Connect with us

Roma

Ostia, sequestrato il porto e alcuni stabilimenti

Clicca e condividi l'articolo

Sequestrati 450 milioni a imprenditore Balini

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Redazione

OSTIA – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato un patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato di circa 450 milioni, nei confronti di Balini Mauro, classe 65, imprenditore di Ostia già noto alle cronache per essere stato coinvolto, nell'estate del 2015, in un'indagine coordinata dalla Procura di Roma e condotta dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e trasferimento fraudolento di valori (operazione «Portus Romae»). La misura di prevenzione, assunta dal Tribunale di Roma- Sezione Specializzata per le Misure di Prevenzione- ed eseguita dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, basate anche sulle evidenze acquisite nel corso di altre investigazioni, concernenti i più insidiosi fenomeni criminali che hanno interessato, nel recente passato, il litorale romano e la municipalità di Ostia. Ci si riferisce agli approfondimenti correlati alla nota operazione «Tramonto», condotta- sempre dal G.I.C.O.- nei confronti del potente clan criminale Fasciani, egemone a
Ostia, che ha portato, nel marzo 2014, all'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro di beni per oltre 6 milioni. In tale contesto, sono state approfondite anomale operazioni finanziarie che hanno visto protagonisti il Balini e noti pregiudicati attivi nell'area lidense (già oggetto di plurime investigazioni, anche datate, dirette dalla locale D.D.A., in materia di narcotraffico) contigui al nominato clan Fasciani ovvero all'altrettanto potente clan Senese. Così in un comunicato la Guardia di Finanza di Roma.

A ciò si sono aggiunte le evidenze acquisite nel corso dell'operazione «Nuova Alba», condotta dalla Polizia di Stato, nel cui contesto sono emerse le connivenze del Balini con esponenti delle organizzazioni malavitose interessate al litorale di Ostia. Dalle intercettazioni telefoniche eseguite a suo tempo è emerso che proprio dal mondo degli affari «nella fase dell'ipotizzato rinnovo, per la riforma normativa, degli assetti concessori, che proviene il riscontro delle egemonie di strada createsi in Ostia: inesistenti i Triassi; preoccupati del futuro i gestori già operanti, quali Giacometti, legato a Balini, e collegato agli epigoni della Magliana; decisi all'investimento, e alla creazione sistematica di società strumentali a consentire l'accesso all'affare, siccome fornite di pertinente licenza, i clan emergenti, ossia i Fasciani e gli Spada». In tale contesto, relativamente ai referenti criminali del Balini, figura di primo piano è quella del pregiudicato Di Maria Cleto, narcotrafficante di elevato calibro, al quale Balini aveva concesso, ad un prezzo irrisorio, attraverso una società assegnataria della relativa concessione demaniale, la gestione del chiosco-bar all'interno della spiaggia attrezzata «Hakuna Matata», di Ostia, oggi sequestrata. Inoltre, il Di Maria Cleto curava, per conto del Balini, i servizi di sicurezza e vigilanza all'interno del porto turistico, oltre ad abitare in un appartamento all'interno dello stesso. Ed è proprio il porto turistico di Ostia, insieme ad alcuni stabilimenti balneari (tra i quali «Hakuna Matata» e «Plinius»), il centro degli affari gestiti da Balini, attraverso una serie di società, da oggi affidate agli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale, continua la Guardia di Finanza di Roma.

L'odierna operazione, denominata «Ultima spiaggia», ha consentito di accertare come il Balini sia soggetto «socialmente pericoloso» e titolare, direttamente e/o indirettamente, attraverso familiari conviventi e non, nonchè «prestanome», di una serie di cespiti di ingente valore, assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Tale sproporzione, unita alla citata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere, ai sensi del «Codice Antimafia», il sequestro finalizzato alla confisca dell'intero patrimonio al medesimo direttamente o indirettamente riconducibile. Le risultanze delle in vestigazioni esperite sono state partecipate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia al Tribunale di Roma – Sezione Specializzata per le Misure di Prevenzione che, con proprio provvedimento, ha disposto il sequestro di: patrimonio aziendale e relativi beni di 12 società di capitali; patrimonio aziendale e relativi beni di 2 società estere; 1 impresa individuale; quote societarie di 4 persone giuridiche; 531 unità immobiliari; 11 auto/motoveicoli; 1 imbarcazione ; rapporti finanziari, per un valore complessivo di stima di circa 450 milioni di euro. L'operazione, eseguita con il supporto del II Gruppo e del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Roma, costituisce l'ennesimo intervento del Corpo e della locale Autorità Giudiziaria finalizzato all'aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti «socialmente pericolosi», che sono dediti abitualmente a traffici illeciti e vivono con i proventi di tali traffici, conclude la Guardia di Finanza di Roma.

Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

Continua a leggere

Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

Continua a leggere

Cronaca

Roma, via Marsala: clochard aggrediscono il titolare di una bancarella

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

La scorsa notte, tre cittadini tunisini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro – coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Parioli – con l’accusa di rapina in concorso.

Il gruppo, camminando lungo via Marsala, ha pensato bene di avventarsi su una bancarella di generi alimentari, in quel momento chiusa, posizionata all’angolo con via Marghera, aggredendo e minacciando il titolare – un cittadino del Bangladesh di 42 anni – a cui hanno portato via cibo e bottiglie di birra.

Dopo essersi allontanati, non contenti, sono tornati sui loro passi, ed hanno nuovamente colpito il 42enne del Bangladesh, facendolo cadere a terra, questa volta per portargli via il denaro in suo possesso, circa 200 euro.

Una pattuglia di Carabinieri in transito in quell’istante ha sentito le urla della vittima e visto i tre malviventi darsela a gambe levate col bottino.

Grazie al coordinamento della Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ricevuta la nota dell’episodio ha fatto convergere nella zona anche una pattuglia della Compagnia Roma Parioli, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare i fuggitivi e ad arrestarli.

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, che fortunatamente non ha subito lesioni, mentre i tre rapinatori sono stati ammanettati e portati in caserma in attesa del rito direttissimo.

Continua a leggere

I più letti