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Cronaca

PALERMO: LOTTA SENZA QUARTIERE ALLO SPACCIO

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I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un totale di 11 arresti in pochi giorni per contrastare la diffusione di droga nella città.

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di Angelo Barraco

Palermo – I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito un totale di 11 arresti in pochi giorni per contrastare la diffusione di droga nella città. In Via Pecori Girarli angolo via XXVII Maggio, i Carabinieri di Piazza Verdi hanno tratto in arresto con l’accusa di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” Arcuni Salvatore e Tinnirello Francesco, già noti alle forze dell’ordine.
 
I due spacciatori sono stati sorpresi mentre vendevano 1.5 grammi di hashish e 1.3 grammi della medesima sostanza ad un altro soggetto. Successivamente a tale avvenimento, gli spacciatori sono stato perquisiti. La perquisizione è stata sia corporale sia presso le loro abitazioni e i Carabinieri hanno trovato 26 stecchette di hashish dal peso di 40 grammi e 70 euro, appartenenti ad Arcuni. A Tinnirello invece venivano trovati 110 euro. Tutto il materiale trovato è stato posto sotto sequestro. I soggetti sono stati condotti presso la casa circondariale “Pagliarelli” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Un altro arresto è avvenuto in Via Francesco Paolo Perez. Un soggetto, Hakashou Remot, deteneva 7 involucri e 9 bustine di marijuana dal peso di 1,100 kg. Nell’abitazione dell’uomo vi erano anche: 5 involucri e 9 bustine contenenti marijuana e nelle tasche del soggetto sono stati rinvenuti 220,00 euro. Il soggetto è stato condotto presso il carcere “Pagliarelli”.
 
Un altro arresto è avvenuto per il soggetto di nome Filippo Mineo e un suo amico minorenne, arresto avvenuto in Via Marchese Pensabene. Altra eclatante operazione è avvenuta nel quartiere “Falsomiere” in Largo Del Pettirosso dove è  avvenuto l’arresto per spaccio di sostanze stupefacenti per Benedetto Di Lorenzo. L’uomo deteneva 47 grammi di cocaina e 27 grammi di eroina. L’arrestato è stato  tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo, conclusosi con la convalida  dell’arresto e la liberazione. Tre Ghanesi sono stati arrestati invece a seguito di una perquisizione domiciliare che a portato al ritrovamento di un involucro di eroina di 7,3 grammi, e altri di 8,3 grammi, una bustina con 0,5 grammi di eroina e 49,3 grammi di marijuana suddivisa in 7 bustine.
 
Altri arresti in Via Materassai dove è stato arrestato Calogero Leandro Naso che, dopo essere stato blocato, è stato trovato in possesso, dopo una perquisizione, di 53 stecche di hashish, 19 dosi di cocaina e diversi contanti. Il soggetto è stato condotto presso il carcere “Pagliarelli”. A Monreale è stato arrestato Salvatore Naimi, sorpreso in flagranza di reato mentre cedeva 3 grammi di hashish ah un altro soggetto. La perquisizione ha portato al sequestro di 12 grammi di hashish. Il soggetto è stato condotto presso il carcere “Pagliarelli”.

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Prato, atti vandalici in pieno centro storico: denunciato un 24enne

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PRATO – Al culmine di una lite scaturita con un coetaneo per futili motivi, un giovane 24enne di Prato, in preda ai fumi dell’alcol,  era rimasto vagante per il centro storico ed ha deciso di sfogare l’eccesso di adrenalina accanendosi contro dei vasi e delle fioriere poste ad ornamento di alcuni negozi della centrale via Garibaldi, distruggendole.  Non pago  imbrattava la strada svuotando i cestini pubblici  disperdendone il contenuto ovunque.

I fatti risalgono alla notte del  24 maggio scorso. La scena che si era presentata alle prime pattuglie intervenute sul posto raccontava di una gratuita violenza su tali arredi cittadini, che oltre al danneggiamento in se stesso, rilevava per l’immagine di degrado e di insicurezza pubblica che restituiva alla città ed al suo centro storico.

Anche per questo motivo, vista peraltro la denuncia delle parti offese,  i Carabinieri della Sezione Radiomobile  hanno immediatamente svolto tutti gli accertamenti necessari finalizzati  all’identificazione del responsabile, riuscendo ad identificarlo e segnalarlo per il reato danneggiamento aggravato alla competente Procura di Prato.

