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Cronaca

OSPEDALE MARSALA: SANITÀ SULL'ORLO DEL COLLASSO

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Tempo di lettura 3 minuti All’interno della struttura vi sono ben cinque sale operatorie dotate di macchinari necessari, ma ne è operativa soltanto una e le altre no, la a causa? La mancanza di anestesisti

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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – La sanità a Marsala è sull’orlo del collasso e a pagarne le spese sono proprio i cittadini che ogni giorno si lamentano per i continui disagi. L’Ospedale “Paolo Borsellino” è l’imponente struttura che dovrebbe assistere i cittadini marsalesi, ma così non è perché la mancanza di servizi rallenta inesorabilmente l’efficienza degli stessi. All’interno della struttura vi sono ben cinque sale operatorie dotate di macchinari necessari, ma ne è operativa soltanto una e le altre no, la a causa? La mancanza di anestesisti. Se un cittadino necessita di operarsi che deve fare? Deve far fronte alle liste d’attesa che si possono protrarre anche per 6 mesi, nella speranza che il problema non peggiori. Tranne se ci sono urgenze che ovviamente hanno la priorità. Ma nessuno parla, nessuno sembra voler dire come stanno realmente le cose al “Paolo Borsellino”, eppure l’inefficienza di un servizio reso ai cittadini è pubblico e lo si può leggere sul sito dell’asp poiché vi sono liste d’attesa chilometriche. Per effettuare una Risonanza Magnetica Nucleare (Rm) del Cervello e del tronco encefalico un cittadino deve attendere ben 81 giorni. Ma non è il solo dato sconvolgente poiché servono ben 101 giorni per effettuare un Eco (Color) Doppler dei tronchi sovraortici. I dati appena citati risalgono ad un periodo che va dal 31 luglio del 2015. 
 
 Oltre al problema della sala operatoria vi è anche il problema dei reparti, poiché i pazienti non vengono collocati nei reparti specifici alla loro patologia, ma vengono in altri reparti per mancanza di posti ed è statisticamente provata la morte dei pazienti fuori reparto. Proprio in merito ai ricoveri il sito riporta dell’asp liste d’attesa vertiginose. Un paziente deve attendere 50 giorni per un ricovero in Chirurgia Generale, 20 per Chirurgia Vascolare, 300 per Ortopedia e 90 per Urologia.  Nell’Ospedale di Marsala c’è anche il problema della reperibilità del medico poiché vi sono reparti in cui non c’è medico reperibile, quindi il paziente rimane in balia del suo male e nella speranza che qualcuno lo aiuti. E’ esattamente quello che è successo ad una signora nei primi di Marzo, che si è recata al pronto soccorso dell’Ospedale “Paolo Borsellino” poiché l’anziana madre di 78 anni era rimasta con una lisca di pesce in gola. Le due donne si recano al Pronto Soccorso intorno alle 15.15 e in quel momento non trovano molta affluenza, si rivolgono a chi di dovere e vengono invitare in sala d’attesa. Alle 16.00 vengono chiamate e viene riferito loro che il reparto di Otorinolaringoiatra chiude alle 14.00 e consigliano alle due donne di rivolgersi al primo intervento dell’Ospedale che forse possono ricevere assistenza. Le donne si recano  nel luogo indicato e un medico consiglia alle due donne o di andare a Trapani o di aspettare l’indomani mattina alle 08.00. Le donne decidono di rivolgersi ad un medico privato per far fronte al problema e raccontano quanto accaduto in una lettera aperta a TP24. Ma se un paziente non si può permettere un medico privato come fa?  Il primo comma dell’articolo 32 della nostra carta Costituzionale recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, ma sembra che a Marsala la salute e la garanzia della stessa abbia le fasce orarie. 
 
Ma cosa dicono i documenti ufficiali in merito a questa situazione critica? Le carte riportano che “L'area territoriale dell’ASP comprende le funzioni relative a:  igiene, sanità pubblica, assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro;  assistenza sanitaria di base, specialistica e riabilitativa; medicina fiscale e legale;  farmaceutica;  salute mentale e le tossicodipendenze; sanità pubblica veterinaria;  tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Parlano quindi di una situazione ben diversa rispetto a quella che appare agli occhi di chi chiede l’applicazione di un diritto inviolabile, un diritto che non deve essere calpestato e omesso da nessun vincolo ma garantito con la massima efficienza. 

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Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

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Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

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Trova 4 ladri in casa e ne ammazza uno: in fuga gli altri tre

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Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

FROSINONE – Tragedia nel Frusinate a Santopadre, nei pressi di Arpino. Un uomo, sorpreso in casa con altre tre persone, è stato ucciso con un colpo di fucile dal proprietario dell’abitazione.

Il fatto è accaduto, in serata, poco dopo le 20 nel paese tra il Sorano e la Val di Comino. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora che hanno subito transennato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire cosa sia esattamente accaduto.

Il proprietario di casa, titolare di una ricevitoria-tabaccheria, era stato già derubato in passato. Si è appreso che l’uomo ucciso è un rumeno di 39 anni.

L’uomo, insieme a tre complici poi fuggiti, si è introdotto nella villetta del tabaccaio credendo non ci fosse nessuno. Al rientro nell’abitazione, i rumori provenienti dal piano superiore hanno insospettito il padrone di casa. Durante la fuga uno dei quattro uomini è stato raggiunto dai colpi di fucile e ucciso.

Il magistrato Marina Marra della Procura di Cassino ha interrogato il tabaccaio che avrebbe agito per legittima difesa. Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

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