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Cronaca

Pagine di storia: il campo di concentramento inglese Sant’Andrea alle porte di Taranto conosciuto come “il campo della fame”

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I prigionieri italiani in gran parte provenienti dai combattimenti in Grecia, in Africa Orientale e dalle formazioni della X° MAS

di Francesco Tagliente*

Forse non tutti sanno che a Taranto, nel secondo conflitto bellico, fu costruito un Campo di concentramento chiamato “Campo S” o anche “Campo di Sant’Andrea”.

Il Campo, ancora visibile fra le masserie Caselle, Torre Bianca, Sant’Andrea e Torre Rossa, nei pressi dell’attuale quartiere Paolo VI, aveva l’obiettivo di raccogliere prigionieri di guerra principalmente italiani, ma anche di altre nazionalità, al fine del successivo smistamento in altri campi di prigionia.

Benché demolito nel maggio del 1946, dalle foto aeree sono ancora riconoscibili in maniera netta i basamenti delle baracche, parte dell’impianto fognario e stradale, nonché i percorsi delle recinzioni.

Alla fine della del secondo conflitto mondiale in quel Campo furono trattenuti circa diecimila prigionieri italiani divisi in 10 grandi recinti o pens, come li chiamavano gli inglesi, in gran parte provenienti dai combattimenti in Grecia, in Africa Orientale e dalle formazioni della X° MAS.

Tra questi anche ex prigionieri italiani provenienti dai vari campi di prigionia inglesi sparsi nelle varie colonie o da campi dell’Algeria e Tunisia. Parte erano prigionieri presi prima del’8 settembre 1943, qualche migliaio era stato catturato dopo l’armistizio nelle isole dell’Egeo.

I prigionieri di guerra italiani restarono rinchiusi in recinti detti Pens senza letti, sdraiati sulla terra nuda al freddo senza servizi igienici e senza cibo sufficiente a soffrire anche la fame.

Molti morirono. I giornali del tempo per questo lo definirono anche “Il campo della fame”.

I cittadini delle comunità della provincia di Taranto, attraverso le varie organizzazioni umanitarie locali (Arcivescovado, Croce Rossa, Ente Comunale di Assistenza, Enti privati) si mobilitarono con grande generosità per aiutare questi prigionieri malnutriti e in condizioni igieniche molto difficili.

Un ruolo importante fu svolto dall’arcivescovo del tempo, Mons. Ferdinando Bernardi e da altri sacerdoti tra cui il suo vicario generale Mons. Guglielmo Motolese.

L’ANCRI, l’Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana intende ricordare anche la storia di questo Campo di concentramento alle porte di Crispiano passato nel dimenticatoio

L’occasione sarà l’evento organizzato dall’ANCRI e dal Comune di Crispiano – dalle ore 18.00 dell’8 settembre al teatro Comunale – per riflettere insieme sul “dramma dei soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutando l’arruolamento nelle file dell’esercito tedesco, vennero fatti prigionieri e internati in campi di concentramento” e sul “significato autentico del Canto degli italiani”.

Per quella occasione ho chiamato il prof Vittorio De Marco, Ordinario di Storia Contemporanea all’Università del Salento, a parlare del Campo di concentramento Sant’Andrea di Taranto e del contributo della comunità del territorio per alleviare le sofferenze dei prigionieri di guerra.

Il prof. Vittorio De Marco è anche autore di un saggio molto interessante “Filo spinato alle porte di Taranto”

Sarà l’Inno Nazionale intonato dal Tenore Francesco Grollo, voce Ufficiale delle Frecce Tricolori e dell’ANCRI, ad introdurre le celebrazioni della ricorrenza della proclamazione.


Dopo i saluti istituzionali e gli interventi del Prof Pietro Speziale (autore del libro “Crispiano – uno sguardo al passato per capire il presente e orientare il futuro”) e del Prof. Vittorio de Marco sul Campo Sant’Andrea, il Generale Fulvio Poli, Capo Ufficio Generale Promozione Pubblicistica e Storia dello Stato Maggiore dell’Esercito, ricorderà il “dramma dei soldati italiani che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutando l’arruolamento nelle file dell’esercito tedesco, vennero fatti prigionieri e internati in campi di concentramento, in condizioni di vita disumane e sottoposti a privazioni di ogni sorta”.

