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OPEL: 8 MILA MODELLI POTREBBERO ESSERE PERICOLOSI

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L’Opel allerta i proprietari delle vetture Adam e Corsa vendute da maggio 2014, sono stati prodotti con un componente del sistema sterzante che non è conforme alle specifiche e invita a fare dei

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di Cinzia Marchegiani

Opel, sta richiamando due modelli la Adam e la Corsa (modello attuale) consegnate da Maggio 2014. Circa 8000 di questi veicoli sono stati prodotti con un componente del sistema sterzante che non è conforme alle specifiche. La casa automobilistica con urgenza invita, al fine di evitare qualsiasi rischio, di non utilizzare questi modelli prima di essere controllati.
L’Opel sta prendendo provvedimenti immediati, poiché è venuta a conoscenza della circostanza durante controlli periodici di qualità effettuati nello stabilimento di produzione del veicolo, ma non è a conoscenza di alcun incidente o lesione collegato a questo evento.
L’azienda sta mettendosi in contatto con i propri clienti attraverso molteplici canali. Nel caso in cui il veicolo fosse interessato il cliente sarà automaticamente contattato da Opel. Comunque i clienti possono verificare se la loro vettura rientra tra quelle interessate seguendo le istruzioni che vengono indicati dal sito ufficiale dell’Opel che qui riportiamo:
1) è necessario controllare il Numero Telaio del Veicolo e il codice di produzione sull’albero dello sterzo. Il numero di telaio si trova nella parte inferiore del parabrezza, o nel libretto di circolazione del veicolo, sono necessarie le ultime 8 cifre.
Prese le ultime 8 cifre, Per verificare se il veicolo è interessato da questo richiamo, è necessario controllare questo numero di telaio rientra nel seguente intervallo:
OPEL ADAM:
Numero telaio (ultime 8 cifre) compreso tra: E6077301 – E6113446
F6000001 – F6006544
OPEL Corsa D:
Numero telaio (ultime 8 cifre) compreso tra: E6071016 – E6118738
E4181031 – E4308122
2) Se il numero telaio della vettura è compreso in questo intervallo, si deve procedere nella verificare del codice di produzione sull’albero dello sterzo.
Se il codice di produzione sull’albero dello sterzo è 20E4 oppure 20K3, il veicolo rientra tra quelli interessati, e non deve essere guidato per evitare qualsiasi rischio. L’Opel spiega nei dettagli com’è individuato il codice di produzione sull’albero dello sterzo, che avviene tramite delle procedure precise:
Aprire la portiera lato guidatore della vettura.
Verifiare che il veicolo si trovi in un luogo sicuro e che il freno di stazionamento sia inserito, in modo da impedire qualsiasi movimento del veicolo stesso.
La marcia del cambio manuale deve essere in folle, la leva del cambio automatico deve essere nella posizione “P”.

L’Opel spiega nei dettagli com’è individuato il codice di produzione sull’albero dello sterzo, che avviene tramite delle procedure precise:
Aprire la portiera lato guidatore della vettura.
Verifiare che il veicolo si trovi in un luogo sicuro e che il freno di stazionamento sia inserito, in modo da impedire qualsiasi movimento del veicolo stesso.
La marcia del cambio manuale deve essere in folle, la leva del cambio automatico deve essere nella posizione “P”. Avviare il motore per attivare il servosterzo.
Osservare la zona dei pedali, dietro i pedali della frizione, del freno e dell’acceleratore: si vedrà un giunto cardanico che ruota quando si ruota il volante. Ruotare il volante fino a quando si vedeno i codici stampati sul giunto inferiore. Questo codice a 4 cifre è stampato al contrario. Occorre voltare il capo per leggere le cifre correttamente.

Se il codice di produzione non è 20E4 oppure 20K3 la vettura può essere guidata in tutta sicurezza fino al Suo concessionario di fiducia per avere la conferma definitiva.

