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OMICIDIO REGENI: FACCIA A FACCIA TRA EGITTO E ITALIA

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Tempo di lettura 10 minuti Al Cairo si è tanuto un importante incontro tra il procuratore generale egiziano Nabil Sadeq e il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone

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di Angelo Barraco
 
Cairo – La morte di Giulio Regeni è ancora avvolta dal mistero, molti sono i dubbi che avvolgono gli ultimi momenti di vita del giovane ricercatore, morto barbaramente per mano ancora ignota. Al Cairo si è tanuto un importante incontro tra il procuratore generale egiziano Nabil Sadeq e il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone. Si apprende che entrambe le parti “hanno scambiato importanti informazioni” e inoltre si sono accordati per “incrementare la reciproca cooperazione per definire la realtà dei fatti e arrivare a individuare i responsabili”. La Procura egiziana ha diffuso un comunicato a firma Pignatone-Sadeq, dove si legge: “Nel pomeriggio del 14 marzo 2016 si è tenuto nell'ufficio del Procuratore generale della repubblica Araba d'Egitto e su invito di quest'ultimo, dottor Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma, ed il dottor Sergio Colaiocco, sostituto, un incontro per discutere della morte del cittadino italiano Giulio Regeni” il comunicato prosegue “Durante l'incontro entrambe le parti si sono scambiate importanti informazioni riguardo il caso Regeni, si è convenuto su uno scambio reciproco di punti di vista riguardanti l'indagine e concordato che queste siano condotte con grande impegno. Entrambe le parti hanno inoltre convenuto di incrementare la loro collaborazione diretta per arrivare a prove concrete e ad arrestare i colpevoli”. Il comunicato termina così “Il Procuratore egiziano ha chiarito alla sua controparte italiana che le indagini egiziane proseguiranno sotto la sua diretta supervisione. Gli italiani da parte loro, si sono offerti di assistere l'ufficio incaricato in Egitto con informazioni riguardo l'accaduto. Un fatto questo che è stato molto apprezzato dall'ufficio incaricato in Egitto. Entrambe le parti hanno convenuto un incontro fra le polizie. il vertice avverrà molto presto a Roma”. 
 
Emerge da fonti della procura egiziana, che riportano a loro volta testimonianze di Hisham Abdel Hamid, il direttore del dipartimento di medicina legale del Cairo che ha eseguito l’autopsia sul corpo di Giulio, che il giovane è stato torturato prima di morire e tali torture sarebbero durate per circa sette giorni. Le ferite sarebbero state inferte ad intervalli di 10-14 ore: “Questo significa che chiunque sia accusato di averlo ucciso, lo stava interrogando per ottenere informazioni”. Ma quali informazioni potevano volere da Giulio? Un altro funzionario ha rivelato: “L'autopsia mostra una serie di ferite inflitte tutte in una volta, poi ci sono altre ferite inflitte successivamente e un'ultima serie di lesioni mostra che lo hanno colpito una terza volta” inoltre “le ferite e le fratture si sono verificati in tempi diversi in intervalli durante un periodo di circa cinque-sette giorni”. Hanno rivelato inoltre che Giulio Regeni è stato ucciso “da un colpo con un oggetto appuntito alla parte posteriore della testa”. Una fonte della sicurezza ha riferito che Giulio sarebbe stato “tradito da uno dei responsabili delle sue attività”. Ovvero qualcuno “che avrebbe deciso di sbarazzarsi di lui dopo aver profittato delle informazioni”. Emerge inoltre che il capo della medicina legale egiziana citato poc’anzi non è stato chiamato in Procura. Sui media si legge che il medico avrebbe deposto in Procura ma dal Cairo, l’assistente del ministro precisa: “non ha reso alcuna testimonianza finora”. Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, ha precisato che è stata assicurata dalle autorità egiziane "che i vari elementi di indagine dai noi richiesti ci siano dati in tempi rapidi. Il governo si aspetta una cooperazione piena, efficace e tempestiva sul terreno investigativo" perché "sia la famiglia Regeni che la dignità del nostro Paese richiedono che su questa vicenda si abbiamo elementi certi e seri”. Giuseppe Esposito, vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ha riferito: “L'Italia deve pretendere la verità e dimostrarsi capace di rispondere alle falsità che arrivano dall'Egitto, non abbassando la guardia e non avendo paura di pregiudicare eventualmente rapporti anche economici” ha aggiunto inoltre “dobbiamo sapere come sono andate esattamente le cose, ne va della dignita' nazionale: un Paese per avere rispetto deve avere rispetto innanzitutto dei suoi cittadini e proteggerli in qualsiasi parte del mondo si trovino”.
 