Seguirà una chiacchierata briosa sul Canto degli Italiani da parte del socio onorario dell’ANCRI, Prof Michele D’Andrea Storico del risorgimento, araldista, esperto della materia onorifica e cerimoniale, studioso della musica risorgimentale, autore dello stendardo presidenziale, dello stemma dell’Arma dei Carabinieri e delle revisioni degli stemmi della Marina e dell’Esercito. Per ultimo ha disegnato i nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato.

Michele D’Andrea, svelerà il significato autentico dell’Inno Nazionale con una passeggiata a ritroso nel tempo, con il passo dell’ironia e del disincanto, tra le pieghe della storia ufficiale con le curiosità e gli aneddoti che ne hanno accompagnato la nascita, il successo, il significato.
Non mancheranno i richiami ad altri celebri canti dell’indipendenza italiana e i confronti con gli inni degli altri Paesi, ricchi di retroscena tanto gustosi quanto sconosciuti.
Attraverso la chiacchierata leggera e briosa accompagnata dalla musica si potranno comprendere, da una prospettiva diversa e originale, alcuni aspetti emblematici del nostro Risorgimento.
E previsto anche l’intervento via Zoom della Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni.

Tra i saluti istituzionali oltre a quelli del Sindaco Luca Lopomo e dell’Assessore alla Cultura Aurora Bagnalasta sono attesi il saluto del presidente nazionale dei Benemeriti della Repubblica iscritti all’ANCRI Ufficiale Tommaso Bove e di altre Autorità.

L’evento, che sarà introdotto da me nella veste di delegato ai rapporti istituzionale dell’ANCRI, potrà essere seguito in diretta streaming.

Le misure di sicurezza Covid -19 hanno ridotto il numero di posti al Teatro, che per questo rimane accessibile solo agli invitati.

*Prefetto, già Questore di Roma e Firenze

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Cronaca

Lago di Garda, la traversata di uno psichiatra di 76 anni: torniamo a vivere dopo il Covid

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L’intervista rilasciata a TG com 24

Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe. “Ho visto la morte in faccia, ora rinasco”, dice a Tgcom24

A 76 anni ha deciso di fare il giro del Lago di Garda a nuoto per lasciarsi alle spalle il Covid e “rinascere”. Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe giornaliere del periplo che farà, per un totale di 140 chilometri, nuotando a dorso e stile libero. “Non è una competizione, una gara – spiega a Tgcom24. – Ad ogni bracciata guardo al futuro da persona viva e vitale, così come progettavo di fare durante la malattia”.

Come si sente dopo la prima nuotata?
“Dico la verità, avrei voluto proseguire, ma poi mia figlia Charlotte, che è il mio preparatore atletico, e l’amico Mario, che mi segue in barca per darmi la rotta, mi hanno consigliato di fermarmi, perché ho bisogno di energie anche per domani e per le prossime due settimane. Certo, 40 anni fa ci avrei messo di meno, ma mi accontento delle quasi 5 ore di oggi necessarie per coprire i primi 10 chilometri”.

Cosa è già riuscito a lasciarsi alle spalle dopo le prime bracciate?
“L’idea di questa impresa è nata in un momento molto brutto, perché ammalandomi di Covid ho visto la morte in faccia. Era il 20 marzo 2020 quando ero il numero 34 sotto il tendone degli Spedali civili di Brescia. Ho provato angoscia anche nel post ricovero: io psichiatra ero vittima del disturbo post-traumatico da stress. Non dovevo farlo diventare cronico e ho pensato che desiderare di compiere un’impresa alla mia età mi avrebbe fatto sentire vivo. Così, durante la quarantena, ho progettato questo periplo, allenandomi a casa, perché non volevo solo superare un trauma ma tornare diverso, un altro Camillo. E con le prime bracciate devo dire che ho potuto staccare dal mondo e dal lavoro”.