Per chi non è in grado di eseguire il controllo da solo, si invita a non guidare la vettura e contattare il proprio concessionario Opel, i clienti possono anche rivolgersi al Centro Assistenza Clienti Opel, tel. +39 06 5465 2000 o l’indirizzo mail “opel.italy@gm.com”

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Semi di cannabis: cosa sapere prima di acquistarli

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Quando si parla di cannabis light, si apre un vero e proprio mondo, che comprende anche i semi. Si possono acquistare? Come vanno trattati? Nelle prossime righe di questo articolo, rispondiamo assieme a queste e ad altre domande sul tema.

Semi di cannabis: come riconoscere i migliori

La normativa attualmente vigente in Italia consente all’utente finale di acquistare semi di marijuana. L’importante è che si tratti di cannabis a basso contenuto di THC. Giusto per dare qualche numero in merito, facciamo presente che la percentuale di questo principio attivo, psicoattivo per eccellenza, non deve superare lo 0,2%. Nel testo della Legge 242/2016, punto di svolta normativo che ha rivoluzionato parte dell’economia italiana dando vita a un nuovo business, si mette in primo piano quella che, a tutti gli effetti, è una soglia di tolleranza, consentendo la commercializzazione di cannabis con un contenuto di THC pari allo 0,6%.

Detto questo, facciamo presente che, quando si parla dei semi, si inquadrano prodotti che possono essere regolarmente acquistati sia online, sia presso store fisici. Fondamentale è che il negoziante fornisca il certificato attestante l’iscrizione al Registro Europeo delle Sementi.

I semi di cannabis di qualità possono essere riconosciuti grazie a diversi criteri. Tra questi, come evidenziato da diversi esperti, non rientrano né la forma, né le dimensioni. Come mai? Il motivo è molto semplice e riguarda il fatto che, come nel caso di tantissime altre piante, anche in quello della cannabis esistono varietà che producono semi di una determinata grandezza e altre che, invece, li hanno più grandi o più piccoli. Un esempio utile da chiamare in causa è quello della varietà Indica, che produce semi generalmente più grandi rispetto a quelle delle altre tipologie di cannabis.

Un fattore che invece può rivelarsi indicativo della qualità è il colore. In linea di massima, un seme di marijuana degno di interesse è caratterizzato da una cromia tendente al marrone. In alcuni frangenti, si può notare la presenza di macchie tendenti al nero.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei criteri da considerare quando si punta a scegliere semi di marijuana di qualità! Tra questi è possibile citare la durezza al tatto. Meno un seme è morbido, migliore è la sua qualità.

Cosa sapere sul sesso dei semi

I semi di cannabis che si possono acquistare sia online, sia nei negozi fisici provengono da piante di sesso femminile. Sono tantissime le persone che, alle prime armi nel mondo della cannabis light, si chiedono se sia possibile o meno riconoscere dall’aspetto esterno i semi di cannabis femminizzati. La risposta è negativa. A tal proposito è bene sottolineare l’importanza di diffidare da articoli e schede presenti sul web che millantano la possibilità di riconoscere il sesso dei semi da dettagli esterni come la presenza di depressioni sulle superficie.

I semi di cannabis sono commestibili?

La risposta è affermativa: i semi di cannabis sono commestibili. Quando li si nomina, è doveroso citare un’interessante ricchezza di nutrienti. Fonti di proteine, acidi grassi insaturi e vitamine come la A, la D e la B, possono essere assunti sia crudi, sia tostati.

Prezzi

A questo punto, non resta che chiedersi quanto costino i semi di cannabis. Non è possibile dare una risposta univoca in merito. Sono diversi i fattori che concorrono al prezzo. Tra questi, è possibile citare la genetica della pianta. Per dare qualche numero in merito, ricordiamo che semi di varietà come la Kompolti, tra le più celebri quando si parla di cannabis a basso contenuto di THC, possono costare attorno ai 6 euro a confezione da 25 semi.

Diverso è il caso dei semi di un’altra famosissima varietà, ossia la orange. In questo caso, si può arrivare anche a 10 euro a confezione.