Una fonte della sicurezza ha dichiarato al quotidiano egiziano Akhbar Al Youm, che Giulio Regeni “Prima della sua scomparsa la sera del 25 gennaio effettuò 20 chiamate telefoniche”.
Nel quotidiano egiziano viene precisato che “il rapporto della compagnia telefonica consegnato agli investigatori fornisce prove chiare” e che il documento in questione è d’aiuto nella ricerca dei responsabili. Aggiunge inoltre: “dopo aver verificato il numero di chiamate effettuate il 24 e 25 gennaio, include altre persone sospette”, il giornale riferisce inoltre che “I servizi di sicurezza stanno per completare l'interrogatorio delle persone che l'avevano chiamato e dei suoi amici”. 
 
Giulio era un ricercatore, che è morto in seguito a delle atroci torture. Le indagini della Procura hanno stabilito un unico punto fermo in questa torbida vicenda, Giulio è stato ucciso da professionisti della tortura e delle sevizie. Escluso quindi un delitto per droga, l’autopsia non ha rilevato alcuna traccia di sostanza stupefacente, escluso anche il movente passionale o la rapina. Le indagini hanno inoltre riscontrato che Giulio conduceva una vita tranquilla, non faceva uso di droga ed era felicemente fidanzato. Sono emersi inoltre i primi risultati dagli esami del computer, non sono emersi legami del giovane ricercatore con i servizi segreti e non risulta che abbia avuto contatto con persone equivoche. Alla luce dei risultati emersi si può affermare che i suoi killer hanno agito per interessi legati alla sua attività di ricerca. Presto verranno passati al setaccio i social network del giovane, per individuare i suoi spostamenti attraverso geolocalizzazione. Un episodio che aveva turbato il giovane ricercatore, riguardava una foto scattata da uno sconosciuto nel corso di un’assemblea. Si attendono i dati definitivi dell’autopsia. 
 
Recenti episodi. Il Ministro dell’Interno egiziano Magdi Abdel Ghaffal ha detto in una conferenza stampa: “La ricerca dei criminali e dei responsabili dell'uccisione di Giulio Regeni è in cima alle nostre priorità e ai nostri sforzi”, sono parole che ha riferito in una conferenza stampa con Sherif Ismail e ha evidenziato che la morte di Giulio Regeni è un “argomento di grande importanza” e precisa che lo, sia per “i rapporti con l'Italia” e sia perchè “non lasciamo alcun crimine senza trovare gli autori. Ghaffar ha inoltre aggiunto che si stanno facendo "tutti gli sforzi" possibili e che l'Italia è "costantemente informata”.
 
Le indagini. La polizia egiziana  ha ascoltato, con la presenza degli investigatori italiani, due testimoni. Si tratterebbe di due inquilini del palazzo in cui viveva Giulio. I due sono stati chiamati a chiarire una circostanza che tutt’ora è sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti e che sarebbe stata riferita da alcuni testimoni, ovvero che degli sconosciuti avrebbero chiesto informazioni sul giovane ricercatore all’interno dell’immobile. Tanti mezzi d’informazione hanno parlato di un probabile coinvolgimento di Regeni con i servizi segreti, la famiglia del giovane ricercatore tende a precisare, attraverso il proprio legale: “smentisce categoricamente ed inequivocabilmente che Giulio sia stato un agente o un collaboratore di qualsiasi servizio segreto, italiano o straniero. Provare ad avvalorare l'ipotesi che Giulio Regeni fosse un uomo al servizio dell'intelligence significa offendere la memoria di un giovane universitario che aveva fatto della ricerca sul campo una legittima ambizione di studio e di vita”.
 
