto" di cui si era parlato nei giorni scorsi, la cui esistenza era stata negata con forza dalla donna durante l'interrogatorio dal Gip.

Veronica, ha detto il legale della donna, aveva negato "la presenza di un secondo telefonino e l'unico lo ha messo a disposizione della magistratura, lo ha consegnato spontaneamente alla magistratura quando era ancora libera" Intanto e' attesa per il primo pomeriggio, la decisione del Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, sul fermo della Panarello. Anche ieri nell'interrogatorio di garanzia la donna ha continuato a respingere le accuse e a ripetere la sua versione dei fatti. Un lunghissimo interrogatorio, "molto articolato", nel quale "ha risposto a tutte le domande senza alcun cedimento, confermando la stessa versione dei fatti, senza contraddirsi". Lo ha detto l'avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica. Davanti al giudice la mamma della piccola vittima ha ripetuto la sua innocenza e affermato di volere "pienamente collaborare". La donna accusata di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, ha ribadito di avere accompagnato il figlio a scuola e che, ha riferito il legale, "è stata vista dal vigile urbano che era in servizio, indicando anche il sesso dell'ufficiale di polizia giudiziaria, una donna, di cui ha fatto il nome".

La mamma di Loris segnala nel 2004 la presenza di Denise Pipitone. La madre di Andre Loris Stival, il bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina (Ragusa), nel 2004 segnalò di aver visto Denise Pipitone, la bimba rapita a Mazara del Vallo (Trapani) il primo settembre di quell'anno e mai più ritrovata. Veronica Panarello, che nel 2004 aveva 15 anni, si recò nella caserma dei carabinieri per affermare di aver visto la bambina. Fu l'unica segnalazione di questo genere nella zona di Ragusa dopo il sequestro di Denise.

L'inquietante storia delle fascette e la ricostruzione dei fatti raccontata da Veronica. "Il papa' di Loris, su richiesta della mamma, ci ha dato una confezione, aperta, di fascette di plastica bianche, sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe". A parlare e' la maestra Teresa Iacona, confermando la ricostruzione fornita dalla dirigente della scuola "Falcone e Borsellino", Giovanna Campo, sulle fascette in plastica, simili a quelle usate per uccidere il bambino di 8 anni a Santa Croce Camerina (Ragusa). "Noi -ha aggiunto la maestra- siamo rimaste sorprese perche' non avevamo mai chiesto di portarle, perche' non era previsto il loro utilizzo a scuola. La mia collega ha chiamato la polizia e successivamente le abbiamo consegnate in questura. Nessuno mai a scuola ha chiesto fascette". La maestra ricorda ancora che: "Mentre parlavamo con la madre ci ha detto che c'erano queste fascette che a suo dire noi avevamo chiesto di comprare per fare esperimenti, era una confezione aperta. E' stata la madre a sollecitare il padre dicendogli: valle a prendere. Lui le ha portate e noi ci siamo molto sorprese, meravigliate, non avevamo mai chiesto una cosa del genere, per questo abbiamo deciso di informare gli investigatori. E' importante fare chiarezza -ha concluso Teresa Iacona- perché a scuola materiale pericoloso non è mai entrato".

Intanto le telecamere poste sulla linea della scuola "Falcone e Borsellino" di Santa Croce Camerina (Ragusa) non hanno ripreso la "Polo" nera di Veronica Panarello, madre del piccolo Andrea Loris Stival. Gli inquirenti hanno ultimato in tarda mattinata l'esame delle immagini provenienti dagli apparecchi posizionati attorno all'edificio scolastico, alcuni dei quali sono risultati non attivi. L'auto della mamma di Loris non compare nelle inquadrature di quelli funzionanti. La donna, che sostiene di aver lasciato Loris a scuola sabato mattina e di essere poi andata a un corso di cucina al castello di Donnafugata, in una delle occasioni in cui e' stata ascoltata dagli inquirenti, avrebbe detto di non esseresi fermata con la macchina davanti alla scuola, ma di aver fatto scendere il figlio in una traversa laterale.

Salute

Lotta al Covid, Mario Draghi: “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”

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“L’eterologa funziona, io sono prenotato martedì”. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa parlando dei vaccini nella sala polifunzionale della presidenza del Consiglio.
Al punto stampa partecipano anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo.

Ho più di 70 anni” e la prima dose con Astrazeneca “ha dato risposta bassa e mi si consiglia di fare l’eterologa. Quindi funziona per me e ancor più vero funziona per chi ha meno di 70 anni e meno di 60 anni“, dice il premier. “La cosa peggiore che si può fare è non vaccinarsi o vaccinarsi con una dose sola”, afferma Draghi.
“Se uno ha meno di 60 anni e gli è stato proposto di fare l’eterologa ma non vuole, questa persona è libera di fare la seconda dose di Astrazeneca purchè abbia il parere del medico e il consenso informato, bene”. La cosa peggiore è non fare la seconda dose, ribadisce Draghi.
Nonostante tutta la confusione, è straordinario come la popolazione non mostri l’intenzione di diminuire la vaccinazione e di non vaccinarsi, è straordinario. Rispetto ad altri Paesi, è uno dei comportamenti più ammirevoli, ricordiamocelo”, sottolinea Draghi aggiungendo: “Pronti a chiarire ogni confusione ma il comportamento è veramente costante e straordinario”.
“Non c’è alcun motivo” di temere “che ci sarà un rallentamento” nella campagna vaccinale. “Anzi, ci sara’ maggiore libertà di scelta, quindi non c’è motivo per temere un rallentamento”, sottolinea Draghi.

  “Domani inoltrerò la richiesta al Cts perché ci dica se possiamo togliere la mascherina o no”, lo dice il premier aggiungendo: “Ma non ci sono date”. “Sullo stato di emergenza decideremo quando saremo vicini alla scadenza”.

“Nel nostro Paese è stato disposto l’obbligo per il vaccino anti-Covid per gli operatori sanitari e ciò è giusto ma in questo momento non c’è la previsione di altri tipi di obbligatorietà. Vediamo una risposta positiva dei nostri cittadini e la campagna continuera “. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“E’ stata già fatta tutta la pianificazione e riprogrammato con le regioni affinché siano già assicurate dosi con l’eterologa per tutto giugno, a breve per tutto luglio. Si tratta di 990mila cittadini che saranno vaccinati con mRna e quindi non ci saranno rallentamenti, il ritmo resterà di 500mila somministrazioni al giorno”. Così il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo.

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Salute

Covid, Italia verso il bianco totale

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L’Rt passa da 0,68 della scorsa settimana a 0,69, un lievissimo aumento che secondo gli esperti della cabina di regia fa giudicare ancora stabile l’indice di trasmissibilita’ delle infezioni da Covid in Italia. Continua invece netta la riduzione dell’incidenza, uno dei valori chiave per le decisioni sulle misure, che scende ancora a circa 16.7 casi ogni 100 mila abitanti aggiornato a ieri, rispetto a 25 di 7 giorni fa.

Sono, secondo quanto si apprende, i dati contenuti nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute, ora all’esame della cabina di regia, che saranno presentati oggi.

Secondo il rapporto, tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso, tranne tre: Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Molise, che sono invece classificate a rischio moderato. Tutte hanno comunque un valore dell’Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. 

Nessuna Regione o provincia automa supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o in area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è 6%, sotto la soglia critica, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 688 (08/06/2021) a 504 (15/06/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente (6%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 4.685 (08/06/2021) a 3.333 (15/06/2021). Quattro Regioni, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia e Veneto, riportano una allerta di resilienza, nessuna riporta molteplici allerte, 

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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