Non è la prima volta che le vie del centro storico vengono fatte oggetto di atti di vandalismo o deturpamento, ma stavolta il responsabile dovrà risponderne all’Autorità Giudiziaria.

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Taranto, operazione “Brothers”: smantellato dalla Polizia di Stato market della droga nel Rione “Tamburi”

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TARANTO – La Polizia di Stato di Taranto  ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 6 misure cautelari personali (di cui 4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip presso il Tribunale di Taranto nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti a vario titolo indiziati in concorso di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti.

L’attività prende avvio a seguito di mirati servizi su un circolo ricreativo ubicato in via Orsini, nel popolare quartiere “Tamburi”.

Le indagini, condotte dal personale della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Taranto, hanno consentito di accertare come il piccolo circolo ricreativo, apparentemente il classico punto di ritrovo del quartiere dove poter trascorrere un po’ di tempo in compagnia e consumare qualche birra, fosse in realtà un market della droga, capace di soddisfare la domanda della “clientela” a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il tutto grazie ad una distribuzione di ruoli e a turnazioni quotidiane che consentivano di non interrompere mai lo spaccio, al punto che lo stesso era divenuto un riferimento sicuro per numerosi consumatori di sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’attività, i poliziotti hanno documentato innumerevoli cessioni di sostanza stupefacente, ricostruendo dettagliatamente il collaudato e articolato modus operandi del gruppo, che si caratterizzava per un’organizzazione “a staffetta” in cui ciascuno dei sodali, di volta in volta, svolgeva il ruolo di spacciatore, vedetta, custode o corriere.

Così, c’era chi, solitamente i gestori del circolo, rimanendo in attesa sulla porta, si occupava di ricevere gli acquirenti; chi, una volta ricevuto l’ordine, si occupava di consegnare la sostanza stupefacente e chi, solitamente residente a poca distanza dal circolo, si occupava di custodire lo stupefacente, assicurando così, al gruppo la possibilità di rapidi e costanti rifornimenti.

Infatti, in talune occasioni, finita la scorta nella disponibilità del pusher, i corrieri si allontanavano in sella a piccoli ed agili scooter, sfrecciando senza difficoltà nel traffico cittadino, per far ritorno, poco dopo, e consegnare le dosi per la vendita al minuto.

Eloquente anche l’atteggiamento degli acquirenti  che, dopo essersi trattenuti all’interno del circolo il tempo strettamente necessario per rifornirsi dello stupefacente, dopo aver occultato la droga sulla propria persona, si allontanavano dal circolo avvalendosi del controllo della zona operato a turno dagli arrestati. Cautele, queste, tipiche degli assuntori, evidentemente finalizzate ad evitare eventuali controlli e a preservare lo stupefacente appena acquistato da eventuali sequestri.

Le investigazioni, condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica, hanno, in definitiva, consentito di dimostrare inconfutabilmente come gli arrestati siano inseriti stabilmente in un vasto circuito criminale, impegnato nello smercio quotidiano di droghe, sia leggere che pesanti (in particolare cocaina e hashish), per un elevato numero di cessioni giornaliere.

A riprova di ciò, vi è la circostanza che, nonostante gli arresti effettuati nel corso delle attività, la piazza di spaccio ha continuato a mantenere un elevato livello di efficienza, indicativa del radicamento nel tessuto criminale cittadino.

Sulla base del solido quadro indiziario rappresentato, il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto la pericolosità sociale degli indagati e le esigenze cautelari che  hanno giustificato l’applicazione delle misure restrittive.

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Palermo, Ballarò: carne avariata e parrucchieri senza autorizzazione: Carabinieri sequestrano 3 attività

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PALERMO – I Carabinieri della Compagnia Piazza Verdi, coadiuvati dal N.A.S. di Palermo, nell’ambito dei servizi finalizzati alla repressione dell’abusivismo commerciale, hanno effettuato una serie di controlli nel quartiere Ballarò. I militari hanno deferito in stato di libertà N.D., una donna ghanese 28enne, e sequestrato amministrativamente la macelleria da lei gestita, perché deteneva in pessimo stato di conservazione oltre 50 chili di carne bovina e ovina destinati alla vendita.

Inoltre, sono state chiuse al pubblico due attività di acconciatore per donna, gestite anche in questo caso da due cittadine ghanesi, poiché risultate prive di qualsiasi autorizzazione. I locali e le attrezzature sono stati sequestrati, e sono state elevate sanzioni per un totale di 3.500 euro.

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