Indagini sui contatti: Il fronte italiano sta scandagliando i contatti di Giulio e sono saltati fuori circa 30 amici. Tutti contatti facebook, Skype, con i quali Giulio interagiva ogni giorno dal Cairo. Gli inquirenti vogliono ricostruire il tipo di relazioni che il giovane aveva e se questa rete lo ha portato, in qualche modo, alla tragica e misteriosa fine. Gli inquirenti sostengono che  i carnefici del giovane ricercatore lo hanno torturato per carpire da lui informazioni in merito al suo lavoro. Gli inquirenti hanno analizzato il computer del giovane ed è emerso che il giovane scambiava quotidiane conversazioni in chat con colleghi e professori, inviava anche i report sugli incontro con gli esponenti dei sindacati e dei venditori ambulanti. Dal fronte egiziano i depistaggi sono tanti, troppi, dal primo falso arresto di due uomini che non c’entravano nulla ad un presunto testimone che si è recato in ambasciata riferendo che Giulio sarebbe stato prelevato da due poliziotti alle 17.30, l’uomo è stato smentito da una telefonata che da una chat. Adesso l’Egitto mette le mani avanti sulla vicenda e in una nota ufficiale invitata all’intelligence italiana ribadisce “Noi non c’entriamo nulla” con la scomparsa e morte di Giulio e ribadiscono l’estraneità dei servizi segreti in questa vicenda e che il nome del giovane fosse estraneo dai 007 egiziani. Come mai l’Egitto è prevenuta e mette le mani avanti? Si sta stringendo il cerchio e teme che gli inquirenti italiani arrivino presto alla verità? Gli inquirenti italiani vogliono capire se tutto il materiale di Giulio fosse andato a finire nelle mani di qualcuno e per tali ragioni avrebbe compromesso la sua incolumità. Su questa ci sono soltanto dubbi, le uniche certezze sono che la sera del 25 gennaio Giulio scompare alle ore 20 circa, ma non arriva mai a cena a casa di Hassanein Kashk, anche se dal fronte egiziano avevano riferito in un primo momento che il giovane era arrivato a quella festa. 
 
La morte di Giulio si tinge sempre più di giallo, sembra essere diventata parecchio nebulosa. L’Italia vuole vederci chiaro e batte i pugni per avere risposte certe e concrete dall’Egitto, ma le risposte sembrano vaghe, distanti e quella disponibilità assoluta concessa all’inizio sembra un paradosso se si analizzano bene alcune dinamiche che sono state messe in atto per chiudere in fretta la vicenda. Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, in un’intervista a Repubblica ha riferito: “Non ci accontenteremo di verità presunte, come già abbiamo detto in occasione dei due arresti inizialmente collegati alla morte di Giulio Regeni. Vogliamo che si individuino i reali responsabili, e che siano puniti in base alla legge”.
 