Come si è preparato atleticamente?
“A casa e in palestra da mia figlia una volta guarito. Ma durante la malattia e in attesa di negativizzarmi facevo tanta ginnastica respiratoria. Sa, al liceo ero un campioncino di nuoto, avrei dovuto partecipare alle Olimpiadi del ’64, ma ho dovuto ubbidire a mio padre e quindi rinunciare all’evento per conseguire la Maturità”.

Che messaggio vuole lanciare con questa impresa?
“Non voglio solo far promozione al Lago di Garda, ma voglio far capire che è importante tornare a vivere e fare sport, dopo il Covid. E soprattutto mi rivolgo ai miei coetanei. Li aspetto, con tanti altri giovani e adulti, l’anno prossimo, per il periplo di gruppo che organizzerò. Non bisogna lasciarsi andare, come succede spesso nella terza età, quando molti stanno davanti alla tv e l’unico movimento che fanno è quello del pollice per cambiare canale”.

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Cronaca

Roma, arrestato il pusher che avrebbe ceduto la droga all’attore Libero de Rienzo

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I carabinieri di Roma hanno individuato e arrestato il pusher che avrebbe procurato la droga all’attore Libero De Rienzo, trovato privo di vita nella propria abitazione il 15 luglio. Si tratta di un cittadino gambiano colto in flagranza del reato di spaccio nei confronti di diverse persone nella zona di Torre Angela. L’uomo effettuava anche “consegne a domicilio” spostandosi da una zona all’altra della Capitale con la metropolitana.

L’analisi dei tabulati telefonici ha consentito di individuare la posizione dello spacciatore proprio nei pressi dell’abitazione dell’attore napoletano nel pomeriggio del 14 luglio.

Dopo il ritrovamento di eroina all’interno dell’appartamento dell’attore napoletano, i militari della Compagnia di Roma San Pietro hanno svolto accertamenti nell’ambiente dello spaccio nelle immediate vicinanze, riuscendo a ricostruire alcuni collegamenti che conducevano al quartiere di Torre Angela.

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Castelli Romani

Ariccia, prove di carico sul ponte: martedi cambia la viabilità

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L’Anas ha comunicato al Comune di Ariccia  che martedì prossimo, 27 luglio 2021, eseguirà le prove di carico sul Ponte Monumentale. Per questo motivo è prevista la chiusura al transito ( dalle ore 8,00 alle 17 e comunque fino al termine delle operazioni di rilevamento ) di Via Appia Nuova Viadotto Ponte Monumentale, per tutte le categorie di veicoli e per i pedoni. Queste  le disposizioni contenute nell’ordinanza n. 90 del 23 luglio 2021 :

PER I VEICOLI

DIREZIONE OBBLIGATORIA A SINISTRA PER VIA VITO VOLTERRA per tutti i veicoli provenienti da Albano Laziale;

DIREZIONE OBBLIGATORIA A DESTRA PER LARGO PORTA NAPOLETANA per tutti i veicoli provenienti da Genzano di Roma, ad esclusione del  traffico locale dei  residenti del Centro Storico di Ariccia;

PER IL T.P.L.

LINEA PUBBLICA DI COLLEGAMENTO GENZANO DI ROMA – ALBANO LAZIALE E ALTRE LINEE DEL T. P. L.

Si dispone la DEVIAZIONE e, comunque, fino al termine delle operazioni, il giorno 27 luglio 2021, della Linea S T L di collegamento Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma sul seguente percorso:

Direzione Albano Laziale-Ariccia-Genzano di Roma

Piazza Mazzini, corso Matteotti, Borgo Garibaldi, via Villini, via Vito Volterra, via B.Tortolini, via Virgilio, via Bertolini, via Parco Chigi, via Uccelliera,  Largo Porta Napoletana, via Appia Nuova, viale F.lli Rosselli, corso Gramsci, viale Matteotti, piazzale Cina;

Direzione Genzano di Roma – Ariccia – Albano LazialePiazzale Cina, viale Matteotti corso Gramsci, via F.lli Rosselli, via Appia Nuova, Largo Porta Napoletana, via Antonietta Chigi Chigi, via Ottaviani, via Uccelliera, via Parco Chigi, via Ireneo Aleandri, via Virgilio, corso Matteotti, Piazza Mazzini;

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