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Litorale

Ostia criminale, infastidisce la figlia di 15 anni: ucciso in una rissa

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Scene di sangue sul litorale romano. Dovrà rispondere di omicidio il padre della 15enne che ieri davanti alla Stazione Lido di Ostia, nel corso di una rissa, ha ferito un 19enne egiziano morto oggi.
    L’uomo aveva colpito il ragazzo perchè insieme aveva rivolto apprezzamenti pesanti alla 15enne.L’uomo è un 38enne con precedenti per droga e colluso con gli ambiente criminali di Ostia. I carabinieri lo hanno arrestato la scorsa notte con l’accusa di tentato omicidio assieme ad altre sei persone indagate per rissa. Tra i sei anche la vittima. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri la rissa, sembra a colpi di cacciavite, sarebbe scoppiata per degli apprezzamenti che la vittima e un suo connazionale avevano rivolto alla 15enne che ha chiamato il padre. L’uomo, accompagnato da un amico e dal fidanzatino della figlia, è tornato per dare una punizione ai due egiziani ed è nata la violenta rissa. I sette sono stati arrestati dai carabinieri della stazione e della sezione Radiomobile di Ostia.

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Cronaca

Pomezia perde lo stabilimento Sammontana

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“Siamo amareggiati per come stanno evolvendo le trattative. La paventata chiusura dello stabilimento Sammontana di Pomezia mette a rischio il futuro di 96 lavoratori e indebolisce il tessuto produttivo del territorio.

Fin dal primo momento, abbiamo intavolato un discorso prima con i sindacati e poi con l’azienda stessa. Abbiamo in cantiere diversi progetti, programmi e investimenti per rendere sempre più interessante investire nel nostro territorio. Questa programmazione è colpevolmente mancata negli ultimi decenni e oggi ci troviamo a dover costruire da zero.

Abbiamo chiesto a più riprese un incontro con la Regione per discutere, tutti allo stesso tavolo, del futuro delle aziende sul territorio, non solo per rincorrere situazioni puntuali, ma per instaurare un dialogo che possa creare terreno fertile per gli investimenti. Purtroppo questa collaborazione ad oggi è mancata e ci troviamo a parlare, ancora una volta, di esuberi.

Lunedì 25 novembre ci sarà un incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per affrontare la situazione: confido nella possibilità che si possano individuare altre soluzioni per mantenere il sito in città e garantire ai lavoratori un futuro sereno. È necessario un ulteriore sforzo per supportare una realtà importante presente sul nostro territorio”. Lo dichiara in una nota il Sindaco Adriano Zuccalà in merito all’annuncio della chiusura dello stabilimento Sammontana.​

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Cronaca

Manuel Bortuzzo, 16 anni agli autori dell’aggressione e poi la bella notizia: “Questa notizia non mi ridà le gambe”

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“La lesione midollare non è completa. Una notizia pazzesca, come tutto quello che ho fatto in questi nove mesi e ho sempre voluto tenere per me. Quando si parla di cose di cui non si è sicuri, con la medicina è sempre meglio andarci con calma”. Lo ha detto Manuel Bortuzzo, il nuotatore triestino vittima di una sparatoria alla periferia di Roma nel febbraio 2019 che gli ha provocato una lesione midollare, a Che Tempo che fa su Rai 2.

Bortuzzo ha parlato del suo libro ‘Rinascere’, nelle librerie dal 5 novembre: “In questo libro ho voluto annotare tutti i miei progressi, i miei miglioramenti”, ha detto ricordando che si era dato 10 anni per tornare a camminare. “Mio padre mi sostiene nella vita e mi sostiene anche in piedi”, ha poi aggiunto il giovane atleta, commentando una foto pubblicata su Instagram, in cui il padre lo aiuta a stare in piedi.

Gli autori dell’aggressione al nuotatore Manuel Bortuzzo e alla fidanzata sono stati condannati a 16 anni. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano erano accusati di duplice tentato omicidio. Il gup ha riconosciuto la premeditazione.

“La sentenza non cambia le cose: non mi restituirà certamente le gambe – commenta Manuel -. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso. Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Nessuna sentenza mi può fare ritornare come prima. Il mio sogno è tornare a camminare; mi sto impegnando ogni giorno per realizzarlo”.

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Cronaca

Ostia, sgominato centro di smercio della droga

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OSTIA – L’azione di contrasto allo spaccio della droga, messa in campo dai Carabinieri di Ostia ha consentito l’arresto di due pusher, un 43enne di origini calabresi ma residente a Formello e un 45enne romano, entrambi già noti per i loro precedenti, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizionamento.

I Carabinieri, al termine di un prolungato servizio di osservazione hanno effettuato un blitz presso l’abitazione dove si trovava il 43enne calabrese. A seguito della perquisizione dell’abitazione, estesa anche alle aree esterne della casa, i militari hanno rinvenuto oltre 25 chili di droga, tra cocaina, hashish e marijuana, tutto il materiale necessario per pesare e confezionare lo stupefacente, una macchinetta contasoldi nonché la somma contante di 2.500 euro, provento dell’attività di spaccio.

Nel corso della perquisizione sono state scovate e sequestrate anche 2 pistole semiautomatiche, perfettamente funzionanti e complete di munizionamento, sulla cui provenienza sono in corso accertamenti. Lo stupefacente, ancora da sottoporre a “taglio” ed il cui valore di mercato si aggira intorno ai 100 mila euro, avrebbe dovuto rifornire presumibilmente le piazze di spaccio di Ostia e Acilia.

La perquisizione eseguita nell’abitazione del secondo pusher ha consentito di rinvenire e sequestrare un ulteriore quantitativo di cocaina e tutto il materiale occorrente per il confezionamento della droga, oltre a diverse centinaia di euro di denaro contante, provento dell’attività illecita.

Dopo l’arresto sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Roma Rebibbia, mentre la droga, le armi, il danaro ed il restante materiale rinvenuto è stato interamente sequestrato.

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