L’autopsia ha confermato che il giovane non ha subito abusi ne violenze sessuali. E’ emerso che a cagionare la morte del brillante studente è stato un colpo ricevuto alla testa. E’ stata riscontrata inoltre una frattura alla colonna vertebrale determinata da una torsione innaturale del collo messa in atto sicuramente da una persona che stava di fronte a lui e ha causato la rottura del midollo spinale con conseguente crisi respiratoria che ha cagionato la morte.  L’autopsia ha confermato che il ragazzo è morto in seguito ad una frattura alla vertebra cervicale e la frattura è stata provocata da un colpo violento al collo o da tensione indotta oltre il punto massimo di resistenza. E’ stato inoltre confermato ciò che era stato anticipato nella prima e approssimativa ispezione del corpo, ovvero che Giulio è stato pestato con violenza, sul suo corpo ci sono diverse lesioni dovute ad un violento pestaggio e segni di bruciature. Verrà eseguita anche una TAC, radiografie e analisi tossicologiche. Nel corso dell’ispezione cadaverica, gli esperti hanno raccolto inoltre alcuni reperti che verranno analizzati. Sembra inoltre che le autorità egiziane non stiano dando la piena collaborazione in merito alle indagini, poiché gli investigatori italiani non hanno avuto accesso agli atti e non hanno potuto incontrare chi sta svolgendo le indagini in loco. Gli unici contatti che gli investigatori italiani tengono al Cairo sono con i funzionari, ma costoro non si occupano del caso. Paolo Gentiloni riferisce: “A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall'ambasciata sia dagli investigatori italiani che stanno cominciando a lavorare con le autorità egiziane siamo lontani dalla verità”. Andrea Orlando, ministro della Giustizia riferisce invece: “Ci aspettiamo che sia raggiunta al più presto la verità e che sia fatta giustizia. Chiediamo piena collaborazione alle autorità egiziane e chiediamo loro di agire con determinazione, trasparenza e rapidità”. sul corpo del giovane ricercatore friulano ci sono decine di "piccoli tagli", anche sotto la pianta dei piedi. A Regeni, spiegano inoltre le fonti, è stata strappata un'unghia della mano e una del piede. "Ci sono segni di piccoli tagli – dicono le fonti – su tutto il corpo, sia nella parte anteriore che posteriore". Tra le diverse fratture riscontrate anche quella delle scapole. Da fonti investigative italiane si apprende che nè il telefonino nè il passaporto di Giulio Regeni sono stati trovati dagli inquirenti che indagano sulla morte, al Cairo, del giovane ricercatore italiano. Sia il passaporto che il cellulare potrebbero essere stati distrutti, o comunque fatti sparire, dai responsabili dell'omicidio di Regeni.
 Data della morte: Gli esami eseguiti sul cadavere non hanno consentito di stabilire al momento la data esatta della morte di Giulio. Gli esperti hanno valutato i fenomeni di trasformazione del cadavere e si attendono gli esami di laboratorio per poter stabilire e collocare la data della morte. E’ atteso inoltre il nulla-osta per la restituzione del corpo alla famiglia. I funerali si terranno a Fiumicello ma il giorno non è stato ancora prestabilito poiché la famiglia vuole dar modo e tempo agli amici di Giulio sparsi per il mondo, di organizzarsi e venire in Friuli.
 
Fronte egiziano. Il quotidiano “Al Ahram” scrive che il giovane prima di scomparire, in data 25 gennaio, avrebbe partecipato ad una festa e vi era “un certo numero di amici”. Scrivono: “Le indagini degli uomini della Sicurezza hanno analizzato gli ultimi momenti prima della scomparsa della vittima ed si è constatato che egli era in una festa in compagnia di un certo numero di suoi amici e dopo è scomparso il 25 gennaio” continua dicendo “La squadra di inquirenti esamina tutte le relazioni della vittima, sia con egiziani che con stranieri residenti al Cairo, e i luoghi che frequentava” inoltre emerge un dettaglio molto importante, ovvero: “il generale Alaa Azmy, assistente del direttore del Dipartimento generale delle indagini di Giza" ha diretto indagini “approfondite per esaminare gli appartamenti abitati per esaminare coloro che li frequentano e li abitano”, in riferimento al quartiere dove è stato rinvenuto il cadavere di Giulio. Ma la circostanza della festa trova contraddizione perché fino ad ora era emerso che il giovane si stava dirigendo alla festa e mai arrivato e che il suo rapimento fosse avvenuto lungo il tragitto per le vie del centro, prima delle ore 20 e non di una circostanza come quelle sopracitate sul quotidiano.
 