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Rai Yoyo e Rai Gulp dominano la top 10 dei canali digitali per ragazzi

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I dieci programmi più visti nel 2020 sui canali per ragazzi in Italia sono tutti trasmessi dalla Rai. Sul podio tre cartoni animati di Rai Yoyo: Vampirina (436.172 spettatori), PJMasks (404.500) e 44 Gatti (401.578).

I cartoni animati rimangono il genere televisivo prediletto dai più giovani: sui primi 25 programmi se ne trovano 22 di animazione, a cui si aggiungono il programma da studio “Bumbi” di Rai Yoyo, la serie per ragazzi “JAMS” e una replica del “Collegio”, entrambe su Rai Gulp.

La graduatoria del 25 programmi più visti vede 18 programmi dei canali Rai (15 Rai Yoyo e 3 Rai Gulp) e 7 programmi delle reti commerciali.  In Italia ci sono 8 canali televisivi in chiaro per bambini e ragazzi, di cui due della Rai.

Di seguito la Top Ten completa, con gli ascolti delle trasmissioni più viste: 1) Vampirina (Rai Yoyo) con 436.172 spettatori; 2) PJ Masks (Rai Yoyo) con 404.500; 3) 44 Gatti (Rai Yoyo) con 401.578; 4) Topolino e gli amici del Rally (Rai Yoyo) con 400.721; 5) Il Collegio (Rai Gulp) con 398.350; 6) Topolino Strepitose Avventure (Rai Yoyo) con 366.987; 7) Topo Gigio (Rai Yoyo) con 359.885; 8) Dott.ssa Peluche (Rai Yoyo) con 357.072; 9) La Casa di Topolino (Rai Yoyo) con 355.958; 10) Puppy Dog Pals (Rai Yoyo) con 354.503.

Grazie a RaiPlay i titoli di Rai Ragazzi sono inoltre nel corso del 2020 sono stati tra i più seguiti anche in modalità on demand. Rai Gulp ha dominato nel consumo VOD, e nella top 50 programmi on demand dei canali Kids Rai Yoyo è al primo e secondo posto con “Bing” (732.173 di Tempo totale speso) e “Winx Club” (510.965). Al terzo posto la serie “Braccialetti rossi” (490.590). Seguono “Jams” (443.652), “Sara e Marti – #lanostrastoria” (406.889) e “Cercami a Parigi” (348.070).

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La musica attraversa l’oceano e invade il pianeta partendo dalla Casa delle Culture di Velletri

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VELLETRI (RM) – La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri, nella persona del Presidente Tullio Sorrentino e di tutto il CDA, esprime orgoglio e soddisfazione per la prima data dell’evento internazionale “The Bösendorfer Recital” trasmesso in streaming dalla Casa delle Culture e della Musica.

L’Auditorium, e con esso Velletri, è arrivato nelle case, sui computers, sugli smartphone e i tablet di tutto il mondo con centinaia di persone che minuto dopo minuto si sono collegate da ogni parte del globo.

Le opere di Beethoven, un genio che non necessita di ulteriori parole per essere descritto, hanno unito in un momento di forte divisione tutto il pianeta facendo di Velletri il fulcro di questa condivisione non solo virtuale.

Grande merito a Carlo Grante, un professionista ineguagliabile, che ha dato vita a questa connessione anti-pandemica insieme a Bruce Adolphe. Il Maestro Grante, con il suo “fido Bösendorfer”, per parafrasare Fabio Ludovisi, “riesce superbamente a trasferire nell’intimo questo mondo di sensazioni, pur dovendoci accontentare di assistere a questa performance da uno schermo”.

La Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura, nel ringraziare tutti gli attori impegnati nell’organizzazione di questa iniziativa unica nel suo genere, attende con ansia e curiosità i prossimi cinque eventi nel segno di Scarlatti, Mozart. Schubert, Schumann e Brahms.

Velletri nel mondo con le note musicali che attraversano l’oceano e danno un segnale universale in tempi di pandemia: quanto di più bello ci possa essere per allietare queste strane feste.

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