E la vicenda dei due arrestati in Egitto? Un depistaggio? Sembrerebbe proprio di si!  i due soggetti arrestati in realtà non sono stati mai arrestati ma semplicemente sospettati e quindi fermati poiché al momento vi sono controlli e interrogatori su amici e colleghi di Giulio, successivamente sono stati rilasciati. Ma perché diffondere la notizia di un’eventuale arresto di due persone? L’Egitto ha forse fretta di chiudere il caso e vuole consegnare all’Italia UN colpevole e non IL colpevole, per mettere a tacere una faccenda scomoda? Chi ha ucciso Giulio e soprattutto, perché?
 
La scomparsa, il ritrovamento. La scomparsa di Giulio Regeni, studente friulano scomparso dal Cairo il 25 gennaio, ha avuto un tragico epilogo. Il corpo del giovane 30enne è stato rinvenuto alla periferia della capitale egiziana, all’interno di un fossato. Giulio sarebbe stato ucciso, ma le circostanze che hanno portato alla sua morte non sono chiare, saranno le indagini a far luce al mistero che avvolge la sua morte.  Secondo quanto scrive il sito del quotidiano Al Watan, sul corpo del giovane vi sarebbero segni di tortura. Sul giornale vi è scritto: “Ritrovamento del  corpo di un giovane uomo di circa 30 anni, totalmente nudo nella parte inferiore, con tracce di tortura e ferite su tutto il corpo”, il cadavere sarebbe stato rinvenuto nella zona di Hazem Hassan.
Non si sa molto in merito agli ultimi istanti di vita del giovane, prima delle 20 di quel lunedì sicuramente era vivo e stava andando a trovare alcuni amici per un compleanno, a confermare questa circostanza è l’amico Omar Aassad. Si stava muovendo a piedi sulla sponda del Nilo, tra il quartiere di El Dokki e il centro. Le informazioni che al momento giungono sono poche, ma visto il luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere si può ipotizzare che si sia trattato di una rapina finita male. L’Italia si stringe attorno al dolore della famiglia del giovane, Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, ha scritto su facebook: “Siamo sgomenti per la giovane vita spezzata di Giulio Regeni. Il nostro pensiero è tutto per la famiglia, che sta vivendo momenti di indicibile sofferenza. Auspichiamo che sia fatta luce completa su ogni particolare di questo dramma terribile”.  

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Finlandia, fiera internazionale del turismo rimandata al 2023

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Matka Nordic Travel Fair è riprogrammata, Matka Workshop Day organizzato virtualmente

L’Agenzia amministrativa statale regionale per la Finlandia meridionale ha vietato tutti gli eventi pubblici organizzati al chiuso nell’area metropolitana di Helsinki per il periodo dal 28 dicembre al 17 gennaio. Questo è il motivo per cui gli organizzatori di Matka 2022, la fiera internazionale del turismo, sono stati costretti a prendere questa difficile decisione di annullare e riprogrammare l’evento per il 19-22 gennaio 2023, decisione presa in collaborazione con l’Associazione finlandese dell’industria dei viaggi (SMAL).

La situazione in continua evoluzione con restrizioni è molto impegnativa sia per gli organizzatori che per i loro clienti; il periodo di preparazione per la fiera Matka è lungo, motivo per cui le decisioni devono essere prese in modo proattivo e tempestivo. Gli enti preposti intendono agire in modo responsabile e garantire che tutti i clienti abbiano la possibilità di prepararsi adeguatamente per la fiera e garantire così un successo commerciale e una partecipazione sicura per quanto riguardala salute.

Nonostante la riprogrammazione di MatkaNordic Travel Fair, l’organizzazione  Messukeskus i suoi partner hanno deciso di organizzare la giornara specialistica del MatkaWorkshop Day come evento virtuale. Informazioni più dettagliate sulle modalità verranno inviate ai partecipanti nei prossimi giorni.

 Gli organizzatori hanno espresso l’auspicio, tuttavia, che la copertura vaccinale in costante aumento e l’epidemia in graduale diminuzione, nelle prossime settimane, permettano di organizzare nuovamente eventi e di dar presto la possibilità di realizzare eventi in fiera.

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Addio a Desmond Tutù, simbolo della lotta all’apartheid

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E’ morto a 90 anni Desmond Tutu, l’arcivescovo simbolo della lotta all’apartheid in Sudafrica. A dare la notizia è stato il presidente, Cyril Ramaphosa: “La scomparsa dell’arcivescovo emerito Desmond Tutu è un altro capitolo del lutto nell’addio della nostra nazione a una generazione di eccezionali sudafricani che ci hanno lasciato in eredità un Sudafrica liberato”.

Premio Nobel per la Pace nel 1984, Tutu è stato il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo e ha sempre lottato per difendere gli oppressi e coloro che non avevano diritti. Sono diverse le sue iniziative politiche rivolte ad abbattere le differenze tra bianchi e neri in Sudafrica. E’ stato anche presidente della commissione Truth and Reconciliation Commission che aveva il compito di indagare sulla violazione dei diritti umani. Suoi gli scritti Crying in the wilderness (1982) e Hope and suffering (1983), No future without forgiveness (1999) e God has a dream: a vision of hope for our time (2004). Sarebbe stata coniata da lui la frase Rainbow Nation, nazione arcobaleno, per descrivere il suo paese.Una perdita “incommensurabile”. Così la Fondazione Mandela ha reagito all’annuncio della scomparsa dell’arcivescovo Tutu, definendolo “grande più della vita stessa”. “E per tante persone in Sudafrica la sua vita è stata una benedizione. Era un essere umano – ha proseguito – straordinario. Un pensatore. Un leader”.

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Vienna nel 2022 celebra la vita

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Nel 2022 Vienna intende festeggiare il suo grande ritorno: la metropoli si mostra dal suo lato migliore e torna a celebrare la vita, l’arte, i piaceri e naturalmente la straordinaria vita cittadina in tutte le sue sfaccettature. Vienna torna alla ribalta in tutto il suo splendore. La città si presenta ancora più animata, moderna e splendida di prima della crisi e i (nuovi) motivi per celebrarvi nuovamente la vita non mancano. Infatti Vienna ha sempre puntato sul suo futuro. Proprio come si fa in una metropoli. Sullo sfondo delle glorie imperiali della città, continua a crescere e innovare. Per secoli arte, cultura, scienza, diversità, scambio, architettura e gioia di vivere hanno plasmato la sua anima. Vienna ha vissuto fasi molto diverse, ma una cosa mai: l’immobilità; anche nel 2022, quindi, sarà costantemente in movimento e offrirà a chi la visita e ci abita il meglio di tutti i mondi – in primis arte, cultura, vita cittadina e sapori.


Si celebra l’arte

Il fiorente mondo dell’arte e della cultura è un elemento integrale del DNA di questa città. Tre quarti di coloro che visitano Vienna sono attratti dall’eccezionale offerta artistica e culturale. Ed è proprio così: tra l’Università di Vienna e la piazza Karlsplatz ad esempio, su una superficie di poco meno di 1,2 km², si trovano quasi trenta musei. È difficile trovare zone a più alta densità di arte, da quella dell’antichità fino alla produzione dei giorni nostri. Vienna è una vera e propria fucina artistica, con l’offerta culturale di una città quattro volte più grande. E la scena culturale viennese continua a crescere: nel 2022 a Vienna (ri)apriranno alcuni nuovi musei tra cui il Belvedere Inferiore o la Heidi Horten Collection. E i musei di Vienna propongono numerose rassegne di grande spessore.

Riaperture/inaugurazione di musei dal 2022 in poi Belvedere inferiore (fine gennaio 2022), Rennweg 6, 1030 Vienna, www.belvedere.at
Heidi Horten Collection (inaugurazione prevista per la primavera 2022) Hanuschgasse 3, 1010 Vienna, www.hortencollection.com
Margarete Schütte-Lihotzky-Zentrum (inaugurazione prevista per il marzo 2022), Franzensgasse 16/40, 1050 Vienna, www.schuette-lihotzky.at
Josephinum (riapertura prevista per il 2022), Währinger Strasse 25, 1090 Vienna, www.josephinum.ac.at
House of Strauss im Casino Zögernitz: Museo – Concerti – Brasserie (inaugurazione prevista per l’estate 2022), Döblinger Hauptstrasse 76, 1190 Vienna, www.houseofstrauss.at
Lebendiges Haus/Alte Post (inaugurazione prevista per l’estate/inverno 2022), Dominikanerbastei 11, 1010 Vienna, www.sha-art.com
Wien Museum Karlsplatz (riapertura prevista per il dicembre 2023), Karlsplatz 8, 1040 Wien, www.wienmuseum.at
Villa Beer (apertura prevista per l’inizio del 2024), Wenzgasse 12, 1130 Vienna, www.villabeer.wien

Si celebra la città

L’apertura e lo scambio sono elementi centrali di questa città, e la sua diversità non è una trovata da marketing. A Vienna si registra la presenza di ben 178 nazionalità diverse e questo miscuglio di differenti influssi lo si può sperimentare soprattutto nei suoi numerosi quartieri, ove si sperimenta al meglio la vita urbana i cui lati sono molteplici: la cornice imperiale si alterna all’architettura contemporanea. Nel centro storico ci si muove senza problemi a piedi. Gli spazi pubblici già da tanto non sono più parcheggi ma luoghi dove respirare a pieni polmoni e rilassarsi. Già ora la metà della città è composta da spazi verdi e superfici acquatiche, e quasi mille parchi la punteggiano. Questa città permette tutte le esperienze di una metropoli ma senza stress e in piena sicurezza. Ciò la rende anche perfetta per organizzarvi convegni: oltre duecento suggestivi hotel e sedi di conferenze, storici o anche moderni, rappresentano la cornice perfetta per congressi, incontri aziendali e incentive. Anche nelle nuove aree di espansione urbana si fa attenzione a non limitarsi alla realizzazione di abitazioni innovative e sostenibili ma a integrare in questi spazi anche centri per la ricerca, moderni alberghi di design hotel basati su formule sostenibili, spazi per lavoro, spazi verdi e cultura. Inoltre entro il 2040 vuole diventare una città climaticamente neutra.

Congressi 2022:
ÖHV Hotelierkongress 2022, HOFBURG Vienna (17-19.1.2022)
17th Congress of ECCO (European Crohn’s and Colitis Organisation), Messe Wien (16-19.2.2022)
European Congress of Radiology – ECR, Austria Center Vienna (2-6.3.2022)
25th Congress of the European Association of Hospital Pharmacists – EAHP, Austria Center Vienna (23-25.3.2022)
General Assembly of the European Geosciences Union – EGU, Austria Center Vienna (3-8.4.2022)
European Congress on Interventional Oncology – ECIO, Messe Wien (24-27.4.2022)
Baukongress 2022, Austria Center Vienna (28-29.4.2022)
46th Ordinary UEFA Congress 2022, Messe Wien (10-12.5.2022)
Congress of the European Hematology Association – EHA, Messe Wien (9-12.6.2022)
55th European Human Genetics Conference 2022, Austria Center Vienna (11-14.6.2022)
European Academy of Neurology – EAN, Austria Center Vienna (25.-28.6.2022)
17th European Congress on Neuro-Oncology – EANO, HOFBURG Vienna (15-18.9.2022)
35th European College of Neuropsychopharmacology Congress – ECNP, Austria Center Vienna (15-18.10.2022)
12th World Congress on NeuroRehabilitation, Messe Wien (14-17.12.2022)
Nuovi hotel:
Entro la fine del 2022: realizzazione di circa 12 progetti alberghieri con 2.000 stanze
Nuove aperture 2022 nel segmento del lusso:
The LEO GRAND HOTEL Vienna (77 camere)
Rosewood Vienna (99 camere)
Almanac Vienna (111 camere)
Altre aperture:
magdas Hotel im Stephanushaus (86 camere)
Radisson RED Vienna (179 camere)
BASSENA Wien Donaustadt (198 camere)

Si celebra lo straordinario

In Europa non esiste alcuna metropoli, che abbia dato come Vienna il suo nome a uno stile culinario, la Cucina Viennese, nessuna città, in cui la vite si coltivi in tali quantità, e nessuna, che possa vantare una tale cultura dei caffè. Una cosa che forse sorprenderà: molti degli ingredienti che finiscono nei piatti dei ristoranti locali sono prodotti proprio a Vienna, con tecniche di coltivazioni innovative e a km 0 o quasi. E poi Vienna è persino la capitale del cetriolo: il 62% dei cetrioli austriaci infatti provengono da qui. E non si dimentichi che la città ha un altro grande lusso: qui dai rubinetti esce ottima e freschissima acqua minerale che viene direttamente da sorgenti di montagna. Una caratteristica questa che non è assolutamente ovvia per una metropoli. E c’è ancora qualcosa di straordinario a Vienna: la continua reinterpretazione di oggetti di design e di artigianato, che hanno tradizioni secolari alle spalle. Aziende come Augarten Porzellan ad esempio continuano ad essere al passo con i tempi e realizzano articoli di elevatissima qualità dal moderno design. Giovani designer come Laura Karasinski portano nuova vita nel panorama viennese e con grande successo: per esempio viene commissionato l’arredamento di interi hotel come il nuovo “Superbude” presso il Prater viennese.
Apertura del Weitsicht Cobenzl di Bernd Schlacher (prevista per l’autunno 2022)
8.210 locali – dal ristorante al caffè (fonte: Jahresstatistik 2020 Wirtschaftskammer Wien)
2.240 caffè di tutti i tipi – dal tradizionale caffè al bar (fonte: Jahresstatistik 2020 Wirtschaftskammer Wien). 12 ristoranti viennesi premiati dalla Guida Michelin: il Restaurant Amador è il primo ristorante a tre stelle in Austria. I ristoranti Steirereck, Silvio Nickol Gourmet Restaurant im Palais Coburg, Konstantin Filippou und Mraz & Sohn sono stati insigniti tutti di due stelle, sette altri ristoranti di una stella (fonte: Guida Michelin “Main Cities of Europe 2020”). 153 ristoranti premiati da Gault Millau 2021 a Vienna.Ristorante Steirereck: al 12esimo posto dei “World‘s 50 Best Restaurants” (fonte: www.theworlds50best.com)
Vienna è l’unica metropoli al mondo che pratica una viticoltura degna di nota all’interno dei confini urbani: 700 ettari di superficie viticola, 140 aziende vitivinicole (viticoltori amatoriali esclusi), (fonte: Landwirtschaftskammer Wien). Un terzo della superficie vitivinicola della città è adibita alla viticoltura biologica (fonte: Jahrestätigkeitsbericht 2018 der Landwirtschaftskammer Wien); 645 agricoltori viennesi (fonte: Wiener Landwirtschaftsbericht 2017, pubblicazione biennale)
In definitiva, nel 2022 i motivi per far festa a e con Vienna non mancano. Chi viene a visitare la città tornerà a casa più felice e con piacevoli ricordi che non svaniscono. E anche in futuro la città non si fermerà e continuerà nel suo percorso di città a misura d’uomo e sostenibile. La qualità di vita migliorerà costantemente e il suo futuro è da tempo in atto.

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